Mondo Disney: “Aladdin, il tappeto volante ci accompagna proprio lì”

La trama del classico Disney La tentazione di cantare ogni volta che si nomina Aladdin è forte in tutti i Disneyani che amano questo classico, ecco perché partiamo con un titolo sprint, che ci immerge subito nell’atmosfera di Agrabah, terra del Sultano, caduta sotto il malvagio controllo del Gran Visir, Jafar. Jafar, infatti, esercita la stregoneria e riesce a controllare la mente e quindi la volontà del Sultano. Tuttavia il suo dominio non è ancora completo e ciò che Jafar desidera di più è mettere le mani su un’antica lampada, capace di sprigionare un Genio che esaudisce i desideri. Nel

La trama del classico Disney

La tentazione di cantare ogni volta che si nomina Aladdin è forte in tutti i Disneyani che amano questo classico, ecco perché partiamo con un titolo sprint, che ci immerge subito nell’atmosfera di Agrabah, terra del Sultano, caduta sotto il malvagio controllo del Gran Visir, Jafar. Jafar, infatti, esercita la stregoneria e riesce a controllare la mente e quindi la volontà del Sultano. Tuttavia il suo dominio non è ancora completo e ciò che Jafar desidera di più è mettere le mani su un’antica lampada, capace di sprigionare un Genio che esaudisce i desideri.

Nel frattempo, Jasmine, la figlia del Sultano, è infelice a causa dell’appiattimento del padre e dello strapotere di Jafar, la principessa fugge e conosce Aladdin, un ladruncolo di Agrabah dall’animo nobile, il cui stile di vita è dettato dalla fame in cui è piombato il regno. Jasmine si rende conto di aver sempre ignorato quali fossero le condizioni della sua gente e si innamora del giovane Aladdin, che la ricambia a sua volta.

Prima che i due possano rivelarsi quello che provano, Jafar scopre che Aladdin è colui che compirà l’impresa di ritrovare la lampada, secondo una profezia, e perciò sotto mentite spoglie, nel momento in cui Aladdin viene arrestato per suo ordine, si finge un prigioniero come lui e gli parla della Caverna delle Meraviglie e gli chiede supporto per trovare la lampada, promettendogli come tornaconto una ricompensa che gli potrà consentire di proporsi come marito di Jasmine.

Nella Caverna Aladdin e la sua scimmia Abu, trovano la lampada, ma Abu provoca il crollo della caverna cercando di trafugare un rubino. Grazie all’ausilio di un magico tappeto capace di volare i due compagni riescono a uscire in tempo e a salvarsi. Jafar per impossessarsi della lampada cerca di uccidere Aladdin, ma non ci riesce e il ragazzo, sfuggito al malvagio gran visir, strofina la lampada accidentalmente, non conoscendone il potere, e libera il Genio che dice ad Aladdin di essere il suo padrone e che esaudirà tre dei suoi desideri. Ovviamente la sua magia non può condizionare i sentimenti e la vita o la morte delle persone.

Il ragazzo chiede di essere tramutato in un principe, in modo da poter chiedere la mano della sua Jasmine, che all’inizio non riconoscendolo lo rifiuta. Solo in un secondo momento, parlando con lui, si accorge di chi sia e Aladdin le dice che in realtà è un principe che si è finto uno straccione (anche se non è così, Aladdin lo fa in buona fede perché non si sente all’altezza della principessa). Prima che i due possano coronare il loro sogno d’amore, Jafar entra in possesso della lampada e si fa trasformare dal Genio nel sultano di Agrabah e chiede che i suoi poteri magici siano accresciuti.

Nello scontro finale tra Aladdin e Jafar, in cui il cattivo stregone si è trasformato in un serpente gigantesco e sta per porre fine alla vita del ragazzo, Aladdin lo trae in inganno dicendogli che il Genio sarà sempre più potente di lui e che non avrà mai tutto il potere che desidera, così Jafar esprime il desiderio di farsi trasformare in un Genio e viene catturato dalla lampada. In questo modo Aladdin salva Agrabah, libera il Genio buono, al quale aveva promesso la libertà, e fa chiarezza sulla sua identità. Nonostante ciò, il papà di Jasmine, che ha riacquistato la sua lucidità, lo premia per il suo coraggio e per aver di fatto salvato il regno, e gli consente di sposare Jasmine.

Jasmine: la principessa di Agrabah

Il funko pop di Jasmine, il primo della collezione di bobbleheads, numerato 52, rappresenta la principessa di Agrabah con gli abiti tipici del sultanato (pantalone alla turca per intenderci), di cui lei veste l’azzurro, e le scarpe con la punta all’insù. Jasmine ha i tratti orientali e la pelle mulatta, lunghi capelli raccolti in una treccia, attraverso un nastro azzurro, che sulla testa porta una pietra preziosa. La principessa inoltre indossa una collana e grandi orecchini d’oro.

Jasmine è coraggiosa, ostinata e un pelo superba, finché non apre gli occhi sulle condizioni reali del suo regno, che le è molto a cuore. Non le importa delle ricchezze o del titolo, ma cerca come tutte le nostre principesse Disney il vero amore. In lei è forte anche il desiderio di scoperta e infatti il tappeto volante che accompagna lei e Aladdin le consente di vedere quel mondo, che come una bambina, è ancora capace di sorprenderla e affascinarla, più dei suoi possedimenti e della sua vita nel palazzo del Sultano.

Jafar: Il Gran Visir malvagio

Jafar è il Gran Visir del sultanato, ossia  il primo ministro, dotato di poteri magici oscuri. Il suo aspetto denota anche la sua bruttezza interiore, infatti ha un viso allungato con due occhi enormi e a tratti stralunati, contornati di occhiaie profonde, due baffi arcigni che rivelano un sorriso amplio e malefico. Anche lui indossa gli abiti orientali , con il copricapo tipico dei sultani, ma a differenza degli altri porta una lunga veste coperta da un mantello.

I suoi colori sono il rosso e il nero. Jafar ha uno scettro con la testa di cobra, attraverso il quale si libera il suo potere. Lo accompagna un pappagallo di nome Iago, che è il suo unico amico e aiutante nella realizzazione dei suoi crudeli piani.

Nel bobblehead i suoi occhi sono completamente bianchi e i baffi sono rivolti verso il basso.

Il Genio: la simpatia di un personaggio unico, in Italia doppiato dal grande Gigi Proietti

Il Genio è probabilmente il personaggio più amato del lungometraggio Disney. Simpatico, sagace, il suo segno distintivo sono appunto le sue battute di spirito accompagnate alle sue trasformazioni e alle sue espressioni sia facciali che vocali. Nella versione italiana abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo con la voce del maestro Proietti, che non solo ne ha restituito la natura con cui era stato pensato il personaggio, ma lo ha di gran lunga innalzato nella resa e nelle aspettative.

Il genio esce dalla lampada in cui è imprigionato e dopo aver esaurito tre desideri, passa nelle mani del nuovo padrone che rinverrà la lampada, destinata a scomparire dopo le tre richieste. E’ un omino blu, dall’aspetto fisicato, con una netta sproporzione di forme tra il capo, il busto e il resto del corpo. Ha un ciuffo di capelli raccolti in un anello dorato e porta un orecchino all’orecchio destro. Il suo naso è allungato e ha una barbetta che termina a ricciolino.

Anche lui porta il pantalone alla turca e le scarpe a punta. Ai polsi ha due grandi bracciali d’oro. Ci sono tantissime battute che meriterebbero di essere ricordate ma per chiudere la presentazione del nostro Genio ho scelto il momento in cui lui e il tappeto volante giocano a scacchi.

Genio: “Mica male come mossa! Roba da pazzi questo mi ha messo al tappeto!” 

Aladdin: “il diamante allo stato grezzo”

Aladdin, nella profezia conosciuta da Jafar, viene chiamato il diamante allo stato grezzo ad indicare il suo status di povero ma allo stesso tempo di persona di gran coraggio e valore. Ad Agrabah vive di espedienti, ma nel momento in cui conosce Jasmine e viene messo alla prova dagli eventi si rivela per il diamante che è, salvatore del regno e amico fidato che, invece di assecondare un suo ultimo desiderio, restituisce la libertà al Genio e onora la promessa fattagli.

Aladdin indossa un gilet aperto sul suo petto piuttosto muscoloso e i pantaloni alla turca rattoppati, che ne chiariscono già dall’aspetto la condizione di umiltà in cui si trova. Ha dei folti capelli neri e la pelle mulatta proprio come la sua principessa. Prima di farsi trasformare dal Genio nel principe “Alì Ababua”, ha i piedi nudi e gli abiti modesti appena menzionati. Quando viene trasformato, il suo aspetto cambia notevolmente e lo vediamo con un decoro degno di un sultano, nei suoi abiti bianchi e dorati e nelle sue scarpe con la punta all’insù.

 

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Una risposta

  1. Nicoletta Vaglica

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