Mondo Disney: Volo con Peter sull’Isola che non c’è

Peter Pan: storia e filmografia “Il motivo per cui gli uccelli a differenza degli esseri umani sono in grado di volare risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali” ha scritto James Matthew Barrie. Peter Pan rappresenta questo, il nostro bambino interiore, quella parte di noi capace di avere sempre fiducia nell’impossibile. Del suo personaggio abbiamo tantissime versioni, la prima è quella del 1953 firmata appunto Disney e ispirata dal romanzo di Barrie. Nel film d’animazione intitolato “Le avventure di Peter Pan”, Peter è un bimbo sperduto che rifiuta di crescere e ciò è reso

funko pop peter pan

Peter Pan: storia e filmografia

Il motivo per cui gli uccelli a differenza degli esseri umani sono in grado di volare risiede nella loro fede incrollabile, perché avere fede vuol dire avere le ali” ha scritto James Matthew Barrie. Peter Pan rappresenta questo, il nostro bambino interiore, quella parte di noi capace di avere sempre fiducia nell’impossibile. Del suo personaggio abbiamo tantissime versioni, la prima è quella del 1953 firmata appunto Disney e ispirata dal romanzo di Barrie.

Nel film d’animazione intitolato “Le avventure di Peter Pan”, Peter è un bimbo sperduto che rifiuta di crescere e ciò è reso possibile dall’isola dove vive, l’Isola che non c’è, che è pregna della magia delle fate. Amici di Peter sono Trilli, una fata anche conosciuta come Campanellino, e un gruppo di bambini che come lui non vogliono più tornare a casa e diventare adulti. Quando Peter conosce i Darling a Londra inizia una grande avventura che porta Wendy, Michael e John a rivalutare l’idea di vivere per sempre senza crescere.

Sull’Isola i tre fratelli conoscono le sirene, i pirati, gli indiani e il fascino del proibito comincia ad affievolirsi con l’aumentare delle situazioni di pericolo e di difficoltà. Soprattutto Wendy, che è la sorella maggiore, sviluppa un istinto materno che fa sorgere nei bambini dell’Isola il desiderio di riavere una mamma, qualcuno che li conforti prima di dormire e li tenga lontano dalle paure e dai cattivi. Peter è il solo che non riesce a cambiare la sua natura, pur riuscendo alla fine a capire i suoi nuovi amici.

Per il ciclo filmissimi le edizioni più conosciute e amate del soggetto di Peter Pan sono: “Hook, Capitan Uncino”, diretto da Steven Spielberg, e “Peter Pan” di P.J. Hogan.

Il primo annovera nel cast attori come Dustin Hoffman, Robin Williams, Julia Roberts e rivisita la storia originale mostrando Peter adulto e a Londra con Wendy. Nel viaggio di ritorno sull’isola che non c’è ad opera di Trilli, Peter rivive delle avventure che aveva dimenticato nel momento in cui aveva scelto di crescere e ricomincia a credere nelle fate (“ogni volta che un bambino smette di credere da qualche parte una fata muore”). All’inizio il suo personaggio è soggetto al ludibrio di tutti i bimbi sperduti e dello stesso Uncino, ma attraverso le qualità immutate nel tempo e lo spirito della gioventù che non viene cancellato dai segni del tempo, Peter riesce di nuovo a essere l’eroe di quel mondo e a ritrovare una parte di se stesso che gli consentirà di vivere meglio anche a Londra.

Il secondo film, diretto da Hogan come anticipavo, è in buona sostanza un calco del film d’animazione, ma la bellezza e la bravura dell’allora giovanissimo Jeremy Sumpter hanno reso quella del 2003 una della versioni più riproposte in tv. Sul canale italiano “Italia Uno” inoltre, dal 1991, è andato in onda l’anime di Peter Pan in 41 episodi, frutto del lavoro della Nippon Animation, che rielabora in una formula più breve e accattivante il romanzo di Barrie e i suoi personaggi. Chi della generazione del ’90 non lo ha visto almeno una volta o non ricorda il motivetto di Cristina D’Avena “Peter Pan è proprio sorprendente, vola quando vuole qua e là, ogni tanto è un po irriverente, ,ma così divertente. Peter Pan è sempre un bambino non invecchia neanche un pochino, con lui ti diverti, sogni ad occhi aperti sull’isola che non c’è”?

Peter Pan nel merchandising: Il funko pop

Il mercato per collezionisti sviluppatosi intorno al personaggio di Peter Pan propone una vasta oggettistica, di cui parlerò in seguito, esaurita la categoria dei funko, e ovviamente anche nella tradizione dei Pop ha trovato rappresentazione, divenendo per tutti i disneyani un pezzo irrinunciabile della raccolta.  Il bobblehead del nostro bimbo sperduto ha il numero 25 e risponde per caratteristiche alla rappresentazione del film animato Disney del 1953.

Peter ha i capelli rosso-arancio, che ne rivelano sin da subito, sulla scia del topos letterario, il carattere piuttosto discolo. Veste di verde, non è lui il nostro eroe in calzamaglia, e forse non lo consideriamo neanche un eroe canonico. Per tutti noi, o quasi, Peter è l’incarnazione dell’irrazionale, una  colorata sfumatura della psiche che ci rende umani e allo stesso tempo eroi quando la spavalderia si fa coraggio e la fede si fa speranza. Sul cappello, sempre verde, porta una piuma rossa, dono della sua amica indiana Giglio Tigrato.

Peter ha un pugnale alla cintola, con cui conduce la sua vita sull’isola come un “selvaggio” e che usa come arma di difesa in caso di pericolo. I bambini dell’Isola infatti vivono di caccia e di mezzi “primordiali”, infatti quando arrivano i Darling assistiamo all’incontro di un mondo industrializzato ed evoluto, come quello di Londra da cui provengono i tre fratelli protagonisti, e quello quasi arcadico e incontaminato dell’Isola che non c’è.

Il numero 25 è il primo funko pop di Peter, seguito poi dal 279 che ripropone il piccolo Pan in posa volante. All’interno della scatola c’è una piccola staffa di sostegno e diversamente dal primo funko, dove Peter ha una mano sul fianco e l’altra aperta e rivolta verso l’alto, in questa edizione hot topic entrambe le braccia tendono verso il basso, a modulare la spinta per il volo.

 

Tinker Bell: la fatina dispettosa

Tinker Bell, letteralmente “campanello” è la fata che non abbandona mai Peter nelle sue avventure. Gli è legata quasi come se ne fosse infatuata, infatti non appena Wendy arriva sulla scena Trilli diventa livida di rabbia e gelosia e il tutto è peggiorato dall’atteggiamento scostante di Peter che rivolge le sue attenzioni alla Darling. Quella di Peter in realtà è una sorta di curiosità, diversamente da Wendy sembra più restio a dei sentimenti che sembrano già più adolescenziali. Quando Wendy prova a baciare Peter Pan, è memorabile la scena in cui Trilli le tira i capelli ed evita il contatto tra i due. Il solo bacio che Peter riceve è quello di Giglio Tigrato, al quale reagisce con un enorme rossore proprio come farebbe un bambino.

Trilli ha gli abiti verdi come Peter e la chioma bionda. Sulla schiena si spiegano le sue ali di fata e e nella mano destra impugna una sottile bacchetta. Nel film d’animazione in realtà vediamo soprattutto la povera Trilli “spremuta” qui e lì per un po’ della sua polvere, capace, assieme a tanta fantasia, di far volare anche gli esseri umani. Non si sente mai la sua voce, solo Peter e gli altri abitanti dell’Isola riescono a capirla. Proprio Uncino ne sfrutta a un certo punto la debolezza, dopo che Campanellino si allontana da Peter che la bandisce per aver provato ad eliminare Wendy, e si fa rivelare il luogo di rifugio dei bimbi sperduti.

Alla fine Trilli trova un rimedio al suo comportamento aiutando di nuovo Peter, che la perdona e la riammette all’Albero dell’Impiccato. Del funko oltre questa edizione, ce n’è un’altra con la stessa numerazione, dove la sola differenza è il glitter usato per le ali e gli abiti della fatina che allude proprio alla sua polvere magica.

Captain Hook: il villain coi baffi impomatati

Dopo aver parlato della versione di Uncino di Once upon a time, dove godiamo della redenzione del villain e di un aspetto piacente grazie a Colin O’Donoghue, con il classico Disney torniamo alla versione del capitano malvagio coi baffi impomatati. In realtà anche nella versione originale del film d’animazione, pur presentando connotati negativi, Uncino non è prototipo del male assoluto, ma anzi è anche lui alle prese con il suo villain personale: il coccodrillo che non vede l’ora di mangiarlo, dopo avergli già divorato una mano.

E’ un fifone, che all’occorrenza tira fuori astuzia e prepotenza, che gli consentono di governare la sua ciurma di stolti pirati e di prendersi gioco, come ho già scritto, di Trilli.

Uncino indossa abiti raffinati e un cappello con una lunga piuma in cima. Il suo aspetto ricorda per certi versi quello di un moschettiere, di cui però purtroppo non ha né il coraggio né l’onore. Ha lunghi capelli neri e un naso piuttosto evidente a dare un aspetto ancora più ridicolo e caricaturale ai baffi. L’uncino è al posto della sua mano sinistra e il papà di Wendy, John e Michael lo chiama in maniera dispregiativa “Capitan Mancino” per scoraggiare i figli al credere in quelle che per lui sono solo delle favole.

Il suo mozzo di fiducia è Smee (Spugna), che obbedisce a ogni suo ordine e capriccio e di cui dirò nel successivo paragrafo.

Smee: il maldestro mozzo del capitano

Con Smee, alias Spugna, si chiude questo breve excursus sull’Isola che non c’è. Smee, come ogni personaggio minore, ha sia nel classico Disney che nella rivisitazione di Once Upon a Time un fascino speciale. Sbadato, talvolta al limite dello sciocco, divertente, leale col suo capitano, per nulla impavido. In poche scene la sua psicologia è capace di far affezionare i fan e di farli entrare in empatia con lui, tanto da renderlo un personaggio alla stregua dei più importanti.

Infatti abbiamo  la sua riproduzione ufficiale in bobblehead e non quella di Wendy Darling, per esempio.

Spugna indossa un cappello rosso, che ricorda molto lo stile di quelli da notte, è piuttosto anziano a giudicare dai suoi capelli bianchi. Sul naso a patata porta dei sottili occhiali e indossa una maglia a righe, abbastanza tipica dell’ambiente marinaro, che lascia scoperto un pancione piuttosto evidente. Il tocco del pirata paffuto non fa che amplificare quella sensazione di “simpatico disastro” verso il quale è impossibile provare sentimenti negativi.

Dopo anni ancora stiamo ridendo per la scena in cui Spugna rade il sedere a un gabbiano che si era appollaiato sulla testa imbacuccata di Uncino. L’uccello non appena si accorge del misfatto vola via e Smee crede di aver decapitato il suo capitano e ne cerca goffamente la testa.

 

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Una risposta

  1. Nikky

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