Spirulina

La spirulina è un prodotto che deriva da alghe originarie di aree tropicali e subtropicali, e che da secoli viene utilizzata come alimento dalle popolazioni delle zone di origine. Grazie al suo elevato contenuto in proteine, amminoacidi essenziali, antiossidanti, sali minerali e vitamine, la spirulina è un integratore utile e molto apprezzato anche in occidente. In questa guida scopriremo le origini della spirulina, le sue caratteristiche distintive e i suoi numerosi benefici sulla salute, discutendo anche di alcuni punti controversi che riguardano questa fonte alimentare.

Con il termine “Spirulina” si identifica un prodotto che deriva da microalghe appartenenti al gruppo delle alghe azzurre (cianobatteri), ovvero la Arthrospira platensis e la Arthrospira maxima. Molti fonte attribuiscono queste alghe ancora ad una vecchia classificazione, che le vedeva come appartenenti al genere Spirulina (e quindi riportate come Spirulina platensis e Spirulina maxima), ma è bene specificare che ci si riferisce agli stessi organismi.

Spirulina

Cos’è la Spirulina

Le microalghe del genere Arthrospira sono di colore verde scuro, filamentose e galleggiano liberamente nell’acqua; sono caratterizzate da una forma cilindrica e da un’elica sinistrorsa (da qui, appunto, il nome spirulina) che ne permette i movimenti. Esse sono originarie di laghi tropicali e subtropicali caratterizzati da acque calde e dal pH alcalino (abbondanza di carbonati e bicarbonati); in particolare l’Arthrospira maxima è originaria dell’America centrale (lago Texcoco), mentre l’Arthrospira platensis proviene da Asia ed Africa (lago Ciad, in Africa, e lago Chenghai, nella provincia cinese dello Yunnan). Attualmente la spirulina è coltivata in diverse aree del mondo: i maggiori produttori sono Stati Uniti, Tailandia, India, Cina, Pakistan, Taiwan, Cile e Myanmar.

Nei secoli passati, le popolazioni precolombiane ed africane già conoscevano ed utilizzavano queste microalghe a scopi alimentari. Negli scritti lasciatici dalle spedizioni del famoso conquistador Hernán Cortés si descrive la raccolta e il commercio della spirulina nella zona del lago Texcoco, situato nella Valle del Messico, da parte degli Aztechi che proseguì sino al XVI secolo. Ben più antico è l’utilizzo della spirulina da parte delle popolazioni africane, ed in particolar modo di quelle della zona del lago Ciad: le prime testimonianze storiche sul suo utilizzo risalgono già al IX secolo e tuttora esiste un fiorente commercio di spirulina, venduta in panetti (detti dihé).

Attualmente sul mercato si trovano diversi tipi di prodotti a base di spirulina, destinati sia all’alimentazione animale (cibi per acquacoltura, acquari o per il bestiame) che a quella umana. In quest’ultimo caso esistono sia cibi veri e propri che integratori alimentari a base di spirulina, spesso in forma di tavolette, compresse, polvere e fiocchi disidratati.

Alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sull’Alimentazione svoltasi nel 1974 la spirulina venne definita “il miglior cibo del futuro” per via delle sue alte rese e del suo elevato contenuto nutritivo. Ecco che, dunque, alcuni Paesi appartenenti alle Nazioni Unite fondarono nel 2003 l’IIMSAM, ovvero l’Istituzione Intergovernativa per l’uso della microalga Spirulina contro la malnutrizione (vedi link in fondo alla pagina).

Ma la spirulina presenta aspetti talmente interessanti dal punto di vista dell’alimentazione che potrebbe costituire anche il cibo degli astronauti nelle missioni spaziali del futuro. Sia la NASA che l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ne stanno valutando infatti la coltivazione e l’impiego nell’alimentazione durante le future missioni interplanetarie!

Caratteristiche della spirulina

La spirulina è caratterizzata da un contenuto proteico decisamente elevato, che oscilla fra il 55 ed il 77% del peso secco a seconda delle alghe di provenienza. Ma non solo: queste proteine sono formate da uno spettro amminoacidico completo di tutti gli amminoacidi essenziali, ovvero quelli che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare e che, conseguentemente, possono essere garantiti solo con l’alimentazione.

Fra gli altri importanti elementi nutritivi della spirulina, sono da ricordare:

  • Acidi grassi insaturi (acido linoleico, alfa-linolenico, gamma-linolenico, stearidonico, docosaesaenoico, arachidonico ed eicosapentaenoico);
  • Pigmenti vegetali (beta-carotene, clorofilla A, xantofille, mixoxantofille, zeaxantina, echinenone, idrossiechinenone, diatoxantina, beta-criptoxantina, cantaxantina ed oscillaxantina);
  • Ficobiliproteine (ficocianina, alloficocianina);
  • Vitamine A, D, E, C, B1, B2, B3, B6, B9;
  • Sali minerali ed oligoelementi (potassio, calcio, ferro, rame, cromo, magnesio, manganese, fosforo, sodio, selenio e zinco).

La spirulina è caratterizzata da buone proprietà immunomodulatrici, ovvero che permettono di regolare e rendere più efficiente la risposta immunitaria dell’organismo; per questo, essa viene apprezzata come coadiuvante per il trattamento delle allergie. Ad esempio uno studio del 2005 pubblicato sul Journal of Medicinal Food ha evidenziato come la somministrazione di spirulina sia protettiva nei confronti della febbre da fieno. Una ricerca più recente, del 2008, ha dimostrato come la spirulina sia in grado di ridurre del 32% la secrezione di interleuchina-4 (IL-4), una sostanza proinfiammatoria, determinando nei 150 pazienti sottoposti al test una significativa riduzione dei sintomi dovuti a rinite allergica. E non finisce qui: un’altra ricerca del 2008 riporta come la spirulina sia in grado di regolando la secrezione di interleuchina-2 (IL-2) in pazienti geriatrici coreani che soffrivano di infiammazioni ed artrite.

Ma non solo: secondo ricerche effettuate in vitro, la spirulina svolge un effetto inibitore nei confronti della replicazione del virus HIV in diversi tipi di cellule umane (linfociti T, cellule di Langerhans e cellule mononucleari del sangue periferico). Sempre da studi in vitro, non ancora replicati su esseri umani, la spirulina è in grado di legare a sé il ferro, proprietà che può essere sfruttata nel caso di terapie d’urto che prevedono l’impiego di questo elemento in dosi molto elevate (come ad esempio nella cura dei neuroblastomi).

È stato dimostrato che la somministrazione di spirulina in bambini affetti da denutrizione o malnutrizione è in grado di curarne l’anemia, nonché di causare un aumento del peso corporeo e di migliorarne la salute complessiva. Per questo, le sue applicazioni soprattutto nei Paesi più poveri sono estremamente interessanti, ed al vaglio della comunità medica internazionale.

Uno studio messicano risalente al 2007 ha evidenziato come l’assunzione giornaliera di soli 4.5 grammi di spirulina per un periodo di sei settimane determinasse nei pazienti sottoposti al test la riduzione del colesterolo totale e dei trigliceridi, l’aumento del colesterolo “buono” (HDL) a scapito di quello “cattivo” (LDL) ed un abbassamento della pressione sistolica e diastolica.

La spirulina può anche essere impiegata anche nel trattamento dell’avvelenamento da arsenico, poiché efficace nei confronti di cheratosi e melanosi. Il suo elevato contenuto di antiossidanti naturali è inoltre in grado di contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento delle cellule dell’organismo, con conseguenze positive sulle funzionalità muscolari e metaboliche. Di questi effetti positivi possono beneficiare grandemente le persone di tutte le età, ma anche e soprattutto gli anziani.

La spirulina è un prodotto ben digeribile, poiché le sue pareti cellulari non contengono cellulosa; è inoltre adatta all’alimentazione degli sportivi non solo per le proteine e gli antiossidanti contenuti, ma anche per il suo contenuto in ferridossina e biotina che, durante gli sforzi muscolari intensi, rallentano la formazione dell’acido lattico.

Aspetti controversi della spirulina

Come abbiamo avuto modo di vedere, in termini quantitativi la spirulina è caratterizzata da un ottimo apporto di amminoacidi essenziali. Se però andiamo ad osservare la questione in termini qualitativi, ci si accorge che fra questi amminoacidi il contenuto in cisteina, lisina e metionina è inferiore rispetto a quello relativo alle proteine animali, anche se comunque superiore a quello dei legumi. Ciò significa che la spirulina, a livello di paragone, non differisce moltissimo dalle proteine di origine animale, almeno dal punto di vista del bilanciamento degli amminoacidi contenuti.

La spirulina è, inoltre, un prodotto decisamente costoso: da calcoli effettuati sul prodotto finito è emerso che un grammo di proteine di spirulina costa ben trenta volte di più rispetto ad un grammo di proteine provenienti da carne o latte! Pertanto il suo consumo, in sostituzione completa o parziale delle fonti proteiche animali, pone dei rilevanti problemi dal punto di vista della convenienza economica.

Un aspetto sul quale il marketing della spirulina molto si concentrò in passato fu il suo (ipotizzato) elevato contenuto in vitamina B12, che ne determinò una grande popolarità soprattutto fra vegetariani e vegani. Tuttavia, a seguito di analisi più approfondite, diverse organizzazioni scientifiche indipendenti (come, ad esempio, l’Associazione dei Medici Dietisti canadesi e la American Dietetic Association) hanno ridimensionato profondamente tali affermazioni. La spirulina infatti contiene, in forma predominante, non vitamina B12 ma pseudovitamina B12, un composto simile ma biologicamente inattivo negli esseri umani; la “vera” vitamina B12 biodisponibile è presente in minime quantità. Pertanto, chiunque tuttora affermi che la spirulina è una significativa fonte di vitamina B12 è in errore, in buonafede oppure no.

Nonostante alcuni produttori affermino il contrario, la spirulina non contribuisce alla perdita di peso corporeo: lo confermano le analisi effettuate dal NIH, l’Istituto Nazionale per la Salute degli Stati Uniti.

Nella spirulina è contenuta la fenilalanina, un composto che deve essere tassativamente evitato da parte di chi soffre di fenilchetonuria. Questa rara malattia metabolica consiste nell’impossibilità da parte dell’organismo di metabolizzare questo amminoacido, che perciò si accumula nel cervello con conseguenze dannose.

Siti internet

Intergovernmental Institution for the use of Micro-algae Spirulina against Malnutrition (IIMSAM)
http://www.iimsam.org/
Sito ufficiale dell’IIMSAM, l’Istituzione Intergovernativa per l’uso della microalga Spirulina contro la malnutrizione. Contiene approfondimenti, studi, rapporti e pubblicazioni riguardanti l’impiego della Spirulina come arma contro la fame a livello mondiale.

Letture consigliate

  • Titolo: Spirulina. La microalga che può aiutarci a ritrovare il benessere
    Collana “Natura e salute”
    Autore: Robert Henrikson
    Curatore: E. Rossi; Tradotto da: A. Preziosa
    Editore: Tecniche Nuove
    Anno: 1998
    Lunghezza: 208 pagine


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