Mangiare troppo

Sono molte le donne, e anche qualche uomo, che tendono a mangiare compulsivamente senza controllo, ingurgitando grandi quantità di cibo velocemente e mischiando dolce al salato. Dopo queste abbuffate ci si guarda allo specchio, sentendosi in colpa, deprimendosi e diventando nervosi. A questo comportamento segue poi una fase di pentimento, di dieta, che dura poco e a distanza di qualche giorno ci si trova nuovamente con la faccia nel frigorifero o nella dispensa.

Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

 

Spesso dietro ad un comportamento alimentare alterato si riscontrano problemi psicologici, come il bisogno di colmare dei vuoti, attenuare l’ansia o la depressione. Ci si abbuffa senza controllo e si ha la sensazione di non riuscire a gestire quanto e cosa si mangia.

Nella bulimia nervosa si riscontrano abbuffate alternate a comportamenti compensatori come restrizioni alimentari, sport assiduo e vomito autoindotto. Altro aspetto importante che caratterizza questo disturbo è l’autostima legata al corpo e al peso, al punto tale da abbassarsi notevolmente rendendo nervosi quando ci si specchia innescando un circolo vizioso con il cibo per placare la rabbia.

Cosa fare

Seguire semplicemente una dieta è controproducente, perché il problema non è legato solo al peso e potrebbe diventare un ulteriore sintomo del disturbo, dove il continuo fallimento non fa altro che peggiorare il malessere.

Occorre invece lavorare sulle problematiche all’origine del cattivo rapporto con il cibo per migliorare la qualità della vita. Consultare uno psicoterapeuta è un buon inizio.

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