Tutto quello che c’è da sapere sulle trivelle

Coloro che hanno necessità di perforare un qualsiasi tipo di materiale solido o semi-solido con ogni probabilità finiranno per utilizzare una trivella: stiamo parlando di un particolare strumento che sfrutta un elicoide rotante attorno al proprio asse, che riesce contemporaneamente a scavare e ad estrarre materiale dal corpo che sta perforando.

cosa c'è da sapere sulle trivelle

Utilizzata nella stragrande maggioranza dei lavori di ingegneria civile, la trivella è lo strumento più richiesto quando si tratta di perforare pozzi, ma i suoi utilizzi non si esauriscono certo qui: ad esempio, sono sempre di più gli agricoltori che scelgono di servirsi di una trivella per realizzare buchi nel terreno. E ancora, è bene ricordare che esistono quattro diversi tipi di trivella e altrettante tecniche di perforazione del suolo. Uno degli elementi più importanti in assoluto quando si parla di trivelle è la sua punta. Infatti, il rischio principale che si corre utilizzando una trivella in maniera scorretta è senza ombra di dubbio quello di danneggiare una delle sue componenti più importanti. Ecco perché è particolarmente utile imparare a riconoscere i diversi tipi di punta trivella disponibili, in modo da sceglierli correttamente.

Alcune tecniche di trivellazione

Iniziamo dai fondamentali, ovvero dalle principali operazioni all’interno delle quali spesso e volentieri viene utilizzata una trivella. Nel caso in cui si ricorra alla perforazione a secco (che, come è facile intuire, risulta attuabile solo in caso di assenza di acqua) si utilizzano esclusivamente le sonde, mentre in caso di circolazione inversa si sfruttano proprio acqua e/o fango come liquidi di perforazione, velocizzando il processo in maniera esponenziale. Un altro metodo di perforazione particolarmente utilizzato è quello a circolazione diretta, che permette di scavare a grandi profondità ma che risulta particolarmente complesso qualora si debbano scavare fori di diametro ampio. Infine, troviamo la cosiddetta perforazione ad aria compressa, che sfrutta l’alta pressione per andare a scavare su terreni particolarmente compatti (a patto che non richiedano alcun genere di posa di tubazione).

Trivelle e punte diverse per diversi utilizzi

Come già anticipato, le principali categorie di trivella sono quattro e la prima è la cosiddetta trivella manuale: un modello che permette di perforare il terreno sfruttando la propria forza ed un movimento rotatorio che consentirà alla lama di penetrare il materiale in questione. La trivella manuale è adatta soprattutto a suoli sabbiosi, morbidi o al massimo semi-morbidi ed è al contrario sconsigliata in caso si lavori su terreni rocciosi. In questo caso infatti è consigliato passare ad una trivella a motore o a una trivella elettrica: due varianti dello stesso concetto, che lavorano una grazie all’utilizzo di carburante, l’altra grazie all’energia elettrica. Ultima, ma non meno importante, la cosiddetta trivella per trapano o avvitatore: un’invenzione tutta italiana che ottiene lo stesso risultato delle tipologie sopracitate, ma che funziona in maniera leggermente differente.

Tipologie di punta per trivella

Come è facile intuire anche le punte per trivella variano in base agli utilizzi previsti: si va da quelle per terreno misto a quelle pensate appositamente per superfici sassose. Punte che possono variare sia per lunghezza che per diametro o per innesto esagono. Il prezzo di una punta per trivella può variare da poche centinaia a diverse migliaia di euro, ovviamente in base alle sue caratteristiche e alle componenti con cui viene realizzata.

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