Come aprire una polleria da asporto

Una delle idee più concrete per entrare nel settore della ristorazione con un budget non particolarmente elevato consiste nell’aprire una polleria da asporto.

Come aprire una polleria da asporto: guida completa

Il consumo della carne di pollo, come vedremo in questo articolo, non segnala crisi e può essere un’idea vincente per l’imprenditore a condizione che si offrano carni selezionate e di qualità, aspetti, questi ultimi ai quali i consumatori attribuiscono un’importanza crescente.

Oggi vedremo tutto l’iter burocratico da intraprendere prima di aprire una polleria da asporto, quali sono i costi e come aprire una polleria in franchising.

Indice dei contenuti

COME APRIRE UNA POLLERIA DA ASPORTO.. 1

IL POLLO ARROSTO NON PASSA MAI DI MODA. 1

POLLERIA DA ASPORTO CON O SENZA CONSEGNE A DOMICILIO. 2

QUANTO COSTA APRIRE UNA POLLERIA DA ASPORTO. 2

POLLERIA DA ASPORTO: ITER BUROCRATICO. 2

POLLERIA DA ASPORTO: COMPETENZE PROFESSIONALI 3

POLLERIA DA ASPORTO: MACCHINARI 3

POLLERIA DA ASPORTO IN FRANCHISING. 3

#1. Chickito (https://www.chickito.it) 4

#2. Patapollo (http://www.patapollo.it/) 4

#3. Paolino (https://paolino.it/) 4

POLLERIA DA ASPORTO: CONCLUSIONI 5

IL POLLO ARROSTO NON PASSA MAI DI MODA

L’ultima indagine condotta da Coldiretti (https://www.coldiretti.it/consumi/pollo-arrosto-day-12-acquisti-spinti-dal-covid)  e basata sui dati raccolti da Ismea, evidenzia come il Covid-19 e le conseguenti restrizioni hanno aumentato i consumi, già elevati, delle carni avicole (pollo, tacchino, quaglia, faraona).

Aprire una polleria da asporto è un’idea che segue la tendenza. I consumatori italiani e non solo da sempre apprezzano la carne di pollo.

In media, ogni italiano consuma 20 chilogrammi di carne di pollo. Una media che, per quanto possa sembrare elevata, è inferiore alla media europea (25 chilogrammi) per non parlare degli Stati Uniti e del Canada dove i consumi di carne di pollo medi risultano più del doppio rispetto a quelli degli italiani.

Un aspetto rilevante inerentemente alle carni avicole riguarda l’apparato produttivo. L’Italia è un Paese completamente autosufficiente grazie alla presenza di oltre 6.300 allevamenti i quali garantiscono una produzione annua superiore alle 1,3 milioni di tonnellate.

Il suddetto aspetto, è rilevante per coloro che stanno considerando l’idea di aprire una polleria da asporto in quanto l’attività può garantire un pollo made in Italy, rispondendo così ad una priorità confermata da 8 italiani su 10.

POLLERIA DA ASPORTO CON O SENZA CONSEGNE A DOMICILIO

Passiamo agli aspetti concreti, prima di aprire una polleria da asporto, nonostante i dati e le statistiche favorevoli, il consiglio è di effettuare alcune ricerche e analisi preliminari.

In particolare, come per ogni attività, è una buona prassi:

  • Analizzare il mercato verificando la presenza di competitors e il numero possibile di consumatori;
  • Realizzare o commissionare la realizzazione di un business plan così da avere una stima precisa dei costi e dei possibili sviluppi dell’attività negli anni;
  • Decidere se integrare al servizio di asporto anche il servizio di consegne a domicilio, offrendo così un ulteriore servizio ai consumatori.
  • Prevedere lo sviluppo di un’applicazione per la gestione degli ordini, di un sito web e di tutte le pagine social.

QUANTO COSTA APRIRE UNA POLLERIA DA ASPORTO

La buona notizia è che aprire una polleria da asporto ha dei costi più bassi rispetto ad un classico ristorante o ad un sushi bar (https://www.guidaconsumatore.com/imprenditoria/come-aprire-un-sushi-bar.html).

I costi sono ridotti perché: non è necessario un locale molto ampio, i costi delle materie prime sono accessibili ed è una attività che può essere svolta in una o due persone – non richiede quindi di assumere personale.

In generale, aprire una polleria da asporto è un’operazione realizzabile con 50.000 e 60.000 euro.

I costi possono aumentare o diminuire a seconda di fattori quali:

  • Affitto del locale;
  • Lavori di manutenzione e adeguamento del locale (canna fumaria, laboratorio);
  • Acquisto del mobilio (tavoli, sedie, frigoriferi e banconi);
  • Complessità dell’app per la gestione degli ordini;
  • Spese in marketing e pubblicità.

POLLERIA DA ASPORTO: ITER BUROCRATICO

I passaggi da compiere per aprire una polleria da asporto prevedono:

  • Apertura di una P. IVA;
  • Registrazione dell’attività al registro delle imprese;
  • Comunicazione di inizio attività da inviare al Comune;
  • Autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ASL
  • Adeguamento alle norme igienico-sanitarie per la somministrazione delle bevande (HACCP, SAB);
  • Regolarizzazione della posizione INPS e INAIL;
  • Pagamento delle tasse relative all’esposizione dell’insegna.

Per adempiere correttamente a tutto l’iter burocratico previsto è necessario rivolgersi ad un commercialista.

POLLERIA DA ASPORTO: COMPETENZE PROFESSIONALI

Chiunque può aprire una polleria da asporto, non sono, infatti, previsti percorsi di studio o una formazione specifica. Tuttavia, risultano avvantaggiati coloro che hanno sostenuto un percorso di studi alberghiero e coloro che hanno maturato esperienza nel settore.

In rete sono presenti numerosi corsi online che permettono di acquisire competenze utili per gestire un’attività che richiede:

  • saper scegliere con cura la materia prima;
  • la conoscenza delle tecniche di cottura;
  • capacità comunicative;
  • competenze in marketing e gestione d’impresa.

L’imprenditore di successo è, dunque, colui che ha una serie di competenze diversificate che lo possano portare a scegliere la location giusta per il tipo di servizio offerto e materie prime di qualità che permettano anche di offrire un prodotto ad un prezzo competitivo (food-cost).

POLLERIA DA ASPORTO: MACCHINARI

L’attività prevede l’acquisto di una serie di macchinari e arredamenti indispensabili per il proprio laboratorio.

In una polleria non può mancare:

  • Un bancone, da tenere sempre pulito, utile per esporre e mantenere caldo il prodotto cucinato;
  • Un bancone dove lavorare la carne;
  • Una zona da destinare ad elettrodomestici quali: frigoriferi e una friggitrice, indispensabile quest’ultima per offrire prodotti fritti, sicuramente richiesti dal cliente tipo.
  • Il girarrosto il macchinario principale in una polleria alimentato ad elettricità o a legna.

POLLERIA DA ASPORTO IN FRANCHISING

È possibile aprire una polleria anche affidandosi alle numerose opportunità di affiliazione in franchising (https://www.guidaconsumatore.com/imprenditoria/che-cose-un-franchising.html). Il vantaggio per l’imprenditore consiste nel poter aprire un’attività che già conta un marchio riconosciuto, oltre che potersi avvalere di tutte le competenze della rete commerciale.

Aprire una polleria in franchising, inoltre, comporta un investimento meno oneroso rispetto ad aprire un’attività completamente da zero.

È possibile trovare in rete opportunità in franchising a partire da 10.000 euro.

Riassumendo e ampliando, aprire un’attività in franchising comporta vantaggi perché permette di:

  • Affidarsi ad un’azienda già strutturata e del settore;
  • Ricevere la formazione necessaria per gestire al meglio l’attività;
  • Utilizzare un marchio già conosciuto dai consumatori;
  • Avere a disposizione un’app già sviluppata e funzionante;
  • Ricevere un locale già pronto nell’arredamento e nei macchinari per essere utilizzato,
  • Usufruire delle campagne pubblicitarie e di marketing messo in atto dalla casa madre.

Abbiamo individuato tre possibili alternative in franchising alle quali potersi rivolgere per aprire una polleria.

#1. Chickito 

Chickito è una polleria che si occupa sia consegne da asporto sia a domicilio. Aderire al franchising permette di avere a disposizione sia tutto l’occorrente per aprire la rosticceria sia dell’app dedicata alla gestione delle prenotazioni.

Dando uno sguardo alle condizioni del servizio si scopre che con Chickito:

  • si può gestire l’attività autonomamente o in coppia;
  • non vi sono canoni da pagare;
  • non è richiesta una particolare esperienza

Per entrare a far parte del franchising è necessario un investimento di 9.900 euro. La società mette a disposizione:

  • l’app;
  • l’accesso agli ordini;
  • abbigliamento;
  • azioni di marketing.

#2. Patapollo 

Patapollo è un franchising specializzato in pollo alla griglia ma ha anche un’offerta culinaria riservata ai vegetariani. Il franchising è dunque più di una polleria poiché offre anche spiedini, salsicce, insalatone e fritti.

Tra le caratteristiche vi sono: un’attenzione particolare alla scelta delle materie prime e l’impegno ad evadere gli ordini nel minor tempo possibile.

Aderire alla formula in franchising prevista significa avere a disposizione: una licenza valida per cinque anni (estendibili), il supporto necessario per arredare il locale e per le campagne di pubblicità e comunicazione.

Sono previste tre modalità di affiliazione distinte:

  • Formula Big per i grandi locali;
  • Small riservata ai locali di piccole dimensioni;
  • Fast specifica per le sole attività da asporto.

#3. Paolino (https://paolino.it/) 

Paolino, l’arte dello spiedo, è una celebre polleria diffusa in tutta Italia, soprattutto all’interno o nelle prossimità dei centri commerciali.

Aprire una polleria in franchising con Paolino significa entrare a far parte di un gruppo che vanta oltre 50 anni di storia oltre che una consolidata esperienza e know-how.

Come si evince dal sito, tra le caratteristiche di Paolino si annoverano:

  • Un forno a legna brevettato;
  • Servizio assistenza 24 ore su 24;
  • Polli 100% italiani;
  • La certezza di aprire un locale in una zona frequentata.

Per aprire un franchising con Paolino è necessario:

  • Aprire un locale in una città con almeno 25.000 abitanti;
  • Disporre di un locale di almeno 50mq.

Paolino mette a disposizione un locale pronto per essere avviato, tuttavia l’investimento risulta più elevato rispetto ai precedenti ed è compreso tra 100.000 e 150.000 euro.

POLLERIA DA ASPORTO: CONCLUSIONI

Aprire una polleria da asporto, come abbiamo visto, permette all’imprenditore di dedicarsi principalmente alla vendita del pollo allo spiedo da asporto e in alcuni casi anche a domicilio.

L’idea ha le carte in regola per poter avere successo grazie al gran numero di italiani che ogni anno consuma tali carni.

Dall’articolo si evince che l’importante è offrire un prodotto di qualità e certificato aspetti questi ultimi fondamentali per gli esigenti palati degli italiani.

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo. Tra i suoi blog più importanti: www.guidaconsumatore.com www.faidatecreativo.com www.coltivarefacile.it www.guidapet.com
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