Carte da gioco
Cosa sono le carte da gioco
Passatempo per eccellenza, compagne ideali per i pomeriggi noiosi da trascorrere in casa o, d’estate, sotto l’ombrellone. Ma anche protagoniste indiscusse del mondo che ruota intorno al vizio e all’azzardo. Sono le carte da gioco, magici rettangolini di cartone che da oltre mille anni accompagnano la vita quotidiana degli uomini. Presenti in una moltitudine di forme, colori e varietà, resistono al trascorrere del tempo e all’avvento di nuovi e più tecnologici strumenti di intrattenimento. Amate dalle persone adulte come dai più giovani, le carte affascinano e conquistano. Andiamo, allora, alla scoperta del loro multiforme universo, molto più grande di quanto si possa immaginare.
Di estrema semplicità, quasi disarmante, la carta non è altra che un rettangolo poco più piccolo di una mano con il quale si gioca. In India, invece, la classica forma che tutti conosciamo è diversa: lì, infatti, le carte sono rotonde. L’insieme delle tessere prende comunemente il nome di mazzo. Ogni carta ha due lati stampati: il fronte e il retro. Sul primo sono impressi i segni distintivi, il valore, che le rendono le une diverse dalle altre, e utilizzabili nei diversi tipi di gioco a seconda delle regole. Il retro, o dorso, resta lo stesso per tutte le tessere che compongono il mazzo. Generalmente viene decorato con dei motivi di fantasia che differiscono in base ai diversi produttori. Fondamentale per ogni gioco il mescolamento, una procedura grazie alla quale le carte assumono un ordine casuale prima di essere distribuite ai giocatori. Oltre che per il gioco, le carte sono anche dei validi strumenti di lavoro. Si pensi ad esempio agli illusionisti e alla grande varietà di giochi di prestigio che, proprio grazie alle carte, vengono proposti al pubblico. Una sottolineatura merita, infine, il mondo del collezionismo. Mazzi antichi, decorati con stili particolari o, addirittura prodotti con questa finalità, divengono, infatti, oggetti da esporre e custodire gelosamente.
Storia delle carte da gioco
Da dove nascano e da dove
vengano le carte è, a tutt’oggi, ancora oggetto di grande
discussione. Di certo ci sono alcune testimonianze che vengono
dall’antica Cina. Pare, infatti, che intorno al Decimo
secolo Dopo Cristo, proprio qui vedano la luce le cosiddette “carte moneta”,
degli abbozzi di carte da gioco con tre diversi semi. La numerazione
andava dal 2 al 9 per ogni seme, e i simboli riportati erano, come
nella tradizione cinese, degli ideogrammi. La loro comparsa pare sia
un’evoluzione del gioco del domino. In Europa le carte arrivano
grazie a una sorta di contaminazione culturale. Saranno i
Mammelucchi, una popolazione originaria dell’Egitto, che intorno al
XIV secolo importano, se così si può dire, il loro utilizzo presso
le città con le quali hanno dei rapporti di tipo commerciale.
Quattro i semi del mazzo utilizzato dai Mammalucchi: le spade, i
denari, i bastoni da polo e le coppe per un totale di 52 carte. Per
ciascun seme le carte seguivano una numerazione da 1 a 10 più
l’aggiunta di tre figure: il Sotto Deputato, il
Deputato del Re e il
Re.
Da segnalare come, in ossequio ai dettami della religione islamica,
le tre figure del mazzo non ritraevano delle figure umane ma
semplicemente il nome di appartenenti ai più alti gradi
dell’esercito. Un suo rarissimo esemplare, tra i più antichi mai
rinvenuti, è custodito nella città turca di Istanbul presso il museo
Topkapi. Dall’equivalente arabo alla parola “deputato” (na’ib)
prenederà spunto tanto il termine in italiano arcaico “naibi” che lo
spagnolo, tuttora usato, “naipes”. Proprio in Spagna, gli esperti
collocano la comparsa delle comuni carte da gioco a livello europeo.
In Italia, invece, la letteratura più accreditata data nella prima
parte del Quattrocento la nascita di una tipologia molto particolare
di carte: i tarocchi.
I tarocchi
Nati con ogni probabilità
delle regioni del nord, prende origine da una mistura di generi.
Alla base, infatti, si riconoscono le carte di origine moresca a
tutta una serie di personaggi e di soggetti disegnati. All’opera del
celebre poeta Petrarca è, invece, associato il nome che questi mazzi
prenderanno con il passare del tempo: carte da trionfi. Solo in
seguito, infatti, si cominciò a utilizzare in maniera più diffusa la
parola tarocco. Prendono così piede dei mazzi di carte a cui vanno
ad associarsi delle capacità venatorie, legandole in maniera quasi
esclusiva al mondo del soprannaturale e dell’occulto.
La pratica si
diffonde intorno al 1780, ad opera di alcuni filosofi appassionati
di scienze occulte. A loro si deve, infatti, la volontà di legare il
simbolismo delle carte utilizzate nei tarocchi ai più classici
geroglifici dell’antico Egitto. Rarissimi gli esemplari completi di
questi mazzi che sono giunti fino a noi. Già al primo sguardo
colpisce la straordinaria ricchezza di illustrazioni che li
caratterizzano: animali, armi da caccia, scene di vita principesca.
Frequente la comparsa di un seme supplementare, il quinto, che
generalmente era raffigurato dagli scudi.
Le carte da gioco si diffondono
Le carte, in maniera
particolare quelle utilizzate per giocare, prendono piede in Europa
intorno alla parte finale del XIV secolo. Basti pensare come già nel
1376 si vieta, in un’ordinanza fiorentina, il gioco delle carte. Lo
stesso avverrà, ma con la limitazione ai giorni feriali, in
un’analoga ordinanza della città di Parigi datata 1377. Il più
antico mazzo di carte completo mai ritrovato è il celebre “Mazzo
di Stoccarda” databile al 1430. Con il passare degli anni le carte
tendono a modificarsi, tanto nell’aspetto quanto nella struttura.
Caratteristica comune a tutte fu, però, la rappresentazione
iconografica delle più importanti famiglie reali. Ecco spiegato il
motivo della comparsa di figure a noi note come re, cavalli, servi e
regine. Resta costante, invece, il numero dei semi fissato in
quattro. In Germania prendono piede le campane, i cuori, le ghiande
e le foglie. In Italia, ma anche in Spagna, nascono le coppe, i
bastoni, le spade e i denari. Picche, quadri, fiori e cuori, nascono
nel 1480 in Francia. Si diffondono rapidamente per la praticità che
presentano nella riproduzione in serie: costano meno e sono più
facilmente riproducili rispetto a disegni troppo articolati.
Anche
l’Inghilterra adotta i semi della tradizione francese ma
“inglesizza” i termini: i “clubs” equivalgono ai fiori, gli “hearts”
ai cuori, i “diamonds” ai quadri e le “spades” alle picche. Le carte
“ a semi francesi” nascono con disegni a figura intera. Con gli anni
le forme si semplificano e molti particolari vengono del tutto
eliminati.
Le prime regole per il gioco delle carte
All’inizio si gioca assumendo il re come la carta che ha il maggior valore. Intorno agli ultimi anni del 1400, però, è l’asso a subentrare in questo ruolo. Probabilmente qualche responsabilità è da attribuirsi anche alla rivoluzione francese e al suo simbolismo. L’asso, infatti, rappresenta la crescita di importanza delle classi sociali più povere nei confronti dei ceti nobiliari. Per facilitare il gioco e permettere, ad esempio, di tenere le carte in mano a forma di ventaglio avendole comunque tutte a portata di vista, appaiono i valori di ciascuna carta sui bordi e agli angoli. Un’ulteriore raffinatezza fu l’introduzione delle figure simmetriche che permettevano di avere sempre le carte nel giusto verso, senza doverle continuamente girare tra le mani.
Gli stili regionali del gioco delle carte
L’uso delle carte da
gioco divenne ben presto un passatempo molto apprezzato. I mazzi più
raffinati restavano il diletto delle classi più facoltose e nobili,
mentre il popolo si orientava verso carte molto più economiche e
grezze. Le carte con i semi, infatti, meglio si prestavano al gioco
d’azzardo. Anche per questa ragione, ogni località sviluppò una
propria composizione tipica che si raggiunse aggiungendo o
eliminando dei soggetti.
Ogni regione, dunque, aveva il suo mazzo e
ogni gioco richiedeva delle carte appropriate. Nel nord, ad esempio,
continua ancora oggi l’usanza di avere tanto mazzi da 52 carte,
quanto altri con 40. Al centro e al sud, invece, i mazzi sono sempre
da 40 carte. Com’è logico intuire, anche i semi hanno subito tutta
una serie di trasformazioni. Nell’Italia nord orientale ancora oggi
le carte utilizzate hanno un non so che di antico che richiamo, per
certi versi, la tradizione dei tarocchi. Molto più legati al
territorio, gli stili adottati al centro e al sud, nati tutti
comunque dalla tradizione di origine spagnola da cui vengono i semi
classici che tutti conosciamo: spade, coppe, denari e bastoni.
Il Matto e il jolly
E’ la carta per
eccellenza quella che, per intenderci, ogni buon collezionista non
può certo lasciarsi sfuggire. Le sue radici sono riconducibili alle
carte di tipo occidentale, in cui si afferma una regola secondo cui
esiste una carta in grado di avere la meglio su tutto il resto del
mazzo. Il suo antenato è sicuramente il Matto presente nei classici
mazzi di tarocchi. In comune hanno un’importante caratteristica:
nessuna appartiene a un seme. Sono, cioè, carte che non hanno di per
se alcun valore. La loro importanza si manifesta solo quando il
confronto è diretto e specifico nei riguardi di un’altra carta. La
scelta del termine matto non è casuale.
Alla sua figura, infatti, è
concesso di esprimersi senza limiti, di poter dire tutto quello che
alle altre persone non è concesso di fare. Il Jolly Joker nasce,
invece, in America nel gioco chiamato “Euchre”. Il termine viene dal
tedesco juker, che sta a indicare un fante o, più genericamente un
ragazzo. E’ nel 1880 che il jolly diviene una presenza fissa nelle
carte da bridge. Da sempre associato alla figura del giullare, se ne
trovano altri decisamente più fantasiosi come un personaggio della
cultura popolare o, a volte, lo stesso logo del produttore. Ad
accomunare ancora ulteriormente le figure del matto e del jolly, la
circostanza che nelle corti di un tempo è proprio il giullare
l’unico individuo ad avere il diritto e la possibilità di ridere,
scherzare e giocare con i potenti.
Come si producono le carte da gioco
La produzione di mazzi di
carte nasce come un procedimento completamente artigianale. Proprio
per questa ragione, la produzione aveva dei costi molto elevati che
scoraggiavano una produzione su larga scala. Tra i primi maestri
dediti alla produzione di mazzi di carte si ricordano quelli di
Augusta, di Norimberga e di Ulma. Agli esordi si utilizza la
xilografia, un procedimento che portava i disegni incisi su matrici
di legno a essere impressi sui fogli di carta. Successivamente ogni
tessera veniva colorata rigorosamente a mano. La litografia,
comparsa nei primi anni dell’Ottocento, produce dei lievi
cambiamenti.
Solo nel Novecento, con la cromolitografia, si
abbandonerà l’esigenza di dover colorare artigianalmente. Tra i
materiali prediletti ci sono la plastica e il cartoncino.
L’economicità sta nel fatto che l’insieme del mazzo è impresso su un
unico foglio che poi viene tagliato. Per accrescere la brillantezza
e la luminosità della colorazione si aggiungono vernici e sostanze
adatte. Attualmente esistono delle produzioni di alta qualità che,
grazie a tecniche avanzate come la telatura e la calandratura,
rendono le carte molto resistenti nel tempo. Dopo aver arrotondato
gli angoli di ogni rettangolo, i mazzi sono pronti per essere
confezionati e venduti.
Le carte da gioco francesi
Il mazzo è composto da 54
carte. Ciascun seme, cuori, fiori, quadri e picche, ne ha al suo
interno 13. A completare il mazzo la presenza di due jolly. La
numerazione va dall’1 al 10 con un numero di “semini” pari al valore
della carta stessa. Re, regina e fante chiudono la scala di ogni
seme. Sui lati opposti di ogni carta viene riportato il valore
numerico della carta per motivi che attengono una più facile lettura
durante il gioco. Diverse le curiosità legate a questo particolare
tipo di carte da gioco. Pochi sanno, ad esempio, che le dimensioni
maggiori dell’asso di picche viene da una legge che risale a Giacomo
I d’Inghilterra legata al pagamento delle tasse. I fanti di picche e
di cuori vengono rappresentati di profilo anziché di fronte.
Per
questa loro caratteristica sono anche detti “fanti con un solo
occhio”. Re suicida è, invece, l’appellativo con cui si designa il
re di cuori per il fatto, non sempre presente, di avere una spada
che fa capolino dietro alla testa. La dimensione è standard e
rispetta i canoni di quella che comunemente si definisce la “bridge
size”: 57 mm di larghezza per 89 di altezza. Le carte da poker
differiscono per una larghezza maggiore pari a 62 mm. Particolare il
caso dei mazzi di carte utilizzati all’interno dei casinò: tutti gli
angoli riportano il valore della carta e, per permettere
l’identificazione attraverso l’uso di macchine, non è raro che
abbiano dei piccoli segni di riconoscimento.
Le carte da gioco italiane
Quasi tutte le carte
utilizzate nella tradizione italiana sono formate da 40 pezzi. A
distinguere lo stile e il disegno dei 4 semi che le compongono sono
una grande varietà di forme e di colori, da nord a sud. Denari,
spade, coppe e bastoni vanno da 1 a 7 a cui si aggiungono un
cavallo, un fante e un re per ogni seme. Quattro i gruppi principali
in cui è possibile farle rientrare. Partendo da nord troviamo
scimitarre al posto delle spade e scettri che sostituiscono i
bastoni. Particolarmente curati gli assi in cui spesso si riporta un
proverbio.
Quelle appartenenti al gruppo spagnolo, invece, hanno dei
tronchi a simboleggiare i bastoni e delle spade dritte e corte. Al
sud sono tra le più usate. Le cosiddette francesi si riconoscono per
le figure intere e hanno, come suggerisce il nome, i semi francesi
anziché quelli tradizionalmente italiani. Le tedesche, infine, hanno
semi che richiamano le campane, le ghiande, i cuori e le foglie. Con
questi mazzi si gioca a Bolzano (le Salisburghesi).
Le carte da gioco napoletane
Sono considerate le carte per antonomasia, quelle che, per intenderci, ciascuno di noi ha avuto almeno una volta tra le mani. La loro diffusione è legata alla nascita della stampa. Per questa ragione, infatti, arrivarono con grande facilità a colonizzare tutti i tavoli da gioco in giro per locande e osterie. Rientrano nel gruppo delle spagnole. Una delle particolarità è che la figura del fante è sostituita sempre da una donna. Gatto mammone è, invece, come di consuetudine viene chiamato il tre di bastoni.
Le carte da gioco piacentine
Anche queste ricalcano lo stile spagnolo e prendono il nome dalla città di Piacenza. Non esistono figure che non siano in piedi (succede in molti mazzi usati nel settentrione). Tutto il mazzo ha la specificità di avere un decoro vegetale particolarmente accentuato che trova la sua massima espressione nel cinque di spade.
Link a siti web utili per saperne di più sulle carte da gioco e sui giochi con le carte
Dal Negro
http://www.dalnegro.it/
Sito della nota azienda
produttrice di carte da gioco di Treviso. Oltre a una carrellata sui
principali prodotti presenti sul mercato, il sito propone, con una
vasta alternative di lingue diverse, anche una divertente sezione
dedicata ai giochi. Utile anche la sezione che ospita le news per
tenersi sempre aggiornati sulle ultime novità legate al settore.
Modiano
http://www.modiano.it/it/index.php
Forse la più nota azienda
italiana che produce carte da gioco e affini. La sede è a Trieste.
Ampia la presentazione legata alla storia e alla produzione che si
effettua nei diversi stabilimenti. Oltre al catalogo che viene
presentato in una veste grafica molto accattivante, conviene dare
un’occhiata alla sezione “promozionale” in cui vengono messi in
evidenza le ultime offerte. Nella sezione curiosità, inoltre, sono
presenti tutta una serie di informazioni in grado di soddisfare
l’interesse degli appassionati.
Muoio carte da gioco
http://www.muoiocartedagioco.it/home.html
Sito dell’omonima azienda
napoletana. Tre le generazioni che si sono passate il testimone nel
portare avanti la tradizione di famiglia. Nel portale è a
disposizione tutto quello che si può sapere sulle carte: curiosità,
punteggi, regole di gioco, spiegazioni dettagliate delle varianti di
gioco più rare. Nel catalogo anche la possibilità di personalizzare
il proprio mazzo, di richiedere una confezione regalo anche
utilizzando il proprio marchio.
Carte da gioco
http://a_pollett.tripod.com/indice.htm
Il sito ha al suo interno
una dettagliata, ma semplice, descrizione delle carte da gioco più
diffuse nei diversi Paesi. Molto ricca la galleria delle immagini
con centinaia di illustrazioni. Ampia anche la sezione dedicata ai
link che rimandano agli altri siti web che si occupano di carte da
gioco. Carina l’idea di inserire un pratico glossario multilingue
con tutti i termini che si riferiscono ai giochi e alle carte in
genere.
Alida
http://www.alidastore.com/
Portale dedicato allo
shopping. La sede del negozio è a San Marino ma il vero punto di
forza è la vendita on line. Molto ampia la sezione dedicata ai
tarocchi, presenti davvero in centinaia di varianti: da quelli
tradizionali a quelli rivisitati in chiave pittorica, da quelli
degli angeli a quelli dei pirati. Presenti, inoltre, mazzi speciali
di carte da poker dedicate ai collezionisti: Tutti gli ordini
vengono evasi nel giro di sole 24 ore.