Coliche neonatali

Ogni neo mamma, al primo pianto del bambino pensa che si tratti di coliche neonatali; in realtà seppur tale patologia è piuttosto frequente nei piccoli, non è detto che sia sempre e solo colpa delle coliche gassose. Tuttavia è bene ricordare che tali coliche colpiscono circa il 25% dei bambini nell’arco dei primi mesi di vita.

le coliche neonatali

Cosa sono le coliche neonatali

Ma di cosa si tratta in realtà? E perché i bambini che ne soffrono, si perdono sempre in un pianto estenuante ed inconsolabile? Diciamo subito che il termine “coliche neonatali” non è completamente esatto, in quanto per arrivare a parlare di una vera e propria colica è necessario una diagnosi appropriata. Invece è uso e consuetudine di ogni madre, associare ad una serie di sintomi, la presenza di coliche gassose, indicando con ciò l’aria in eccesso che si sviluppa all’interno del pancino del bimbo e che determina il classico “mal di pancia”.

Tuttavia è bene chiarire che tale l’aria che si forma nell’intestino, in realtà è da sempre presente nel tubo digerente di ogni essere umano, ma nel neonato, questo fenomeno viene accentuato dalla sua alimentazione a base di latte, che a sua volta contiene lattosio ossia uno zucchero che fermenta facilmente, dando origine al fenomeno della contorsione e della fuoriuscita dell’aria. Inoltre, i tipici movimenti effettuati dal neonato, quali la contorsione, i pugni chiusi, il pianto e l’emissione dell’aria sono del tutto naturali in quanto i suoi movimenti (essendo ancora molto piccolo) non sono ben coordinati.

I sintomi delle coliche: la regole del 3

Ma quali sono gli altri sintomi che ci fanno capire che il piccolo sta soffrendo di coliche neonatali? Sicuramente primo fra tutti è il pianto, anche se a tale proposito è bene ricordare che il pianto dei bambini può avere differenti cause che non sempre dipendono dalle coliche neonatali. Infatti al pianto definito inconsolabile, vanno aggiunti altri sintomi piuttosto evidenti: le crisi di pianto devono essere ripetitive, tutti i giorni e agli stessi orari e il continuo cambiamento di postura. Il neonato tenderà a portare le gambe verso il petto e a tendere i muscoli addominali.

In sintesi, per ipotizzare che il bambino soffra davvero di coliche neonatali, bisogna che si verifichi la “regole del 3”, ovvero un neonato, di costituzione sano e ben nutrito (per cui si escludono gli altri motivi legati al pianto), piange per più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni la settimana e per almeno 3 settimane continue. Allora, secondo questa regola coniata dal dottor Wessel e valida ancora oggi, possiamo parlare di coliche gassose o neonatali.

Regressione delle coliche

Normalmente le coliche neonatali iniziano dopo le prima 4-5 settimane di vita del piccolo e durano fino a tre mesi. Solo in rari casi, queste possono protrarsi per più tempo. Le crisi si manifestano generalmente di sera e sempre alla stessa ora e sembra (ma non è una regola assoluta) che siano più frequenti nei bambini allattati artificialmente, mentre i bimbi allattati al seno possono manifestare tali crisi durante tutto l’arco della giornata. Il bambino che viene colpito da una colica, si contorce e si contrae, inizia a piangere all’improvviso, senza un motivo apparente e diventa pallido, a volte anche cianotico. Il suo pianto è continuo e solo tra una crisi e l’altra, il neonato riesce a riposare. Le coliche neonatali rappresentano una grande fonte di stress non solo per il piccolo che ne soffre, ma anche per i genitori, in particolare per la madre. Infatti in merito ai bambini, è stata dimostrata l’esistenza di una relazione fra coliche neonatali e disturbi del sonno, con riferimento anche alla possibilità di sviluppare un “temperamento difficile”. Ma è tuttavia una situazione molto stressante anche per i neo genitori, che iniziano ad affrontare le prime vere difficoltà legate all’accudimento dei loro piccoli.

L’unica consolazione è legata al fatto che tali coliche , normalmente tendono a regredire in maniera spontanea, fino a cessare del tutto.

(Visited 11 times, 1 visits today)
Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.