Il mondo del fotovoltaico tra rinascita e transizione

Il 2018 per diversi operatori del settore fotovoltaico era ritenuto un anno di passaggio; altri, invece, lo consideravano un momento di rinascita. I motivi di tale divergenza di vedute sono diversi, a cominciare dalle aspettative di crescita per il mercato primario coniugate con le opportunità nel mercato del secondario. Non si può dimenticare, inoltre, l’interesse sempre più elevato nei confronti della costruzione di impianti in market parity. Da quando il Conto Energia è arrivato a conclusione, in effetti, le prospettive per il settore non erano mai state così rosee come quest’anno, anche in virtù di un sistema maturo basato su procedure operative e su strumenti ormai consolidati. Ma non è tutto: un ruolo di primo piano è stato svolto anche dalla riduzione del costo delle componenti principali, mentre i miglioramenti tecnologici si sono innestati in uno scenario di complessiva ripresa economica.

fotovoltaico

Le insidie

Eppure, alcuni addetti ai lavori riferiscono che, a dispetto delle premesse positive, si è dovuto fare i conti con numerose insidie, relative soprattutto ai driver indispensabili per assicurare l’evoluzione di un settore che, nonostante tutto, ha ancora delle potenzialità enormi. In riferimento al 2017, le nuove installazioni si sono rivelate in crescita tanto per i grandi impianti quanto per il settore domestico, ma è lecito domandarsi che cosa sarebbe accaduto, e quali sarebbero stati i numeri, senza il parco fotovoltaico di Montalto di Castro da 63 MW. Un altro interrogativo che fa dormire sonni poco tranquilli ha a che fare con l’applicazione del cosiddetto super ammortamento per gli interventi di revamping parziale. Gli operatori di settore, inoltre, si chiedono quando arriverà il momento in cui verrà approvata una direttiva che assicuri lo scambio di energia nell’ambito di sistemi di distribuzione chiusi.

I driver del mercato

Entro il 2030, secondo il traguardo posto dalla Strategia Energetica Nazionale, sarà necessario riuscire a produrre a partire da fonti rinnovabili 72 TWh; per avere un’idea di quanto questo progetto sia ambizioso è sufficiente sapere che al momento ci si ferma a 25. Entro i prossimi dieci anni, insomma, sarà necessario provvedere all’installazione di 35 GW, che corrispondono al 150% della potenza collegata alla rete negli ultimi tredici anni nel nostro Paese.

Il super ammortamento per le nuove installazioni al 30% è senza dubbio un driver che ha le potenzialità per promuovere il fotovoltaico in questi mesi, ed è un bene che con la Legge di Bilancio 2017 siano stati allungati di un anno i termini della sua scadenza. In questo modo, le imprese, gli enti commerciali e i professionisti hanno la possibilità di incrementare per i nuovi beni strumentali acquistati il costo fiscalmente riconosciuto, al fine di incrementare il valore di ammortamento e, di conseguenza, abbassare la base imponibile. Rientrano in questa casistica tutte le componenti mobili necessarie per realizzare gli impianti fotovoltaici, come i sistemi di fissaggio, la componente elettrica, gli inverter e i moduli.

Il calo dei prezzi

A proposito delle componenti, grazie allo sviluppo tecnologico negli ultimi anni le spese connesse all’installazione di un impianto fotovoltaico si sono ridotte in modo significativo. I pannelli, inoltre, garantiscono un rendimento più elevato: oggi, insomma, il fotovoltaico è un’opportunità a disposizione di tutti, anche perché il lasso di tempo necessario per il rientro dall’investimento si va via via contraendo.

Non può essere trascurato, tra i driver del settore, lo sviluppo della mobilità elettrica, che ormai è una realtà consolidata non solo nelle grandi città, ma anche in provincia.

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