Come aprire un salone di parrucchiere

Se il vostro sogno è lavorare nella moda e nella creatività, ma quella più umile, legata alle persone comuni, al quartiere, al paese, allora c’è sempre la possibilità di dare sfogo alle vostre doti artistiche aprendo un salone di parrucchiere moderno e professionale. Come? Continuate a leggere questo articolo per scoprirlo.

Come aprire un negozio di parrucchiere

Domande e risposte

Ci sono alcune domande che molti interessati al settore hairstyle (compresi gli stessi clienti quando escono dopo aver tagliato i capelli) si fanno spesso, come i possibili guadagni di un parrucchiere e se questa sia un’attività in generale redditizia.

Aggiungiamo queste domande nella nostra serie di articoli sulle attività imprenditoriali, dedicando un articolo all’apertura di un salone di parrucchiere e sul perché questo business del beauty e della bellezza sia ancora oggi e sempre una prospettiva molto interessante.

Circa 190.000 persone nel nostro Paese lavorano nel settore del parrucchiere, e l’ISTAT ha stimato 92mila saloni sparsi su tutto il territorio nazionale. È un dato molto interessante, soprattutto se paragonato ai 34mila (quindi un terzo dei nostri) saloni presenti nel Regno Unito e ai 58mila della Francia. Ma le proporzioni cambiano guardando agli occupati: nei 34.000 saloni inglesi lavorano 245.000 persone, e 160.000 nei saloni francesi, che pur essendo meno a livello assoluto di quelli italiani guardando alle proporzioni la percentuale è maggiore.

Anche i costi cambiano: la spesa media nei saloni è di euro 24 in Italia, 41 in Francia, 48 nel Regno Unito. Ma che cosa significa tutto questo? È un dato molto importante e significativo della “solita” realtà di imprese medio-piccole dell’Italia: da noi, infatti, la maggior parte dei saloni è fatta di botteghe piccole in cui ci lavora un titolare aiutato da uno o due apprendisti, e non in tutti i casi.

Questo anticipa delle conclusioni non proprio positive né ottimistiche per quanto riguarda le prospettive di lavoro e soprattutto di guadagno, a meno che chi lavora nel settore non riesca a capire che sia necessario un cambiamento molto netto nel modo di vedere e intendere la professione del parrucchiere.

Alcune piccole rivoluzioni

Generalmente chi è interessato ad aprire un salone deve studiare nelle scuole di estetiste e parrucchiere, ottenere la necessaria qualifica professionale, lavorare per un periodo come tirocinante in un salone e poi una volta apprese le giuste nozioni teoriche e soprattutto l’esperienza pratica, apre il suo personale negozio.

In Italia, il procedimento è sempre stato questo e così ha sempre funzionato, e non solo per il parrucchiere ma in generale per ogni settore artigianale: il sistema è sempre rimasto in piedi, anche nonostante la crisi, e quindi si può ritenere valido.

Questo però non vuol dire che non ci siano stati cambiamenti. Infatti, specie dalla fine degli anni Novanta sono avvenuti non pochi cambiamenti, dalla crisi economica e conseguente aumento della disoccupazione, alla liberalizzazione delle licenze commerciali e, soprattutto, all’avvento di internet.

Sono tutti aspetti che hanno cambiato la vita dei cittadini e anche di chi fa il parrucchiere. La liberalizzazione delle licenze ha fatto sì che chiunque potesse aprirsi un salone senza rispettare quelle distanze minime previste prima, mentre la crisi economica ha svuotato molti negozi e ha abbassato i prezzi di locazione. Inoltre, chi ha perso il posto fisso ha visto la necessità di aprire una sua attività.

L’aumento quasi improvviso dei saloon ha visto negozi che per mantenere la presenza di clienti abbassavano i listini, anche in seguito ai saloni low cost di solito gestiti da asiatici e orientali; e all’arrivo di internet, che ha contribuito ad abbassare la percezione della professionalità del servizio di un hairstylist.

Tutto questo ha visto crollare il modello tradizionale di cui sopra, peggiorando una situazione che senza un cambiamento nel modello di impresa andrà solo che a peggiorare.

Aprire un salone di parrucchiere oggi

Chiariti questi aspetti, lunghi ma molto importanti, la vera domanda è se è effettivamente conveniente aprire un salone di parrucchiere. La risposta è sì, ma solo a patto che l’imprenditore abbia l’intenzione di gestirlo come un’azienda, e che quindi accetti di tornare sui libri, di frequentare corsi di marketing e business, partendo da un negozio piccolo in costante crescita arrivando a gestire un salone specializzato e rivolto ad un ben specifico target e che preveda non “al massimo un apprendista”, ma più collaboratori magari con diverse specializzazioni (taglio maschile; tinta e decolorazione; tagli giovanili ecc.).

L’importante è, quindi, che abbia una gestione imprenditoriale. Sicuramente sarà un’operazione impegnativa, faticosa, che richiederà tantissimo lavoro e studio, nonché anni di sacrifici che vedranno la maggior parte degli utili costantemente re-investiti nell’azienda. Ma fidatevi che ne vale la pena.

Ma se volete aprire un salone senza fare tutto questo, il consiglio è di essere comunque preparatissimi e aggiornati, ma di non aprire un salone identico agli altri novanta mila che ci sono nel nostro Paese: piuttosto cercate un salone di successo e fatevi assumere come dei professionisti.

Non guadagnerete di meno, anzi di solito un parrucchiere bravo e preparato, altamente qualificato in un grande salone ha dei guadagni più alti di un qualsiasi titolare di “Acconciature da…”, facendo meno ore complessive e avendo anche molte meno responsabilità addosso.

Tenete conto, comunque, che negli anni sopravviveranno solamente queste tipologie di saloni di parrucchiere: i saloni fortemente specializzati; i saloni low cost gestiti dagli orientali; i grandi saloni che funzionano come imprese.

Soprattutto perché la clientela di oggi è molto più esigente, ed è destinata ad essere ancora più esigente, andando a scegliere dei saloni che soddisfino maggiormente i loro gusti e le loro necessità. Chi non ci vuole spendere molto andrà nei saloni low-cost; chi invece ha particolari esigenze è disposto a spendere di più e si rivolge a saloni specializzati; gli altri invece andranno nei saloni iper-organizzati che vedono sia giovani apprendisti che professionisti affermati, e che vendono anche prodotto di mantenimento e trattamenti specifici.

E naturalmente lo scontrino medio avrà un valore più alto, portando il nostro Paese ai livello di Francia e Regno Unito. Come imprenditori e titolari di saloni di parrucchiere dovete sempre tenere in considerazione che le persone non spendono poco perché hanno scarsa disponibilità o perché non vogliono spendere. Spendono poco perché molto spesso hanno una percezione di qualità del servizio molto bassa.

E soprattutto perché sono ancora una minoranza quei saloni che vendono anche prodotti di mantenimento specifici, quelli che non si trovano al supermercato per intenderci.

Per concludere

Tutto quello che si è detto fino adesso vale anche per chi possiede già un suo negozio di parrucchiere, e quindi può prendere questi consigli per rivoluzionare la sua attività offrendo magari qualcosa che non esiste nella sua città.

Non stiamo parlando ovviamente di metropoli come Milano, Firenze e Roma, nelle quali soprattutto i grandi saloni esistono già da tempo. Ci rivolgiamo in particolar modo a città piccole, meno importanti economicamente dove la scelta di puntare a qualcosa di nuovo e più moderno potrebbe rivelarsi sicuramente azzeccata.

Inoltre, l’Italia ha davvero bisogno di imprenditori titolari, soprattutto giovani, in vista di un mercato che nel tempo farà chiudere i parrucchieri “alla vecchia maniera”, con tagli classici e mai innovativi, e con il titolare decisamente non aggiornato.

Ma in generale, questo articolo su come aprire oggi un’attività di parrucchiere è indicativo di cosa vuol dire fare impresa oggi, in qualsiasi settore. La conoscenza pratica del mestiere – pur sempre fondamentale – è in realtà solamente la base perché oggi senza una specializzazione, un’adeguata formazione non necessariamente accademica la strada è decisamente tortuosa se non impossibile.

Speriamo che chi legge l’articolo possa coglierne i frutti e i suggerimenti, e che quindi questo stesso post sia un piccolo contributo a cambiare e rendere più moderna l’imprenditoria in Italia.

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