Come aprire un bar

Aprire un bar è un’idea imprenditoriale a cui molti hanno pensato almeno una volta nella vita. È un’attività che permette di stare a contatto con le persone, per molti aspetti creativa e che può essere rivolta a diverse tipologie di clienti.

Come aprire un bar: guida completa

Ogni grande e piccola città ha almeno un bar in ogni via principale. L’ultimo rapporto della Fipe (https://www.fipe.it/centro-studi/2019.html?download=642:ristorazione-2018) (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) riporta che sono quasi 150.000 i bar in Italia ed è la Lombardia la regione con il maggior numero di attività registrate.

Aprire un bar, così come aprire un ristorante (https://www.guidaconsumatore.com/imprenditoria/aprire-un-ristorante-cosa-ce-da-sapere.html), una pasticceria (https://www.guidaconsumatore.com/imprenditoria/come-aprire-una-pasticceria.html), o un pub (https://www.guidaconsumatore.com/imprenditoria/come-aprire-un-pub-o-una-birreria.html), è un modo per avviare un’attività in proprio e a contatto con il pubblico che, tuttavia, comporta l’adempimento di uno specifico iter burocratico oltre che, necessita il dover impostare una corretta strategia imprenditoriale sin dalle prime fasi dello sviluppo dell’idea.

In questo articolo guida, risponderemo, dunque, ad alcune delle classiche domande e curiosità relative all’apertura di un bar: Cosa serve per aprire un bar? E come si fa ad aprire un bar?

Vedremo, altresì, quanto costa aprire un bar, come aprire un bar senza soldi e quali sono i requisiti, le licenze e le autorizzazioni alle quali bisogna provvedere.

Sommario

COME APRIRE UN BAR. 1

COSA FARE PER APRIRE UN BAR. 1

#1 Scelta della location. 1

#2 Tipologia di bar 1

#3 Un piano economico. 2

QUANTO COSTA APRIRE UN BAR. 2

Rilevare un bar o aprire l’attività da zero?. 2

COSA SERVE PER APRIRE UN BAR. 3

Come aprire un bar tabacchi 3

Aprire un bar senza soldi 4

Partecipare ad un bando pubblico. 4

Crowdfunding. 4

Blue Angel o investitori 5

CONCLUSIONI COME APRIRE UN BAR. 5

COSA FARE PER APRIRE UN BAR

Come fare per aprire un bar? Abbiamo individuato tre operazioni preliminari e necessarie da compiere al fine di verificare se la propria idea imprenditoriale ha un futuro o meno.

#1 Scelta della location

L’idea è di preparare gustose colazioni, aperitivi e magari prevedere alcune serate musicali? Indipendentemente da come si sogna il proprio bar, tutto inizia dalla scelta di un luogo idoneo che potenzialmente può attrarre il tipo di clientela che si auspica possa essere interessata alla vostra proposta.

La prima cosa da fare per aprire un bar è, quindi, individuare un posto considerando aspetti quali: grandezza del locale, spese di affitto, presenza di allacci alla corrente elettrica e dell’acqua.

La location scelta dovrebbe essere situata in un posto frequentato e inoltre, anche aspetti esterni al locale come: la presenza di parcheggi e quanti locali concorrenti vi sono nei paraggi, sono considerazioni assolutamente da fare.

#2 Tipologia di bar

Un classico consiglio che vi sentirete dare un consulente riguardo la vostra idea di aprire un bar è quello di puntare sull’identità. In altre parole, una delle prime cose da fare prima di aprire un bar è individuare qual è la clientela ideale che potrebbe essere interessata al servizio.

Viene da se che se l’obiettivo è aprire un bar per una clientela giovanile, allora è bene puntare su un servizio pomeridiano/serale e offrire una vasta gamma di aperitivi e serate dedicate alla così detta movida.

Se, per fare un esempio, l’obiettivo è intercettare i lavoratori, allora il bar sin dalle 5.00 di mattina deve essere aperto al fine di offrire la colazione ai lavoratori pronti a recarsi in fabbrica.

Oppure, se l’obiettivo è intercettare coloro che lavorano presso gli uffici, allora è bene considerare l’idea di rimanere aperti a pranzo offrendo pranzi veloci che possano essere consumati durante la pausa.

#3 Un piano economico

Successivamente, il consiglio è di considerare l’aspetto economico. Quanto costa aprire un bar? L’idea è aprire un locale ex novo o rilevare un bar già esistente? Avere un’idea delle spese di avviamento, dei costi per il personale, per le materie prime, sulle tasse da pagare, sono tutti aspetti determinanti per il successo o l’insuccesso dell’idea imprenditoriale.

Probabilmente per aprire un bar è necessario richiedere un finanziamento, talvolta è possibile partecipare a bandi promossi a livello locale, nazionale o europeo ricevendo così finanziamenti agevolati o un importo a fondo perduto.

Per riuscire ad avere una stima dei costi e un’idea su quanto permette di guadagnare un bar nel breve e nel medio periodo, è necessario elaborare un business plan, un documento ormai, imprescindibile e utile sia per sé stessi sia da presentare alle banche nel caso si abbia la necessità di aprire un mutuo o di richiedere un prestito.

Elaborare un business plan che tenga conto delle molteplici variabili presenti quando si decide di aprire un bar non è semplice e ammenoché non si abbiano competenze in economia aziendale è bene rivolgersi a specifiche società di consulenza che si occupano di stilare un business plan elaborato a dovere.

QUANTO COSTA APRIRE UN BAR

I costi per aprire un bar sono variabili in quanto molto dipende dalla tipologia di bar che si intende aprire. Chiaramente, aprire un chiosco in periferia è più economico rispetto ad aprire un bar in pieno centro a Milano!

Rilevare un bar o aprire l’attività da zero?

Rilevare un bar o aprire un’attività da zero comporta alcune differenze nelle spese da sostenere. Rilevare un’attività già esistente permette, in teoria, di avere un bar già pronto per iniziare in tempi brevi a svolgere l’attività e inoltre:

  • Una parte della clientela è già acquisita;
  • Si hanno già i contatti con i fornitori.

Mentre aprire un bar da zero comporta:

  • Costi maggiori;
  • Più pratiche burocratiche;
  • La ricerca dei fornitori;
  • La spesa per tutti gli allestimenti e i macchinari;
  • Il dover acquisire da zero la clientela.

Rispondere alla domanda: “Quanto costa aprire un bar?” non ha, di conseguenza, una risposta univoca. In generale, bisogna considerare un investimento compreso tra i 100.000€ e i 150.000€ che comprende:

  • L’investimento iniziale;
  • Macchinari e attrezzature;
  • Arredi;
  • Spese in comunicazione;
  • Materie prime
  • Varie ed eventuali.

COSA SERVE PER APRIRE UN BAR

Vediamo ora quali sono i documenti e i requisiti per aprire un bar. La prima cosa da fare è controllare se l’attività è in regola con gli aspetti urbanistici.

Nella pratica, si tratta di preparare la DIA o la SCIA e di presentarla al SUAP. Operazioni, queste ultime, delle quali si occupa un tecnico specializzato in genere rappresentato da un geometra.

In questa sede, possiamo dire che, per aprire un bar, l’ufficio di riferimento è il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) un ente che, dal 2011, ha la funzione di occuparsi di tutto ciò che riguarda le documentazioni da presentare prima di aprire un’attività.

È necessario, altresì, che il bar rispetti alcuni requisiti di tipo edilizio. Il locale deve essere, in altre parole, idoneo a ricevere il pubblico e quindi avere: i servizi igienici, sistemi di sicurezza, di areazione e specifiche caratteristiche strutturali.

Inoltre, un bar deve avere i seguenti requisiti:

  • Un magazzino riservato a bevande e alimenti;
  • Apposite postazioni dedicate alla preparazione degli alimenti;
  • Servizi igienici separati per il personale e per la clientela;
  • Uno spogliatoio,
  • Pavimenti facilmente lavabili.

Tra i requisiti per aprire un bar, è obbligatorio sostenere specifici corsi:

  • HACCP permette al personale di sapere tutto ciò che riguarda le norme igieniche da rispettare all’interno del locale.
  • Sicurezza sul lavoro permette di acquisire le conoscenze in ambito di prevenzione e protezione dai rischi sul posto di lavoro.
  • SAB obbligatori per chi non ha frequentato la scuola alberghiera, permettono di acquisire competenze necessarie per gestire un bar.

Come aprire un bar tabacchi 

Quando oltre ad aprire un bar si vuole anche vendere sigarette e prodotti per fumatori l’iter burocratico si complica in quanto, i tabacchi sono gestiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

È bene sapere che:

Non è possibile aprire tabaccherie entro limiti di distanza prestabiliti tra una tabaccheria e l’altra e sulla base di un determinato numero di abitanti.

La legge, nei comuni fino a 10.000 abitanti impone una tabaccheria ogni 1.500 abitanti;

Nei comuni oltre i 10.000 abitanti è necessario rispettare una distanza minima tra una tabaccheria e l’altra, variabile dai 200 ai 300 metri.

Inoltre, per aprire un bar tabacchi è necessario accertarsi, altresì, della produttività. In altre parole, per aprire una tabaccheria, le tre tabaccherie più vicine devono avere un ricavo netto compreso tra i 19.965€ e i 39.825€. Il ricavo, ancora una volta, varia a seconda del comune.

Se tutti i requisiti sono rispettati, bisogna seguire un corso di formazione specifico e previsto per legge e seguire un iter burocratico presentando un apposito modulo all’Ufficio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Aprire un bar senza soldi

È possibile, ad onor del vero, aprire un bar senza soldi. Le strade per aprire un’attività imprenditoriale sono davvero tante e a volte caparbietà e forti motivazioni possono prevalere sull’aspetto economico, portando a realizzare il sogno di aprire un bar pur non avendo alcun capitale da investire. Vediamo cosa si potrebbe pensare di fare per aprire un bar senza soldi:

Partecipare ad un bando pubblico

Comuni, regioni, Stato e Comunità Europea spesso pubblicano bandi relativi allo sviluppo delle attività imprenditoriali.

In particolare, non è raro trovare finanziamenti per aprire attività commerciali. Tali finanziamenti, in genere, tendono ad essere rivolti principalmente ai giovani o all’imprenditoria femminile.

Il consiglio è, dunque, quello di verificare la presenza dei suddetti bandi collegandosi sul portale della propria Regione che, in genere, mette in evidenza le opportunità di finanziamento promosse anche da altre istituzioni come lo Stato o la Comunità Europea.

È bene precisare che, le idee imprenditoriali che hanno maggiori possibilità di trovare finanziamenti, anche a fondo perduto, sono quelle che si contraddistinguono per innovazione e sostenibilità.

Pertanto, un consiglio potrebbe essere quello di aprire un bar lontano dagli schemi classici ma che, al contrario, sia supportato da forti elementi innovativi. Ad esempio: autonomia energetica, plastic free, metodi innovativi nell’erogazione dei servizi.

Crowdfunding

Il crowdfunding può essere, altresì, una strada da percorrere per aprire un bar senza soldi. Per chi ancora non conoscesse il crowdfunding possiamo definirli come portali dedicati alla raccolta di donazioni.

Ovviamente, il crowdfunding funziona principalmente per iniziative a scopo benefico o comunque idee che possano aiutare la collettività.

Risulta una strada più ostica per coloro che, al contrario, sono alla ricerca di donazioni per aprire un bar o una qualsiasi attività commerciale destinata a generare profitti.

Tuttavia, fare un tentativo è assolutamente consigliato, soprattutto se la propria idea di bar ha delle caratteristiche particolari che possano, in qualche modo, spingere una persona facoltosa ad investire sulla vostra idea.

Blue Angel o investitori

Un ulteriore metodo per aprire un bar senza soldi è esplorare il web andando alla ricerca di potenziali investitori o Blue Angel. Tali figure sono note a coloro che hanno avviato un’attività che rientra nella definizione di start-up.

Al contrario del crowdfunding, trovare un investitore disposto a scommettere sulla propria idea imprenditoriale significa, nei fatti, elaborare un’idea davvero vincente e supportata da un business plan.

E non è tutto, come dice il termine, l’investitore, una volta trovato, permette sì di aprire un bar senza soldi ma egli, in genere, eroga un prestito, o meglio effettua un investimento.

Pertanto, trovare un investitore o un Blue Angel, le differenze tra le due figure non sono oggetto di questo articolo, significa garantire a questi soggetti di rientrare, in un periodo di tempo stabilito dall’investimento.

Attenzione, rientrare dall’investimento significa non solo restituire il denaro ma anche garantire un margine di guadagno all’investitore.

CONCLUSIONI COME APRIRE UN BAR

In questo articolo, abbiamo visto come aprire un bar sia un’idea imprenditoriale piuttosto comune. Al giorno d’oggi sono molte le possibilità per aprire un’attività. L’importante è che questa si contraddistingui per sostenibilità e innovazione anche se si tratta di un bar.

Il vero successo risiede nell’idea che dovrebbe essere in grado di distinguersi dalla concorrenza e orientata a durare nel tempo.

Una volta individuata la giusta idea, gli aspetti economici e burocratici possono essere considerati dettagli di minor conto e risolvibili.

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo. Tra i suoi blog più importanti: www.guidaconsumatore.com www.faidatecreativo.com www.coltivarefacile.it www.guidapet.com
Milena Talento
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