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Sono tanti i vantaggi che possono derivare dalla realizzazione di un controsoffitto, laddove possa essere fatto, e sono anche diversi i modi di costruzione, finalizzati alle sue funzioni. In questo articolo una panoramica di vantaggi, funzioni e materiali per la realizzazione.

Cos’è un controsoffitto

Come dice la parola, il controsoffitto è un secondo soffitto: una superficie che può essere realizzata con diversi materiali, che viene posta qualche centimetro al di sotto del soffitto vero e proprio, ma che costituirà visivamente il soffitto finale. Solitamente si tratta di una superficie piana, avente struttura leggera e che per le caratteristiche di cui sopra, abbassa di alcuni centimetri l’altezza complessiva dei locali adibiti all’abitazione. Il termine non indica solo l’opera edile in sé, ma anche il vano stesso che si viene a creare tra il soffitto e la seconda superficie realizzata al di sotto.

Controsoffitto

Storia e origini

La controsoffittatura non è una tecnica nuova. In passato, anche qualche secolo fa, i controsoffitti venivano utilizzati per ottenere particolari effetti estetici, come le volte a botte o le volte a vela.

La controsoffittatura allora veniva detta “con camera a canne”: i solai tradizionali in legno venivano coperti da una struttura leggera sempre in legno, sui cui veniva appoggiato un letto di canne appiattite e ricoperte anch’esse da uno strato di intonaco. Tale tecnica dava uniformità alla superficie lignea, e creava la base per la realizzazione delle sopra citate tecniche decorative, come le volte a botte e a vela.

Nel XX secolo la controsoffittatura è stata molto utilizzata, anche nelle case più modeste: assi di legno ricoperte di tela, fornivano le abitazioni di un controsoffitto di una soluzione alternativa all’intonaco mancante, forse troppo costoso. Il controsoffitto aveva quindi la funzione estetica di nascondere la nuda pietra. La tela poi veniva comunque pitturata, come se il soffitto fosse stato intonacato.

La controsoffittatura, scomparsa per qualche tempo, è tornata in voga da qualche anno proprio per la richiesta crescente, dovuta alle innovazioni tecniche e tecnologiche, di trovare soluzioni per inserire impianti e illuminazioni adeguate e personalizzate per ogni ambiente, anche grazie all’utilizzo di materiali versatili e duttili come il cartongesso o il latero-cemento.

Controsoffitto

Vantaggi del controsoffitto

Il controsoffitto può offrire diversi vantaggi, soprattutto in relazione alle funzioni per cui è costruito e conseguentemente anche ai materiali e ai metodi utilizzati per realizzarlo:

  • isolamente termico, grazie alla camera d’aria che si viene a creare tra il soffitto e il controsoffitto stesso e in secondo luogo ai materiali utilizzati
  • isolamento acustico, anche qui a seconda del materiale utilizzato, che dovrà essere sicuramente fonoassorbente
  • resa estetica, per celare collegamenti orizzontali di qualunque tipo tra un punto e l’altro di un ambiente o di un’intera abitazione
  • collocazione di impianti orizzontali di qualunque genere
  • ispezionabilità degli impianti molto facile, per una manutenzione a basso costo
  • resistenza al fuoco, la quale dipende dai materiali e dai metodi di realizzazione

Funzioni del controsoffitto

Proprio per le sue qualità costitutive può assolvere a diverse funzioni, di ordine estetico oppure di ordine pratico:

  • fornire un’illuminazione diversa, puntuale o generale, con faretti o neon, con un effetto particolare derivante da eventuali aperture nella controsoffittatura
  • fornire un isolamento termico, con materiali appositi
  • fornire un isolamento acustico, con materiali adatti
  • nascondere cavi e collegamenti orizzontali tra diverse parti della casa o di un ambiente
  • nascondere l’impianto di climatizzazione, nonché contenere le griglie di diffusione di aria calda o fredda
  • nascondere semplicemente una soffittatura vecchia oppure antiestetica, per esempio con brutte travi a vista
  • creare effetti estetici particolari, come parti curve o sagomate
  • bilanciare visivamente gli spazi, laddove un soffitto troppo alto in certi ambienti risulti eccessivo, come in alcuni corridoi

Un controsoffitto adeguatamente realizzato, può assolvere a tutte queste funzioni contemporaneamente: basta una particolare attenzione ai materiali utilizzati per la realizzazione, magari diversificati per ogni ambiente, alla sistemazione degli impianti e dell’illuminazione, e alla resa estetica finale della soffittatura.

Realizzazione del controsoffitto

Il controsoffitto viene realizzato partendo da una struttura metallica leggera, in alluminio o acciaio, che costituisce un reticolato di base; su tale reticolato vengono poi fissati, incollandoli o avvitandoli o appoggiandoli semplicemente, i pannelli anch’essi leggeri che costituiranno il controsoffitto vero e proprio. Proprio per la sua leggerezza e maneggevolezza, per la duttilità e semplicità di montaggio, viene utilizzato molto negli interventi di ristrutturazione, recupero e restauro.

Materiali

I materiali di un controsoffitto possono essere diversi a seconda della sua funzione, ma tutti ugualmente devono essere leggeri e maneggevoli. Il cartongesso è utilizzato quando l’ispezionabilità del controsoffitto non è necessaria né indispensabile spesso.

Per l’ispezione frequente, per i pannelli di rivestimento sono invece utilizzati fibre minerali, lana di vetro, lana di roccia o sughero.

I pannelli in fibre di vetro servono per ottenere l’isolamento acustico e si incollano sia al soffitto, sia al controsoffitto: tra i due strati devono essere lasciati almeno 5 cm di aria.

Pannelli isolanti esistono in commercio con la parte esterna a vista già tinteggiata, in fibre di vetro, fibre di roccia o fibre di legno. Ne esistono anche in gesso, solitamente più costose e con decorazioni in rilievo, e in metallo, con l’applicazione di un materassino isolante applicato nella parte interna.

Se i pannelli non sono già tinteggiati, oppure se non si vogliono rivestire con tappezzeria nel caso siano di compensato o paniforte, è possibile poi intonacarli con qualunque tipo di intonaco, come il resto della stanza oppure di un colore diverso. Infine, se l’obiettivo è un’illuminazione particolare, esistono anche i cosiddetti controsoffitti luminosi, costituiti da lastre di vetro opalescente oppure da lastre di materiale plastico translucido, come il perspex. Sopra alle lastre saranno poi collocate le luci o i tubi fluorescenti, per creare un effetto suggestivo e particolare.

Struttura portante

La struttura portante, cioè quella che tiene i pannelli all’altezza giusta dal soffitto vero e proprio, è costituita da profili di metallo fissati al soffitto mediante tiranti. Per soffitti di ampie superfici, è necessaria una doppia struttura, con un’orditura principale e un’orditura secondaria.

Pannelli

I pannelli standard da applicare sono larghi 120 cm e hanno una lunghezza variabile. Lo spessore di pannelli standard può essere di 6 o di 25 millimetri, mentre per creare profili curvi si usano pannelli con spessori inferiori. La composizione dei materiali per i pannelli, che di base presentano solitamente una lastra di gesso con due strati di cartone d’armatura, varia a seconda della destinazione d’uso del controsoffitto e dell’ambiente in cui è collocato: per bagni e cucine ad esempio, si utilizzano additivi per ridurre l’assorbimento dell’acqua, mentre particolari fibre minerali rendono il tutto resistente al fuoco.

Iluminazione e tagli di luce

Per ottenere effetti di luce accoglienti e suggestivi, si possono utilizzare faretti incassati appunto nella controsoffittatura, nei punti che si vogliono illuminare meglio, oppure si possono utilizzare tubi fluorescenti al neon, inseriti nel vano del controsoffitto, la cui luce fuoriesca in modo omogeneo e uniforme da alcuni “tagli” ricavati nei pannelli: di forme geometriche o curvi, a distanze regolari oppure no, questi tagli risulteranno la fonte principale di luce dei vostri ambienti, conferendo anche al soffitto stesso un aspetto davvero insolito e personalizzabile.

Controsoffitti fai-da-te

In commercio esistono pannelli ed elementi pensati appositamente per una posa facile, da eseguire da soli; il montaggio di tali prodotti è simile a quello dei pannelli in cartongesso, più semplici e veloci da fissare. Una volta installati, i pannelli vanno trattati come l’intonaco e pitturati secondo il gusto dell’ambiente in cui si trovano.

Legge e norme sul controsoffitto

Dato che il controsoffitto proprio per la sua natura, abbassa l’altezza complessiva di un locale, occorre che l’altezza finale non sia inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

Considerando che potrebbe raggiungere altezze anche di parecchi centimetri, in relazione alla funzione del controsoffitto stesso (ad esempio se ospiterà l’impianto di climatizzazione sarà piuttosto alto), occorre che i locali dove lo si vuole realizzare siano già abbastanza alti.

Le normative relative all’altezza dei locali infatti, determinano che un ambiente abitabile debba avere un’altezza di almeno 210 cm. Questo è comunque un dato generale, che varia da un comune all’altro. Occorre quindi informarsi presso l’Ufficio Tecnico del proprio Comune, prima di iniziare un lavoro di controsoffittatura, per capire se è possibile realizzarlo.

Una volta iniziati i lavori, occorrerà mandare una Dia, Dichiarazione di Inizio Attività all’Ufficio Tecnico del proprio Comune e a lavori realizzati una comunicazione all’Ufficio Catastale, per l’avvenuta modifica nella cubatura dell’abitazione.

Dove mettere il controsoffitto

Spesso il controsoffitto viene utilizzato anche per spezzare visivamente uno spazio considerato troppo grande e dispersivo: è il caso ad esempio dei lunghi corridoi o dei disimpegni, che con un soffitto troppo alto, danno l’idea di uno spazio troppo grande e poco utilizzato.

Il controsoffitto poi, per ragioni di isolamento termico e di isolamento soprattutto acustico, può essere installato nelle camere da letto, soprattutto quando si trovano ai piani inferiori rispetto ad altri appartamenti con abitanti piuttosto rumorosi.

Per ottenere invece un’illuminazione suggestiva e avvolgente, la controsoffittatura è veramente indicata per il soggiorno o per il living: faretti puntati su zone ben precise, oppure illuminazione generale regolabile ed espansa da tagli di luce inseriti ad arte nel soffitto, rendono l’ambiente giorno accogliente e adattabile a diverse funzioni, per esempio non solo all’accoglienza degli ospiti, ma anche alla visione della tv, alla lettura o allo studio.

Se invece è utilizzato per nascondere collegamenti e impianti di climatizzazione, allora lo si può realizzare in tutti gli ambienti di una casa e nelle varie zone specifiche si possono utilizzare soluzioni diverse: dove è necessario aprire per ispezionare gli impianti è bene utilizzare materiali leggeri e facilmente spostabili, nella zona giorno sarebbe l’ideale inserire anche l’illuminazione adeguata, in camera da letto invece aggiungere pannelli fonoassorbenti.

Per quanto riguarda l’ispezionabilità di un impianto celato da controsoffitto, il consiglio è quello di contrassegnare in modo molto discreto, ma riconoscibile, quali sono i pannelli che è possibile spostare per l’ispezione, magari tenendone traccia anche sulla pianta della casa con appositi segni colorati, questo per rendere il lavoro utile e semplice anche a chi eventualmente abiterà in quella casa dopo di noi: rendere ispezionabile un controsoffitto con impianti, senza poi sapere dove andare ad aprire, potrebbe significare dover soppiantare tutti o gran parte dei pannelli del controsoffitto stesso, rendendo vano un lavoro accurato.

One Comment

  • paolo toscano ha detto:

    Gentile Guida Consumatore,

    ho trovato molto interessante e ben schematizzato l’articolo sulle controsoffittature.

    Mi piacerebbe sapere se, data la forma e la superficie in mq di un ambiente si possa determinare “su carta” l’altezza ideale del soffitto, in modo che non sembri né troppo alto né basso.

    In particolare, ho un ambiente di forma rettangolare di circa 70 mq (12×6) il cui la controsoffittatura è attualmente a mt 5,20. A causa del controffitto troppo alto, la camera sembra un po’ stretta e lunga. Esiste una “formula” per sapere quale sarebbe l’altezza ideale del soffitto, senza che abbassando troppo quest’ultimo non si causi un effetto “garage”? Avevo ipotizzato un abbassamento di circa mt 1,20, così da avere il controsoffitto a mt 4 (e ricavare al tempo stesso un ripostiglio al di sopra di questo), ma non so immaginare l’effetto che tale abbassamento potrebbe avere dal lato estetico.

    Grazie per quanto vorrete dirmi

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