Imparare a camminare: ad ogni bambino il suo stile

Ci sono bambini che rotolano, altri che strisciano. Ci sono poi quelli che fanno la trottola e quelli che, secondo la tradizione, vanno a quattro zampe. Insomma, per imparare a camminare ci sono mille strade diverse da poter seguire. Scopriamole insieme.

imparare a camminare

Ci sono bambini che imparano a camminare stando a pancia in su; altri, invece, che si avvitano su se stessi come fossero piccoli bulloni. In totale ci sono circa venticinque modi diversi con cui i bambini cercano di muoversi, pian piano, in totale autonomia.

Per i genitori che li osservano mentre sperimentano la tecnica più adatta a se stessi può essere divertente, ma alcune volte anche un po’ preoccupante. Non di rado, in effetti, i piccoli incappano in cadute di piccole o grandi proporzioni destando la preoccupazione dei grandi che si domandano se la posizione che assumono sia effettivamente corretta e se, continuando in un certo modo piuttosto che in un altro, impareranno davvero a camminare presto. Secondo i medici, tuttavia, andare a gattoni è una cosa del tutto naturale che in alcun modo deve destare preoccupazioni nei genitori anche perché si tratta di una fase che regala al piccolo molti benefici sia da un punto di vista fisico che psichico.

Imparare a camminare: tutte le modalità

Il gambero: quasi tutti i bambini nella fase di apprendimento del movimento tendono a spostarsi all’indietro. In questo modo, infatti, i bambini riescono a strisciare più facilmente e quindi a spostarsi da una parte all’altra. Poiché il movimento è quello di andare indietro per spingersi in avanti, quest’andatura viene detta ‘a gambero’ ma è sicuramente una delle tecniche più rapide che i bambini usano per imparare a camminare.

La trottola: in questo caso, il bimbo si muove proprio a mo’ di trottola e tende a ripetere i movimenti che era solito compiere quando era ancora all’interno della pancia della mamma. In questo caso, il bambino salta la fase dei carponi e procede direttamente verso quella che lo porterà al camminare vero e proprio. In sostanza, il bambino si mette a pancia in giù e comincia a rotolare avanti e indietro fino a quando cerca di alzarsi definitivamente.

Toro seduto: si tratta di una tecnica leggermente più evoluta di quella a trottola. In           questo caso il bambino si mette seguito con una gamba piegata e una stesa e comincia a trascinarsi spostandosi in avanti con il bacino. Secondo i medici, questa tecnica viene ereditata dai genitori: quattro bambini su dieci che la usano, infatti, hanno genitori che hanno imparato a camminare proprio in questo modo.

Rotolamento: questa tecnica è conosciuta anche come modalità ‘ a vite’. Si tratta di uno dei modi più strani che i bambini mettono in pratica per imparare a camminare. In ogni caso, si tratta di una tecnica che viene utilizzata per poco tempo anche perché, nella maggior parte dei casi, viene abbandonata direttamente dal piccolo che preferirà sostituirla con i  tradizionali carponi. In sostanza la tecnica si chiama così perché i bambini si spostano rotolandosi a terra e cambiando direzione con l’aiuto delle mani e delle gambe

Crawl: si tratta di un movimento che i bambini compiono raramente ma che può essere associato, nello stile, a quello dei nuotatori. In sostanza, il bambino non fa altro che trascinarsi con la pancia spostandosi in avanti prima con le braccia, poi con le gambe. Nel momento in cui il bambino alza la schiena, il movimento si trasforma nei più classici dei gattonamenti a quattro zampe.

Serpente: questa tecnica è uguale a quella crawl, solo che rispetto ad essa il bambino esegue il movimento al contrario. Il bambino, in questo caso si sposta prima con il bacino e poi con le spalle.

Il ponte: si tratta di una posizione supina che aiuta i bambini a camminare molto presto. In sostanza, i bambini avanzano piano e si aiutano sia con le braccia che con le gambe tenendo la schiena incarnata.

Consigli per lasciare il bambino libero di imparare e giocare

Per lasciare il bambino libero di imparare a camminare in tutta sicurezza è opportuno creare degli spazi che ne tutelino in maniera assoluta la sua sicurezza.

  • Innanzitutto, assicuratevi che tutte le porte e le finestre siano sempre chiuse e abbiate la premura di controllare che il bambino non possa avvicinarsi a spazi in cui ci sono scale o altri luoghi pericolosi della casa E’ importante, poi, togliere di mezzo gli oggetti riposti su mensole o mobili bassi a cui il bambino potrebbe accedere con facilità e quindi tirarseli addosso. Inoltre, è fondamentale che, lungo i suoi primi percorsi, i bambini non trovino mai dinanzi a s è oggetti piccoli che potrebbero essere facilmente ingeriti.
  • In secondo luogo, è importante pulire sempre molto bene il pavimento dopo i pasti per evitare che il bambino possa ingerire resti di cibo pericolosi durante le sue prime ‘passeggiate’
  • E’ importante, poi, che il bambino indossi vestiti comodi che gli consentano di muoversi liberamente. Da questo punto di vista l’abbigliamento ideale è composto da una tutina antiscivolo in cotone e un paio di calzini, sempre antiscivolo.
  • Prima di lasciare il bambino libero di fare escursioni per la casa, poi, è fondamentale coprire tutte le prese elettriche. Inoltre, è fondamentale anche mettere da parte tutte le lampare da terra, specie quelle sottili, a cui il bambino potrebbe aggrapparsi per sostenersi di tanto in tanto.
  • In tutti i casi, è fondamentale che il pavimento di casa resti sempre pulito. Ma, anche in questo caso, le mamme non devono farsi prendere dall’ossessione delle pulizie: in questi casi, infatti, possono esporre il bambino a maggiori rischi di allergie.

10 consigli utili per non sbagliare

  1. Non correggere il bambino e non forzarlo a cambiare posizione. Tutti gli stili di gattonamento sono buoni, perché in ogni caso il bambino dimostra di essere interessato alla scoperta del mondo che lo circonda.
  2. Non bisogna stimolare troppo il bambino. Sarà in grado di iniziare le sue esplorazioni da solo, quando ne avrà voglia e desiderio.
  3. E’ utile mettere il bambino con la pancia all’ingiù. In questo modo, lo stimolerete ad alzarsi a gattoni con il supporto delle braccia. Quando, invece, sarà in grado di stare seduto da solo, potrete stimolare i suoi movimenti mettendo nelle vicinanze degli oggetti che potrebbe prendere senza fare troppi sforzi.
  4. E’ importante seminare negli ambienti degli oggetti che possono aiutare i bambini a spostarsi più agevolmente: sedie, tavolini, poltroncine e altri oggetti bassi possono essere preziosi supporti per il vostro piccolo.
  5. E’ importante che i genitori lo riempiano di complimenti ogni volta che il bimbo si sposta da solo. E’ importante, quindi, che il bambino si senta apprezzato e in qualche modo invogliato a continuare la sua attività di esploratore.
  6. Il bambino non va lasciato mai da solo. Questo per due ragioni: non solo perché dovrete sempre tutelare la sua sicurezza ma anche perché i primi movimenti che compie sono proprio in direzione opposta rispetto alla mamma. Pertanto, dopo una prima fase di allegria, se il bambino non trova la madre può sentirsi spaesato ed avere paura.
  7. Nel caso di cadute, anche brusche, è importante che i genitori siano pronti a consolarlo: in questo caso infatti, il piccolo potrebbe essere spaventato al punto tale da non avere più voglia di gattonare ancora. In questo caso, i genitori devono invogliarlo a riprovarci.
  8. Da evitare nella maniera più assoluta i tentativi, frequenti, dei genitori di insegnare ai piccoli a camminare sollevandoli da terra con le braccia alzate. In questo caso, non solo i genitori rischiano forti mal di schiena ma causano nei bambini dei movimenti spagliati che si trascineranno dietro anche da grandi quando assumeranno delle posizioni scorrette.
  9. E’ importante, poi, che i genitori non facciano mai paragoni con gli altri bambini. In questo caso, infatti, il bambino potrebbe avere paura e soffrire di inutili stati d’ansia. Tutti i bambini sono unici e ognuno impara a modo suo e secondo i suoi tempi.
  10. Infine, è importante non fargli usare troppo il girello nella fase in cui deve imparare a camminare.

 

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