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E’ ovvio che la qualità del lavoro risente non poco della scarsa professionalità di chi si appresta a farlo senza competenza e perizia. Il correttore di bozze non è ancora una professione del tutto autonoma e riconosciuta. Ma quali sono i requisiti che deve possedere chi intende svolgere questa attività? Innanzitutto è necessaria una buonissima (anzi perfetta) conoscenza della lingua italiana, in particolar modo della grammatica. Inoltre bisogna avere una vista molto acuta ed allenata ad effettuare ricerche all’interno dei testi, insieme ad un grande spirito di osservazione.

L’ideale è svolgere questa attività all’interno di una casa editrice, in modo da ricevere un trattamento (anche economico) migliore. Essere correttore di bozze free-lance non vi assicurerà mai un reddito adeguato. Una valida alternativa alle case editrici sono le agenzie editoriali, che si occupano di servizi nell’editoria.

Ci si può proporre a queste, ovviamente valutando bene la loro serietà ed attendibilità (specialmente se sono presenti da poco sul mercato editoriale). Il titolo di base richiesto per diventare correttore di bozze è il diploma di scuola media superiore, ma ovviamente una laurea di tipo umanistico è un requisito preferenziale.

Come diventare correttore di bozze

Retribuzione

Naturalmente le informazioni che daremo qui di seguito sulle tariffe applicate per i correttori di bozze sono puramente indicative. Ma serviranno a darvi un’idea, seppure a grandi linee, di quale è il trattamento economico previsto per questa attività. La tariffa si applica sulla singola cartella. Per cartella, nel gergo editoriale e giornalistico, si intende un testo formato da 1800 battute (compresi gli spazi).

Per misurare la cartella possiamo utilizzare sul pc “Strumenti” di Word, e poi selezionare “Conteggio parole e caratteri” (sempre spazi inclusi). In alcuni casi si usa la cartella di 2000 battute, ma quella “standard” è di 1800. La tariffa oscilla tra un minimo di 1 euro e 50 fino a 2, massimo 3 euro e 50. Molto dipenderà anche , ovviamente, anche dall’onestà di chi vi commissiona il lavoro. Questa cifra va considerata IVA esclusa. Se vi viene commissionata la correzione di testi di medicina oppure scientifici, potete chiedere come compenso anche fino a 5 euro a cartella, considerato il maggior impegno richiesto.

Queste tariffe che abbiamo descritto si riferiscono ad una sola lettura del testo, ma in genere per trovare tutti gli errori presenti e svolgere un lavoro accurato occorre rileggere il testo almeno una seconda volta. Con l’esperienza e l’acquisizione della “giusta” tecnica di lettura sarà possibile individuare gli errori già durante la prima lettura! In gergo tecnico si parla di “giri di bozze”, e vengono effettuati a rotazione da più persone, in modo che ci sia la possibilità di individuare un maggior numero di refusi e lapsus.

Questi passaggi avvengono in genere nelle redazioni, dove la correzione di bozze viene svolta dai redattori. Se avete terminato il lavoro, ma vi è sfuggito qualche errore, come vi comportate? Calma e sangue freddo… Se si tratta di una svista poco rilevante (come ad esempio un nome al plurale, anziché al singolare), allora non ci dovrebbero essere problemi. Ma se invece si è trascurato un errore di grammatica grave, allora le cose cambiano. Con molta probabilità chi vi ha commissionato il lavoro da svolgere, non vi chiamerà un’altra volta!

Strumenti del mestiere per la correzione di bozze

Il correttore di bozze si serve di una serie di strumenti per esercitare la sua attività di correzione.

  • righello
    si posiziona sotto il testo che si sta correggendo, e viene fatto scorrere man mano che si procede alla correzione, così si è sicuri di non saltare parti di testo.
  • penna rossa
    viene usata dal correttore di bozze perché l’inchiostro rosso è più visibile, e quindi le correzioni sono immediatamente percepibili. E’ consigliabile che la penna abbia una punta sottile!
  • testo “originale”
    quello non ancora trascritto al computer e trasformato in bozza, è un riferimento importante e va sempre consultato quando abbiamo qualche dubbio.
  • lente di ingrandimento
    serve ad avere un’immagine più nitida di alcuni particolari che potrebbero sfuggire: virgole, accenti, punti, ecc. Succede anche che a volte il corpo del testo sia così piccolo da costringerci a ricorrere ad un “aiuto”.

Correzione delle bozze: suggerimenti

Diventare correttore di bozze significa ricercare e selezionare gli errori di sintassi e grammatica presenti nel testo (quindi errori di battitura e di stampa, ma anche eventuali lapsus!).

Questi ultimi – i “lapsus”- derivano da una svista dell’autore dello scritto, e alcune volte ne stravolgono del tutto il senso. Il lapsus può essere difficile da individuare, perché bisogna estrapolare il significato del testo. Il bravo correttore di bozze deve essere capace di cogliere sia la grammatica che il significato, e questo si impara con la pratica e l’esperienza.

Ma come si interviene praticamente sugli errori?

La correzione va scritta ai lati del testo, precisamente nei margini vuoti che si trovano a sinistra e a destra, oppure lo spazio vuoto in calce e in cima alla pagina. Si scrive la correzione con la penna rossa, ma se vogliamo renderla ancora più evidente cerchiamo la frase o la parola errata, e tracciamo una linea che porta al punto in cui abbiamo inserito la correzione. Quando troviamo nel testo alcune parole errate, tracciamo una linea su ognuna di queste, e riportiamo lo stesso segno nel margine bianco in cui scriveremo la parola esatta.

Se ci accorgiamo che c’è una successione di parole errata, metteremo su ogni parola un numero che indichi la successione esatta. Il correttore di bozze interviene anche a modificare le parole in corsivo, maiuscolo, minuscolo, ecc., ed anche la spaziatura del testo e l’interlinea. Se per esempio è necessario andare a capo, verrà inserita come segno una parentesi quadra appena inizia il periodo.

Le regole generali di correzione del testo esistono ed è sempre un bene conoscerle, ma è anche vero che si può personalizzare il proprio metodo di correzione, sia che si lavori in redazione, sia che si operi come free-lance. Il correttore di bozze deve essere molto attento alle norme redazionali. Ogni redazione adotta le proprie, inserendole in una “legenda” di cui il correttore prende visione e a cui si deve scrupolosamente attenere. Osservate il metodo di utilizzo dei caporali, del grassetto, del corsivo.

Differenza tra editor e correttore di bozze

La fase di “editing” e quella di “correzione della bozza” sono teoricamente distinte e separate.

La prima prevede un vero e proprio intervento sul testo, con la finalità di eliminare gli errori presenti, sia a livello di stile, che di contenuto. L’editor quindi compone e scompone parti del testo, scrive e rielabora fino a quando non è soddisfatto. In poche parole, l’editor deve essere un profondo conoscitore non solo della grammatica, ma anche della materia di cui il testo tratta.

Poi interviene la fase successiva, quella di “correzione delle bozza”. Di norma in questa fase il testo dovrebbe presentare solo eventuali errori di battitura. Ma spesso non è così, quindi il correttore di bozze si trova a dover svolgere anche il lavoro dell’editor. Di fatto, quindi, queste due figure finiscono con il coincidere.

Corsi per imparare la professione del correttore

Se non avete la fortuna di imparare la professione “sul campo”, ovvero presso case editrici e agenzie editoriali, non scoraggiatevi! Potete frequentare un corso professionale che vi aiuti a conoscere questa professione, e ad introdurvi nel campo dell’editoria. Se poi non avete molto tempo a disposizione (per motivi di lavoro o studio), allora potete orientarvi per qualche corso on-line, da svolgere con comodità a casa vostra nei momenti liberi.

1) Herzog Agenzia Letteraria – “Il lavoro del correttore di bozze”

  • Corso online, 11 incontri. Herzog Agenzia Letteraria+1

  • Si rivolge a chi vuole lavorare come correttore/editor nel mondo editoriale. Herzog Agenzia Letteraria

  • Buon equilibrio tra teoria e pratica, con esercitazioni assegnate.

  • Ottimo come introduzione professionale.

2) Land Editore – “Corso di correzione di bozze. I fondamentali”

  • Online, 15 ore complessive, con docenza specifica. landeditore.it

  • Copre le basi: cosa fa un correttore di bozze, errori tipici, strumenti digitali.

  • Ottimo per iniziare o valutare se questa professione fa per te.

3) Accademia Domani – “Corso Online Certificato di Correttore di Bozze”

  • Online, programma ben strutturato, con attestato. Accademia Domani+1

  • Include moduli su tipologie di testo, strumenti digitali, simboli di correzione. Accademia Domani

  • Buona opzione se cerchi una formazione più completa ma flessibile.

Quale corso scegliere in base al tuo profilo?

  • Se sei principiante assoluto, vuoi capire se ti piace il mestiere e cerchi un corso breve: scegli qualcosa come il corso “fondamentali” della Land Editore.

  • Se hai già qualche esperienza (es. lavori amatoriali di correzione, scrittura…) e vuoi diventare professionista, allora un corso più articolato come Herzog o Accademia Domani può essere più adatto.

  • Se pensi di lavorare online o come freelance, verifica che il corso includa anche competenze digitali (Word/Indesign, correzione su schermo) e magari moduli su come proporre i tuoi servizi.

  • Verifica anche se puoi costruirti un portfolio o ricevere feedback pratici durante il corso: questo è spesso ciò che distingue un buon corso da uno “solo teorico”.

Ha ancora senso il lavoro del correttore di bozze nell’era dell’intelligenza artificiale?

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale ha trasformato profondamente il modo in cui scriviamo, correggiamo e perfino concepiamo i testi. Dai software di scrittura automatica agli assistenti linguistici integrati nei programmi di editing, sembra che l’AI sia ormai in grado di fare quasi tutto. Ma in questo scenario iper-digitalizzato, ha ancora senso il lavoro del correttore di bozze? La risposta è sì, ma con qualche precisazione importante.

Il correttore di bozze: un mestiere antico che evolve con i tempi

Per molti, il correttore di bozze è “solo” colui che elimina errori di ortografia, accenti sbagliati e refusi. In realtà, dietro questo ruolo si nasconde un lavoro di precisione e cultura linguistica che va ben oltre la semplice revisione formale.

Il correttore è il custode della coerenza linguistica e stilistica: controlla che un testo rispetti le norme grammaticali, ma anche il tono, la terminologia e la fluidità. Nei contesti editoriali, pubblicitari o accademici, il suo intervento è decisivo per mantenere la credibilità del contenuto e la chiarezza del messaggio.

Con l’avvento dell’AI, tuttavia, questo mestiere ha subito una forte trasformazione. Oggi, gran parte delle correzioni più tecniche può essere automatizzata — ma ciò non significa che il lavoro umano sia diventato superfluo.

Cosa può fare (bene) l’intelligenza artificiale

L’AI è straordinariamente efficiente quando si tratta di analisi meccaniche del linguaggio.

Grazie al machine learning, può:

  • individuare errori grammaticali e sintattici in pochi istanti;
  • segnalare incongruenze di formattazione o di punteggiatura;
  • suggerire sinonimi, alternative e riformulazioni più fluide;
  • adattare il registro linguistico a determinati stili di scrittura.

Questi strumenti hanno semplificato la vita di chi scrive e di chi lavora con i testi, riducendo i tempi e migliorando la qualità complessiva delle bozze. Ma, come spesso accade, l’efficienza non coincide con la sensibilità. L’AI può “vedere” la lingua, ma non sempre riesce a capire il contesto, l’intenzione o l’emozione dietro le parole.

Dove (ancora) serve l’occhio umano

Ci sono aspetti della revisione che nessun algoritmo può sostituire pienamente:

  • La coerenza semantica e narrativa. Un correttore esperto riconosce se un testo “funziona” anche nel ritmo, nella logica e nella voce dell’autore.
  • La sensibilità stilistica. Le macchine correggono, ma non sanno quando non farlo. Capire quando lasciare una forma colloquiale, una ripetizione intenzionale o un gioco di parole è un atto interpretativo.
  • L’aderenza al contesto. Un testo medico, un romanzo e una brochure aziendale richiedono registri diversi. Un correttore umano sa leggere il target e l’obiettivo comunicativo.
  • La responsabilità culturale. La lingua non è neutra: evolve, cambia, riflette sensibilità sociali e culturali. L’AI si basa su dati del passato, ma solo un essere umano può cogliere le sfumature etiche e attuali del linguaggio.

In altre parole, il correttore non è solo un revisore, ma un interprete della parola scritta.

Un nuovo ruolo: il correttore “aumentato”

Il futuro del mestiere non è la sostituzione, ma la collaborazione. Il correttore di bozze diventa oggi una figura “aumentata”: usa gli strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare i controlli tecnici, ma conserva la parte più complessa e creativa del processo. È una trasformazione simile a quella vissuta da molti altri professionisti: i fotografi con le fotocamere digitali, i musicisti con i software di editing audio, gli architetti con i programmi di rendering. L’AI diventa un alleato, non un concorrente.

Il valore umano resta nel pensiero critico, nella cura del dettaglio e nella capacità di dare senso, voce e coerenza a un testo che, da solo, un algoritmo non può comprendere fino in fondo.

La fiducia nel linguaggio resta una questione umana

Ogni testo pubblicato — che sia un romanzo, un articolo scientifico o una brochure aziendale — porta con sé una promessa di autenticità e affidabilità. Chi legge si fida non solo delle informazioni, ma del modo in cui vengono espresse. E questa fiducia nasce ancora da un occhio umano che controlla, affina e armonizza le parole. Finché la comunicazione rimarrà un atto umano, ci sarà bisogno di professionisti in grado di ascoltare la lingua, non solo di analizzarla.

Il correttore di bozze non è un mestiere destinato a scomparire, ma a rinascere in una forma nuova. L’intelligenza artificiale può rendere il suo lavoro più rapido, efficiente e preciso — ma non potrà mai sostituire la sensibilità, l’intuito e la cultura che rendono un testo davvero leggibile e vivo.

Libri e manuali

Vi segnalo due libri utili ed interessanti sulla professione di “correttore di bozze”. Il primo è dell’autore Roberto Lesina, e si intitola “Nuovo manuale di Stile”- Edizioni Zanichelli.

L’altro è di Marilù Cammerata, si intitola “Il correttore di bozze”, Editrice Bibliografica. Se avete bisogno di conoscere ed approfondire aspetti di questa professione, cercate di procurarvi questi libri nelle librerie più fornite.

Consigli per iniziare

Di seguito qualche consiglio per svolgere al meglio questa professione:

Aprite la partita I.V.A. solo quando avrete un certo numero di clienti che vi commissionano lavori, in quanto aprire la partita I.V.A. implica una serie di obblighi e, soprattutto, tasse da pagare. Se non si raggiungono i 5000 euro di reddito annuo si può lavorare senza alcun obbligo di partita I.V.A., figurando come “collaboratore occasionale”.

Se si lavora all’interno di una casa editrice, si può chiedere di essere assunti con un contratto a progetto. E’ preferibile essere inseriti come stagisti all’interno di case editrici, piuttosto che lavorare da casa come free-lance.

Ci si può procurare via Internet, o consultando le Pagine Gialle, un elenco di case editrici, agenzie letterarie, o che forniscono servizi editoriali, nella zona in cui si vive o dove si ha intenzione di trovare un impiego.

Al link qui di seguito trovate un valido aiuto in questo senso! http://www.arpnet.it/salibro/editor.htm

Un elenco dettagliato di agenzie letterarie è presente anche su: http://www.galassiaarte.it/Agenzie_letterarie.html

Navigando in Rete ho incrociato questo interessante blog, che segnalo a tutti coloro che vogliono lavorare nel campo dell’editoria: creativaconcc.blogspot.com

Un sito che consiglio vivamente a tutti gli appassionati della lingua italiana è http://www.accademiadellacrusca.it/, nel quale troverete consigli e suggerimenti per scrivere e parlare nel modo più corretto possibile.

16 Comments

  • gianni solda ha detto:

    Sono molto attratto dalla figura del Correttore di Bozze: quali corsi devo seguire per poter ottenere un attestato valido ed efficace per poter accedere a questo mondo?

  • gianni ha detto:

    Mi piacerebbe tanto essere impiegato come correttore di bozze; quali corsi devo seguire per poter ottenere un attestato ufficiale e valido per poter accedere a questa attività?

  • Giovanni Lattanzi ha detto:

    Salve, informazioni di che genere ?

  • SARA MOSCA ha detto:

    Come si fa ad avere più informazioni?
    Cordialmente.

  • Ida Pirino ha detto:

    Buongiorno,
    sono Ida Pirino e ho lavorato come correttrice di bozze presso, il quotidiano “La Provincia” di Como dal 1979 al 1984. In seguito ho ricoperto, sempre presso l’ospedale stesso giornale, altri incarichi. Sono in pensione da otto anni, ma mi piacerebbe tantissimo poter svolgere da casa il lavoro di correzione di bozze che mi ha sempre appassionata. Grazie.
    Ida Pirino

  • Chiara ha detto:

    Errata corrige (giusto per restare in tema): non si tratta dell’ultimo link, quanto di quello che riporterebbe l’elenco delle agenzie letterarie.

  • Enzo ha detto:

    Salve.
    Ho recentemente effettuato una correzione di bozze (ma è stato un vero e proprio editing) su 2 volumi di storia dell’architettura medievale che un docente universitario ha poi pubblicato con una primaria Casa Editrice. Totale 500 pagine impaginate (600 cartelle da 2000), con 2 giri di bozze per ognuno dei 2 volumi. Testi in italiano ma con ampie e numerose intercalazioni in francese, inglese, greco. Sono intervenuto anche sul francese e sull’inglese (lingue che conosco benissimo avendo fatto per anni e anni il traduttore editoriale); ho uniformato le translitterazioni dal greco e dall’arabo; ho espunto passi improvvidamente duplicati dall’autore; corretto dide dell’amplissimo apparato iconografico; intervenuto sulle norme redazionali. I 2 volumi sono oggi (marzo 2017) in stampa. Ho ricevuto dall’autore solo un modesto acconto. Quanto devo per tutto il lavoro? Grazie

  • Giuliana Gilli ha detto:

    Buongiorno,
    vorrei sapere se a Torino ci sono dei corsi non online per correttori di bozze professionisti.
    Molte grazie. Giuliana

  • Rosita pica ha detto:

    Buongiorno,
    volevo chiedere info sull’eventualità di buoni corsi online di correttore di bozze, e se ci sono attendibili.
    grazie mille

  • Marina Smedile ha detto:

    Salve, sono un’insegnante di Scuola Primaria e grazie al mio lavoro, ho scoperto e affinato la mia capacità di rilevare gli errori nei testi che leggo. Volevo sapere se, essendo dipendente pubblica, posso in qualche modo lavorare da casa senza creare un conflitto “fiscale”.
    P.S. Nell’articolo che ho letto, ho individuato alcuni refusi ….

  • luigi iorio ha detto:

    vorrei sapere se esiste l’albo dei correttori di bozze. Se è necessario possedere una laurea specifica.Se esistono corsi con attestati riconosciuti.

  • Domenica Fedeli ha detto:

    Cortesemente inviatemi più informazioni per lo svolgimento di questa attività a domicilio .
    Sicura di un Vostro pronto riscontro, invio cordiali saluti, Domenica Fedeli.

  • donatella tortelli ha detto:

    ma si possono correggereanche cose meno complicate o difficili, come uan tesi di laurea o comunque un qualcosa di meno impegantivo per una come me che vorrebbe iniziare questa attività che mi affascina tantissimo. Non ho finito l’università (Lettere moderne- con due soli esami dalla laurea).

  • luca parri ha detto:

    buonasera,

    so che la corsia preferenziale per questo lavoro ce l’ha chi ha fatto studi umanistici (lettere e filosofia), tuttavia chi ha una laurea in psicologia può essere avvantaggiato nel trovare impiego come correttore di bozze presso una casa editrice che si occupa anche di questa materia. dico bene?

    Luca

  • Anna Intini ha detto:

    Chiedo cortesemente maggiori informazioni, per lavoro da casa, poichè interessata seriamente.
    In attesa di riscontro saluto cordialmente, Anna Intini.

  • Simona Cremonini ha detto:

    “E’ preferibile essere inseriti come stagisti all’interno di case editrici, piuttosto che lavorare da casa come free-lance”. Chi ha scritto l’articolo forse non ha ben chiaro cosa sia uno stagista e cosa invece sia un freelance… Un freelance è un professionista che sa già svolgere il lavoro, mentre uno stagista è che ancora la professione non la conosce o si sta preparando a svolgerla. Sono due figure ben distinte.

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