Cos’è il Reddito di Cittadinanza e chi lo può richiedere

Scopriamo insieme cos’è questa sorta di bonus promosso dal MoVimento Cinque Stelle che ha fatto tanto discutere in campagna elettorale, e che ancora crea molti dibattiti sulla sua effettiva utilità ed efficacia. Come funziona, a chi spetta e quanto spetta a chi richiede: le risposte in questo articolo.

reddito di cittadinanza

Se pensate che il Reddito di Cittadinanza sia una novità e un’idea portata avanti dal movimento fondato da Beppe Grillo siete fuori strada. È una norma che esiste già in diversi paesi europei, allo scopo di sostenere economicamente i cittadini sotto la soglia minima della povertà che non hanno un reddito, o che ce l’hanno ma troppo basso per potersi sostenere autonomamente e vivere una vita dignitosa.

Tale manovra, quindi, garantisce a questi cittadini una vita più dignitosa, oltre che un percorso per la ricerca del lavoro, corsi di qualificazione – o, nel caso, riqualificazione professionale – istruzione per i figli, cure mediche ed inclusione sociale.

Tuttavia, delle differenze con le altre nazioni europee che hanno adottato questa misura (o anche semplicemente proposta) ci sono: in tali paesi, in fatti, è più consono parlare di reddito minimo garantito, mentre in Italia l’eccezionalmente vittorioso M5S parla di reddito di cittadinanza 5 stelle, ovvero un contributo universale garantito a qualunque persona in età lavorativa che, come detto, sia sotto la soglia minima di povertà (780€ secondo ISTAT). Anche i pensionati sono inclusi in questo programma, ma per loro è destinata la pensione di cittadinanza.

Con il recente contratto di governo stabilito tra Lega e MoVimento 5 Stelle si è stabilito che il Reddito di Cittadinanza entrerà ufficialmente in vigore nel 2019 e nei successivi due anni anche la riforma dei Centri per l’Impiego che permetterà di formulare ben tre proposte di lavoro che, se rifiutate tutte, toglieranno il diritto al Reddito di Cittadinanza alla persona che le ha rifiutate

Non perdiamo tempo e andiamo a vedere di cosa si tratta e, soprattutto, se ne vale la pena.

CHE COS’E’ IL REDDITO DI CITTADINANZA

Che cos’è e a cosa serve il reddito di cittadinanza? È una nuova misura contro la povertà promossa dal partito fondato da Beppe Grillo nel 2014 e cavallo di battaglia in campagna elettorale e che ha potuto vedere la luce grazie ai risultati elettorali del 4 marzo 2018 e al successivo accordo di governo tra il movimento e la Lega.

Non che prima d’ora non esistessero misure istituzionali volte a salvaguardare e migliorare le vite di chi non poteva permettersi di mantenersi o mantenere la famiglia: esisteva (anzi, esiste perché ancora attivo) infatti il reddito di inclusione, un sostegno economico che come il sussidio che lo andrà a sostituire protegge le famiglie e i nuclei familiari (e per nucleo familiare si intende anche una persona sola) sotto la soglia minima di povertà – o almeno in teoria.

Diciamo teoria perché nella pratica il reddito di inclusione presenta diversi paletti e restrizioni, se pensiamo che fino al 30 giugno 2018 la domanda per ottenere questo sussidio può essere presentata solo da famiglie con almeno uno di questi requisiti:

  • Avere almeno un figlio che non abbia compiuto i 18 anni di età;
  • In alternativa, avere un figlio anche maggiorenne, ma con disabilità;
  • O ancora, se i figli ancora non sono nati il nucleo familiare deve presentare una donna in stato di gravidanza;
  • Oppure presentare una persona disoccupata, con più di 55 anni.

Se un nucleo riesce a “centrarne” almeno uno deve sottoscrivere regole piuttosto rigide da seguire nel progetto REI (sigla per reddito di inclusione) e attivarsi in percorsi obbligatori realizzati apposta per i beneficiari del sussidio, come:

  • Far sì che i figli vadano a scuola e abbiano una rendita scolastica medio-alta;
  • Curare la salute e il benessere dei minori e dei ragazzi;
  • Ricercare attivamente un’occupazione, per procedere quanto più velocemente al reinserimento sociale e lavorativo della famiglia e avere sempre meno persone disoccupate;

Non si tratta, quindi, solamente di un sussidio potremmo definire “passivo”, ma di un progetto volto a reinserire attivamente il cittadino o i cittadini disagiati nel mondo del lavoro e nella società nella prospettiva di migliorarne il futuro.

Il Reddito di Cittadinanza 5 Stelle, invece, è una misura di sussidio economico che si divide in due modalità:

  • Per chi ha un basso reddito un’erogazione tramite INPS di 780€ (ovvero il corrispondente della soglia minima di povertà stabilita da ISTAT), e in questo caso si tratta di integrazione, cioè l’INPS si impegna a erogare quanto manca a raggiungere tale soglia.
  • Nel caso in cui un nucleo non abbia proprio reddito, si parla di erogazione della misura intera.

Si ricorda che con il contratto di governo tra Lega (ex Nord) e il MoVimento 5 Stelle sono stati confermati, tra gli altri, sia il Reddito di Cittadinanza 2019 sia la pensione di cittadinanza.

COME FUNZIONA IL REDDITO DI CITTADINANZA M5S

Vediamo insieme come funziona questo progetto integrativo e rivolto alla popolazione danneggiata economicamente (vuoi dalla crisi, vuoi da altri fattori) in base al disegno di legge presentato al Senato dal MoVimento 5 Stelle.

  • il Reddito di Cittadinanza si preoccupa di contrastare povertà, disuguaglianza ed emarginazione sociale, garantendo il diritto al lavoro (secondo quanto scritto nella Costituzione), ad una corretta istruzione, alla formazione professionale e alla cultura con una politica di sostegno economico nei confronti di tutte quelle persone in povertà e a rischio di esclusione sociale.
  • Istituito in tutta Italia, si propone poi di contrastare il lavoro nero, precario o sottopagato.
  • È garantito ufficialmente e realmente anche ai nuclei familiari costituiti da un solo componente, fornendogli un reddito annuo che viene calcolato in base all’indicatore di povertà monetaria istituito dall’Unione Europea, che corrisponde a circa 6/10 del reddito medio familiare (ovvero, nel 2014 – anno di presentazione del DDL – di 9.630€ all’anno e 780€ al mese. Si tratta di importo netto e non lordo).
  • Questo sostegno si rivolge anche alla categoria dei lavoratori autonomi e viene calcolato in base al reddito familiare di tali cittadini con la certificazione di un professionista specifico. In particolare, all’imprenditore che ha dovuto chiudere la propria partita IVA per una crisi aziendale grave o gravissima spetta l’accesso ad un piano di restituzione del debito a 3 anni (per cui diventa beneficiario della norma di sussidio).
  • Qualora la domanda di reddito di cittadinanza, presentata da un componente di un nucleo familiare, presenti un risultato positivo esso comporta per i componenti maggiorenni del suddetto nucleo il diritto a ricevere la quota richiesta e ottenuta, a patto che rispettino gli obblighi stabiliti dal disegno di legge (e a cui stiamo per arrivare).
  • Il 50% del reddito di cittadinanza spetta per entrambi i genitori ai figli minori a carico, a meno che non siano state fatte diverse e specifiche disposizioni dal giudice.
  • Il reddito di cittadinanza non è imponibile né, tantomeno, pignorabile.

A CHI SPETTA IL REDDITO DI CITTADINANZA M5S

Per avere diritto al reddito di cittadinanza, rifacendoci a quanto presentato dal MoVimento 5 Stelle nel suo disegno di legge, bisogna risiedere in Italia, avere compiuto i 18 anni di età (e quindi essere maggiorenni) e corrispondere ad almeno una di queste categorie:

  • Avere la cittadinanza italiana;
  • Essere cittadino di una Nazione membro dell’Unione Europea;
  • Essere cittadino di un Paese che abbia sottoscritto convenzioni e condizioni bilaterali di sicurezza sociale.

Attenzione, il reddito di cittadinanza non spetta a coloro che si trovano in stato detentivo e per tutta la durata della loro pena. Potranno in caso richiederlo una volta tornati in libertà giuridica.

RIASSUMIAMO, QUINDI, I REQUISITI PER RISULTARE IDONEI AL REDDITO DI CITTADINANZA:

  • Raggiungimento della maggiore età.
  • Presentare uno stato di disoccupazione o inoccupazione.
  • Reddito inferiore alla soglia di povertà minima stabilita dall’ISTAT.
  • Nel caso di un pensionato, per ottenere la pensione di cittadinanza bisogna che il compenso pensionistico mensile risulti inferiore alla soglia di povertà e in questo caso si parla di pensione di cittadinanza.
  • In aggiunta, per chi ha tra i 18 e i 25 anni per essere ritenuti idonei all’ottenimento del sussidio è necessario:
    • Una qualifica o un diploma professionale valido in Italia e nell’Unione Europea e che sia compreso nell’elenco nazionale dei titoli di istruzione e formazione professionale;
    • Un diploma di Scuola Secondaria di 2° grado utile e idonea all’inserimento del mondo del lavoro;
    • Frequentare un corso o un percorso volto al conseguimento di uno dei due titoli sopra presentati.

COSA DEVE FARE CHI BENEFICIA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Chiaramente, ottenere e ricevere il Reddito di Cittadinanza non deve corrispondere all’essere mantenuti. Infatti, per poter mantenere il compenso mensile che lo Stato si impegna a fornire, il cittadino si impegna a:

  • Se disoccupato, iscriversi al Centro per l’Impiego.
  • Svolgere attività socialmente utili, destinando loro almeno 8 ore settimanali.
  • Partecipare, frequentandoli, a corsi di (ri)qualificazione professionale.
  • Mantenere i contatti con l’INPS, comunicando qualsiasi variazione di reddito.
  • Non rifiutare tutte le 3 proposte di lavoro che gli vengono offerte.
  • Preoccuparsi almeno 2 ore al giorno a cercare un lavoro.
  • Non licenziarsi da un posto di lavoro, senza giusta causa, due volte in un anno.

QUANTO SPETTA A CHI BENEFICIA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Come abbiamo accennato, l’importo della norma di sostegno corrisponde alla soglia minima di povertà stabilita dall’ISTAT e dall’Unione Europea. Ciò, chiaramente, varia in base al numero di componenti di un nucleo familiare (e alla loro età). In particolare:

  • In un nucleo familiare costituito da un solo componente, quella persona riceverà 780€ mensili netti.
  • Una famiglia composta da due genitori e un figlio minorenne riceverà 1.014€ mensili netti.
  • Una famiglia con due genitori e due figli minorenni otterrà un compenso mensile di 1638€.

Speriamo che questo articolo vi abbia chiarito le idee sul disegno di legge del partito guidato da Luigi Di Maio, e che, soprattutto, non vi troviate mai nella situazione precaria di dover richiedere questo sussidio.

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