Rattan

I mobili da giardino restano sempre un’incognita: non sempre hanno uno stile accattivante, e se ce l’hanno sono molto costosi. Un buon compromesso, comunque, è rappresentato da Rattan e Polyrattan, materiali simili, resistenti che garantiscono comunque un buon risultato estetico. Vediamo che cosa sono, e come si mantengono.

Rattan

Il Rattan

Innanzitutto, il rattan è un materiale derivato dall’omonima specie di palme, da cui si fabbricano mobili, bastoni e ombrelli, oltre a lavori di intreccio. Sua peculiarità è il fatto di non scheggiarsi, perciò viene usato anche per realizzare bastoni per alcune arti marziali. Ne fanno un largo uso alcuni gruppi etnici del Vietnam, che lo impiegano per i propri caratteristici lavori di artigianato.

Il suo impiego nel settore dei mobili da giardino è davvero ampio, soprattutto nella variante sintetica del prodotto.

Stilosi e moderni sono, ad esempio, i salotti in rattan, corredati da cuscini in vari colori. La maggior parte dei negozi di arredo da esterni sono forniti di svariati modelli, composti da vari elementi. Solitamente, un salotto in rattan è composto da una o più sedute, cioè divani, e talvolta da un tavolino.

I divani possono essere a due o più posti, angolari, oppure essere delle poltrone con o senza poggiapiedi. Oltre al rattan, questi mobili contengono dettagli in metallo o in vetro, oltre ai cuscini in tessuto, spesso sfoderabili. Sono realizzati in rattan anche alcuni divani-letto da esterno, molto eleganti e con un tocco di design.

Il colore naturale del rattan è marroncino chiaro/beige, ma i complementi d’arredo possono anche essere neri o bianchi; ogni azienda produce vari modelli in vari colori.

Questo materiale viene impiegato pure nella realizzazione di tavoli da pranzo per esterni, lettini prendisole, nonché semplici sedie, magari da accompagnare al tavolo da giardino.

Come si pulisce il Rattan

Trattandosi di mobili da giardino, i complementi in rattan devono essere ben puliti e trattati, per evitare la corrosione degli agenti atmosferici. Se sono elementi di buona qualità, non occorre fare nessun trattamento specifico, solo pulirli con gli strumenti atti a non rovinare la superficie.

Tuttavia, sarebbe opportuno riporli in ambienti riparati come verande e pergole, perché l’esposizione diretta alle intemperie potrebbe causare danni irreversibili o semplici macchie difficili da eliminare. Sebbene si tratti di un materiale resistente, soprattutto se sintetico, il rattan ha pur sempre origine vegetale, perciò non è indistruttibile.

Come prima cosa, per eliminare gli accumuli di sporco negli intertizi dell’intreccio, occorre passare un aspirapolvere con la bocchetta sottile; l’ideale sarebbe usare un apparecchio dotato di strumenti per la pulizia delle aree piccole.

Poi, si può lavare l’arredamento in rattan con acqua e sapone di Marsiglia, lasciando che la superficie si asciughi da sola all’aperto; importante, in questo caso, diluire il sapone per evitare grumi e macchie. Attenzione a non usare alcol o solventi chimici, che potrebbero compromettere seriamente la superficie del rattan.

In caso si desideri ravvivare un po’ il colore degli arredi, magari resi un po’ opachi dall’azione dei raggi del sole, si può passare sui complementi un panno leggermente imbevuto di olio di lino, che ridona lucentezza alla superficie.

Il Polyrattan

Se invece sentite parlare di Rattan sintetico, allora l’interlocutore si riferisce chiaramente al Polyrattan, ovvero una fibra di polimeri all’avanguardia, moderna e di ultima generazione. Una novità sul mercato, per essere più sintetici.

Con delle tecniche di stampa della materia prima, infatti, è possibile intrecciare la superficie della fibra polimerica con il risultato di un effetto ottico identico a quello del Rattan che si ricava dal legno, e di cui abbiamo parlato finora e che in passato è stato, come abbiamo visto, un punto di riferimento per quanto riguarda l’arredamento dei giardini e in generale delle parti esterne degli edifici.

Protagonismo occupato, oggi, proprio dal Polyrattan. Naturalmente sorgono domande e perplessità, come l’ecosostenibilità di questo materiali sintetico, artificiale. Ma è proprio qui che possiamo stare tranquilli perché il Rattan naturale ha ceduto il passo al Polyrattan anche in virtù dei tanti vantaggi goduti sia dal produttore che dal consumatore.

A livello produttivo, la fibra polimerica del Rattan sintetico ha consentito di fare grandi passi avanti, permettendo di avvicinarsi al mondo dell’ecosostenibile e della riduzione degli sprechi.

Infatti, un tempo per la produzione di componenti d’arredo di Rattan (legno che, ricordiamo, proviene e viene lavorato nel sud-est Asiatico) a causa della mancanza di adeguate leggi, andava a sfruttare troppo e troppo intensivamente le risorse umane e ambientali di quella regione.

Le tecniche di stampaggio rendono possibile la produzione ecosostenibile di prodotti in Rattan, ovviamente quello sintetico. Viene del resto usato un polipropilene – che appunto serve per produrre la fibra che compone il Polyrattan – riciclabile al 100%.

Un vero sospiro di sollievo, se pensiamo a quanto hanno negativamente impattato sull’ambiente le coltivazioni intensive del Rattan naturale. Adesso, quindi, le aziende e le persone possono andare oltre, guardando il futuro e facendo scelte ecosostenibili, tra cui appunto il polyrattan per il loro arredamento in giardino.

Gli altri vantaggi del polyrattan

Come abbiamo visto, quindi, il Polyrattan è una fibra plastica completamente ecosostenibile e innovativa, e questo lo diciamo con i dati di vendita alla mano visto che il Polyrattan è divenuto in poco tempo un enorme successo in termini commerciali.

Vediamone le ragioni. Prima di tutto il costo, visto che è praticamente impossibile trovare sul mercato una fibra sintetica con le stesse garanzie di robustezza e resistenza ai vari fenomeni atmosferici e alle intemperie, rimanendo però anche sostenibile.

Per questo è bene capire che il Polyrattan non è imparentato al PVC o altri sintetici tradizionali, che subiscono quindi il passaggio del tempo cronologico e meteorologico. Al contrario, il Polyrattan resiste agli UVA e agli UVB, al freddo, allo scorrere del tempo e soprattutto non rilascia sostanze chimiche e tossiche nell’aria.

È poi anche molto facile da lavare, perché resiste all’acqua: capite ora quanto è resistente questa fibra sintetica? Non danneggiano il Polyrattan né il sale dell’acqua di mare, né il cloro delle piscine né altre sostanze, ognuna di queste oggetti di test su sedie di Polyrattan al fine di verificarne la resistenza.

Insomma, nel Polyrattam gli impianti balneari, le piscine, ma anche le persone hanno trovato una sorta di tesoro, e ne è una forte testimonianza la diffusione sempre più capillare di questi prodotti soprattutto nei luoghi pubblici, che continuano ad usare questo arredo nel tempo.

Quindi, se il Polyrattan nasce come fibra sintetica per ricordare il Rattan tradizionale, oggi le sue capacità soprattutto di resistenza lo hanno reso il materiale d’arredo più venduto sul mercato, in questo settore.

Perché privati e commercianti sanno che la scelta di arredi in Rattan sintetico è conveniente sia dal lato economico (soprattutto per la qualità-prezzo) sia dal lato ecosostenibile, con un grande rispetto al Pianeta che, lo sappiamo ormai, ne ha veramente bisogno.

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