Acquaterrario per tartarughe

Tartarughe: chi va piano va sano e va lontano…

E’ capitato a tutti almeno una volta di fermarsi davanti alla vetrina di un negozio di animali a guardare le tartarughe lacustri, piccole come monete da due euro, impacciate e vispe che nuotano con grinta si immergono ma poi riaffiorano, vinte dalla curiosità. Le tartarughe in questione vengono dall’America e sono cuccioli di Trachemys scripta scripta e in pochi anni diventeranno rettili di 20 cm di lunghezza, perché contrariamente a quanto afferma la leggenda metropolitana non esistono tartarughe nane.

La tartaruga, sia quella d’acqua che quella di terra, è un simpatico animale domestico che richiede poco impegno ma può dare, in cambio, ottime soddisfazioni. Se stai pensando di prendere una tartaruga, continua a leggere per sapere come offrire alla tua nuova amica un acquaterrario, l’ambiente adeguato dove farla crescere bene.

Acquaterrario per tartarughe

Prima di adottare un animale che ha bisogno di cure costanti, occorre infatti riflettere, cedere d’istinto alle richieste dei bambini non porta mai a nulla di buono. La tartaruga richiede un suo spazio, un habitat niente affatto economico da allestire. Se invece siete convinti di voler intraprendere questa avventura, occorre che conosciate alcune regole base e se col tempo diventerete bravi allevatori le vostre tartarughe vi daranno la gioia di riprodursi.

Come scegliere la tartaruga

La soluzione migliore è sempre quella di prendere una tartaruga da chi se ne disfa, magari tramite annuncio in rete, oppure raccoglierne una già grande tra quelle che vengono abbandonate nei parchi pubblici. L’acquisto è sempre l’ultima soluzione consigliabile per diversi motivi, primo tra tutti è l’ecosistema europeo non preparato ad accogliere le tartarughe americane, che spessissimo vengono comprate e in un secondo tempo abbandonate in uno specchio d’acqua qualsiasi perché hanno fatto ai loro padroncini il dispetto di crescere troppo.

Infatti le razze più diffuse di tartarughe domestiche sono: Trachemys scripta scripta, Graptemys pseudogeographica e Graptemys kohni. Tutte e tre vengono importate regolarmente dal sud degli Stati Uniti. La prima ha sostituito la più famosa Trachemys scripta elegans, conosciuta come “tartaruga dalle orecchie rosse”, che ha invaso il nostro paese negli anni ’80 e ’90, finché nel 1997 ne è stata vietata l’importazione per l’impatto negativo che gli esemplari abbandonati hanno avuto sul territorio. Questa tartaruga americana è portatrice sana di una malattia che, nel nostro paese, ha quasi sterminato la specie autoctona di tartarughe d’acqua dolce, Emys Orbicularis, attualmente in via d’estinzione.

La trachemys scripta scripta è una specie molto facile da allevare e spesso convive bene in acquaterrari domestici con la Graptemys pseudogeographica e la Graptemys kohni, anche loro di provenienza statunitense, sono più piccole e di color grigio, timidissime e poco aggressive, preferiscono nuotare in profondità e nascondersi tra la vegetazione.

Acquaterrario

Le Trachemys scripta scripta, grandi come una moneta da due euro fanno tenerezza quando le vediamo nuotare nella vasca del negozio, con i loro colori vivaci, vispe e dolcissime. Spesso, presi dall’impulso, torniamo a casa con tartaruga e una piccola vaschetta rosa con la palmetta al centro. Tale contenitore è da evitare assolutamente poichè inadatto a mantenere in vita, è troppo piccolo perché le tartarughe possano nuotare, sono costrette a stare ferme e presto i loro muscoli si atrofizzano, l’acqua essendo troppo scarsa, si sporca subito e non mantiene una temperatura stabile, minando il metabolismo e il sistema immunitario dei piccoli rettili.

Così presto le tartarughe muoiono per gli stenti, la cattiva alimentazione e la mancanza di sole. Occorre invece riflettere bene prima di tornare a casa con un animale di cui non si sa niente, prendere informazioni dal negoziante o se questi si dimostra poco competente, tornare a casa a consultare i siti specifici per “tartamanti”, che presentano una vasta letteratura in materia.

Le esigenze primarie di una tartaruga acquatica sono legate all’habitat, che deve mantenere una temperatura costante che va dai 25° ai 28°. L’acquaterrario è una sorta di via di mezzo tra un ternario e un acquario, è quindi composto da una vasca in cui l’animale può nuotare e una zona asciutta dove può riposarsi al sole o alla luce di una lampada dalle proprietà specifiche.

Ciascuna specie richiede un allestimento diverso a seconda delle sue esigenze, noi parleremo dell’habitat necessario alle Trachemys scripta scripta, Graptemys pseudogeographica e Graptemys kohni.

Le componenti dell’acquaterrario sono: zona emersa, area acquatica, lampada, filtro. L’acquaterrario deve avere dimensioni minime di 100 cm x 50 cm per garantire lo spazio vitale necessario alle vostre tartarughe, in una vasca di queste dimensioni potrete allevare fino a tre esemplari. Il livello dell’acqua adeguato è quello che permette alla tartaruga di emergere con la testa per respirare, rimanendo in equilibrio sulle zampe posteriori. La vasca può essere ricoperta da un substrato di ghiaietto di misura media per acquari, meglio evitare la sabbia o la ghiaia troppo sottile che possono essere ingoiate dalle tartarughe o intasare il filtro.

Riscaldatore

Fondamentale per la sopravvivenza delle tartarughe, che sono animali a sangue freddo e hanno bisogno di una temperatura costante, che non scenda sotto i 25°, per mantenere attivi il metabolismo e il sistema immunitario. Vi accorgerete che la vostra tartaruga ha freddo quando risulterà apatica e inappetente, e senza le condizioni adeguate vivrà una lenta agonia fino alla morte per consunzione. Le tartarughe sono animali afoni ma sanno farsi capire benissimo e si adattano facilmente all’uomo.
Il riscaldatore è un termostato che viene immerso in acqua per mantenerla alla temperatura richiesta dalla specie.

Ne esistono di varie dimensioni da 25 wat a 300 wat e vanno scelti in base alla capienza dell’acquario. A seconda della marca il prezzo del riscaldatore può variare dai 15 ai 25 euro. L’applicazione è semplice: lo si immerge completamente nell’acqua e si fissa tramite ventosa a una parete della vasca, in una zona difficile da raggiungere per le tartarughe, che potrebbero scontrarlo o tentare di morderlo con il rischio di danneggiarlo. Una volta immerso nell’acqua, attenderete mezz’ora prima di attaccarlo alla corrente, altrimenti esploderebbe, per la stessa ragione quando si cambia l’acqua bisogna staccare il riscaldatore dalla corrente e lasciarlo immerso per mezz’ora prima di svuotare la vasca.

Filtri interni

Sono compatti e contengono una spugna, il carbone attivo e la pompa aspirante. Questo tipo di filtro è spesso ricavato in una nicchia decorativa che sostiene la zona emersa all’interno dell’acquario e ne occupa 1/3 dello spazio. La cavità contiene un’ampia zona per il filtraggio meccanico. Nel primo scomparto inserire abbondante lana di vetro, cannolicchi, che ospitano i batteri preposti a tenere limpida l’acqua nel secondo, mentre il terzo ospita carbone attivo che elimina gli odori tossici degli escrementi.

I filtri interni sono consigliabili solo per acquari piccoli con un solo inquilino, perché richiedono manutenzione continua, dato che lo sporco rimane immerso nella vasca, e non sempre prevengono sporco e cattivi odori per via del grosso scarico biologico prodotto dalle tartarughe.

Filtri esterni

Ideali per tenere pulita l’acqua, i filtri esterni richiedono pochissima manutenzione, il loro costo varia dai 50 ai 150 euro a seconda delle marche e delle dimensioni. Chi scrive adotta il bidoncino Pratiko 2000, è costoso (136 euro) ma utilissimo ad evitare cattivi odori e richiede il cambio d’acqua solo quattro volte l’anno, permettendoci così di goderci le tartarughe senza fare troppa fatica.

I filtri esterni portano un vantaggio notevole confronto agli altri: tutto lo sporco va a defluire in un bidoncino sigillato fuori dall’acqua, mantenendola pulita con un riciclo costante. Il bidoncino si pulisce facilmente, staccandolo dai tubi di aspirazione e svuotandolo nel water. Anche l’unità esterna, come il filtro interno è organizzata in tre scomparti: spugna, cannolicchi e carbone, ma mantenendo lo sporco sigillato ha un’efficacia decisamente superiore e non toglie spazio per nuotare alle nostre tartarughe.

Zona emersa

Le tartarughe sono come le lucertole, amano stare al sole per molte ore, tuffarsi e nuotare e poi issarsi nuovamente sulla riva, stanno in acqua per mangiare e dormire, poi per il resto sono libere di esplorare, per questo è necessario allestire per loro un’area emersa esposta al sole se è possibile o alla luce di una lampada a raggi UVB specifica per rettili.

La zona deve essere facilmente accessibile e confortevole per il completo rilassamento delle tartarughe. In natura utilizzano sassi o tronchi emersi, nel nostro acquaterrario possono riposare su cortecce di sughero o piattaforme di plexiglass ricoperte da tappetini sintetici, attaccate alle pareti della vasca con del silicone specifico per acquari.

La zona sottostante costituisce una nicchia in cui le tartarughe amano nascondersi come fosse una grotta. La radice di mangrovia che emerge dall’acqua è una soluzione affascinante, ma va bene specialmente quando la creatura è piccola perché poi, crescendo, la tartaruga ha poco spazio di manovra su un terreno tanto irregolare. Il sughero è adatto per le tartarughe piccole perché le grandi mordendolo lo riducono in briciole, che poi vanno ad intasare il filtro. La soluzione più asettica è un grosso sasso di fiume, levigato dall’acqua.

Illuminazione

Sormonta la zona emersa ad una distanza tra i 25 e i 30 cm (oltre non sarebbe efficace), è composta da una lampada al neon che trasmette raggi UVA e UVB e da una lampada spot che riscalda la tartaruga quando è fuori dall’acqua. Questo impianto ha la funzione di sopperire alla mancanza di luce naturale, quindi se il vostro acquaterrario riceve i raggi del sole, siete esentati da questa spesa.

Per sintetizzare il calcio e alzare il loro metabolismo le tartarughe hanno necessitano di sole diretto, questa esigenza, tipica dei rettili, è un bisogno biologico primario, senza raggi UVA e UVB le tartarughe si ammalano, perdono appetito ed energia e il loro carapace diventa mollo e spugnoso perché non riescono a sintetizzare il calcio che ingeriscono nel cibo.

Il neon richiede un attacco specifico a centralina. I neon più diffusi sono i costosi Reptisun della ZooMed o gli altrettanto efficaci ma più economici Reptistar della Sylvania; Reptile D-light 8% della National Biological Corp; Reptasun della Fluker. Da segnalare anche Arcadia D3 a raggi UVA/UVB che ha la forma e l’attacco di una semplice lampadina a risparmio energetico e non richiede quindi la centralina. Il neon emette luce fredda e va associato sempre ad una lampada spot da posizionare in un angolo dell’acquaterrario per fornire alla tartaruga temperature differenti all’esterno della vasca.

Lo spot deve rimanere acceso, così come il neon, attorno alle 12 ore al giorno e garantire all’habitat una temperatura che non vada oltre i 32°. La soluzione più diffusa è una lampada a clip da attaccare al bordo posteriore della vasca. Le tartarughe sono animai diurni e la notte dormono, se sentite lo stesso l’esigenza di tenere riscaldato e illuminato l’acquario è possibile attrezzarsi con una lampadina a raggi infrarossi.

Manutenzione e pulizia dell’acquaterrario per tartarughe

Esistono in commercio aspiratori per acquario, fissati a canne di gomma che sfruttano la legge dei vasi comunicanti, è sufficiente posizionare l’acquario su di un supporto più alto del punto di scarico (di solito la tazza del water) e la vasca si svuoterà velocemente e senza fatica. Questa operazione va ripetuta tutti i mesi con sostituzioni totali per gli acquari a filtro interno, in caso di filtro esterno, si sostituisce solo metà del contenuto della vasca, il cambio totale è necessario solo una volta a stagione.

Laghetto

Chi ha il giardino lo può impreziosire scavando un laghetto per le tartarughe, di dimensioni non inferiori al metro quadrato per una coppia di Trachemys, della profondità di almeno un metro e con il fondo fangoso per permettere alle nostre tartarughe di andare in letargo durante i mesi invernali.

L’alimentazione e il sole non sono un problema in questo caso perché le tartarughe si adattano perfettamente ai nostri climi e poi contribuirebbero a tenervi “pulito” il giardino mangiando insetti e piante o frutti caduti dagli alberi e le possibilità che possano un giorno riprodursi sono maggiori. Anche se la loro alimentazione va pur sempre integrata con cibi indicati. Importante è preservare per loro un ambiente sicuro, costruite recinti per impedire che vadano a scorazzare in zone pericolose o che escano dalla vostra proprietà.

Alimentazione

Le tartarughe palustri sono onnivore e molto voraci, capiscono subito che siete voi a somministrare loro il cibo e tenderanno, ogni volta che passerete accanto alla loro vasca, di attirare la vostra attenzione per riceverne altro, ma per il loro bene voi non cederete. Chiedono più cibo possibile non per capriccio ma perchè in natura il loro istinto le porta a cercare continuamente di nutrirsi per fare la scorta in previsione del letargo.

In natura le tartarughe cacciano continuamente tutto ciò che si trova nel loro habitat: pesci d’acqua dolce (alborelle, acquadelle, trote), insetti, molluschi, vermi, girini, anfibi e piante acquatiche. In casa invece non hanno bisogno di andare in letargo e il cibo che ricevono da chi le accudisce è certamente più grasso e abbondante di quello che trovano in natura. Inoltre in cattività fanno meno movimento e per questo motivo è meglio non accontentare sempre le loro insistenze quando ci avviciniamo a loro e battono con la zampina palmata sul pelo dell’acqua per ottenere da noi più cibo, devono capire chi comanda.

Da piccole le tartarughe preferiscono pesciolini o carne macinata, mentre da adulte non disdegnano insalata e frutta, fragole tagliate a fette, rondelle di banane o spicchi di mandarini, prugne, verdura bollita come piselli, fagiolini o zucchini. Sulle prime è difficile abituarle a frutta e verdure, soprattutto dopo che hanno provato i famigerati gammarus (gamberetti secchi appositamente confezionati per tartarughe) o pellet per tartarughe, cani o gatti, che sono nutrimenti completi. Per l’apporto di calcio, lasciate in acqua un osso di seppia che loro andranno a mordere poco alla volta.

Le tartarughe vanno nutrite a giorni alterni quando sono piccole e tre volte a settimana da adulte perché i rettili hanno tempi di digestione piuttosto lenti.

Acquaterrario per tartarughe d'acqua dolce

Liberarsi di una tartaruga

Quando la tartaruga di casa diventa grande come una pagnotta i bambini rimangono delusi perchè speravano che rimanesse piccola come una monetina da due euro. Ora, siccome sistemare adeguatamente questo “bestione” diventa un problema, la soluzione più facile che molti individuano è di “mollarla” nel laghetto del parco.

Non commettete anche voi questo atto di inciviltà, poichè ci sono altri sistemi decisamente meno “barbari” per liberarsi della tartaruga.

Abbandonarle è assai scorretto perché le tartarughe sono ormai animali domestici che hanno perduto parzialmente il loro istinto e non sanno procurarsi il cibo, poi quelle che si adattano sterminano in poco tempo la flora e la fauna del laghetto che le ospita. In alternativa è preferibile parlare con un negoziante che possa prenderle o con un’associazione che recupera questi esemplari, oppure molti cedono la loro tartaruga tramite annuncio presso una web comunity di tartamanti, ormai i siti sull’argomento sono davvero tanti, troverete tutti i link a fine articolo.

Dimorfismo sessuale e riproduzione

Non è possibile stabilire il sesso di una tartaruga appena nata, in caso di acquisto presso un negozio di animali occorre aspettare due anni prima di sapere se si tratta di maschio o femmina, ciò costituisce un problema sulle prime perché bisogna scegliere un nome neutro oppure dopo due anni si scopre di aver chiamato Achille una tartaruga femmina, come è accaduto a chi scrive.

Solitamente dopo la seconda estate di vita le unghie delle zampe anteriori del maschio diventeranno molto lunghe, così la coda, mentre il carapace crescerà meno di quello della femmina.

La femmina prima dei tre anni non è pronta per la riproduzione, che tuttavia si verifica difficilmente in un acquaterrario, è una gioia di solito riservata a chi possiede un laghetto. Le tartarughe si accoppiano in primavera, dopo il letargo. Potete assistere alla danza del corteggiamento, che avviene anche in acqua terrario, quando il maschio fa vibrare le zampe anteriori davanti al muso della femmina o tenta di morderla sul collo, se la femmina accondiscende il maschio si aggancia al suo dorso, ancorandosi al guscio della compagna con le sue unghie lunghe.

Un mese dopo la femmina scava un buco nella terra morbida e depone le uova (da 5 a 22) che si schiuderanno in un tempo che va dai due ai quattro mesi. Il sesso futuro della tartaruga è dovuto alla temperatura di incubazione: sotto i 28° nasceranno più maschi, sopra i 30° più femmine. Gli allevatori tendono a tenere alta la temperatura delle uova per accelerarne la schiusa, per questo la maggior parte delle Trachemys scripta scripta che arriva in Italia è costituita da femmine.

Link a siti web e magazine online dedicati alle tartarughe d’acqua dolce

Tartarughe
http://blog.libero.it/TaRtA/
Ottimo sito, completo e ricco di spunti, contiene anche forum dove gli appassionati si incontrano e si scambiano consigli, un mercatino dove potrete comprare o vendere tartarughe e accessori, oltre ad articoli esaurienti sul mondo delle tartarughe, compreso un elenco di centro di recupero in tutta Italia.

Tartaclub Italia
http://www.tartaclubitalia.it/
Tutto ciò che si può sapere sulle tartarughe, moltissime rubriche, legislatura, organizzazioni e ancora galleria di foto, mercatino, forum e mailing list.

Amici insoliti
http://www.amiciinsoliti.it/index_mini.html
Agile sintesi sull’allevamento delle tartarughe.



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