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Tappeti orientali

Tappeti orientali: una storia, una tradizione, uno stile. Arrivano storicamente dal lontano Oriente, da dove sono stati poi importati in Occidente attraverso i commerci che hanno animato le scene economiche e politiche internazionali fin dai tempi antichi. Quelli più antichi si trovano nei musei e nelle dimore sfarzose dei ricchi collezionisti, ma gli originali - più recenti o moderni - si trovano ampiamente in commercio, nautralmene a prezzi proporzionali alla loro qualità, e permettono di portare in tutte le case storia, arte e bellezza di un prodotto straordinario dell'artigianato, realizzato con paziente lavoro e particolari tecniche di fattura. Le caratteristiche che fanno buono un tappeto orientale sono molteplici: la materia prima, i telai, i colori, l’annodatura, la tessitura, il lavaggio, il disegno. I procedimenti per arrivare al tappeto finito sono diversi, a seconda delle mani che lo producono, che siano di nomadi, nelle fabbriche a conduzione familiare o aziendale, oppure piccoli e grandi centri di produzione. Ecco una breve descrizione di materiali e procedimenti di fattura, per riconoscere le caratteristiche di un buon tappeto orientale.

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

4–6 minuti

Tappeti orientali

Materiali del tappeti orientali

I materiali principalmente impiegati per produrre tappeti orientali sono:

  • lana di pecora
  • lana di capra
  • lana di cammello
  • seta
  • cotone
  • lino
  • canapa
  • iuta

A volte vengono impiegati anche fili di metallo o metallo prezioso.

La qualità della lana impiegata per i tappeti orientali varia a seconda dell’animale scelto e soprattutto della parte del corpo da cui si ottiene il materiale. Le caratteristiche che danno qualità alla lana sono:

  • morbidezza
  • lunghezza
  • elasticità del pelo

Utilizzare soltanto la lana in un tappeto però, provoca l’arrotolamento dei suoi bordi e un’ondulazione fastidiosa su tutto il tappeto; per questo oltre alla lana si utilizzano il cotone in fili ritorti e il lino, la canapa o la iuta.

La seta invece è utilizzata soprattutto per i tappeti di lusso, poiché il filato costa molto e richiede un gran numero di nodi.

La lana, dopo essere stata tosata, va cardata e filata: nelle tribù nomadi questi processi avvengono ancora a mano e danno qualità e durata nel tempo al tappeto; la lavorazione a macchina abbrevia i tempi, ma riduce qualità e pregio dei tappeti.

Il colore può variare a seconda del tipo di lana, dell’acqua che si usa, delle miscele e dei tempi di immersione, che può variare da poche ore a tanti giorni; le tinte sono sempre profonde e tenui, calde e delicate.

I colori naturali hanno origine vegetale o animale o minerale: il rosso viene dall’ebollizione della cocciniglia, un insetto; il viola viene dalla robbia, una piante; il blu viene dall’indaco e da alcune specie di funghi; il giallo si ricava dallo zafferano. Il nero è poco usato.

I passaggi sfumati da una tonalità all’altra dello stesso colore, che emergono in orizzontale, sono chiamati abrash, o bruciature: si tratta di effetti spontanei che attestano l’autenticità della lavorazione a mano, da parte dei nomadi.

Lavorazione: ordito e trama

L’ordito è costituito dai fili tesi dal basso verso l’alto in verticale; la trama invece è l’insieme dei fili orizzontali che attraversano l’ordito, i cui fili sono uniformi e a distanze regolari. Solitamente ordito e trama sono in materiale grezzo e non tinto: attualmente si utilizza il cotone, ma molte tribù nomadi, come in passato, utilizzano ancora interamente la lana.

cimosa

La cimosa è una striscia di tela, di 3 o 4 centimetri, che inizia il lavoro sul telaio. E’ realizzata avvolgendo i fili della trama o ulteriori fili, in modo molto stretto attorno alle estremità dell’ordito. La cimosa, solitamente bianca se in cotone, naturale se è in lana, è fondamentale: da essa e dalla sua robustezza dipendono la durata e la buona conservazione del tappeto

frange

Hanno scopo ornamentale le frange, cioè fili di ordito lasciati liberi al di sotto della prima cimosa e al di sopra della seconda. Scegliere tappeti con le frange dipende dai gusti estetici.

nodi

Il materiale usato per l’annodatura è la lana, oppure la seta o anche il cotone, del colore che è richiesto dal disegno. Al termine di ogni fila di nodi, in linea orizzontale si lasciano sempre due dili di trama, compressi contro i nodi, per dare compattezza e resistenza al tappeto. I nodi sono legati ai fili dell’ordito e servono anche a tirare verso il basso il pelo, per dare il verso al tappeto; questo avrà quindi un aspetto diverso a seconda dell’angolo dal quale si guarderà.

Tipi di nodi

Esistono diversi tipi di nodi, a seconda della loro provenienza, che caratterizzano in modo differente i vari modelli di tappeti:

  • ghiordes
    o nodo turco, viene prodotto vicino a Smirne
  • senneh
    viene dal Kurdistan ed è detto anche nodo persiano; assieme al ghiordes, è il nodo più utilizzato
  • nodo doppio
    o Iuft Umeh coinvolge quattri fili per volta anziché due, per risparmiare tempo e materiale; i tappeti con nodi doppi sono meno resistenti
  • nodo spagnolo
    si applica a un solo filo di ordito
  • nodo a groppetti
    o ad avvolgimento, è un tipo di tessitura che ha lo stesso effetto dell’annodatura: i profughi tibetani lo usano ancora in Nepal.

Tappeti non annodati

I tappeti non annodati si producono in varie zone, Turchia, Persia, Caucaso. Kilim, Sumak, Palas, Sile, Verne sono alcuni nomi dei tappeti non annodati.

Il Kilim è morbido e ricercato, ma non è indicato per essere calpestato perché è sottile e più deperibile rispetto a un tappeto annodato: il kilim è quindi spesso adottato come tenda o copertura o ornamento a muro. Il suo disegno non viene dai nodi, ma dai fili colorati avvolti ai fili dell’ordito; il kilim ha due diritti e non un diritto e un rovescio.

rasatura

La rasatura può avvenire mano a mano che vengono concluse le file di nodi, oppure ogni giorno oppure ogni settimana, oppure al termine della lavorazione. Tanto più sono i nodi, più bassa è solitamente la rasatura, che non supera il mezzo centimetro. Il pelo lungo invece, da anche più di due centimetri, si lascia per i tappeti meno pregiati, per coprire una brutta annodatura. Una rasatura fatta bene, fa risaltare il disegno.

disegno

Il disegno dei tappeti orientali è sempre collegato a una simbologia precisa, anche se il significato di tale simbologia è ormai dimenticato anche dagli stessi nomadi che producono i tappeti a mano, eseguendo i disegni che vengono da tradizioni millenarie tramandate a voce. In fabbrica i disegni vengono preparati su un foglio a quadretti, chiamato cartone, dove ogni quadretto rappresenta un nodo.

Link a siti web utili

Tappeti.it
http://www.tappeti.it/persianshop/ns.asp
Vendita online di tappeti, tappeti persiani e orientali.

Morandi Tappeti
www.moranditappeti.it
Vendita online (e non solo) di tappeti orientali e persiani antichi.

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