Integratori alimentari
Gli integratori alimentari: prezioso aiuto per l'organismo, ma non bisogna abusare
Nascono per aiutare l’organismo, come supporto per il corpo umano….ma diventano spesso dei nemici, perché vittime di una disinformazione diffusa che tende a deformarne le caratteristiche originarie. Cosa sono gli integratori alimentari? Si usano solo nelle palestre per aumentare la massa muscolare, come pensano i profani, oppure sono funzionali al benessere del metabolismo?
Cosa sono gli integratori alimentari
Non esiste un percorso
storico per gli integratori alimentari, perché non sono stati
inventati in un anno o in un giorno particolare, bensì in certo
senso sono presenti da sempre sulla nostra tavola, nella nostra
dieta… e nel nostro corpo. Gli integratori sono infatti composti da
normali nutrienti, quindi vitamine, sali minerali, proteine,
fibre…tutte sostanze presenti nei cibi e finalizzate a migliorare il
funzionamento dell’organismo.
Nel momento in cui le quantità introdotte ‘spontaneamente’ non
risultano sufficienti per l’equilibrio del corpo, può essere utile,
o anche necessario, incrementarle assumendone dosi commisurate al
fabbisogno individuale. In questo modo le semplici vitamine che
compongono gli alimenti diventano integratori nel momento in cui
assumono la forma di pillola, di pasticca da assumere con regolarità
per ottenere un determinato risultato.
Di conseguenza, nonostante si tratti di sostanze non invasive, come
appunto le vitamine, è sconsigliato assumerle in modo arbitrario,
senza un controllo medico o il consiglio di un esperto.
Nel 2004 il mercato degli integratori è stato regolamentato da una
legge ad hoc, la Direttiva europea 2002/46, che li riconosce come
“prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che
costituiscono una forza concentrata di sostanze nutritive, quali le
vitamine o i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto
nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva
aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine
vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.
Inoltre sussiste l’obbligo di etichettatura, affinché siano fornite
indicazioni precise sul dosaggio degli elementi contenuti nella
confezione e non si indichi il prodotto come cura miracolosa o in
qualche modo indispensabile anche per chi non presenti carenze di
alcun tipo.
Quali sono gli integratori alimentari
I più diffusi
integratori sono sostanze di cui tutti conosciamo il nome e di cui
spesso crediamo di conoscere anche contenuto e finalità. Un elenco
dei più ‘famosi’ può essere utile per scongiurare il rischio di un
utilizzo improprio basato molto volte sulla convinzione che i
prodotti naturali non possano nuocere.
La tendenza a considerare sano, corretto e salutare tutto quel che
può fregiarsi a vario titolo dell’appellativo ‘naturale’ può indurre
a credere l’assunzione, il dosaggio e un eventuale esagerazione
siano in qualche modo assimilabili dall’organismo, nella misura in
cui la loro provenienza dalla natura sembra preservarli da ogni
stortura. E’ appena il caso di ricordare che anche la cicuta e la
cocaina vantano natali di tipo bucolico, eppure sono quanto di più
lontano dalla cura della salute e della vita stessa.
Integratori salini
Sono i più diffusi e i più semplici, dal punto di vista della
composizione e dell’apporto integrativo. Contengono sali minerali e
carboidrati e si utilizzano in seguito all’esercizio fisico, per
rifornire l’organismo di acqua ed energia. Adatti a tutti, senza
distinzioni, poiché agiscono sulla sfera del rifornimento di liquidi
susseguente ad uno sforzo prolungato.
Integratori energetici
Contengono carboidrati, soprattutto glucosio, ma anche estratti
erboristici come il guaranà, che rappresenta un ottimo tonificante
grazie alla caffeina. Si assumono prima dell’allenamento, per
incrementare le energie.
Integratori di aminoacidi
Cogliamo l’occasione per precisare che gli aminoacidi compongono le
proteine, come le note compongono un brano musicale, o le lettere
dell’alfabeto compongono una parola.
Di conseguenza, considerato che le proteine costituiscono gran parte
del tessuto vivente e che sono composte da catene lunghissime di
aminoacidi, attraverso l’integrazione degli stessi si accrescono i
benefici derivanti da una buona struttura proteica.
Gli aminoacidi alla base delle proteine sono venti, di cui otto
essenziali (leucina, isoleucina, fenilalanina, lisina, metionina,
treonina, triptofano e valina): sono questi che devono essere
introdotti attraverso una dieta equilibrata, poiché il corpo non è
in grado di sintetizzarli in modo autonomo. I non essenziali sono
invece prodotti in modo spontaneo da un organismo in buone
condizioni fisiologiche (cisterna, glicina, tiroxina, acido
glutammico).
Un aminoacido importante per il rinforzo dei tessuti muscolari e per
l’aumento delle cellule muscolari è la glutammina, utile in
particolar modo nelle discipline che ricercano l’aumento della massa
corporea e in generale nelle situazioni di stress fisico.
Integratori di creatina
La creatina fornisce le energie necessarie per la contrazione
muscolare e se in parte è prodotta dal fegato e reni, in larga
misura proviene dall’alimentazione, in prevalenza dalle carni rosse.
E’ fondamentale nelle discipline anaerobiche come il body building,
che richiedono sforzi brevi ed intensi.
Integratori di proteine
Integrare le proteine è fondamentale per chi non ne assume
attraverso il normale consumo di carne o pesce, e per alcuni atleti
come i maratoneti e i body builder professionisti.
Le proteine sono infatti determinanti per lo sviluppo dei muscoli,
in quanto attraverso la metabolizzazione degli aminoacidi creano per
il corpo l’energia necessaria all’incremento delle prestazioni
sportive. Inoltre, rappresentano un modo salutare di regolarizzare
il fabbisogno corporeo senza ricorrere necessariamente e grassi di
origine animale. Via libera quindi alle proteine del siero del
latte, della soia, della caseina, dell’uovo, del grano.
A cosa servono gli integratori alimentari
E’ bene chiarirlo una
volta per tutte. Gli integratori alimentari sono utili supporti nel
quadro di una alimentazione equilibrata. Niente di meglio che
attenersi ad una dieta regolare e assumere tutto ciò che può
diventare un utilissimo ‘più’. Vitamine, erbe, tutto è utile per
rinforzare l’organismo, ma ovviamente non nella stessa misura.
Ma attenzione: è vero che le vitamine fanno parte degli alimenti, ma
il loro contributo in questa veste è limitato al normale, a quello
di cui il corpo umano ha bisogno per funzionare in modalità
ordinaria; nel momento invece in cui la vitamine diventa una
pasticca da assumere secondo una precisa metodologia, assume la
funzione di integratore, perché porta al corpo un ‘di più’.
Se le proteine di una bistecca danno il normale, gli integratori che
contengono le stesse proteine aumentano l’apporto proteico e sono
funzionali al potenziamento energetico.
Il dibattito è irrisolto, soprattutto relativamente ai dosaggi, che
finiscono per dipendere spesso più dall’azienda produttrice degli
integratori che da effettive valutazioni legate alla salute e al
benessere fisico.
Particolarmente bistrattati sono gli integratori idrosalini, in
quanto costituiti sostanzialmente da acqua, zucchero e sale e sono
quindi ritenuti da molti inutili o di scarsa efficacia. In realtà
sarebbe necessaria una valutazione puntuale legata alle singole
circostanze in cui si assume l’integratore, oltre che a fattori
personali come l’età, la fase dello sviluppo, la condizione fisica:
durante un allenamento normale in palestra, di una persona normale
con un carico normale, non è imperativo sostanziare l’attività con
un integratore salino.
Possibile si, ma non imperativo, perché comunque il fisico non è
sottoposto ad uno sforzo importante e, anche con il solo supporto
dell’acqua, riesce ad andare avanti senza necessità di integrazione.
Ma se un soggetto sceglie di svolgere un certo tipo di attività che
implica una maggiore perdita di liquidi, per lui assumere
integratori idrosalini diventa non solo utile ma necessario per
portare a termine il lavoro in modo corretto ed efficace.
E’ bene chiarirlo: non serve a nulla assumere integratori se non si
svolge attività fisica di alto impatto, perché la loro finalità è
l’aumento della prestazione sportiva.
La creatina
Riveste un importante
ruolo nel ciclo di Krebs, poiché partecipa con altre molecole alla
scissione dell’ATP, l’adenosintrifosfato, che rappresenta il
combustibile della cellula muscolare.
Se si considera che tutte le attività umane hanno un costo
energetico, diventa lampante come la creatina, che presiede allo
svolgimento del processo che fornisce al corpo umano l’energia per
muoversi e impegnarsi in occupazioni varie, possa essere utilizzata
come aiuto per l’incremento di attività fisica, ma anche
strumentalizzata come viatico per il raggiungimento di una
condizione fisica ottimale.
La creatina non gode di buona fama. E la responsabilità è della
disinformazione diffusa, del preconcetto che ha legato la creatina
ai body builders ‘pompati’ che la utilizzano per gonfiare i muscoli.
Non è altrettanto diffusa la conoscenza della sua partecipazione al
ciclo di Krebs, che rappresenta un ciclo metabolico fondamentale per
l’organismo.
Salita agli onori della ribalta in seguito allo scandalo dei
giocatori della Juventus di qualche anno fa, è creatina è stata
ingiustamente equiparata agli anabolizzanti, per via della sua
capacità di aumentare la massa magra. In realtà questa sostanza è un
integratore, non un dopante.
E si inserisce perfettamente nell’atavica diatriba tra lecito e
illecito, tra l’idea dell’integratore come demone avverso al
naturale e sano equilibrio del corpo e la realtà di una gamma di
sostanze, di cui la creatina è solo un esempio, finalizzate
unicamente al supporto nell’attività fisica ad alta intensità.
Il discorso è semplice: per fare di più, per ottenere maggiori
risultati in una attività sportiva (tipicamente di stampo
agonistico) è necessaria una grande quantità di energia. Per
produrla occorre la creatina, ma in quantità maggiore di quella
prodotta naturalmente dall’organismoo, e in quest’ottica si sceglie
di introdurla dall’esterno, come supporto per aumentare la
prestazione o comunque raggiungere un livello più alto.
Esattamente come un maratoneta reintegra con l’acqua i liquidi persi
e ne trae giovamento per proseguire nella corsa, allo stesso modo lo
sportivo che deve affrontare un carico di lavoro atletico
importante, supporta l’organismo attraverso l’assunzione di
creatina.
Integratori alimentari e palestra: connubio dannoso?
Ecco un luogo comune da
sfatare: integratore = scorciatoia per ‘palestrato’ intenzionato a
gonfiarsi in modo illecito.
Forse la responsabilità è dei produttori delle linee di integratori,
che hanno veicolato un messaggio di potenza difficile da cancellare
per cui all’introduzione regolare di una sostanza corrisponde la
matematica esplosione di muscoli da esibizione; forse è dei soliti
esagerati, quelli che in barba alle indicazioni forzano troppo il
dosaggio, con conseguenze nefaste per il fisico e per la salute.
In realtà l’integratore è un prodotto come un altro, non è più
dannoso di un bicchiere di birra o di una tavoletta di cioccolato, a
condizione che sia assunto in modo coscienzioso e sotto controllo
medico. Un cioccolatino non è dannoso, dieci magari si: allo stesso
modo, una corretta dose di integratori aiuta, mentre due, tre,
quattro dosi assunte insieme possono aggredire l’organismo che sono
in realtà chiamate ad aiutare. Il fai da te, come in tutti i campi
dell’esperienza umana, è potenzialmente dannoso.
Pertanto l’integratore non deve essere considerato né una formula
magica né un demone oscuro, ma un supporto efficace e, perché no,
necessario a fronte di attività fisiche che prevedono un elevato
impegno muscolare.
Curiosità sugli integratori alimentari
Siamo abituati a
pensare agli integratori in forma di pasticca e di conseguenza in
chiave moderna, ma a ben pensarci gli integratori esistono da tempi
immemorabili…solo che indossavano un vestito diverso. L’essere umano
ha sempre cercato degli espedienti per andare oltre: oltre le
proprie possibilità fisiche, oltre la natura, oltre le azioni
raggiungibili con l’impegno individuale.
Nel Medioevo, ad esempio, si riteneva che le piante velenose
chiamate ‘ombre notturne’ avessero delle proprietà terapeutiche, ed
ecco allora che negli astucci dei cavalieri trovavano dimora insieme
ad altre piante con effetto narcotico o allucinante, con la
probabile funzione di dare carica per le battaglie. Il diamante
veniva portato nella parte sinistra del corpo a contatto con la
pelle, per garantire coraggio e salute.
I talismani del celebre mago e stregone Apollonio di Tyana
imprigionavano negli oggetti influenze spirituali destinate a
produrre degli effetti nel futuro relativamente a situazioni in cui
l’essere umano aveva bisogno di aiuto, nel timore di non riuscire a
farcela da solo. E ancora, presso il popolo azteco era in voga
l’usanza di mangiare i cuori dei nemici per avere più coraggio e nel
corso dei secoli si individua senza difficoltà tutta una serie di
talismani utili per gli obiettivi più disparati, come gli artiigli
di tigre per aumentare la forza.
Questo piccolo excursus storico sembrerebbe dimostrare che la
necessità di integrare le proprie capacità con sostegni esterni non
rappresenta una novità, non è una caratteristica dell’uomo moderno,
bensì la naturale tendenza a cercare di andare oltre se stessi
grazie ad artifici non distruttivi.
Gli integratori rappresentano allora una forma evoluta degli antichi
amuleti e talismani e sono spesso indicativi della volontà di
immagazzinare scorte a sostegno di attività impegnative per il corpo
umano. Per il resto, le degenerazioni esistono, come in ogni altro
campo dell’esperienza umana, e se una ristretta cerchia dei
cosiddetti ‘palestrati’ sceglie in piena autonomia e in pieno
possesso delle capacità mentali di abusarne, non è sensato
criminalizzare il prodotto.
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