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Come disdire il sindacato

Per un lavoratore, essere iscritto a un sindacato offre molti diritti quali assistenza, consulenze e supporti nelle vertenze sul luogo di lavoro. Nonostante l’utilità del servizio, può capitare che il lavoratore voglia annullare l’iscrizione, magari perché non si ritiene più allineato con la propria formazione sindacale, sente di avere ideologie incompatibili o, più semplicemente, si è iscritto per errore. Infatti, quando ci si rivolge al CAF di un sindacato per un servizio di assistenza può capitare erroneamente (e con buona fede da entrambe le parti) di firmare i documenti di iscrizione all’associazione sindacale.

Come disdire il sindacato

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

5–7 minuti

Come disdire il sindacato

Siccome per sua natura l’iscrizione a un sindacato è una libera decisione del lavoratore, allo stesso modo il lavoratore ha il diritto di revocare la sua adesione in ogni momento e senza la necessità di giustificare la sua scelta, evitando così l’annuale rinnovo automatico.

In questa guida vedremo quindi quali sono le funzioni di un sindacato e come ci si iscrive, per poi capire come si procede per chiedere la disdetta della tessera sindacale sia nel caso più generico che quando sussistono condizioni particolari.

Sommario

COME DISDIRE IL SINDACATO………………………………………………………………………………………….. 1

COS’È UN SINDACATO E COME FUNZIONA LA SUA ISCRIZIONE……………………………………………. 1

COME DISDIRE LA TESSERA SINDACALE………………………………………………………………………….. 2

LA DISDETTA DEL SINDACATO PER I DIPENDENTI SCOLASTICI………………………………………………. 3

LA DISDETTA DEL SINDACATO PER I PENSIONATI……………………………………………………………… 3

DISDIRE LA TESSERA SINDACALE: QUANDO RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AL SINDACATO…………… 3

COS’È UN SINDACATO E COME FUNZIONA LA SUA ISCRIZIONE

I sindacati sono delle organizzazioni che rappresentano specifiche classi di lavoratori e ne difendono i diritti. Una delle principali modalità attraverso cui operano è la regolazione del rapporto lavorativo con il datore di lavoro.

Si fanno portavoce dei diritti dei lavoratori che rappresentano, agendo anche con manifestazioni e scioperi e presentando le proprie richieste alle istituzioni governative.

In Italia, i sindacati con più iscrizioni sono:

  • CISL, Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori
  • CGIL, Confederazione Generale Italiana del Lavoro
  • UIL, Unione Italiana dei Lavoratori
  • UGL, Unione Generale del Lavoro

Nonostante siano quelli più importanti non sono certo gli unici: esistono infatti numerosi sindacati specifici per ogni classe di lavoratori, ad esempio per chi opera nei trasporti, nella scuola pubblica ecc.

Quando un lavoratore si iscrive a un sindacato gli viene data la tessera sindacale, che consente di godere di diversi servizi come consulenze fiscali, amministrative e previdenziali, assistenza sulle problematiche su posto di lavoro e molti altri benefit.

Per godere di questi vantaggi, però, è richiesta una quota associativa, che varia a seconda del sindacato e che viene trattenuta ogni mese nella busta paga.

Per capire come disdire l’adesione al sindacato deve essere chiaro come viene fatta l’iscrizione in primo luogo.

L’iscrizione al sindacato può essere effettuata presso l’azienda in cui si lavora o in uno degli uffici del sindacato. Per renderla effettiva, è sufficiente compilare e firmare un modello di adesione. In questo modo i dati del lavoratore sono automaticamente salvati nel sistema del sindacato e le sue quote vengono trattenute.

Pur riconoscendo l’utilità del servizio, un lavoratore può sempre decidere di revocare la sua iscrizione al sindacato.

Disdire la propria tessera sindacale è semplice tanto quanto richiederla la prima volta; presentando la revoca si chiede la rinuncia alla propria tessera sindacale, si eliminano le trattenute sindacali e si perde anche ogni forma di assistenza e supporto da parte dell’organizzazione.

In seguito verranno descritte le procedure per richiedere la disdetta della tessera del sindacato nel caso di un lavoratore dipendente e in alcune situazioni particolari.

COME DISDIRE LA TESSERA SINDACALE

Disdire la tessera di iscrizione al sindacato è un diritto di tutti e consiste in un’operazione semplice e veloce.

Infatti, per disdire la propria tessera sindacale e avere quindi una revoca delle trattenute sindacali, basta inviare una raccomandata con la lettera per la disdetta del sindacato: la raccomandata con ricevuta di ritorno deve essere mandata all’Ufficio Amministrativo della propria azienda e non al sindacato a cui si è iscritti.

Fanno eccezione i dipendenti delle scuole e i pensionati, la cui procedura verrà spiegata nei paragrafi successivi.

Nella raccomandata per la disdetta ci dovrà essere il modulo per il recesso sindacale, che si può facilmente scaricare online, compilare in ogni suo campo e inviare quindi la copia stampata alla propria azienda.

I dati che bisogna indicare sono:

  • Il nome e cognome;
  • La data e il luogo di nascita;
  • La città di residenza e il proprio indirizzo;
  • Il numero di telefono;
  • Il nome dell’azienda per cui si lavora;
  • La città in cui ha sede l’azienda;
  • Il nome del sindacato da cui si sta uscendo.

Si devono inoltre allegare:

  • La fotocopia della carta di identità (fronte e retro)
  • La fotocopia del codice fiscale (fronte e retro)

Nella lettera di disdetta non c’è bisogno di indicare le motivazioni per cui si sta chiedendo la revoca ma va chiaramente espressa la volontà di annullare la propria iscrizione al sindacato di cui si fa parte.

È bene poi mandare tramite una seconda raccomandata una copia della lettera al sindacato, al solo scopo conoscitivo. La revoca ha effetto immediato e sarà necessario pagare solo la trattenuta del mese in cui si ha richiesto la disdetta.

LA DISDETTA DEL SINDACATO PER I DIPENDENTI SCOLASTICI

Ci sono dei casi per cui la richiesta di disdetta della tessera sindacale è leggermente diversa, ad esempio i lavoratori delle scuole pubbliche. Infatti, se si è dipendenti scolastici (compresi sia gli insegnanti che il personale ATA) la raccomandata di disdetta non va inviata alla scuola in cui si lavora ma la si deve mandare alla Ragioneria Territoriale della Provincia in cui si è impiegati.

In aggiunta al modulo per la disdetta sindacale e alle informazioni generali richieste per tutti i dipendenti, nella lettera bisognerà aggiungere anche il numero della partita fissa del proprio cedolino.

Anche in questo caso, è bene inviare una copia della lettera di disdetta al proprio sindacato, usando sempre la raccomandata con ricevuta di ritorno.

LA DISDETTA DEL SINDACATO PER I PENSIONATI

Un ulteriore caso particolare è quello dei pensionati, che pur non essendo più lavoratori mantengono il diritto di revocare la quota sindacale trattenuta dalla pensione.

Fino a pochi anni fa, la richiesta di disdetta della tessera sindacale dei pensionati doveva essere fatta su carta e inviata all’Ipost. A partire dal 2019, invece, l’Inps ha automatizzato la procedura ed è quindi possibile farla solamente online.

Bisogna andare sul sito ufficiale dell’INPS, cliccare alla sezione “Deleghe sindacali su trattamenti pensionistici” ed effettuare l’accesso usando le proprie credenziali. Cliccando poi sul pulsante ”Revoca” e seguendo la procedura indicata si potrà disdire velocemente la propria tessera sindacale.

Sussiste un’altra differenza rispetto alla revoca della tessera sindacale da parte di un lavoratore e riguarda le tempistiche. Nel caso dei pensionati, infatti, la disdetta non ha un effetto immediato ma tra la domanda e la sua attuazione (ovvero la revoca delle trattenute sulla pensione) possono passare dai 15 giorni ai 90 giorni, a seconda del sindacato.

DISDIRE LA TESSERA SINDACALE: QUANDO RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AL SINDACATO

Nonostante la procedura sia semplice e rapida, alcuni lavoratori potrebbero riscontrare difficoltà o problemi nel portarla a termine.

In questo caso, ci si può rivolgere direttamente al sindacato a cui si è iscritti: saranno gli operatori stessi a prendersi carico della procedura e aiutare il lavoratore a completare la richiesta di disdetta della tessera sindacale e la revoca delle relative trattenute, inviando anche gli eventuali solleciti se dovessero esserci ritardi.

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