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Ambiente cucina

Ovviamente la necessità di cuocere i cibi nacque con l'uomo preistorico, grazie al fuoco e alle prime arrostiture della carne degli animali selvatici appena cacciati. Poi con i popoli italici, ma soprattutto con i greci e con i romani, la preparazione dei cibi perse il carattere di occasionalità e divenne una regola: nacquero cosi ambienti domestici detti appunto cucine, dotati di spazi per conservare gli alimenti, mobilia per riporre tegami e casseruole, piano di cottura, e piano di lavoro.

Origini della cucina

Milena Talento

Redazione GuidaConsumatore

Pubblicato

15 Ott 2024

Aggiornato

15 Ott 2024

Lettura

3–5 minuti

Ambiente cucina: origini e storia

Spesso ci si domanda quale sia la vera storia dell’ambiente cucina, ossia come è nata l’idea di avere un ambiente di casa dedicato alla preparazione e al consumo dei cibi. Ovviamente non si ha una storia ufficiale, ne esiste un inventore della cucina come ambiente di casa, dato che questa “invenzione” è stata fatta in parallelo da tutte le civiltà.

Giunsero in cucina gli ortaggi, la frutta; si accompagnarno i cibi con le bevande …… e nacquero le ricette.  Ogni volta dal passato fino ai giorni nostri e sicuramente nel futuro, la cucina e il modo di cottura si migliora e si specializza, fino a divenire una vera e propria arte.

Cuore di questo gustoso procedimento di preparazione dei cibi, freschi o conservati che siano, è la cucina: un luogo della casa ma sopratutto un elettrodomestico, oggi più prezioso e importante che mai.

ambiente cucina

Le prime vere forme del cucinare, pietre miliari della storia della cucina, compaiono subito con l’uomo, sin dall’era primitiva. Infatti, nelle caverne si praticava la cottura approssimativa del cibo sul fuoco vivo per rendere commestibili alcuni alimenti naturali altrimenti difficili da mangiare.

Il fuoco fu la vera scoperta che inauguro la cucina e con il quale si poteva sottoporre a cottura la carne. Si passo poi a cucinare elementi vegetali come semi e piante, e vennero cosi prodotte le prime ciotole e pentole in ceramica, che risalgono già al VI millennio a.C.; in esse si cucinavano polente di cereali, pane non lievitato e stufati. Poco più tardi si scoprì la fermentazione, che permise la creazione di pane lievitato e di alcune bibite alcoliche come la birra.

Ovviamente ogni luogo del mondo aveva le sue usanze e i suoi piatti preferiti. Ad esempio, nell’antico Egitto c’era una vasta scelta di pane e dolci a base di uova, miele e latte.

Mentre in Grecia, si prediligeva il pesce cucinato in svariati modi, come al forno, in zuppa o fritto. E gli italiani?

Si, noi siamo sempre un po’ particolari in cucina e infatti veniamo rappresentati dall’Impero Romano, come gli amanti del raro: la nostra cucina si differenziava dunque per i piatti ricercati ed esclusivi. Nei testi degli autori classici romani vi sono testimonianze di moltissime ricette, alcune delle quali di isusitata raffinatezza.

Insomma, siamo noi in definitiva gli eredi delle migliori sperimentazioni, da quando nacque la prima cucina fino ai giorni nostri. Il novecento fu l’epoca del grande cambiamento.

I fatti storici di inizio secolo avevano inciso notevolmente sul modo di mangiare, appiattendolo e impoverendolo, e bisognerà aspettare gli anni ’60 per poter riscoprire finalmente un vero e proprio dinamismo culinario, e il prepotente ritorno della cucina come cuore saporito della casa.

Oggigiorno, la cucina si utilizza purtroppo in modo rapido, soprattutto durante la settimana: il ruolo della donna è variato in modo drastico e il lavoro la assorbe molto più di un tempo. Il pasto medio della settimana dura poco meno di mezz’ora! Ecco perchè la cucina è cambiata moltissimo in questi ultimi anni e il suo acquisto richiede una attena valutazione delle esigenze familiari.

Storia della cucina come ambiente della casa

Tracce più evidenti e tasselli della storia della cucina li iniziamo a trovare già in epoca romana, nelle ville nobiliari e nelle case dei ricchi, dove esistevano ambienti dedicati alla cucina, come quello celebre della casa dei Vettii a Pompei, dove si trovano ancora oggi i fornelli a brace con pentole e tegami.

In epoca medievale i poveri cucinavano in un pentolone messo a scaldare sul fuoco del camino, mentre le cucine dei castelli e dei ricchi palazzi, col passare dei secoli, assomigliavano sempre più a immense officine dove si preparavano sontuosi banchetti per centinaia di invitati a volta, e anche migliaia.

Con il miglioramento delle condizioni economiche della fascia media e bassa della popolazione, le case comuni hanno iniziato a dotarsi, soprattutto a cavallo tra ‘700 e ‘800, di angoli per la cottura dei cibi e financhè di vere e proprie stanze adibite a cucina-dispensa. Un grosso passo avanti nella storia della cucina!

Agli inizi del ‘900 nelle case di città esistevano comodi mobili-cucina simili a quelli moderni, alimentati a legna, carbone oppure a gas di città. In campagna e nei piccoli centri si preferiva ancora, soprattutto per motivi economici, usare il camino a legna. Poi pian piano anche qui si diffuse la cucina a legna, la cosidetta cucina economica, fino ad arrivare ai tempi moderni con le cucine a gas, propano o metano che sia.

La storia della cucina intesa come moderno elettrodomestico è breve, dato che esso è una conquista che risale al massimo al dopoguerra, se inteso in termini di larga diffusione. Attualmente per “cucina” si indica sia la stanza adibita a questa funzione, sia l’insieme di mobilio ed elettrodomestici che la arreda.

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