Snack al cioccolato: confronto tra sei barrette

Chi non conosce le barrette snack al cioccolato che rispondono a nomi ormai entrati nella quotidianità collettiva come Lion, Kit Kat, Twix, Bounty, Mars, Snickers? Praticamente tutti noi, grandi e piccoli, abbiamo assaggiato almeno una volta una di loro. Ma non tutti sappiamo bene cosa contengono, quali sono gli ingredienti e soprattutto quali gli effetti che possono avere sulla nostra salute, soprattutto se mangiati spesso e in quantità. Abbiamo messi a confronto per voi i sei snack più celebri e diffusi in Italia.

Confronto tra 6 barrette snack al cioccolato

In commercio si possono trovare ormai decine e decine di prodotti a base di cioccolato, sotto forma di barrette snack incartate singolarmente.

In Italia, fra le due aziende produttrici più importanti per storia e fatturato troviamo la Nestlé, con sede in Svizzera, e l’americana Mars; con questi importanti marchi sono commercializzate popolarissime barrette come Lion e Kit Kat (Nestlé) e Twix, Bounty, Mars, Snickers (Mars).

Purtroppo, mentre i claims pubblicitari cercano di invogliare il consumatore all’acquisto di questi snack, sostenendo che li si può mangiare

“a cuor leggero”

e

“ogni volta che vuoi”

la realtà è ben diversa. Si tratta infatti di prodotti decisamente calorici, caratterizzati da un elevato contenuto in grassi e zuccheri.

Una barretta può apportare anche qualcosa come 250-300 calorie, pari al 12-15% del fabbisogno giornaliero di un adulto; se consideriamo che i fabbisogni energetici dei più giovani possono essere di molto inferiori, si comprende come il consumo di questi snack possa alterare profondamente il bilancio calorico giornaliero, sia in termini di quantità (di calorie assunte) che di qualità (di nutrienti introdotti).

Mentre le grandi aziende produttrici sono molto efficienti nel reclamizzare questi prodotti mediante pubblicità, sponsorizzazioni, concorsi a premi e molte altre iniziative proporzionali, meno “bravi” siamo noi a valutare con occhio critico questi prodotti.

Confronto nutrizionale tra le sei barrette

Abbiamo deciso quindi di analizzare e mettere a confronto le caratteristiche nutrizionali delle barrette snack al cioccolato. Di seguito sono riportati i valori nutrizionali medi per ciascuna confezione monodose delle sei barrette al cioccolato più diffuse in Italia, ossia Lion, Kit Kat, Twix, Bounty, Mars, Snickers, che abbiamo preso in esame.

INFORMAZIONI NUTRIZIONALIValori medi per confezione
Lion (42 g)Kit Kat (45 g)Twix (58 g)Bounty(57 g )Mars (58 g)Snickers (58 g)
ENERGIAkcalkJ205
860
230963284119226811202601095296 1239
Proteineg2.33.22.82.42.55.5
Carboidratig26.927.437.4334031.5
  • di cui zuccheri
g23.821.928.62734.626.2
Lipidig9.712.013.8149.916.4
  • di cui saturi
g6.56.87.812.24.85.5
Fibre g0.51.00.810.70.8
Sodiog0.050.040.10.060.090.1

Ad un primo sguardo, i prodotti della Nestlé sono commercializzati in un formato ridotto: 42-45 grammi di Lion e Kit Kat, contro i 57-58 degli snack della Mars. Razioni minori corrispondono quindi ad apporti calorici inferiori: mentre uno snack Nestlé apporta 205-230 kcal, quelli della concorrenza vanno ben oltre: il meno nutriente (si fa per dire) è il Mars con 260 kcal, mentre uno Snickers apporta quasi 300 kcal.

Il Mars è la barretta che contiene più carboidrati in assoluto: 40 grammi, dei quali circa 35 sono zuccheri semplici. Da questo punto di vista, lo snack meno “dolce” è il Kit Kat, con soli (anche qui si fa per dire) 22 grammi di zuccheri semplici per porzione.

Nello Snickers troviamo la quantità di grassi maggiore: un totale di oltre 16 grammi per barretta, dovuto alle arachidi che sono l’ingrediente caratteristico. Queste sono infatti ricchissime di lipidi ma, come tutti i semi oleosi, il contenuto di grassi saturi (quelli dannosi per l’organismo) è relativamente ridotto: solo un terzo circa dei grassi totali.

È nel Bounty che troviamo la maggior quantità in assoluto di grassi saturi: oltre 12 grammi per barretta, a fronte di soli due grammi di grassi insaturi (quelli “buoni”). Perché queste quantità rilevanti? Perché l’ingrediente distintivo del Bounty è il cocco, ricchissimo (naturalmente) di grassi saturi.

La quantità di fibre alimentari è del tutto trascurabile in tutti e sei i prodotti considerati; e così il contenuto di sodio, che è sempre molto basso e compreso fra 0.04 e 0.1 grammi per barretta.

Nella tabella successiva sono riportate le GDA (Guideline Daily Amount) relative a ciascuna confezione di prodotto, che indicano le quantità giornaliere indicative sulla base di una dieta da 2000 kcal; come ricordano anche le etichette, “i fabbisogni individuali variano in funzione dell’età, del sesso, del peso e dell’attività fisica”.

GDA (Guideline Daily Amount)per confezione
Kit KatLionTwixBountyMarsSnickers
ENERGIA12%10%14%14%13%15%
Zuccheri24%26%32%30%38%29%
Lipidi17%14%20%20%14%23%
  • di cui saturi
34%33%40%60%24%28%
Sodio2%2%4%2%4%4%

Se dovessimo scegliere uno snack fra i sei elencati, in base al suo apporto calorico, alla meno peggio bisognerebbe optare per le barrette Nestlè (che, come abbiamo visto, sono più piccole): il Lion ad esempio contiene “solo” il 10% del fabbisogno giornaliero, il Kit Kat il 12%. Le altre barrette sono più o meno allineate sulle stesse GDA, mentre lo Snickers è in assoluto il più nutriente di tutti (15% della GDA).

Dal punto di vista del contenuto in zuccheri, il Mars è la barretta che ne contiene in quantità maggiori: una porzione apporta quasi il 40% degli zuccheri semplici di cui abbiamo bisogno giornalmente. Il Kit Kat si attesta su quantità inferiori, pari a circa il 24% del fabbisogno giornaliero. A causa della presenza delle arachidi, lo Snickers è la barretta che soddisfa maggiormente il fabbisogno giornaliero lipidico, coprendone quasi un quarto.

A pari merito Lion e Mars, che apportano il 14% della GDA di grassi. Come abbiamo visto, il Bounty è ricchissimo di grassi saturi: una razione copre ben il 60% di quanti se ne dovrebbero assumere quotidianamente! Il divario con il Mars, che apporta solo il 24% dei grassi saturi, è molto ampio.

Dal punto di vista del contenuto in sodio, tutte le barrette apportano dal 2 al 4% delle quantità massime giornaliere; il sodio è quindi (almeno quello) un elemento del quale possiamo non preoccuparci. Alla luce di quanto discusso finora, i problemi sono altri: troppi grassi, troppi zuccheri. Fa decisamente pensare il fatto che una singola barretta può ricoprire frazioni così rilevanti delle calorie (15%), dei grassi (23%), o degli zuccheri (38%) di cui abbiamo bisogno a livello giornaliero.

Le cose vanno ancora peggio se si pensa che molti bambini – consumatori accaniti di questi dolciumi – possono avere fabbisogni energetici molto minori. “Limitazione” deve quindi essere la parola d’obbligo, senza eccezioni.

Valutazione finale sulle barrette snack al cioccolato

Diciamoci la verità: le barrette al cioccolato non sono certo indispensabili per la nostra alimentazione, non apportando significative quantità di nutrienti “di qualità”: sono solo uno sfizio. Gli snack al cioccolato che abbiamo analizzato sono caratterizzati da un elevato contenuto calorico, ed apportano significative quantità di zuccheri semplici e lipidi, proprio quelle categorie di macronutrienti che i nutrizionisti raccomandano di tenere molto controllate.

A lungo andare, se consumate assiduamente nell’ambito di una dieta già di per sé ricca e senza che si pratichi un’attività fisica regolare, un tale eccesso calorico può portare a problemi di salute come sovrappeso (o obesità), con la remota (ma verosimile) possibilità dell’insorgenza del diabete.

Sono legittimi i dubbi anche sulle materie prime utilizzate per la produzione delle barrette al cioccolato: talvolta fra di esse figurano ingredienti pessimi per la salute come i famigerati grassi idrogenati, oppure oli di dubbia qualità come quello di palma.

Per questo non si può proclamare un “vincitore” del confronto, almeno non in termini di salubrità; gli snack al cioccolato andrebbero consumati solo saltuariamente, come eventuale sostituzione di altri cibi (ad esempio, a merenda) e non come extra. Un consumo ancor più attento deve avvenire nei bambini, ed è qui che i genitori dovrebbero intervenire non cedendo a tutte le richieste dei propri figli.

È bene non farsi troppo influenzare dalle strategie commerciali delle aziende produttrici, che cercano (riuscendoci) di accattivarsi le preferenze dei consumatori di tutte le età: dei bambini, grazie a confezioni colorate ed accattivanti, e degli adulti, mediante pubblicità e slogan di successo.

Chi, infatti, non conosce ad esempio il popolare “Have a break… have a Kit Kat”, che ci tenta addirittura dal 1957? Anche la Mars non è da meno, avendo infatti coniato nel 1959 l’orecchiabile “A Mars A Day Helps You Work, Rest And Play” (“Un Mars al giorno ti aiuta a lavorare, riposare e giocare”). Da questo slogan, il Mars sembra addirittura indispensabile alla vita quotidiana!

Trasparenza delle aziende

C’è inoltre una bella differenza fra le aziende produttrici: e questo confronto lo vince la Nestlé, che è decisamente più “trasparente” rispetto alla Mars. Mentre sul sito della Nestlé si possono consultare le liste degli ingredienti e le tabelle nutrizionali relative a tutti i prodotti commercializzati (http://www.nestle.it/brand/default.htm), lo stesso non si può dire della Mars.

Sul sito italiano http://www.mars.com/italy non sono presenti informazioni dettagliate sul prodotto, che si possono eventualmente trovare sulla versione in inglese del portale, sulla quale però è facile fare confusione poiché sono molti i prodotti elencati, ma non commercializzati in Italia (http://www.marsnutrition.co.uk/NutritionalInformation.aspx).

Il consiglio di consultare attentamente l’etichetta, alla luce delle caratteristiche degli snack a base di cioccolato, può non essere sempre utile: qualunque prodotto si scelga è più o meno identico (ovvero pessimo) sotto il profilo nutrizionale.

Forse la cosa più importante, se scegliamo comunque di concederci una golosa barretta, è quella di controllare quante calorie ci apporta mediante la consultazione della tabella relativa alle GDA presenti sull’etichetta. Sapremo così, se non altro, quante calorie e da che fonti di nutrienti le assumeremo, prendendo poi le dovute decisioni in merito a come smaltirle, o come “tagliare” su altre fonti di calorie della giornata.

Anche qui si denota un comportamento, però, non del tutto corretto da parte delle aziende produttrici: in quei prodotti commercializzati in due pezzi separati all’interno della stessa confezione, le GDA sono riferite a ciascun pezzo.

È questo il caso di Twix e Bounty: le GDA si riferiscono nel primo caso a ciascuna barretta da 29 grammi quando la confezione è da 58 g complessivi, mentre nel secondo caso la confezione è da 57 grammi, con valori però riferiti a ciascun pezzo da 28.5 grammi. Se non si presta la dovuta attenzione, è facile cadere in errore: queste GDA vanno moltiplicate per due!

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