Cerchiamo di capire la musica Trap

Che vi piaccia o meno, il genere “Trap” rappresenta la musica del momento, una vera miniera d’oro per le case discografiche che, lo sappiamo, da anni ormai attraversano un periodo non particolarmente facile. I giovani sembrano poi impazzire per i cantanti di questo tipo di sonorità, i quali sembrano affrontare temi piuttosto scomodi con liriche e concept estetici che li fanno apparire, per lo più ai non adolescenti e ai non amanti del genere, come ridicoli e vuoti. Cerchiamo quindi di fare chiarezza su questo genere musicale, parlando delle sue origini, del suo sviluppo e delle caratteristiche tipiche della sua musica.

Atlanta: nei sobborghi dove nasce la musica trap

Una storia molto recente

L’ultimo arrivato, che anche e soprattutto in Italia ha fatto veramente il botto. Stiamo parlando del genere musicale Trap, che forse proprio a causa della ventata di novità che ha portato a partire dal 2010, è riuscito di colpo a soppiantare tutti gli altri generi musicali, divenendo, di fatto, fonte inestimabile di guadagno e ricchezza per le case discografiche, e la nuova cora all’oro del panorama musicale italiano, europeo e americano. Ma come nasce, dove e quando? Come mai ha tanto successo? I segreti sono tanti, e capirete anche che questa musica ha unito alcuni temi cari al rap riproponendoli in una chiave molto vicina al pop, in grado quindi per definizione di raggiungere molte più persone, ma andiamo con ordine.

Stando alle definizioni, il genere musical Trap non è un vero e proprio genere a sé stante, ma un sottogenere che deriva al southern hip hop, ovvero l’hip hop cantato e nato negli Stati Uniti Meridionali, dove del resto si era sviluppato già nel corso degli anni 2000 – pur rimanendo un genere molto di nicchia. Ciononostante, è bene precisare che già nel corso degli anni Novanta si parlava di Trap, ma era una parola legata ad un luogo particolare, e come luogo appare in alcuni testi di Southern Rapper, come Three 6 Mafia o Master P. Trap non è, come molti pensano, l’unione di Trash (che in inglese significa “spazzatura”) e Rap. Tale termine deriva da Trap House, ovvero gli appartamenti abbandonati tipici dei sobborghi della metropoli di Atlanta e dove gli spacciatori si incontrano per vendere la droga (infatti in inglese “Trapping” vuol dire spacciare. E vedremo che la droga è un tema ricorrente in questo genere).

T.I.

Come detto, quindi, è negli anni 2000 che la Trap si sviluppa come genere che deriva dal Rap, e i suoi esponenti sono molto noti anche oggi: tra loro spiccano T.I. – il quale si definisce il creatore e il padre del genere Trap, avendolo addirittura battezzato nel suo album Trap Musik (2003) – Gucci Mane e Young Jeezy, una sorta di “prima generazione” artistica che è altamente legata al Southern Rap. Sul finire degli anni 2000 spiccano nuovi artisti che evolvono il genere musicale, tra i quali ci sono Lil Wayne e T-Pain, che fanno sì che dal 2010 in avanti la musica Trap trovasse le porte aperte nel mondo commerciale e mainstream, uscendo dalla sua nicchia, e venendo “sposato” anche da Kanye West e lo stesso rapper e produttore musicale Jay-Z, che si inizia al genere con il singolo HAM. La Trap odierna americana ha conosciuto e conosce il contributo di trapper famosissimi, come Future, 2 Chainz e Young Thung.

T.I. – TRAP MUZIK — https://www.youtube.com/watch?v=qXiJ0aePwhk

Per capire la popolarità della Trap – e la sua vicinanza al Pop di cui si parlava ad inizio articolo – si pensi che le sue sonorità hanno influenzato e condizionato dei colossi del pop, prima di tutti Katy Perry che nel 2013 pubblicò il singolo Dark Horse in collaborazione con il rapper Juicy J e che superò i 2 miliardi di visualizzazioni su YouTube.

KATY PERRY FT. JUCIY J – DARK HORSE — https://www.youtube.com/watch?v=0KSOMA3QBU0

E persino la cantautrice, e poetessa malinconica Lana Del Rey pur senza rinunciare alle sue sonorità “cinematografiche” (come le hanno definite) ha avuto collaborazioni con la musica Trap nel suo ultimo album Lust For Life (del 2017), che contiene i singoli Summer Bummer in collaborazione con A$AP Rocky e Playboi Carti; e Groupie Love ancora una volta insieme ad A$AP Rocky. Inoltre, molti artisti del rap, pop rap e hip hop quali Drake e Nicki Minaj, pur non derivando da Atlanta e dalle Trap House, nel tempo si sono fatti altamente influenzare da questo genere musicale.

LANA DEL REY FT. A$AP ROCKY, PLAYBOI CARTI — https://www.youtube.com/watch?v=AcVQJJoD45w

La Trap in Italia e in Europa

Riassumendo, quindi, la musica Trap così come quella Rap arriva dagli Stati Uniti d’America. Ma a differenza del Rap puro e underground che non è mai stato un genere particolarmente mainstream se si toglie l’eccezione di Eminem, il Trap invece ha avuto un’affermazione repentina, radicale ed enorme, anche e soprattutto nel particolare scenario italiano, uno dei pionieri di questo genere che però paradossalmente ha sempre “sbarrato la strada” ad una diffusione capillare del Rap originale.

Gue Pequeno

Nel nostro paese la musica Trap è arrivata, con il nome di alternative Rap, nel 2011 e si crede che “l’iniziatore” del genere a livello italiano sia stato uno di quelli che ancora oggi è un pilastro del genere, vale a dire Gue Pequeno con il brano Il Ragazzo d’Oro. Il boom arriva però tre anni dopo, nel 2014, grazie a Sfera Ebbasta e ai brani precedenti il suo album XDVR, uscito definitivamente nel 2015; e al gruppo romano Dark Polo Gang, con il loro Crack Musica – Crack è a sua volta un sottogenere della Trap, caratterizzato da sonorità più elettroniche. Nel 2016 il genere Trap acquista in Italia sempre più popolarità, e vede la nascita di rapper quali Ghali, Izi, Ernia e Rkomi.

SFERA EBBASTA

Tutti artisti di una Trap che sì, ovviamente è ispirata a quella americana ma che nello stesso tempo tende a distanziarsene. Prima di tutto perché a differenza dei Trapper statunitensi, quelli italiani non sempre vengono da un contesto Rap, ma addirittura nascono proprio con la Trap e vogliono “sostituirsi” al rap per raccontare l’Italia delle difficoltà e delle periferie, come di mostra il brano Ciny di Sfera Ebbasta che racconta l’estrema periferia milanese di Cinisello Balsamo, con un tono sempre ironico e quasi parodistico.

SFERA EBBASTA – CINY — https://www.youtube.com/watch?v=LD3twV19uAo

Anche in Francia la Trap conosce un certo successo, grazie ad artisti come Booba e il suo album Futur e Kaaris che ha pubblicato Or Noir, entrambi usciti tra il 2012 e il 2013. Nel 2015 l’artista MHD unisce l’afrobeat alla trap, sancendo di fatto la nascita del genere Afro Trap che ottiene fin da subito grande riscontro internazionale. Un mercato dal successo più tiepido per la Trap è quello tedesco, dove però nel 2012 spicca il rapper Fler, e altri artisti come Casper, Nimo, Miami Yacine. Il rapper tedesco dalla più grande visibilità è però Gzuz con il brano Was Hast du Gedacht.

Stile e caratteristiche

Gucci Mane

Se avete mai sentito un brano Trap – difficile non sentirne, di questi tempi! – o comunque se avete fatto attenzione a tutti gli artisti citati finora, forse avete già individuato alcune delle caratteristiche salienti di questo genere, ovvero l’apparente e a volte voluto nonsense del prodotto. Pensate ai loro nomi: Juicy J, Playboi Carti, A$AP Rocky, Gucci Mane, Sfera Ebbasta, Ghali sono tutti nomi inventati, con riferimenti ad un lusso sfrenato e pacchiano, alla moda oppure all’unione di parole ossimoriche, ovvero che non hanno alcun legame tra loro e che sembrano (e per lo più sono!) unite insieme totalmente a caso. Questa caratteristica risalta poi nei testi, i quali proprio per genere e per natura del genere sono caratterizzati dal mumbling, un tipo di pronuncia che vede un pronunciare le liriche senza che però sia reso ben chiaro quello che viene detto, per una pronuncia appunto per niente chiara.

Questo modo di fare lo si capisce se si torna ad analizzare il luogo d’origine della musica Trap, ovvero gli Stati Uniti del Sud che hanno proprio un accento che “trascina” le parole, è il loro slang e proprio per questo il genere Trap ha tale caratteristica nella sua esecuzione. Sempre derivante dagli Stati Uniti meridionali è l’utilizzo dei denti d’oro – elemento estetico forse simbolo della musica Trap – che influisce a storpiare e modificare la pronuncia (bisogna considerare che il Sud degli Stati Uniti presenta delle similarità con il Meridione Italiano, quindi una maggiore povertà generale – che porta ad un certo uso pacchiano dell’oro e della ricchezza per chi ne viene in possesso – che porta anche a maggiori disparità sociali. Non a caso i Repubblicani, negli USA, hanno le loro roccaforti negli Stati del Sud, caratterizzati ancora da un forte razzismo nei confronti degli afroamericani).

In generale, comunque, il Trap presenta dei testi piuttosto cupi, quasi “violenti” e che suonano come una minaccia – anche se chiaramente ogni artista parla della sua esperienza, e ci mette del suo. I temi più comuni sono la vita di strada, la violenza, la criminalità, la droga e le esperienze. Proprio per questo vengono toccate le periferie, come abbiamo visto per Cinisello Balsamo, estrema e alquanto problematica periferia di Milano. A rendere questi temi a livello sonoro ci sono i suoni della batteria, i bassi distorti derivanti dalla dub, gli hi-hat a doppia velocità e il tempo che si attesta tra i 120 e i 140 bpm (quindi molto veloce). Le melodie sono piuttosto ripetitive, minimali e ipnotiche. Forse questo brano, un mega cross di artisti che vede la collaborazione di Nicki Minaj, Lil Wayne, Drake e Chris Brown, può consentirvi di capire l’unione di testi complessi, con parole a volte sconnesse e la pronuncia non sempre chiara, ad una base musicale davvero ipnotica e semplice.

Lil Wayne

NICKI MINAJ FT. DRAKE, LIL WAYNE, CHRIS BROWN – ONLY — https://www.youtube.com/watch?v=zXtsGAkyeIo

Ad ogni modo, a differenza del Rap che è davvero difficile da riprodurre per chi ne vuole fare delle cover, il Trap è caratterizzato dai bassi in evidenza e da melodie prese dal mondo Pop, quindi semplici e ripetitive, fatte per rimanere in testa. Altra caratteristica tipica della musica Trap è il massiccio uso di sintetizzatori, al punto che sentirete alcuni artisti precisare che loro “non suonano strumenti, ma suonano il computer” perché, infatti, la musica Trap è per la maggior parte se non completamente composta di musica digitale, con largo uso (sempre a livello digitale) di campane e suoni orchestrali. Inoltre, massiccio è anche l’impiego di Auto-Tune, con voci che in alcuni casi sono rese completamente finte, elettroniche e appunto digitali.

Non mancano, comunque, le parodie nate in seguito alla diffusione così massiccia del Trap, con i troppi artisti che in alcuni casi presentano testi al limite del ridicolo, e che sembrano oltrepassare i veri motivi che vedono la nascita e la creazione di testi su questo genere. Insomma quando la Trap scade nel Trash. Emblematico, in tal senso, è il brano parodico Broccoletti di Alessandro Cattelan, celebre conduttore televisivo, che vede proprio trattare un tema vuoto e semplice (come i broccoleti) con un testo breve fatto di unioni totalmente casuali di parole e argomenti presi dai più disparati ambiti – persino Elsa del film Frozen viene messa in mezzo! – a sottolineare proprio il punto di vista degli “avversari” della Trap Music.

ALESSANDRO CATTELAN – BROCCOLETTI — https://www.youtube.com/watch?v=ijIIQSrNjrc

Il caso di MYSS KETA

Menzione a parte andrebbe forse fatta per Myss Keta, artista trap milanese che ha un po’ evoluto il concetto di Trap, presentando testi che lei, praticamente, non canta ma “racconta”, e sembrano quasi una parodia del genere, della musica tutta e persino di sé stessa. Myss Keta è un personaggio che suscita la curiosità dei più, per un fatto particolare: nessuno sa chi sia. Nelle sue apparizioni pubbliche, nei suoi video, nei suoi profili infatti appare sempre mascherata. Ciò che poi la rende interessante è che parla di temi totalmente opposti a quelli tipici della musica Trap.

myss keta

Abbiamo detto, infatti, che questo genere parla della periferia, della criminalità e della povertà. Tre argomenti che non toccano i “testi” sconnessi della cantante, che presenta al contrario la Milano Bene, quella del centro, dei palazzi storici, del lusso e delle auto sportive. Anche l’unico argomento che sembra avere in comune con il resto dei cantanti Trap, ovvero la droga, è reso comunque in maniera diversa da loro. Trappers come Sfera Ebbasta, Ghali, Gue Pequeno trattano della droga delle periferie, degli spacciatori, quindi di ambienti più underground e urban. Myss Keta, sempre per rimanere fedele al suo personaggio, cita la droga dei ricchi, ovvero la cocaina. Altri temi trattati sono per esempio la prostituzione “d’alto borgo”, ovvero le escort. Probabilmente, ascoltare un suo iconico singolo, Le Ragazze di Porta Venezia, può rendere al meglio l’idea.

MYSS KETA – LE RAGAZZE DI PORTA VENEZIA https://www.youtube.com/watch?v=U-TvcTTYPEg

A leggere qualche sua intervista, Myss Keta nasce per gioco con il testo Milano Sushi e Coca, titolo di un brano e dell’omonimo album, con video inizialmente amatoriali e dal budget bassissimo. Anche il team dietro al personaggio, composto dall’”interprete” stessa, Simone Rovellini, Riva e Dario Pigato è una sorta di parodia e interpretazione del panorama milanese, e infatti si chiama Motel Forlanini. Anche per questo motivo, la stessa Keta ammette che i suoi testi, almeno inizialmente, potevano essere compresi solo nell’ambito strettamente milanese, in quanto citava luoghi e dicerie legate alla metropoli meneghina (per esempio Pisapear, modo parodico di chiamare l’ex sindaco di Milano Pisapia; o ancora riferimenti alla cerchia dei bastioni, che divide il centro storico dal resto della cittò; altri riferimenti a San Vittore e a Busto Arsizio). Altri brani caratteristici della cantante sono Una Donna che Conta e In Gabbia, quest’ultimo dal video iconico che vede tutto, compreso il Duomo di Milano, reso in oro placcato, in puro stile pacchiano e opulento tipico della musica Trap.

MYSS KETA – IN GABBIA https://www.youtube.com/watch?v=tHUN5wKWiGs

Insomma, quello che Myss Keta sembra proporre è la Trap unitamente alla parodia della musica Trap stessa. Musica decisamente non orecchiabile, e non fatta per esserlo, ma il cui successo è dovuto al divertimento che suscita in chi l’ascolta, ovviamente se chi l’ascolta conosce Milano e i suoi dintorni. Un progetto interessante, che va ad arricchire e diversificare l’offerta della musica Trap, che ripetiamo ancora una volta essere il genere del momento in Italia, al punto persino da rilanciare l’intera industria della musica e condizionare anche gli altri generi musicali.

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