Combattere l’insonnia con l’alimentazione

Caratterizzata da una latenza del sonno superiore ai trenta minuti, da continui risvegli notturni e risvegli mattutini precoci, l’insonnia è uno dei mali che affligge la nostra società perché i suoi effetti finiscono con il ripercuotersi sulla qualità della vita. Intervenire per combatterla è, quindi, fondamentale ma come?

Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

Come combattere l'insonnia con l'alimentazione

Quando l’alimentazione influisce

Chi soffre di insonnia dovrebbe, prima di tutto, rivedere il proprio regime alimentare: è stato dimostrato, infatti, come nella maggior parte delle persone che soffrono di insonnia, sia proprio la dieta a rappresentare un elemento importante. I  disturbi del sonno, infatti, colpiscono molto raramente i soggetti che seguono un regime alimentare corretto. Quindi, la lotta all’insonnia deve partire dalla tavola, ciò significa, in primo luogo, organizzare i pasti secondo l’apporto energetico richiesto dal proprio organismo: spesso l’insonnia, infatti, viene aggravata da una digestione lenta e pesante, dovuta all’aver consumato cibi troppo grassi o fritti che vengono mal digeriti tanto da provocare apnee e russamenti. Per questo motivo, soprattutto a cena, gli esperti suggeriscono di consumare un pasto molto leggero, così da evitare fastidiosi risvegli notturni. Altro  suggerimento importante è quello di suddividere i pasti durante la giornata: è necessario, quindi, oltre ai tre principali, prevedere uno spuntino a metà mattina e una merenda a metà pomeriggio così da arrivare all’ora di cena poco affamati.  Per  ridurre i disturbi del sonno, è opportuno ripartire le calorie da assumere durante il giorno, facendo attenzione ad alleggerire la cena, e stando attenti a consumarla almeno tre ore prima di addormentarsi. Perché l’insonnia può dipendere dall’alimentazione? È bene sapere che il lavoro dell’apparato digerente  influenza anche le pulsazioni cardiache, la termogenesi e il metabolismo, mentre dal punto di vista ormonale, il sonno viene reso ostico da dopamina, noradrenalina e adrenalina, ed è favorito da cibi ricchi di serotonina e melatonina. Ciò significa che per dormire bene bisognerebbe consumare  carboidrati complessi, perché stimolano la produzione di insulina mettendo a disposizione dell’organismo maggiori quantità di triptofano, amminoacido che favorisce il sonno.

 

Quali alimenti consumare?

A questo punto, è bene sapere quali sono gli alimenti che favoriscono il sonno. Oltre ai carboidrati, conciliano il sonno anche i lattici, le uova e frutta e verdura, mentre vanno evitate le sostanze eccitanti, come tè e caffè e gli alimenti ricchi di sodio, ovvero  quei cibi molto salati. Quindi, è consigliabile consumare pane, riso, pasta e orzo perché ricchi di triptofano, fanno bene al sonno anche la zucca, la rapa e il cavolo, l’aglio, il radicchio rosso e la lattuga, che possiedono notevoli proprietà sedative. Inoltre, a cena  non dovrebbe mai mancare almeno una porzione di pesce, formaggio fresco o di legumi. Quindi, gli alimenti ricchi di sale vanno evitati, come pure condimenti salati come il pepe, il curry e la paprica, bisogna bandire anche snack e cibi in scatola che inducono a svegliarsi durante la notte per bere, mentre il cacao, il cioccolato, il tè e il caffè andrebbero evitati perché contengono sostanze eccitanti. Da limitare se non proprio bandire, sono anche i superalcolici:  il tipo di sonno che favoriscono è decisamente poco ristoratore.

 

Quando ricorrere ai farmaci 

Se l’alimentazione e i rimedi naturali non hanno risolto il problema dell’insonnia, va ricordato che è possibile ricorrere a un trattamento farmacologico, sotto la supervisione di un medico, solo quando questo disturbo si prolunga  oltre le tre settimane. Altrimenti , sarà sufficiente modificare il proprio regime alimentare per ottenere risultati apprezzabili nel giro di pochissimi mesi.

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Una risposta

  1. psicoterapeuta

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