Cause e sintomi dei problemi uditivi

Le problematiche dell’udito costituiscono un fenomeno alquanto diffuso e possono causare notevoli disagi nella vita personale e lavorativa di chi ne è colpito. La scienza medica ha comunque registrato progressi continui negli ultimi lustri, rendendo possibili soluzioni anche per i malesseri più acuti e invalidanti. In questa breve ma esaustiva guida proponiamo una fondamentale analisi di cause, sintomi, principali disturbi uditivi e soluzioni.

problemi uditivi
Le principali cause di problemi all’udito

L’età avanzata è la causa primaria dell’affievolimento delle capacità uditive. Si tratta di un fenomeno fisiologico dell’invecchiamento che prende il nome di “presbiacusia”, causata dal logorio e dalla morte delle cellule situate nell’orecchio, che causa difficoltà crescenti per l’elaborazione centrale dello stimolo sonoro e per la localizzazione delle fonti sonore.

Anche i fattori ereditari giocano un ruolo spesso decisivo nelle patologie uditive; ai soggetti consapevoli di essere esposti spetta il compito di effettuare un monitoraggio frequente ed accurato e porre attenzione a non sottovalutare i primi sintomi (di cui parleremo nel paragrafo successivo).

Tutt’altro che fisiologici, ed in crescita esponenziale, sono i danni all’apparato uditivo dovuti all’esposizione continuata a suoni e rumori eccessivamente forti. Studi recenti sostengono che in realtà basta un singolo evento traumatico per compromettere l’udito in modo grave o addirittura permanente. In sintesi, se le cellule ciliate possono in parte sopravvivere, le fibre nervose connesse (che incanalano i segnali elettrici all’encefalo) “potrebbero invece subire danni permanenti”. A differenza dei due punti precedenti, ognuno di noi può giocare un ruolo attivo e determinante nell’evitare eventi di questo tipo.

Agire attivamente è possibile anche riguardo altri due elementi nocivi per l’udito: il fumo e l’assunzione di farmaci compromettenti.

Infine, oltre ad incidenti ed eventi traumatici, alcune malattie, in particolare meningiti ed otiti, sono causa di significativi handicap uditivi.

I sintomi

I sintomi della perdita di capacità uditive hanno la particolarità di essere tanto comuni e sulla carta agevoli da individuare quanto colpevolmente trascurati. Ciò avviene per 2 ragioni principali:

1) Si tratta un fenomeno di medio-lungo periodo ad andamento progressivo, del quale il soggetto interessato fatica ad acquisire coscienza.

2) Le persone più vicine tendono a sottovalutare e minimizzare i segnali, confondendoli a volte con cali generalizzati di attenzione.

Richieste continue di ripetere quanto detto, difficoltà di comprensione, ascoltare musica e televisione a volumi elevati, impossibilità di interazione in contesti rumorosi e caotici, sono avvisi che non vanno tralasciati. Per salvaguardare l’orecchio, un organo delicato e fondamentale per la nostra vita relazionale, è opportuno invece richiedere tempestivamente un consulto che possa individuare il problema e confezionare la soluzione più adeguata.

I più comuni problemi uditivi

Il tappo di cerume, spesso correlato a scorrette pratiche igieniche, è il più banale dei disagi, e viene estirpato durante la visita specialistica.

L’ipocausia è una delle patologie che affligge più soggetti in tutto il pianeta, e può comportare una riduzione uditiva di diversi gradi a seconda della gravità (lieve, media, profonda, sordità). Distinguiamo diverse tipologie di ipocausia a seconda dell’età dell’individuo colpito e della localizzazione del danno uditivo (ipocausia centrale, neurosensoriale, mista). Il trattamento consiste nel compensare il deficit sensitivo, tramite apparecchi acustici miniaturizzati con microfono ed amplificatore.

L’acufene è la percezione di un suono in assenza di un’origine esterna, ed affligge tra il 10 ed il 15 per cento degli adulti. Le linee guida di lotta all’acufene, elaborate dalla American Academy of Otolaryngology, raccomandano innanzitutto di:

a) ottenere un esame audiologico iniziale completo

b) raccomandare la terapia del suono ai pazienti con acufene persistente e fastidioso.

Una volta accertato se il paziente soffre di un acufene primario (associato ad ipoacusia neurosensoriale) o secondario, possono essere messe in atto una serie di contromisure.

– APPARECCHIO ACUSTICO. Gli apparecchi di ultima generazione hanno mostrato progressi veloci e significativi nel contrasto all’acufene, i cui effetti negativi potevano essere precedentemente alleviati solo debolmente.

– TERAPIA SONORA. Essa induce “un senso di sollievo dallo stress dell’acufene e distrae l’attenzione dal malessere, facendo abituare il paziente all’acufene utilizzando diversi dispositivi acustici”.

– TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE. Raccomandabile a pazienti con acufene persistente, comprende “interventi sul comportamento, come l’uso di tecniche di rilassamento, l’esposizione agli stimoli temuti, istruzioni per l’igiene del sonno e l’arricchimento sonoro”.

Concludendo, Il benessere dell’orecchio è fondamentale tanto per la nostra serenità quanto per una vita sociale piena e soddisfacente. I disturbi sono molto comuni, ma allo stesso tempo la scienza medica si è lungamente prodigata per fornire soluzioni efficaci.
Come documentato dai leader del settore, attualmente sono disponibili sul mercato apparecchi acustici poco invasivi, invisibili, facilmente ricaricabili e tecnologicamente innovativi per rispondere a innumerevoli esigenze. Corretta prevenzione dei fattori di rischio e costante monitoraggio dei sintomi completano il quadro per godere fino a tarda età di capacità uditive adeguate. Il nostro consiglio è di andare sul sito https://www.info-udito.com/ e prenotare una visita diagnostica nel centro più vicino a casa vostra.



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