L’acqua del rubinetto fa male?

È il gesto quotidiano più semplice quando siamo a casa: aprire l’acqua del rubinetto e servircene per bere o per cucinare. Ma quante volte ci siamo chiesti se l’acqua del rubinetto faccia realmente bene? Proviamo allora a rispondere a questa domanda, facendo chiarezza senza allarmismi!

l'acqua del rubinetto fa male?

Partiamo subito da un punto fondamentale: rispondere a questa domanda è difficile. O meglio, per rispondere nel modo corretto è necessario avere tutte le informazioni necessarie che riguardano la rete idrica della città in cui viviamo. Spesso a preoccupare i cittadini sono state notizie che riguardavano la possibile presenza di arsenico nell’acqua della rete idrica, ma è bene precisare che l’accusa riguarda soltanto alcuni comuni della Lombardia, del Lazio e della Toscana.

Escluse queste eventuali, che l’amministrazione ha il dovere di verificare per non mettere a repentaglio la salute dei cittadini, possiamo affermare che l’acqua del rubinetto non solo non fa male, ma è ritenuta più sicura persino dell’acqua in bottiglia, non essendo soggetto al procedimento dell’imbottigliamento.

Questa è una verità da prendere come tale al netto della presenza di possibili sostanze inquinanti nell’acqua, come accennato poco fa, e considerando che la falda acquifera che fornisce l’acqua sia immune da qualsiasi altro tipo di contaminazione. Ma come fare per tutelarsi?

Forse non tutti lo sanno, ma i cittadini hanno tutto il diritto di rivolgersi agli enti preposti, come l’ARPA, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, per risolvere qualsiasi dubbi e ricevere risposte a tutte le domande del caso. Se invece il problema riguarda il calcare, e questa situazione varia in base alla geografia del territorio, possiamo essere certi che l’acqua che utilizziamo è sì potabile, ma che sia affetta da un problema di qualità.

Certo, nessuno di noi pretende di aprire il rubinetto e assaporare dell’acqua buona e pulita come quella che scorre dal lavabo di una casa in montagna, ma non possiamo nemmeno dire che quando l’acqua presenta al suo interno un’alta concentrazione di calcare sia “buona” da bere. L’acqua risulta più pesante e, in questi casi, può presentare anche un odore piuttosto forte.

Un’acqua particolarmente ricca di calcare si riconosce in molti modi; dalle tracce lasciate su stoviglie e piani da lavoro in cucina, che se non asciugati bene si riempiono di tante macchioline bianche. Come fare allora in questi casi? Se il problema è persistente, è bene acquistare un depuratore, in grado di liberare l’acqua dalla presenza del calcare.

Questo, però, è bene specificarlo, non ha nulla a che vedere con la pericolosità o meno dell’acqua. L’acqua rimane potabile e, ad oggi, non esistono evidenze scientifiche che possano dimostrare che un’acqua dura, ossia ad alta concentrazione di calcare, faccia male alla salute. La notizia è rincuorante per tutti quelli che, almeno una volta, hanno sentito dire che l’acqua ad alta concentrazione di calcare potrebbe rappresentare un pericolo per la salute dell’uomo favorendo, per esempio, la comparsa di calcoli.

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