La riflessologia

La pratica della riflessologia si colloca nel grande filone della medicina naturale e si basa sull’applicazione di pressioni ritmiche su particolari zone del corpo allo scopo di stimolare il funzionamento degli organi ad esse collegati. In questa guida scopriremo le origini e i principi sui quali si basa la riflessologia, i disturbi per i quali viene indicata ed il parere della medicina ufficiale nei confronti di questa pratica.

La riflessologia

I principi base e il funzionamento della riflessologia

La riflessologia è una tipologia di medicina alternativa, non convenzionale, che consiste nell’applicazione di una pressione ai piedi, e più raramente a mani e orecchie. Questa manipolazione avviene senza utilizzare oli, lozioni o strumenti di alcun genere: per eseguirla il terapista utilizza esclusivamente i propri pollici, dita o mani.

Secondo il principio base della riflessologia, nelle mani e nei piedi esistono recettori nervosi che si trovano in diretta connessione con le diverse parti del corpo: manipolando questi recettori, partono degli impulsi nervosi che raggiungono dapprima il cervello e, da qui, vengono reindirizzati verso i corrispondenti “bersagli” situati nelle zone del corpo corrispondenti. In questo modo è quindi possibile ottenere effetti benefici e riequilibranti sull’organismo. Nonostante siano tutti d’accordo su questo principio, non esiste un consenso generale tra i riflessologi riguardo al preciso meccanismo di funzionamento di questa pratica. Solitamente sono i piedi a rappresentare la principale area di applicazione, ed in questo caso si parla di riflessologia plantare. I piedi sono infatti particolarmente ricchi di terminazioni nervose (si stima ve ne siano più di 7000) e la tecnica pressoria ritmica va a stimolare proprio questi importanti recettori.

Ma cosa collega la pelle con il sistema nervoso, due strutture del corpo che apparentemente non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra? In realtà questi due apparati hanno un’origine comune: durante lo sviluppo dell’embrione, infatti, sia il sistema nervoso che quello tegumentario si originano a partire dalla stessa struttura, ovvero il foglietto embrionale (ectoderma). Ecco perché, attraverso il massaggio superficiale, si riesce a stimolare anche il sistema nervoso.

Secondo molti riflessologi, inoltre, esiste in ogni persona un’energia vitale detta Qi. Questo concetto si rifà alla medicina tradizionale cinese e più in generale alla cosmologia taoista, secondo la quale il Qi rappresenta il costituente fondamentale dell’intero universo dal quale derivano sia la materia che l’energia. Quando all’interno del corpo l’energia vitale del Qi non scorre in modo ottimale si verificano situazioni di malessere fisico o vere e proprie malattie. Attraverso la manipolazione riflessologica è possibile “sbloccare” il flusso del Qi e restituire all’organismo salute e benessere.

La storia della riflessologia

Le testimonianze storiche indicano che il massaggio plantare a scopo terapeutico era già conosciuto millenni fa dalle culture di diversi continenti. Emblematico ad esempio è il ritrovamento, in una tomba egizia risalente a circa 2500 anni prima della nascita di Cristo, di pitture murali rappresentanti un medico nell’atto di massaggiare i piedi di un suo paziente. Il massaggio plantare faceva parte delle comuni pratiche terapeutiche anche delle popolazioni di Cina, India, Kenya e dei nativi americani.

La riflessologia venne per la prima volta teorizzata in occidente agli inizi del ventesimo secolo ad opera del medico William H. Fitzgerald. Fitzgerald, considerato a tutti gli effetti il “padre” della riflessologia moderna, era un otorinolaringoiatra statunitense che nel 1902 iniziò a studiare e sperimentare la pratica della cosiddetta Terapia Zonale, basata sulla pressione di diverse zone della mano allo scopo di alleviare il dolore. Nel 1917 il medico pubblicò un libro intitolato “Zone Therapy, or Relieving Pain At Home” (“Terapia Zonale, o Come alleviare il dolore a casa propria”) nel quale descriveva le sue pratiche terapeutiche innovative, ed in particolare l’effetto anestetico che derivava da un certo tipo di manipolazione delle mani. Attraverso i suoi studi Fitzgerald dimostrò come il massaggio delle mani potesse sostituirsi alla somministrazione di oppiacei per il trattamento del dolore; il suo libro, tuttavia, passò quasi inosservato nel mondo della medicina.

Ci fu tuttavia un medico, il dottor Joe Shelby Riley, che prestò grande attenzione a questa pubblicazione. Nello studio medico di Riley all’epoca lavorava Eunice D. Ingham, infermiera e fisioterapista, che ebbe un’importantissima intuizione nel corso della sperimentazione della Terapia Zonale. La Ingham infatti si rese conto che esisteva un zona del corpo ancora più sensibile della mano, ovvero il piede. Fu lei che, incoraggiata da Riley, iniziò a dedicarsi allo studio dei rapporti fra aree del piede e organi del corpo: negli anni ’30 venne elaborata la prima mappa che riportava questi collegamenti. Mentre l’approccio originario di Fitzgerald prevedeva l’utilizzo di attrezzi, le pressioni esercitate dalla Ingham erano invece esercitate solo con le dita delle mani e, in particolare, con il pollice. In questo periodo la “Terapia Zonale” cambiò definitivamente nome, trasformandosi in una nuova pratica: la riflessologia.

Nel 1938 Eunice Ingham pubblicò un libro, “Stories the Feet Can Tell” (“Le storie che i piedi possono raccontare”) nel quale erano raccolte le sue teorie ed applicazioni pratiche. Grazie a questa pubblicazione la riflessologia divenne una tematica di interesse per il grande pubblico. In Italia la riflessologia venne inizialmente introdotta e diffusa dal massofisioterapista Elipio Zamboni nel 1974, e nel giro di pochi anni cominciarono ad essere tenuti i primi corsi professionali per la formazione di esperti riflessologi. Zamboni fondò anche la prima associazione italiana di riflessologia, la FIRP (Federazione Italiana Reflessologia del Piede) basata su un profondo insegnamento morale: egli infatti era solito affermare che “Sedere ai piedi di un paziente è un atto di umiltà e di amore”.

Gli odierni metodi riflessologici sono molto diversi rispetto a quelli teorizzati quasi ottant’anni fa, dal momento che con il progredire degli studi il metodo è stato oggetto di continue modificazioni e miglioramenti.

Come si svolge il trattamento riflessologico

Il trattamento riflessologico parte da un approfondito esame dei piedi del paziente. Attraverso l’analisi visiva l’occhio esperto del riflessologo è in grado di individuare problematiche di salute della persona, basandosi su aspetti quali la presenza di particolari linee, alterazioni di colore o maculature, temperatura della pelle, callosità, duroni, presenza di punti maleodoranti e così via.

L’analisi poi procede su un piano tattile, alla ricerca dei punti dolenti del paziente: individuando i punti dove si avverte dolore, il riflessologo è in grado di individuare quali sono gli organi del corpo che si trovano in disequilibrio e sui quali sarà necessario concentrarsi nel successivo trattamento riflessologico. Ad esempio se una persona soffre di problemi digestivi, molto probabilmente avvertirà dolore nella zona del piede corrispondente all’addome.

Esistono in particolare diverse sensazioni che si possono avvertire quando il riflessologo esegue queste pressioni “indagatorie”: dolori sordi solitamente corrispondono a problemi cronici, mentre dolori pungenti sono spesso indice di squilibri acuti. Il dolore generalizzato a tutto o quasi il piede è invece indice di un generale squilibrio a livello psicofisico. Oltre alla tipologia di dolore, viene registrata anche la sua intensità, che può essere lieve, media o forte, ed anche in questo caso rivela qual è l’entità dello squilibrio.

Le applicazioni e gli effetti benefici della riflessologia

Al trattamento riflessologico vengono attribuite numerose proprietà benefiche come, ad esempio, allentare la tensione e lo stress e migliorare la circolazione sanguigna. La riflessologia viene anche indicata per alleviare il dolore corporeo, dal momento che la pressione eseguita su determinati punti è in grado di inviare particolari segnali al sistema nervoso centrale. Questi impulsi stimolano il sistema nervoso a produrre le endorfine, delle quali è noto l’effetto di riduzione dello stress e delle manifestazioni dolorose.

La riflessologia, ed in particolar modo quella plantare, viene anche indicata per la regolarizzazione del ciclo mestruale, per stimolare la funzionalità peristaltica e quindi combattere la stitichezza, ma anche per alleviare il dolore dovuto a sciatalgie o nevralgie del trigemino. Altre indicazioni terapeutiche sono nei confronti di artrosi, allergie, riniti allergiche, cefalee ed edema periferico.

Tutte le persone, indipendentemente dalla loro età, possono beneficiare del trattamento riflessologico plantare e del massaggio ai piedi in generale. I neonati ed i bambini piccoli gradiscono particolarmente questo tipo di manipolazione, che oltre a rinforzare il legame con il genitore, permette di trasmettere un senso di tranquillità, alleviando quindi le paure e riducendo l’insorgenza delle crisi di pianto; inoltre il massaggio ai piedini sembra essere in grado di limitare l’iperattività. Il massaggio plantare può essere impiegato con effetti benefici anche sugli adolescenti e sulle persone anziane. Alle donne in stato di gravidanza, invece, è sconsigliato il ricorso al massaggio plantare perché potrebbe determinare squilibri fisiologici.

Le critiche alla riflessologia

I risultati di uno studio su larga scala condotto nel 2009 hanno portato alla conclusione che, attualmente, non esistono prove scientifiche che dimostrino in modo convincente che la riflessologia possa essere considerata un trattamento efficace per alcuna malattia. Analogamente, la scienza medica non è in grado di dimostrare che il meccanismo di funzionamento teorizzato dalla riflessologia esista davvero. In particolare, la teoria dei “meridiani energetici” nei quali passerebbe l’energia del Qi, e l’esistenza stessa dell’“energia vitale”, sono privi di fondamento scientifico.

Dal momento che la scienza non ha ancora potuto dimostrare la validità di questa terapia, il mondo medico è piuttosto cauto nelle sue valutazioni sulla riflessologia. L’opinione generale è che un simile trattamento può essere piacevole e sostanzialmente innocuo per il paziente, che però non deve farvi affidamento nel caso di eventuali condizioni patologiche, accertate o sospette. La riflessologia non può essere in alcun modo considerata una terapia, anzi: molti medici sottolineano il potenziale pericolo rappresentato dal trattamento di disturbi considerati “lievi” mediante la riflessologia. In questo caso è possibile che la diagnosi di eventuali patologie, più o meno serie, possa avvenire in ritardo e di conseguenza che anche le cure della medicina tradizionale possano risultare ormai inefficaci. Allo stato attuale, la riflessologia è classificata nell’ambito delle pseudoscienze, e la sua efficacia è paragonata a quella dei placebo.

Oltre alle critiche riguardanti la mancanza di evidenze scientifiche, un altro punto debole di questa pratica è rappresentato dalla mancanza di un organo di autoregolamentazione. Esistono diverse associazioni che riuniscono riflessologi, ma si tratta spesso di scuole che adottano diverse pratiche; pertanto non esiste un approccio comune. I riflessologi, per essere qualificati come tali, seguono dei corsi di formazione ma anche in questo caso non si tratta di veri e propri studi medici.

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Siti internet

  • CMRP – Centro per il Massaggio Riflesso del Piede
    http://www.riflessologia.org/
    il CMRP è un’importante organizzazione italiana che si occupa di riflessologia plantare ed organizza corsi professionali per acquisire il diploma di riflessologi. Sul sito è possibile trovare molte dettagliate informazioni riguardo la pratica della riflessologia, le tecniche utilizzate e le persone cui si rivolge. Per approfondire ulteriormente il discorso è possibile consultare un elenco di riferimenti bibliografici.
  • Riflessologi.it – Il motore di ricerca per la riflessologia plantare
    http://www.riflessologi.it/
    Il portale è interamente dedicato al mondo della riflessologia plantare ed alle sue numerose applicazioni. Sul sito sono disponibili informazioni dettagliate per quanto riguarda la storia e il funzionamento del metodo riflessologico.
  • FIRP – Federazione Italiana Reflessologia del Piede
    http://www.firp.it/
    La FIRP organizza corsi di riflessologia plantare secondo gli insegnamenti tramandati dal suo fondatore, Elipio Zamboni. Sul sito è possibile ottenere informazioni riguardo alle opportunità formative, alla storia ed ai principi della pratica riflessologica.

Video sulla riflessologia

Corso di Riflessologia Plantare – www.oligenesi.i

  • http://www.youtube.com/watch?v=wdNZkRbPxD4
  • http://www.youtube.com/watch?v=QPWSADTnlWA

Riflessologia Plantare

Corso di Riflessologia Plantare

Letture consigliate

Titolo: I segreti della riflessologia

Collana: Manuali Hermes

Autore: Fabio Nocentini

Editore: Hermes Edizioni

Anno: 2006

Lunghezza: 117 pagine

 

Titolo: Manuale di riflessologia plantare

Collana: L’altra scienza

Autore: Gabriella Artioli

Editore: Xenia

Anno: 2008

Lunghezza: 412 pagine

 

Titolo: Corso base di riflessologia del piede e della mano

Autore: Dalia Piazza

Editore: De Vecchi

Anno: 2006

Lunghezza: 192 pagine

 

Titolo: Il grande manuale della riflessologia

Collana: Natura e salute

Autori: Barbara Kunz, Kevin Kunz

Tradotto da: M. Belmondo

Editore: Tecniche Nuove

Anno: 2008

Lunghezza: 352 pagine

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