Curare il mal di schiena con la kinesiologia

Tra i problemi fisici più comuni e diffusi c’è il mal di schiena, e la maggior parte delle persone che ne soffrono crede che il dolore sia limitato a sé stesso, e da ricondurre o a uno sforzo eccessivo o a un piccolo incidente. Tuttavia, nella quasi totalità dei casi non è così e anzi il mal di schiena ha origine da una mal funzione più profonda che va individuata e il più possibile corretta.

Come curare il mal di schiena con la kinesiologia

Utile è in questo senso una visione olistica dell’organismo, e del collegamento tra i muscoli e il resto del corpo. È qui che subentra la kinesiologia tradizionale, come aiuto valido per individuare la causa o le cause che originano il mal di schiena e trova il trattamento migliore a cui il paziente può essere sottoposto.

Di solito, il motivo per cui un individuo richiede una consulenza kinesiologica è di matrice algica: il paziente ha un dolore localizzato, e il medico cerca di individuare la radice profonda di questo dolore (che altro non è che un sintomo) per poi andare a operare su di esso o, diversamente, indirizzerà il paziente dallo specialista più adatto per lui.

Visto che il paziente che manifesta un dolore spesso non riesce ad indicare il punto preciso dove avverte tale sintomo, il kinesiologo può individuare con esami e test, qual è il segmento vertebrale che dà origine al disturbo. Infatti, la sua conoscenza dell’anatomia, delle fasce di muscoli che interessano il tratto dolorante e i loro collegamenti con il resto del corpo, può dare un quadro generale del problema all’individuo.

Le cause del mal di schiena secondo la kinesiologia

Al momento della visita dell’individuo, il professionista deve capire se la causa del suo dolore ha origine da un disturbo nella parte alta o bassa del corpo (si definiscono, in gergo, cause discendenti o cause ascendenti).

Quelle più diffuse sono le cause discendenti (quindi dalla parte alta del corpo), che spesso sono collegate proprio al punto più alto e pesante del nostro corpo, la testa. Quest’ultima ha al suo interno tre elementi in grado di influire negativamente sull’intera struttura corporea:

  • Distretto oculomotore. Problemi agli occhi sono responsabili di una cattiva postura. Una persona che soffre di presbiopia, miopia e via dicendo è portata ad assumere delle posizioni innaturali e involontarie per vedere meglio, avvicinando o allontanando la testa dall’oggetto. Ma i problemi alla schiena sono dati anche da altri problemi esterni ma sempre a carico dei muscoli oculomotori (fasci che controllano i movimenti degli occhi), per cui il paziente assume atteggiamenti in contrazione statica che sono dannosi per il collo e, in generale, per la schiena.
  • Distretto vestibolare, le cui problematiche sono le cause discendenti forse più diffuse. Infatti, un individuo con un equilibrio precario spesso combatte questo problema con compensazioni strutturali della testa che nel tempo compromettono la spina dorsale e i suoi muscoli.
  • Apparato Stomatognatico, legato a problematiche quali la mal occlusione oppure di origine odontoiatrica, queste ultime decisamente più difficili da affrontare. Spesso, prima di andare a correggere i denti, lo specialista deve valutare la postura del paziente. Se questo non avviene, la terapia se ha successo a livello dentale, si rivela nociva per i muscoli della schiena come il trapezio. Il paziente, quindi, lamenterà un mal di schiena originato proprio dall’apparato stomatognatico, dato da squilibri delle articolazioni temporomandibolari, cattiva occlusione, correzione odontoiatrica non adeguata.

Riguardo, invece, alle cause ascendenti del mal di schiena, il professionista analizza soprattutto gli appoggi plantari e quindi eventuali mal funzioni dell’appoggio che inevitabilmente influenza la colonna vertebrale divenendo responsabile di una contrazione dei muscoli di gambe e schiena, che il corpo attua per ovviare al movimento sbagliato.

In questo caso, il paziente può presentare piedi piatti, piedi cavi o delle problematiche miste. Con il piede cavo, l’osso sacro si verticalizza e così fa anche la colonna vertebrale, con il risultato di attenuazioni delle curve fisiologiche che la caratterizzano. Al contrario, il piede piatto è causa di orizzontalizzazione dell’osso sacro, e le curve della colonna non sono attenuate ma anzi eccessivamente accentuate.

Sempre collegati alla postura di piedi e mal di schiena sono i problemi delle gambe, come valgismo e varismo. Il primo è causato dal piede piatto, quindi le gambe si avvicinano all’altezza delle ginocchia come se stessero formando una sorta di “X”; il secondo è invece causato dal piede cavo, quindi le ginocchia sono rotate all’esterno e sono distanti tra loro quasi a formare una “O”. Entrambi gli squilibri sono responsabili di contrazioni muscolari compensatorie che si manifestano sui muscoli della schiena e sulle vertebre.

Il trattamento kinesiologico per il mal di schiena

Ci sono alcuni test tradizionali per capire lo stato della colonna vertebrale, le sue reazioni e quali sono le compensazioni attuate dal paziente. La kinesiologia sfrutta dei test tutti in grado di dare al professionista un quadro e un’immagine completi e precisi del paziente, del suo apparato muscolo-scheletrico, delle sue problematiche. La particolarità kinesiologica è che, da nome, considera il corpo come entità in movimento e non come soggetto immobile. Il kinesiologo è quindi capace di comprendere il livello di salute dei muscoli della schiena e anche di isolare il punto preciso che dà luogo al dolore, trovando la causa all’origine di questa manifestazione algica.

Trovata questa causa, il kinesiologo interviene per curare o, comunque, attenuare il dolore, con la provocazione di uno shock controllato ai muscoli delle vertebre e ai muscoli paravertebrali in modo da cancellare la memoria muscolare della postura scorretta e quindi della contrattura. Diverse sono le tecniche di cui il kinesiologo fa uso:

  • Contrazione contro resistenza, tecnica che prevede tre fasi e l’isolamento di alcuni segmenti di spina dorsale mentre viene mantenuta in torsione. Il paziente deve provare a riportare in asse il segmento dolorante e nel frattempo il professionista esercita una certa resistenza. Nella seconda fase, il kinesiologo allenta la forza in modo da dare al paziente la possibilità di fare dei piccoli movimenti. La terza e ultima fase è quella di massima contrazione e forza esercitata dall’individuo, a cui si oppone la repentina resistenza dell’operatore. È uno scatto che crea uno shock muscolare e quindi priva (momentaneamente) il muscolo della sua memoria, dando modo al kinesiologo di lavorare per ricomporre l’assetto muscolare. È una tecnica che deve essere ripetuta più volte su tutti i distretti della spina dorsale per rimodularne i segmenti.
  • Tecnica dello sblocco della D12, che si occupa di mirati e importanti svincoli: viene isolato un muscolo specifico, il quale dev’essere collegato alla vertebra sotto indagine, e in base anche alla sua “interrogazione” mediante stimoli, e alle sue risposte, il kinesiologo riesce a comprendere qual è la vertebra da lavorare.
  • Tecnica dei tagli connettivali, direttamente dalla Germania e molto efficace in casi di infiammazione acuta con dolore invalidante. Tale metodo consiste nel manipolare il tessuto sottocutaneo portando a delle immediate vasodilatazioni e quindi all’aumento dell’irrorazione sanguigna del muscolo interessato. Questa tecnica ha lo scopo di aumentare l’afflusso di sangue ossigenato nella zona dolorante, e il sangue – defluendo rapidamente – va a rimuovere le sostanze responsabili dell’infiammazione.
  • Tecniche ispirate alla medicina tradizionale cinese. L’operatore, quando ha trovato l’origine del mal di schiena, può usare i meridiani e i loro punti di apertura e chiusura andando a lavorare su quelli collegati al muscolo disfunzionale. Si agisce così su questi a destra e a sinistra, in modo speculare, in modo da ridare equilibrio energetico al meridiano e mantenere la correzione del muscolo.
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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo. Tra i suoi blog più importanti: www.guidaconsumatore.com www.faidatecreativo.com www.coltivarefacile.it www.guidapet.com
Milena Talento

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