Il lato oscuro del low cost

Un viaggio low cost, una prenotazione dell’ultimo minuto per un weekend fuori porta o beni e servizi a prezzi scontati. Il low cost, ormai, è parte integrante delle nostre vite ed è sempre bene accetto soprattutto quando ci fa risparmiare. Ma è davvero oro tutto quello che luccica? O dietro questo sistema si nasconde un lato non proprio trasparente?

il lato oscuro del low cost

Beni e servizi a prezzi scontati. Che sia un viaggio, una prenotazione al ristorante o un weekend tutti, o quasi, almeno una volta hanno usufruito dei tanti servizi low cost. Un po’ per la crisi, un po’ per non rinunciare alla possibilità di svagarsi senza fare del male al portafoglio. Ma cosa significa tutto questo? Significa per prima cosa scendere a compromessi: se qualcosa ci costa di meno dobbiamo anche accettare che quello che ci viene offerto sia di qualità minore.

È quello che si nasconde dietro il meccanismo del low cost. Se facciamo la spesa al discount risparmiamo, certo, ma dobbiamo fare i conti con prodotti qualitativamente inferiori. Se prenotiamo un viaggio low cost dobbiamo aspettarci che, dal trasporto all’alloggio, non sia tutto rose e fiori. Gli inconvenienti sono dietro l’angolo e dobbiamo farci i conti.

All’apparenza va tutto bene, soprattutto quando ci sembra di non avere altra scelta, ma dietro questo modo di pensare e di agire alla portata di tutti, c’è un sistema che, in fondo, ci rende più poveri sotto tanti punti di vista. Perché a noi sembra un affare da non perdere, ma in realtà stiamo comprando qualcosa di qualità inferiore, che ha un valore aggiunto più basso e che inevitabilmente trascina l’economia al ribasso.

Il mercato funziona così: una domanda e un’offerta. Il prezzo si trova nel mezzo ed è l’elemento attraverso il quale i consumatori scelgono. Un qualsiasi prodotto low cost costa meno degli altri e il consumatore lo percepisce come qualcosa che vale più del prezzo pagato per ottenerlo. Insomma, un vero affare. Le cose, però, sono ben diverse dalla realtà e potrebbe trattarsi di un’illusione.

È impossibile che a fare un affare siano insieme consumatore e venditore. O ci guadagna l’uno, o ci guadagna l’altro. Se un paio di pantaloni costa 20 euro, il consumatore che li acquista deve sapere che quel capo di abbigliamento è stato prodotto con una manodopera economicamente molto bassa, in paesi dove i prezzi sono certamente più bassi. Di conseguenza sarà la qualità a risentirne.

Poca qualità significa anche un minor reddito per chi produce e nessun tipo di desiderio ad ambire a qualcosa di meglio. C’è poi tutto un discorso che riguarda lo sfruttamento delle persone che probabilmente hanno confezionato quel paio di pantaloni, l’utilizzo di eventuali sostanze non a norma e non conformi. Insomma, il gioco vale davvero la candela?

Lo stesso vale per voli aerei, prenotazioni di viaggio e crociere. È molto facile attirare il consumatore con prezzi davvero competitivi. Molto spesso i prezzi partono sì all’interno di una fascia piuttosto bassa, ma se si aggiungono tasse, extra e assicurazioni, ecco che il prezzo di un viaggio non è poi così low cost. Nessuno ci regala niente, insomma, e tenere gli occhi aperti è la nostra migliore arma!

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