La Città Ospedaliera di Luanda: un progetto italiano firmato MEDSCPA

Sono molte le realtà imprenditoriali che decidono di investire nei paesi in via di sviluppo con progetti mirati al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione di welfare e di nuovi posti di lavoro. Se poi la realtà è particolarmente attenta alle risorse locali e a un’etica ambientale e sostenibile, ne può giovare anche il contesto sociale di questi paesi, già messi a dura prova da difficili condizioni di vita, economiche e sanitarie.

Salvatore Salute alla consegna del progetto della Città ospedaliera in Luanda

Questo è quello che sta per fare un’azienda italiana, con un progetto tutto made in Italy, volto a portare un sostanziale miglioramento nella capitale dell’Angola, un paese del continente africano in via di sviluppo. 

La realtà che sta per lanciare è un innovativo progetto di costruzione a Luanda, in Angola, dove sorgerà un polo universitario associato a un ospedale, che mira non solo a migliorare le condizioni di salute degli abitanti della città offrendo cure e assistenza, ma punta anche a sviluppare un sistema di infrastrutture in grado di sfruttare solo le risorse locali in un’ottica etica e ambientalista.

Il progetto è stato ideato dall’imprenditore Salvatore Salute, a capo di MEDSCPA, un’azienda italiana a conduzione familiare che è attiva nel campo delle costruzioni dal 1919. L’azienda che è sempre stata operativa nella costruzione di hotel, parcheggi, ma anche nel campo del trattamento dei rifiuti oltre che di impianti energetici, oggi guarda al continente africano per la realizzazione di importanti progetti etici e sostenibili, che possono aiutare le popolazioni locali a migliorare le proprie condizioni di vita attraverso la formazione, il lavoro e utilizzando al meglio le loro risorse naturali.

Il nome del progetto, firmato del prof. Michele Cutolo, è Città Ospedaliera e Polo Universitario di Luanda e il nome parla molto chiaro. Non si tratta di un semplice ospedale, ma di una realtà complessa e articolata che comprende sì l’ospedale, ma anche il polo universitario per permettere agli studenti di entrare subito a contatto con la realtà che in futuro diventerà il loro lavoro.

Ma non solo questo. La Città Ospedaliera ospiterà anche strutture di accoglienza, alloggi e anche un asilo nido, per offrire comfort e comodità a tutte le persone che ci andranno a lavorare, oltre a spazi sportivi e ricreativi. È prevista anche una formazione delle figure professionali per circa 649 addetti di varie qualiche e specializzazioni, grazie al supporto dell’Università di Bari e del Prof. Gioacchino Coppi dell’Università di Reggio Emilia e una formazione linguistica specializzata a cura della dott.ssa Carla V. de Souza Faria della Lingua Portoghese di Vicenza, in italiano, in inglese e in portoghese, per permettere una comunicazione fluida tra tutti i soggetti che saranno coinvolti nel progetto, oltre alla formazione nella gestione e management a cura della GVM

Il progetto porta con sé un importante risvolto etico, all’interno di un sistema che vuole contribuire al miglioramento della situazione economica di un paese in via di sviluppo, ma anche a costruire tutte quelle infrastrutture necessarie per creare lavoro, reti di comunicazione e welfare.

Nei paesi in via di sviluppo la disoccupazione è uno dei tanti problemi che affligge la popolazione e il suo alto tasso è determinato soprattutto dalla mancanza di formazione e di specializzazione delle persone. L’obiettivo è quindi anche questo: formare le persone, non solo medici, ma anche nuove figure professionali che andranno ad operare nel contesto della Città Ospedaliera.

Il risvolto del progetto non è solo etico ma anche sostenibile dal punto di vista energetico. All’interno della Città Ospedaliera sarà presente un sistema che sarà in grado di produrre energia a partire dalle biomasse dei medicinali dell’ospedale stesso e dall’installazione di un sistema di pannelli fotovoltaici, che produrrà energia elettrica. In questo modo l’intero polo potrà contare su un periodo di almeno sei mesi con consumi pari a costo zero, grazie all’impiego di energie rinnovabili.

Il progetto avrà dei risvolti positivi anche sulla vita delle persone che vi prenderanno parte e ne migliorerà la qualità. Per chi andrà a lavorare in questa realtà, e per chi ne verrà in contatto, sarà disponibile anche un asilo nido, un albergo dedicato all’accoglienza delle famiglie che faranno visita ai degenti, agli insegnanti e agli studenti.

La sostenibilità e l’innovazione si mostreranno anche e soprattutto nel trattamento dei rifiuti. È previsto un impianto attentamente studiato che potrà convertire i rifiuti secchi e utilizzare l’umido per la produzione di biogas e di energia elettrica. In questo modo sarà possibile rifornire di elettricità anche le zone che attualmente non sono raggiunte dall’energia elettrica attraverso il sistema nazionale. Tutto il resto si potrà trasformare in compost e quindi in fertilizzante.

In questo modo, il progetto della Città Ospedaliera si inserisce a tutti gli effetti nel contesto dell’economia circolare, un sistema dove il rifiuto non è uno scarto ma può diventare risorsa, con tutti i conseguenti benefici in termini ambientali e di sostenibilità delle risorse che il paese ha a sua disposizione.

Tutto sarà coordinato nel minimo dettaglio e studiato attraverso strumenti e impianti altamente qualificati, che rimarranno alla città anche quando il lavoro sarà ultimato, nella speranza che le nuove infrastrutture possano generare nuovo lavoro anche in futuro creando un nuovo ciclo virtuoso.

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2 Commenti

  1. staff Guidaconsumatore
  2. Joe Der Hovsepian

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