Dieta Lemme: principi base, funzionamento e potenziali rischi

Quando si parla di dieta alimentare si pensa immediatamente alle tante rinunce, alla resistenza alla fame e al grande impegno necessario per portarla avanti con costanza nonostante i numerosi sacrifici che essa implica. Esistono però moltissime teorie nutrizionali e altrettante tipologie di dieta molto diverse tra loro; tra queste, una delle più discusse nonché attuali, è la dieta Lemme, scopriamo come funziona e quali sono i principi base che regolano questa filosofia alimentare.

dieta lemme: caratteristiche e rischi

Dimagrire, ritrovare il peso forma o quantomeno perdere alcuni chili di troppo significa migliorare il proprio stato di salute generale, nonché il proprio aspetto fisico, ma significa anche e in primo luogo iniziare una dieta alimentare che sia in grado di dare i risultati sperati nel minor tempo possibile.

Nell’ampio panorama dalle diete, costituito da mille strade diverse, alcune fanno parlare di sé più di altre; è il caso della dieta Lemme, una vera e propria filosofia alimentare che prende il nome dal suo fondatore, il farmacista Alberico Lemme, e che sta letteralmente spopolando in televisione anche a causa delle testimonianze di alcuni famosi personaggi pubblici.

La dieta Lemma si differenzia da tutte le altre perché si basa sul consumo esclusivo di proteine e carboidrati, mettendo completamente (o quasi) al bando quelli che nella maggior parte delle comuni diete dimagranti risultano essere i cibi più presenti, ovvero verdura e frutta. Questa dieta vi farà però eliminare completamente anche i dolci e il sale.

Come accade ogni volta che si incontra un pensiero rivoluzionario, anche in questo caso definire con precisione tale filosofia alimentare risulta tutt’altro che semplice; esistono infatti diverse testimonianze a favore della dieta Lemme, così come se ne possono trovare altrettante di persone che disapprovano completamente tale metodo dimagrante.

Molti trovano questa dieta piuttosto stravagante poiché si basa sul completo rifiuto del conteggio delle calorie, concentrandosi invece sulla forte distinzione tra alimenti concessi e alimenti assolutamente vietati; alcuni la definiscono la “dieta degli spaghetti a colazione”.

Cos’è la dieta Lemme e quali sono gli alimenti consentiti

Il dottor Lemme spiega la sua dieta, o meglio il suo regime alimentare, come una vera e propria filosofia dell’alimentazione; egli non tenta alcuna terapia, ma si limita a dare rigorosi consigli considerando la dieta alimentare da un punto di vista nuovo e differente.

Basando le sue considerazioni su principi medici e biochimici, il dottor Lemme associa gli alimenti che possono far perdere peso al soggetto in questione; lui stesso consiglia questo metodo unicamente dopo un’accurata visita medica e il superamento di un test atto a verificare l’attitudine della persona a seguire tale particolare regime alimentare.

Si tratta quindi di una dieta che non si può fare in completa autonomia, ma soltanto sotto il controllo del dottore; queste principalmente perché ogni individuo reagisce in maniera assolutamente personale al cambiamento di regime alimentare e, nel caso della dieta Lemme, alla totale privazioni di alcuni alimenti.

I principi fondamentali di questa dieta sono 4:

  1. Niente zucchero industriale
  2. Niente sale
  3. Niente pane
  4. Nessun abbinamento proteine-carboidrati

Lo zucchero viene bandito poiché stimola la produzione di insulina, ormone che porta ad un aumento dell’adiposità, il sale non è concesso perché causa ipertensione e aumenta l’indice glicemico dei cibi, i carboidrati andranno presi (almeno nella prima parte della dieta) esclusivamente dalla pasta, dalla frutta e dalla verdura; infine gli abbinamenti tra carne e pasta, ovvero proteine animali e carboidrati, andrebbero completamente evitati nell’arco di una stessa giornata.

La dieta Lemme non è un semplice regime alimentare ma, come abbiamo già accennato, una vera e propria filosofia dell’alimentazione che sottostà ad alcune regole, vediamo quali.

  1. Non considera il calcolo delle calorie. Lemme prende in considerazione unicamente le caratteristiche chimiche dei cibi e l’interazione tra queste, il corpo umano e il metabolismo del soggetto che affronta la dieta.
  2. Prende in considerazione l’indice glicemico degli alimenti e non la singola caloria; tale indice non è che l’unità di misura con cui si calcola la velocità con cui aumenta la glicemia dopo l’ingestione di cibo.

Uno stesso alimento consumato in diversi momenti della giornata aumenta o diminuisce la glicemia e di conseguenza ha effetti o meno sul dimagrimento; motivo per cui Lemme consiglia la pasta al mattino.

  1. Non da importanza all’attività fisica. Anche in questo caso in controtendenza, secondo Lemme non è necessario fare sport per perdere peso, la sola dieta è in grado di ridurre l’adiposità ed eliminare la cellulite; inoltre essendo molto proteica favorisce la tonicità muscolare.

Detto ciò, si possono consumare liberamente:

Acqua, caffè e. Il tè e il caffè stimolano alcuni ormoni con effetti opposti a quelli dell’insulina, favorendo il dimagrimento, ad esempio l’adrenalina che stimola la lipolisi.

Carne e pesce, aggiungendo soltanto olio e spezie nel condimento al posto del sale.

– Olio extra vergine d’oliva, prezzemolo, pepe, peperoncino, salvia, aglio, rosmarino, timo, basilico, limone, cipolla e crusca e cipolla.

Le fasi della dieta Lemme

Il dottor Lemme suddivide il dimagrimento in due fasi; nella prima il menù viene cambiato ogni due giorni ed è necessaria una stretta osservazione grazie alla quale il dottore, in base ai risultati ottenuti, creerà il menù dei due giorni successivi.

La prima fase, detta fase del dimagrimento, è quella in cui si raggiunge l’obiettivo prefissato; considerando una perdita di peso massima di 10 kg al mese, se l’obiettivo è stato fissato a 5 kg questa fase rappresenterà le prime due settimane della dieta.

Ogni due giorni il soggetto dovrà comunicare al dottore il proprio calo di peso, nonché di centimetri, e le reazioni metaboliche individuali.

La seconda fase, quella dell’educazione alimentare, dura tre mesi; si tratta della fase di mantenimento.

La fase del mantenimento è la più ardua da affrontare; sono però possibili alcune concessioni a cadenza settimanale. Il paziente dovrà tenere un diario appuntando tutto ciò che vorrebbe mangiare, in modo tale da poter introdurre un alimento desiderato ogni settimana.

I cibi concessi in questo caso possono essere consumati soltanto alla mattina, ovvero quando il metabolismo brucia meglio i grassi; possono, quindi, sostituire la colazione della prima fase della dieta o il primo spuntino della giornata.

I frutti e le verdure vietate nella prima fase della dieta possono essere reintrodotte nella seconda, ad esempio: cetrioli, melanzane, carciofi, asparagi, zucchine, cavolo, verza, spinaci, insalata, mango e avocado, alimenti che vengono reinseriti gradualmente per mantenere un equilibrio psico-energetico e non riprendere i chili persi.

Al termine delle due fasi si potrà seguire tale filosofia alimentare in totale autonomia e avendo piena consapevolezza dei cibi che fanno ingrassare e di quelli ammessi.

Gli orari della dieta Lemme

La dieta Lemme prevede che il consumo dei pasti sia effettuato ad orari precisi; questo aspetto risulta fondamentale per la buona riuscita della dieta. Vediamo quali sono gli orari nello specifico.

Colazione: da assumere entro le 9,30 del mattino

Primo spuntino: da assumere tra le 10 e le 11

Pranzo: da assumere tra le 12 e le 14

Merenda: da assumere tra le 16 e le 17

Cena: da assumere tra le 19 e le 21

I pro e i contro della dieta Lemme

Nel corso degli ultimi anni la dieta Lemme ha conosciuto pareri molto discordanti; se da una parte la comunità scientifica rimprovera a Lemme di non essere un vero e proprio medico e di conseguenza di non poter prescrivere diete, lui si difende affermando che i dietologi sono troppo ancorati al concetto di caloria per produrre diete efficaci e sostiene, inoltre, di non prescrivere diete ma di dare esclusivamente consigli nutrizionali basati sull’attenta osservazione delle reazioni metaboliche del singolo soggetto.

I sostenitori della dieta Lemme sono molti e affermano di aver ottenuto risultati ottimi e durevoli, nonché si aver finalmente potuto sperimentare un regime dietetico semplice da intraprendere e da mantenere nel tempo.

Altri ancora sostengono che si tratti di un regime alimentare “pericoloso”, ad esempio per quanto riguarda la totale privazione di sale, che potrebbe creare danni all’organismo in soggetti predisposti.

Altro aspetto largamente criticato riguarda il consumo di proteine che potrebbe portare a problemi del fegato e dei reni; ma bere molta acqua potrebbe scongiurare tale rischio.

Infine, la dieta Lemme sarebbe sconsigliata a chi soffre di cali di pressione, a causa della totale mancanza di sale e di zuccheri, e in particolare alla donne in stato di gravidanza, in quanto il consumo rigidamente selezionato di certi alimenti potrebbe portare a notevoli squilibri potenzialmente dannosi per il corretto sviluppo del feto.

In conclusione, appare ovvio che, come nel caso di qualsiasi altra dieta, è necessario avviare il nuovo regime alimentare con prudenza e facendo sempre riferimento al proprio stato di salute generale.

La variante vegetariana della dieta Lemme

In un momento in cui moltissime persone hanno iniziato a diminuire, o ad eliminare del tutto, il consumo di carne, Lemme propone anche una versione vegetariana della sua dieta.

Il menu giornaliero in questa tipologia di dieta può essere facilmente riassunto:

Colazione: frutta; sempre prendendo in considerazione alcuni frutti e discapito di altri.

Pranzo: pasta aglio, olio e peperoncino

Cena: zuppa di verdura e hamburger vegetali.

Tutti i pasti potranno essere arricchiti con caffè o non zuccherati.

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Milena Talento
Classe 1985, una laurea in Filosofia e una passione per il web nata ai tempi dei convegni universitari su Merleau-Ponty e i neuroni specchio. Autodidatta dalla A alla Z, comprende le potenzialità lavorative ma soprattutto economiche delle emergenti professioni tecnologiche e decide di sfruttare le proprie abilità letterarie e logiche applicandole ad un ambito nuovo. Da qui si affaccia alla professione di copywriter che coltiva per diversi anni. Scrive per alcuni e-commerce emergenti (tra cui Dalani e Zalando), si appassiona alla programmazione dei siti web, ma soprattutto agli algoritmi di Google. Circa 10 anni fa apre una web agency con cui si occupa di comunicazione a 360°. Guidaconsumatore.com viene acquistato nel 2018, dopo anni passati a lavorare in redazione come copy e seo.
Milena Talento

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