Come scegliere il miglior box doccia

Sostituire la vasca da bagno con un box doccia rappresenta una scelta sicuramente più votata al risparmio d’acqua e alla salvaguardia ambientale, quindi da apprezzare. Tuttavia procedere incautamente potrebbe far rimpiangere tale decisione a chi l’ha presa, per cui ecco qualche accorgimento per capire il tipo di Box più adatto alle vostre esigenze e ai vostri gusti!

guida ai migliori box doccia

Meglio fare il bagno o la doccia

Le abitudini di ognuno dipendono da molti fattori differenti e quando si parla di igiene personale la scelta è tra la vasca da bagno e la doccia. C’è chi ama il getto dell’acqua sul corpo e chi invece ha bisogno di riempire la vasca per godere di un momento di relax.

La scelta ovviamente dipende da cosa preferiamo, se desideriamo essere rapidi e efficaci o abbiamo bisogno di un momento di relax.

Chi ama la doccia sostiene che il bagno non è in grado di garantire l’igiene, mentre chi adora fare il bagno non rinuncerebbe mai all’effetto rilassante che ha. Qualunque sia la vostra scelta l’intento è quello di essere puliti, la differenza sta nel tempo a disposizione e dal vostro modo di essere.

Molte persone desiderano essere più pulite possibile, nel più breve tempo possibile, saltando semplicemente nella doccia. Un getto di acqua fresca permette di mantenere l’elasticità e la tonicità della pelle. L’acqua tiepida o addirittura fresca è migliore dell’acqua calda se volete proteggere la vostra pelle.

Fare il bagno è una vera e propria terapia, la rilassatezza di un bagno tiepido non ha eguali. Si possono inoltre usare olii profumati per ammorbidire e curare la pelle e perché no accender qualche candela per creare un’atmosfera unica.

Inoltre è bene sapere che anche lavarsi troppo fa male. Un lavaggio prolungato o troppi lavaggi causano un aumento delle secrezioni da parte delle ghiandole sebacee, con un conseguente aumento dei batteri che causano il cattivo odore o numerosi problemi della pelle.

È tuttavia importante considerare sempre che le nostre abitudini in alcuni casi hanno un peso notevole anche sui consumi.

Differenza di consumi d’acqua tra bagno e doccia

Quando scegliamo di fare la doccia, piuttosto che un bagno caldo, dobbiamo considerare che la nostra scelta pesa sull’uso e anche sullo spreco di acqua. Riempire la vasca da bagno corrisponde a un utilizzo di circa 100 litri di acqua, mentre per una doccia parliamo di circa 50 litri.

Scegliendo di fare una doccia risparmieremo quindi una notevole quantità di acqua. I 100 litri di acqua corrispondono alla quantità di acqua potabile che consuma una persona in media ogni 100 giorni. Una quantità notevole se guardiamo questo dato da questo punto di vista. Questo non significa ovviamente rinunciare al bagno e al piacere di immergersi in una vasca da bagno, ma semplicemente alternare le due cose, con un’attenzione anche ai consumi.

Ovviamente questi dati si riferiscono a una doccia di bassa e media durata. Tutto dipende infatti dalla quantità di acqua consumata che quando parliamo di doccia, dipende dalla durata. Una doccia di 20 minuti ogni giorno porterà a un consumo dieci volte maggiore di chi si concede un solo bagno settimanale.

Per risparmiare anche quando fare la doccia potete per esempio chiudere il rubinetto mentre vi insaponate. Un piccolo gesto che assicura un discreto risparmio. Una doccia giornaliera con una durata minore di tre minuti è l’ideale sia per l’igiene personale che per i consumi.

Negli ultimi anni e nelle ultime estati, in molte regioni italiane è comparso il problema della siccità. Piove poco (o troppo ma tutt’insieme), il terreno si inaridisce e le falde acquifere si prosciugano velocemente. È importante impegnarsi a sprecare l’acqua il meno possibile evitando di riempire la vasca per farsi i bagni, accorciando i tempi e diminuendo il consumo d’acqua con una rinfrescante e rapida doccia.

Box doccia: la doccia comoda

Molte persone, anche appunto per vedersi abbassare la bolletta idrica, o magari per fare un bel restyling del bagno, hanno deciso di sostituire la propria vasca con un box doccia. Scelta ottima, ma che potrebbe rivelarsi amara e incompleta se fatta senza riflettere bene, e senza valutare i diversi elementi collegati che vanno ben oltre l’aspetto esteriore: quello funzionale e quello economico. Dovete quindi capire quale box doccia si adatta in maniera perfettamente armonica al bagno di casa vostra.

Insieme a chi vi vende il box, considerate bene quanto spazio potete dedicargli: nella scelta va ovviamente tenuto conto che il box ha una porta per entrarci. Per esempio, se con una porta ad apertura angolare non avete poi modo di tenere nelle vicinanze l’accappatoio, o se il box doccia è vicino al wc o al lavandino, allora meglio optare per una porta scorrevole. Inoltre, esso può avere una forma quadrata, rettangolare, circolare: anche in questo caso, valutate bene quale tipologia si adatta meglio al vostro ambiente.

Per entrare nel dettaglio, vediamo qui tutte le tipologie presenti sul mercato:

  • Angolari con ante scorrevoli: ideali in bagni piccoli, perché l’apertura non ingombra minimamente.
  • Angolari con porte tradizionali o “a battente”: stessa tipologia, ma la porta dà verso l’interno o l’esterno per aprirsi.
  • Box a tre lati: sia con porte scorrevoli che con porte tradizionali, il suo piatto doccia si appoggia solo su un lato.
  • A soffietto: le sue ante non sono né tradizionali né scorrevoli, ma pieghevoli (un stile retrò, se vogliamo)

Considerate attentamente anche il tipo di materiale scelto: quelli più economici, a volte, se è vero che permettono un bel risparmio hanno anche la caratteristica di cedere molto facilmente. Per cui se casa vostra è particolarmente umida, meglio spendere qualcosa in più!

I materiali differiscono tra il profilo (ovvero la struttura del box, il suo scheletro) e i pannelli (la parte che un po’ opacizzata consente di intravedere l’esterno e di far entrare la luce). Nel caso dei profili, essi possono essere cromati o verniciati – quelli meno resistenti – in plastica – esteticamente non bellissimi, ma molto resistenti – o anodizzati, tipologia più elegante e resistente in quanto sono in un alluminio rinforzato chimicamente.

I pannelli, invece, si trovano generalmente in:

  • Vetro trasparente, raffinati ma richiedenti molta manutenzione.
  • Vetro stampato C, con la loro tipica lavorazione a “buccia d’arancia” che li rende pratici ma poco adatti in ambienti piccoli.
  • Vetro serigrafato, ovvero un vetro personalizzato con fantasie e disegni.
  • PVC o plastica, lo stesso dei pannelli. In vari colori, economici e sicuramente i più antiestetici, ma molto resistenti.

Se avete fatto le vostre considerazioni e avete deciso di salutare la vostra vecchia vasca da bagno, un sito utile per scegliere il vostro box può essere piushopping.it, all’interno del quale potrete trovare diverse proposte in grado di soddisfare le vostre necessità e i vostri gusti.

Box doccia: quale misura preferire

Può sembrare una banalità ma anche le proporzioni del box doccia sono fondamentali e scegliere quelle giuste consente una migliore libertà dei movimenti. La misura del box doccia dipende dalle proporzioni del piatto, perciò sarà necessario prendere le misure in maniera precisa partendo dal muro fino alla parte più esterna del piatto doccia. Solitamente, i box doccia hanno misure regolari, tipo 70x90cm, oppure più impegnative e fuori misura, come 120x80cm.

Sul web si trovano molte ditte specializzate che commercializzano box doccia e piatti sia classici che “oltre misura”, permettendo di soddisfare ogni richiesta della clientela e qualsiasi esigenza di spazio. In alcuni casi, si possono trovare anche box doccia più piccolini (con misure inferiori ai 70cm), molto difficili da reperire in commercio. Ad ogni modo, tutti i box doccia sono regolabili avendo centimetri di tolleranza rispetto alla normale misura indicata, così da avere una maggiore adattabilità per qualsiasi tipo di piatto doccia.

I miscelatori per i box doccia

Quando si acquista un box doccia è giusto prendere in esame i diversi aspetti come, ad esempio, le proporzioni, ma non bisogna mai dimenticare di scegliere le giuste caratteristiche dei miscelatori.Da esso infatti proviene l’acqua con cui dovrete fare la doccia.

Sul mercato sono disponibili due tipologie di miscelatori: da esterno e quello ad incasso.

Il miscelatore per box doccia esterno è caratterizzato da una manopola e da due canali per acqua calda/fredda, con una dimensione considerevole che permette un facile montaggio in quanto non dovranno essere eseguite opere in muratura. Anche in caso di guasti o anomalie la riparazione sarà semplicissima.

Il miscelatore ad incasso, invece, è la soluzione ideale per i box doccia dalle dimensioni contenute e limitate, poiché l’intera struttura è inserita all’interno del muro ed è la sola manopola ad essere in vista. E’ un’opzione sicuramente elegante e poco ingombrante che, purtroppo, presenta un montaggio piuttosto complesso e una manutenzione più onerosa considerando le opere murarie da eseguire.

Se si tiene conto dell’aspetto estetico, questa tipologia di miscelatore è sicuramente la scelta più consona ai propri gusti personali e, allo stesso tempo, anche più economica se si fa una buona ricerca di mercato.

Un ultimo fattore da considerare che riguarda entrambe le tipologie è capire se conviene o meno acquistare l’ultimo miscelatore tecnologicamente avanzato, affidabile e funzionale. In tal caso, sarebbe utile prendere in considerazione un miscelatore termostatico, che permette una più facile regolazione della temperatura dell’acqua in base alla durata della doccia. L’utilizzo delle due manopole consentirà di regolare sia il flusso del getto d’acqua, sia la temperatura.

Miscelatore termostatico

Spesso capita che, quando si fa la doccia, il classico miscelatore non conservi la temperatura dell’acqua, generando bruschi cali e una sensazione alquanto spiacevole. Il miscelatore termostatico, invece, è dotato di valvole di controllo molto sensibili agli sbalzi di temperatura, assicurando un equilibrio regolare anche quando sono operativi altri rubinetti all’interno della casa. In più, c’è anche da considerare il risparmio energetico.

Infatti, con la diminuzione degli sbalzi termici, lo scaldabagno non si affaticherà troppo e consumerà solo una minima parte di energia nella più totale sicurezza. Alcuni dispositivi sono dotati del blocco di sicurezza che non permette di superare una certa temperatura, mentre in altri modelli c’è un “circolo” di acqua fredda costante sotto la superficie della parete cromata per evitare il surriscaldarsi dell’impugnatura.

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