Intervista: Barbara Sanaldi (prima parte)

Barbara Sanaldi, giornalista milanese di un noto quotidiano nazionale, è anche autrice di favole per bambini. Recentemente ha pubblicato il suo primo libro (le auguro che sia il primo di una lunga serie) dal titolo “Sogni di carta”. Quando hai cominciato a scrivere favole? Con la nascita di mia figlia Asia. Mi sarebbe piaciuto iniziare molto presto a raccontarle storie e a leggerle libri, ma le favole tradizionali mi sembravano troppo complesse per bimbi di un anno, e allora ho iniziato a raccontare. Solo che, come tutti i bambini, anche Asia voleva risentire a ripetizione sempre la stessa storia, e

Barbara Sanaldi, giornalista milanese di un noto quotidiano nazionale, è anche autrice di favole per bambini. Recentemente ha pubblicato il suo primo libro (le auguro che sia il primo di una lunga serie) dal titolo “Sogni di carta”.

Quando hai cominciato a scrivere favole?

Con la nascita di mia figlia Asia. Mi sarebbe piaciuto iniziare molto presto a raccontarle storie e a leggerle libri, ma le favole tradizionali mi sembravano troppo complesse per bimbi di un anno, e allora ho iniziato a raccontare. Solo che, come tutti i bambini, anche Asia voleva risentire a ripetizione sempre la stessa storia, e che fosse esattamente identical ogni volta. Così ho iniziato a scriverle

Cos’è che ti dà l’input per scrivere? A cosa o chi ti ispiri quando scrivi?

Onestamente non lo so. Molte storie nascono da esperienza diretta: le paure dei bambini, la difficoltà di farli mangiare, la voglia di crescere. Ma come ho detto più volte ai miei bimbi, le storie sono tutte attorno a noi, basta allungare le mani e prenderle.

Che messaggi trasmetti con le tue favole?

Mah, spero amore per la vita, voglia di mettersi alla prova, e fiducia in se stessi.

Hai presentato le tue favole ad un gruppo di bambini incuriositi. Come si è svolta la giornata e quali emozioni hai provato?

E’ stata una giornata bellissima, nonostante la mia innata timidezza! I bambini avevano letto e studiato le mie favole, mi hanno subissato di domande e poi ci siamo cimentati nell’invenzione di una favola partendo dall’incipit di una mia storia.

Ne è uscita una storia tutta diversa ma bellissima. Alla fine non volevano andarsene, nonostante fossero passate più di due ore!

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