Vini pregiati da collezione, dagli italiani ai francesi una passione esclusiva

L’uomo sin dai tempi più antichi ha trovato nel vino una delle sue più esclusive passioni perciò, agli inizi del Novecento, si sviluppò nel mondo l’esclusiva tendenza che portava a conservare vini pregiati da collezione. Un fenomeno all’inizio esclusivo e riservato a persone facoltose che si concedevano l’hobby di investire in prodotti difficilmente fruibili per tutti. Al giorno d’oggi, grazie all’efficienza dei trasporti moderni, alla velocità delle comunicazioni e alle diverse possibilità, sono numerosi coloro che acquistano vini pregiati da collezione, conservandoli con cura. Il livello d’informazione a livello nazionale ed internazionale è cresciuto enormemente, perciò sono moltissime le persone

Come scegliere i vini pregiati

L’uomo sin dai tempi più antichi ha trovato nel vino una delle sue più esclusive passioni perciò, agli inizi del Novecento, si sviluppò nel mondo l’esclusiva tendenza che portava a conservare vini pregiati da collezione. Un fenomeno all’inizio esclusivo e riservato a persone facoltose che si concedevano l’hobby di investire in prodotti difficilmente fruibili per tutti. Al giorno d’oggi, grazie all’efficienza dei trasporti moderni, alla velocità delle comunicazioni e alle diverse possibilità, sono numerosi coloro che acquistano vini pregiati da collezione, conservandoli con cura.

Il livello d’informazione a livello nazionale ed internazionale è cresciuto enormemente, perciò sono moltissime le persone che si dedicano allo studio e all’acquisto di vini importanti, magari talvolta non molto conosciuti al momento ma proiettati verso un futuro splendente.

I vini pregiati da collezione sono contornati da una serie di elementi fondamentali tra cui le stesse bottiglie, le etichette, le attrezzature, i bicchieri e quant’altro. Insomma quello del collezionismo è un mondo talvolta segreto ma estremamente affascinante. Il vino è un prodotto di pregio, già di per sé delicato, una materia vivente che come tutti gli esseri organici si evolve nel corso del tempo. Fondamentale per i vini pregiati da collezione è il metodo di conservazione, a questo scopo è importante che si disponga di una cantina adatta che possa rispondere alle esigenze specifiche in tempi molto lunghi.

Il mercato del collezionismo enologico è molto vasto, in particolare nel Bel Paese sono diverse le aste di case specializzate nei grandi toscani tra cui l’Ornellaia, il Tignanello, il Sassicaia, che offrono diversi lotti suddivisi in base alle annate. Il Piemonte non è da meno infatti con il Barolo ed il Veneto dell’Amarone si posiziona nel mercato dei vini pregiati da collezione. Difficili da reperire i vini francesi si posizionano nel settore da tempi più antichi, con legislazioni a difesa della qualità che vantano origini più antiche delle nostre.

Una forma di investimento

Non va dimenticato, poi, che i vini rari possono essere considerati anche una preziosa forma di investimento, una soluzione economica alternativa rispetto all’acquisto di auto d’epoca o di immobili di pregio. Una ricerca che è stata effettuata dalla Knight Frank Luxury Investment ha messo in evidenza che il vino, nel novero dei beni del lusso e da collezione, ha fatto registrare a partire dal 2005 una crescita di quasi il 200 per cento. Si tratta del rendimento più elevato tra tutti quelli degli ultimi 2 o 3 lustri, secondo solo a quello delle auto d’epoca che però – come si può facilmente immaginare – coinvolgono budget di tutt’altro genere.

Il rendimento del vino pregiato

Puntare sul vino da collezione, insomma, vuol dire anche garantirsi la possibilità di un guadagno più che consistente. Vari studi di settore permettono di scoprire che, nel caso in cui venga conservato in modo appropriato, il vino pregiato vanta una crescita media superiore al 12 per cento, e in nessun caso presuppone un rendimento con il segno meno su una tenuta di dieci anni. In qualità di bene di investimento, insomma, il vino si caratterizza per una volatilità molto contenuta.

Quali sono i vini più costosi

Ma quali vini fanno parte dell’elenco delle bottiglie e delle etichette più costose al mondo? L’Italia, da questo punto di vista, fatica un po’, visto che non ci sono vini nostrani nella top 20. Meglio va se lo sguardo viene ampliato e si prende in considerazione la graduatoria dei primi 50 nomi. In generale, la top 100 degli ultimi 100 anni ha sempre visto la presenza consolidata di Masseto, Ornellaia e Sassicaia, con quest’ultima nelle prime 30 posizioni. Non male neppure Solaia e Gaja, che rappresenta in un certo senso una sorta di intruso fra i vari supertuscan. Dal 2010 a oggi, solo una volta è mancato Tignanello, a conferma della sua fama.

Le spese più pazzesche

La casa d’aste Sotheby’s ha battuto la Romane’e-Conti di Romane’e-Conti 1996 per circa 20mila euro a bottiglia, mentre il formato 6 litri – a dire il vero molto raro – sul mercato di Hong Kong ha raggiunto i 100mila euro per l’annata 1990. Su un ideale podio dei vini più costosi del pianeta si colloca di sicuro lo Chateau Cheval Blanc con un Mathusalem del 1947 che è stato pagato 192mila sterline. Per quel che riguarda le etichette nostrane, il primato in graduatoria è conteso tra il Masseto e il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno.

Per saperne di più

Chi fosse interessato a saperne di più in merito può consultare il libro edito da Rizzoli “La Cantina perfetta – Grandi vini da collezione”, scritto da Chiara Giannotti: si tratta di una guida da non perdere, consigliata non solo agli addetti ai lavori più esperti, ma anche ai semplici appassionati a cui l’autrice si rivolge parlando di 70 vini catalogati e, ovviamente, recensiti. Una dimostrazione ulteriore – semmai ce ne fosse stato bisogno – di quanto i dream-wine si possano rivelare decisamente redditizi.

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