Cumino

Il cumino è una spezia versatile e fragrante che arricchisce il sapore delle ricette conferendo loro un tocco un po’ esotico. Ricavato dai semi di una pianta erbacea, questo ingrediente trova un largo impiego nelle cucine mediorientali ed asiatiche, ma può integrarsi perfettamente anche in quella italiana. Scoprite tutte le caratteristiche del cumino in questa guida.

le caratteristiche del cumino

Origine del cumino

Il cumino (Cuminum cyminum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Apiaceae (la stessa, per intenderci, del prezzemolo), il cui areale di distribuzione originario si estende dai paesi del Mediterraneo orientale sino al subcontinente indiano. I frutti di questa specie vegetale sono apprezzati in cucina per i loro aromi e sapori distintivi, e da diversi millenni questo prodotto vegetale accompagna la storia dell’uomo. Nell’antica lingua dei Sumeri la specie era infatti nota come gamun, ed è proprio da questa parola che si è arrivati al termine “cumino” che oggi noi utilizziamo. 

Caratteristiche del cumino

I semi del cumino si presentano con una forma affusolata ed oblunga (circa 4-5 millimetri di lunghezza), e sono caratterizzati da un sapore caratteristico e fragrante. Ma non sono solamente gli impieghi culinari che li fanno apprezzare: la spezia è infatti conosciuta in ambito ayurvedico per via delle sue ottime proprietà curative.

I semi di cumino essiccati e finemente macinati vengono usati dalla medicina tradizionale per stimolare l’appetito e risolvere problemi gastrointestinali, e in effetti in sanscrito il cumino è noto come jiraka, che significa “che aiuta la digestione”. La spezia risulta utile anche per stimolare la lattazione, ridurre gli edemi e curare la febbre.

Il cumino è ricco di ferro, anche se per via delle scarse quantità impiegate in cucina non si può fare un grande affidamento su questi apporti nell’ottica di un’alimentazione equilibrata.

Il cumino in cucina

Questa spezia che può essere adoperata sia sotto forma di semi interi che macinati, che essendo ricchi di oli essenziali conferiscono ai cibi un sapore pieno e con una leggera punta di amarognolo. I semi possono anche essere tostati o fritti, come prevede la tradizione culinaria indiana, prima di essere utilizzati nelle ricette.

Per quanto riguarda gli impieghi culinari più tipici, provate a scaldare il cumino con un po’ di olio o burro, usandolo poi per insaporire un’insalata di riso o il riso in bianco: scoprirete come anche queste semplici preparazioni possono arricchirsi di un gusto irresistibile. Anche con il pesce (stufati, zuppe, ricette al forno…) si consiglia l’utilizzo di questa spezia, facendo attenzione e non esagerare con le dosi per non coprirne i sapori. L’ingrediente è ideale anche per gli stufati di carne, le salse a base di pomodoro e le zuppe vegetariane, e c’è chi lo aggiunge all’impasto di pane e focacce.

In Olanda esiste persino una tipologia di formaggi di latte vaccino, detti komijnekaas, che vengono preparati con l’aggiunta di cumino: il Leyden è probabilmente il più famoso di tutti.

I gusti e gli aromi del cumino tendono a dissolversi velocemente una volta che i semi sono stati macinati: per questo motivo, si consiglia di acquistare il prodotto intero macinandolo poco per volta. 

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