Salute e videogiochi
Videogames e salute
dei bambini (ma anche degli adulti):
guida utile per conoscere la problematica e valutare il rischio
reale
Da sempre i videogiochi
sono nel mirino di numerosi media, le accuse sono molteplici:
1) Alienano dalla realtà creando dipendenza;
2) Propongono valori come la violenza ed altri contenuti non adatti
a minori.
3) Comportano problemi fisici (vista, epilessia, crampi, etc.);
Ciascuna di queste denunce va analizzata nel dettaglio, poiché
alcune sono (in parte o completamente) frutto di luoghi comuni,
molto lontani da accertamenti scientifici. È importante sapere quali
e quanti rischi possono derivare dall’uso frequente di videogiochi,
ma senza creare allarmismi.
Alienazione dalla realtà provocata da videogiochi: vero o falso?
Si tratta di un tema
molto dibattuto in questo periodo, soprattutto per ciò che riguarda
il fenomeno di Second Life, videogioco multigiocatore online
(MMORPG) che permette di costruirsi una seconda vita con un alter
ego virtuale.
Per esemplificare l’argomento pensiamo ad una situazione ipotetica
di Second Life:
un giocatore seduto di fronte al computer comanda un personaggio
virtuale che gioca ad una slot machine.
Chi gioca alla slot machine, il personaggio o il giocatore?
Il personaggio gioca
alla slot machine. Non va MAI confuso il giocatore con l’alter ego.
È possibile creare rapporti di amicizia e simpatia in rete, ma è
importante ricordare che dietro il personaggio potrebbe esserci
chiunque, dal principe azzurro al malintenzionato.
L’alter ego è solo una facciata: può rappresentare ciò che realmente
siamo, ciò che vorremmo essere o ciò che vogliamo far credere di
essere. La prudenza è necessaria.
C’è il rischio di identificarsi col personaggio? Che cosa comporta?
Sì, giocatori sfiduciati ed in fuga dalla realtà potrebbero
identificarsi completamente.
L’alter ego rappresenta quello che vorrebbero essere: nel mondo
virtuale è più facile esaudire i propri desideri, ecco perché li
proiettano sul personaggio.
Potrebbe comportare una maggiore diffidenza e rassegnazione nella
vita reale, col rischio di rifugiarsi nella vita fittizia per essere
appagati.
Cosa c’è di vero in un mondo virtuale?
è tutto vero. Gioco
simulativo NON corrisponde automaticamente ad un generatore di
falsità: al contrario, i giocatori sentono meno i freni inibitori
della società ed hanno la possibilità di esprimere ciò che sono
realmente.
Inoltre, società come Toyota, General Motors, Disney, Adidas e via
dicendo investono in Second life come mezzo di marketing.
Un’influenza nella seconda vita potrebbe corrispondere ad una
influenza nella prima, quindi business e guadagno, ma non virtuale:
vero.
Cos’è l’alienazione e cosa comporta?
L’alienazione dalla società può essere vista come una sorta di rifugio. L’insicurezza del giocatore può spingerlo a prediligere la realtà virtuale in quanto offre maggiori possibilità ed esperienze a rischio zero. Vivere il reale può far soffrire, compiere degli errori e soprattutto non permette di tornare indietro; al contrario, la realtà virtuale regala un mondo indolore e fittizio, dove tutto è sempre sotto controllo. In questo modo, il giocatore si abitua a vivere di esperimenti e non di esperienze, poiché se qualcosa non va si può sempre cambiarlo.
Quali sono le conseguenza dell’alienazione?
l’alienazione può diventare uno dei sintomi della dipendenza da gioco. Questa problematica può essere considerata una vera e propria malattia, lo conferma la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive. Si tratta di una vera e propria forma di dipendenza, solitamente colpisce gli elementi più deboli della società: persone dotate di una scarsa autostima, trascurate e lontane dalla realtà. Il sintomo chiave è l’eccessivo attaccamento al gioco: come in una forma ossessiva il giocatore non pensa e non fa altro.
Si tratta di una vera patologia, come guarire?
Come in tutte le
patologia da dipendenza, occorre essere aiutati. Guarire da soli non
è sempre possibile. La prima struttura in Italia che si occupa di
questo genere di problematiche è la SIIPAC (Società Italiana di
Intervento sulle Patologie Compulsive).
Gli sportelli SIIPAC offrono sostegno con colloqui privati e in
gruppo sia per i familiari sia per il giocatore, consulenze,
prevenzione e informazione. È raggiungibile al numero verde
800-368300.
Quando si diventa dipendenti?I giocatori abituali lo sono?
No. Occorre fare molta
attenzione: non è detto che chi passi ore davanti ai videogiochi sia
dipendente. Si riconosce un giocatore dipendente da:
1) Un impulso a carattere irrefrenabile, quasi ossessivo.
2) Un disinteressamento verso il mondo affettivo, scolastico,
economico, relativo al lavoro o persino a se stesso.
3) Noncuranza verso le gravi conseguenze delle sue azioni (spese
eccessive, rendimento scolastico e lavorativo che cala, separazione,
etc.)
4) Sintomi quali: attacchi di panico, problemi di sonno, incubi,
tremori.
I videogiochi propongono valori come la violenza ed altri contenuti non adatti a minori: vero o falso?
I videogiochi rientrano a pieno titolo nei mass media, si tratta perciò di mezzi di comunicazione anche a contatto con bambini e soggetti influenzabili. Possiamo paragonare un videogioco alla televisione. Un buon genitore sa che non è ottimale per un bambino restare davanti allo schermo da solo: rischia di vedere cose inadatte per la sua età, cose che richiedono una spiegazione o una rassicurazione. Lo stesso concetto va applicato con i videogiochi, vanno cioè comperati insieme verificando che i contenuti siano adatti ai più piccoli.
I principali sistemi di controllo e informazione sono:
PEGI; sistema europeo
che comprende 29 paesi (tra i quali l’Italia). Si occupa di
verificare i contenuti dei videogiochi in commercio, applicando
sulla confezione un simbolo caratteristico che segnala l’età
consigliata del giocatore e la tipologia del contenuto. Questo
sistema avverte se siamo in presenza di violenza, riferimenti
sessuali, razzismo, linguaggio scurrile, riferimenti a droghe, gioco
d’azzardo o scene che spaventano i bambini.
ESRB; sistema americano similare al PEGI, infatti anche ESRB si
occupa di valutare la fascia d’età del giocatore e presentare i
contenuti inadatti ai più piccoli.
Il sistema americano però, al contrario del nostro, avverte anche in
caso di presenza di sangue, tabacco, mutilazione, humor crudo, temi
provocatori, etc.
ESRB utilizza simboli ben visibili applicati sulla confezione, come
PEGI.
Consigli per i genitori in relazione ai videogiochi
Comprare il gioco
insieme non basta, è necessario che il genitore controlli come
reagisce e come si comporta il figlio.
Il luogo migliore dove collocare un videogioco è sicuramente in un
area facilmente visibile dal genitore, in modo da poter intervenire
quando serve.
Sarebbe divertente e utile al tempo stesso partecipare alle sessioni
di gioco del bambino, può migliorare i rapporti e può aiutarlo a
comprendere scene che lo lasciano perplesso.
Circa ogni ora fate sospendere il gioco per qualche minuto, ad
esempio proponete la merenda o il gioco con altri bambini. In questo
modo eviterete disturbi visivi e muscolari, in più si terrà in
contatto con amici reali, che non devono mai essere sostituiti dai
videogiochi.
Fate in modo che non trascuri nemmeno lo sport, la scuola, i libri o
altre forme di distensione indispensabili per i più piccoli.
Aiutatelo a comprendere che è solo un gioco, poiché nessuna sfida ha
il diritto di renderlo teso. La consapevolezza potrebbe portarlo
anche ad autoregolarsi su quanto e quando giocare.
ATTENZIONE!
È importante sottolineare che la maggioranza dei videogiochi in
commercio non contiene grandi espressioni di violenza o sessualità!
L’anno scorso l’80% dei giochi valutati da PEGI erano adatti a
minori di 16 anni.
Per quanto riguarda ESRB, solo l’8% ha ricevuto una valutazione
“Mature”, cioè adatta a chi ha 17 anni o più.
In particolare, nel nostro paese solo il 5% dei giochi presenti è
consigliato ad un pubblico maggiorenne, e questa categoria ricopre
solo il 3% del totale delle vendite.
I videogiochi possono causare problemi fisici: vero o falso?
Sui giornali troviamo
diversi episodi di crisi epilettiche dovute ad un prolungato uso di
videogiochi. Si tratta di una notizia vera solo in parte. uesta
patologia prende il nome di epilessia fotosensibile e colpisce
soggetti predisposti geneticamente; inoltre, non sono i videogiochi
in sé a scatenare le crisi, ma qualsiasi schermo luminoso che
proietti luci intermittenti (televisione, monitor di un computer,
etc). I videogiochi hanno prolungato il tempo medio di permanenza
davanti ad uno schermo, ecco perché sono considerati la causa
principale.
Metodi di prevenzione:
1) Ridurre il tempo di esposizione;
2) Illuminare bene l’ambiente (in modo da smorzare l’effetto
luminoso dello schermo);
3) Non avvicinarsi troppo all’apparecchio.
Problematiche relative alla vista e a movimenti ripetuti:
1) Giocare per un lungo periodo può provocare crampi, dolori
muscolari o articolari, disturbi agli occhi.
2) In presenza di questi sintomi è opportuno sospendere
immediatamente l’attività, poiché trascurare questi sintomi può
portare a irritazione cutanea, sindrome del tunnel carpale,
tendinite e affaticamento della vista.
Attitudini consigliate per prevenire queste patologie e
combatterle:
1) Fare pause di 10-15 minuti dopo ogni ora di gioco;
2) Evitare di giocare
troppo a lungo;
3) Sospendere l’attività e riposarsi per alcune ore se si presenta
uno dei sintomi sopra citati;
4) Se il sintomo persiste, consultare un medico.
Link a siti web utili per approfondimere la problematica del rapporto tra videogiochi e salute:
ESRB
www.esrb.org
sito di Entertainment Software Rating Board, ovvero il sito
americano di controllo dei videogiochi in commercio. Sito in
inglese. Contiene informazioni sul sistema di valutazione
utilizzato, sul processo di valutazione, contatti e un database con
i giochi esaminati.
PEGI
sito di Pan European Game Information, ovvero sito europeo di analisi dei giochi attualmente sul mercato. Sito in italiano. Comprende informazioni per il consumatore, descrizione della classificazione adottata, contatti e la lista dei giochi valutati.
Associazione SIIPAC
www.siipac.it
sito dell’associazione onlus che si occupa di patologie compulsive,
tra le quali la dipendenza da videogiochi. Include informazioni su
centri d’aiuto, cure, contatti, studi e ricerche.
AESVI
www.aesvi.it
sito dell’Associazione Editori Software Videoludico Italiana, cioè
l’associazione dei maggiori produttori di software e hardware
videoludico in Italia. Contiene informazioni sull’industria del
settore, studi e ricerche, approfondimenti sulla dipendenza da
videogiochi e molto altro.