Imbarco sul traghetto

Imbarcarsi in modo sicuro su un traghetto è il primo passo per iniziare bene la vacanza. Sembra facile, ma al momento di salire a bordo, soprattutto se si ha un mezzo al seguito, iniziano i guai. Siamo certi di sapere cosa sia il check-in? E quante ore prima dobbiamo presentarci al molo? Capita spesso di avere a che fare con un lungo viaggio e all’improvviso ricordiamo che ci serve qualcosa che è rimasto in auto, ma non tutti sanno che il garage non è accessibile mentre si è in navigazione.

Ecco quindi il motivo di questo articolo: Continuate qundue a leggere per scoprire tutto quello che c’è da sapere sul momento dell’imbarco, come si effettua in tutta sicurezza e senza rischi e dove reperire informazioni sull’imbarco personale, della moto, dell’auto, del camper e del motoscafo. Insomma, piccoli trucchi per viaggiare in traghetto senza fastidi!

Imbarco sul traghetto: informazioni e consigli

Imbarco sul traghetto: la procedura

Una volta pagato il biglietto, non resta che imbarcarsi, ma questa operazione non è immediata come sembra a prima vista. E’ necessario osservare una serie di procedure, rese più ferree e inderogabili dai recenti avvenimenti dell’undici settembre 2001: i controlli si sono fatti più rigidi e capillari, ed impongono al passeggero una maggiore attenzione nel seguire queste formalità. Ad esse si aggiungono anche le procedure richieste dalle singole compagnie (su tutte il famigerato check-in) che s’integrano e spesso si sovrappongono alle misure di sicurezza.

Check-in per l’imbarco sul traghetto

Se questa breve guida riuscisse ad illustrare in modo sufficientemente chiaro e completo come si debba effettuare un checkin, non sarebbe stata scritta invano, perché a questa procedura, candidamente ignorata dalle agenzie di viaggio, sono legati molti degli errori nei quali incappano i passeggeri. Il numero e la frequenza con la quale furibondi individui si aggirano correndo per il piazzale d’imbarco alla ricerca di una biglietteria, è stupefacente. Che non si riesca a rimediare, con una più puntuale e precisa informazione, lo è ancora di più.

La confusione sorge, probabilmente, perché vengono sistematicamente confusi tra loro il biglietto, con il quale il passeggero ha regolato i suoi rapporti con la compagnia, ed un misterioso boarding pass, che è fondamentale per essere ammessi a bordo della nave. Ottenere questo pezzettino di carta è molto semplice: basta passare dalla biglietteria con il proprio biglietto al momento dell’imbarco ed automaticamente vi verrà consegnato.

Un boarding pass è un foglio di carta, generalmente suddiviso in due parti, una delle due viene staccata dal personale di bordo nel momento in cui fate il vostro ingresso in nave, l’altra deve essere custodita per tutta la durata del viaggio. Al momento dell’imbarco il personale non controlla il biglietto che avete pagato; avere il boarding pass è sufficiente ad avere il diritto di entrare in nave, in quanto presuppone una precedente e più approfondita verifica in biglietteria.

Su questo documento sono indicate poche, ma fondamentali informazioni: il nome e cognome del passeggero, la sua destinazione e il nome della motonave sulla quale effettuerà il viaggio.

Può darsi il caso, per qualche oscura ragione, che al momento della prenotazione vi fosse stata indicata una nave diversa da quella in cui vi trovate ad imbarcare: questa eventualità è chiaramente prevista dalle norme che regolano il trasporto, le quali impegnano la compagnia a garantirvi, nella nave “sostitutiva” le medesime condizioni di viaggio da voi pagate. Sul bigliettino del check-in, tuttavia, verrà segnalato il nome corretto della nave che in quella data effettua effettivamente il viaggio. L’ora e la data, nonché il codice dell’operatore che lo ha emesso, servono al personale di bordo per accettarsi dell’autenticità del documento.

Sono indicati anche il numero di codice del biglietto al quale il boarding pass fa riferimento ed infine l’informazione più importante di tutte: l’indicazione della vostra sistemazione.

Mentre, infatti nel biglietto è indicato solo il tipo di sistemazione da voi scelto (cabina singola, poltrona, ecc…), nel boarding pass è indicato esattamente il numero della cabina o della poltrona . Ecco il motivo per cui siete tenuti a conservare il bigliettino per tutto il viaggio. Esso può esservi richiesto in qualsiasi momento, o per ragioni di sicurezza o, più banalmente, per fornirvi qualche servizio da voi richiesto (per ottenere la chiave della cabina!), o per rintracciarvi in caso di qualche problema.

Dal numero di cabina e dal numero di biglietto il personale è in grado di risalire al vostro nome e cognome, e di sapere su di voi tutto ciò che gli occorre (e niente di più). Va da se che in caso di passaggio ponte, non prevedendo questo tipo di sistemazione né cabine né poltrone presso le quali rintracciarvi, sul boarding pass recherà scritto solo la laconica dicitura che indica questo particolare tipo di sistemazione.

Anche se a bordo di fatto non serve, fareste meglio a portare con voi anche il biglietto vero e proprio (quello che avete pagato, per intenderci): il numero dei problemi che si presentano a bordo non permette di fare previsioni ed è sempre meglio essere preparati ad ogni evenienza.

Un’ultima osservazione: anche se “boarding pass” è il suo nome corretto nessuno si riferirà ad esso utilizzando la dicitura inglese. Quindi se qualcuno vi chiede “il bigliettino”, “la carta del check-in” o qualche altra curiosa metafora, non dovete fare altre corse, con il cuore in gola, per ottenere chissà quale altro strano pezzo di carta. Sorridete serafici ed esibite, con il fare tranquillo di chi la sa lunga, il vostro boarding pass: la fatica di leggere questa guida sarà almeno valsa a qualcosa.

Presentarsi in anticipo

Per alcune compagnie bastano una ventina di minuti, altre consigliano di presentarsi al check in almeno due ore prima della partenza; questo lasso di tempo potrebbe essere più breve, nel caso viaggiaste senza auto al seguito. La ragione di questa norma (che comunque non è costrittiva e che non prevede alcuna sanzione nel caso in cui non venga rispettata) risiede nell’esigenza, da parte dei piazzalisti della compagnia, di riuscire a gestire il numero dei veicoli e dei passeggeri. Nel periodo estivo (500-700 veicoli per nave, esclusi i semirimorchi) questo problema assume una rilevanza indubbiamente maggiore.

La norma comunque non è applicata rigidamente, ed il lettore, che oramai inizia a comprendere il modo di pensare ed agire delle compagnie, non farà fatica ad immaginarne i motivi. Le società accettano tutto ciò che le permetta di guadagnare ed anche se si presenta dieci minuti prima della partenza, il check in verrà regolarmente eseguito ed il passeggero imbarcato.

Attenti, d’altra parte, a non aspettare troppo: l’imprevisto è sempre in agguato ed a volte si rischia di non avere il tempo sufficiente per porvi rimedio. Meglio quindi, se siete appassionati dell’ultimo minuto, presentarsi mezz’ora prima della partenza nave: le operazioni d’imbarco saranno in tutti casi già avviate e potrete agevolmente salire a bordo. In alternativa non scartate l’ipotesi di seguire fedelmente le disposizioni delle compagnie; è tutto sommato il modo più sicuro di evitare problemi.

Alcuni passeggeri, resi più smaliziati da un utilizzo frequente della nave, hanno intuito un grande verità fondamentale: l’auto che imbarca per prima,con molta probabilità, uscirà per ultima, soprattutto in quelle motonavi che non sono dotate di una rampa d’accesso a prua. Per questo cercano in tutti i modi d’imbarcare per ultimi, in modo da evitare, allo sbarco, un’ulteriore attesa. Sono in genere personaggi schivi,che parcheggiano l’auto nelle file laterali, ignorano gli inviti degli addetti a salire e lasciano che siano gli altri ad affannarsi per imbarcare l’auto il più rapidamente possibile; hanno solitamente tutti i documenti in perfetto ordine in modo da agire, al momento giusto, con rapidità ed efficenza invidiabili. Anche in questo caso si consiglia sempre di seguire le indicazioni del personale preposto; in fin dei conti l’imbarco delle autovetture non dura molto ed è sicuramente più sicuro seguire procedure ormai ampiamente collaudate.

Un’ultima annotazione: accade che anche le navi, come ogni buon mezzo di trasporto che si rispetti, arrivino e partano in ritardo. Qui, però, si fanno le cose in grande, e può accadere che un traghetto arrivi anche con più di dodici ore di ritardo; le ragioni sono molteplici, ma riguardano soprattutto condizioni meteo marine proibitive (a volte le capitanerie sconsigliano addirittura di entrare in porto, ritenendo questa manovra estremamente rischiosa) oppure danni all’apparato motore, che costringono la nave a viaggiare con velocità ridotta.

Il povero passeggero, che ha già fatto il check in, rimane sconsolatamente in banchina ad attendere, ed è purtroppo accaduto che nessuno si preoccupasse di avvisare i passeggeri del ritardo nave. Capire a chi spetti tale compito, nello scaricabarile delle responsabilità che spesso segue all’indignazione dei clienti, non è mai facile, ma ci pare di poter dire che le biglietterie di terra, fisicamente più vicine al luogo d’imbarco, potrebbero, a volte, fare qualcosa di più. Certo il personale è molto ridotto (praticamente ovunque), e un numero sempre più esiguo di persone deve occuparsi di molti problemi che spesso si accavallano fra loro, ma certe situazioni d’emergenza non si verificano poi tanto spesso ed una maggiore attenzione ci pare doverosa.

Attendere per ore in luogo vasto e deserto, spesso senza bar o altre possibilità di ristoro, senza servizi pubblici, senza nessuno che dia la benché minima informazione (ah, comunicare…) è un odissea che non auguro a nessuno. Il consiglio è quello di non perdervi d’animo: informatevi (da qualche parte vicino al porto è molto probabile che vi sia la biglietteria), telefonate al centralino della vostra compagnia, non accontentavi della prima risposta, spesso elusiva ed oscura, ma insistete, per avere informazioni chiare ed eventuale assistenza.

Ordine di arrivo per l’imbarco: diritti di chi arriva prima

Ad alcuni proprio non va giù: una volta arrivati il tipo con il giubbottino arancione, quello che sistema le auto, ci ha fatto mettere nella prima fila,quella di sinistra,dietro un paio di macchine. Noi abbiamo sorriso in cuor nostro, abbiamo solo due auto davanti, appena inizia l’imbarco saremo i primi a salire, puoi scommetterci, il giusto premio per essere arrivati così presto.

Poi, l’altro tipo, quello imbacuccato nella giacca a vento, quello che deve essere un ufficiale della nave, a giudicare dalle mostrine, è arrivato e col modo di fare di chi non ammette repliche, ha iniziato ad imbarcare cominciando dall’ultima fila, da quelli che saranno arrivati, si e no un quarto d’ora fa. E noi? Ci fanno segno di aspettare, e sembrano pure scocciati dalle nostre insistenze. Insomma va a finire che la nostra fila diventa l’ultima e noi imbarchiamo dopo tutti gli altri. Non è tanto per l’attesa ( l’imbarco ha richiesto una ventina di minuti), ma è l’ingiustizia che, intimamente, ci offende e ci innervosisce.

Un’esperienza del genere prima o poi la fanno tutti. I più esperti hanno ormai imparato a rassegnarsi, ma i novizi dell’imbarco auto devono prima passare attraverso il duro apprendistato delle arrabbiature e dei reclami, prima di “entrare nel meccanismo”. Esso si basa, in realtà, su di un solo concetto, ma fondamentale: il comandate può imbarcare nell’ordine e con le modalità che ritiene opportune.

Il tipo con la giacca a vento (di solito è il primo ufficiale di coperta,che si occupa sia del carico pesante che delle auto) ha quindi, quasi sempre, ragione; e il bello è che questa autorità gliela conferisce proprio il passeggero, che ha accettato le famigerate condizioni di viaggio previste dalla stipulazione del biglietto. Se leggete attentamente quel foglio scritto in caratteri piccolissimi, vi apparirà come per magia l’articolo che descrive le modalità d’imbarco, e che illustra questa situazione.

Le proteste sono quindi vane. Bisogna però tener conto che certe scelte non vengono prese per sadismo o per ottusa presunzione. Il responsabile deve infatti gestire, in uno spazio molto ristretto, anche la caricazione dei mezzi pesanti nonché dei semirimorchi che vengono spediti: molte volte viene fatta imbarcare quella fila di auto che blocca quel particolare container che deve essere messo proprio in quel garage ed in una determinata posizione.

Senza entrare nei dettagli, l’operazione di carico della stiva è molto difficile e rischiosa, in quanto un erronea distribuzionie del carico potrebbe compromettere la stabilità della nave. Si aggiunga anche che il piazzale è un luogo reso rischioso dalla quantità di camion, trattori (le motrici gialle che portano i container dentro la nave), automobili che si muovono a velocità differenti l’uno accanto all’altro, e dalla confusione che spesso ne deriva: anche gestire la sicurezza, propria e dei passeggeri, non è facile.

Per questo viene concessa una completa libertà operativa agli addetti alla caricazione, e questo spiega, almeno in parte, i modi talvolta bruschi e sbrigativi degli addetti.

Generalmente nel garage è ammesso solo il conducente del veicolo; gli altri passeggeri, muniti del loro biglietto del check in, sono invitati a scendere dall’auto al momento dell’imbarco e ad accedere in nave dall’entrata dell’hotel. E’ una norma che i passeggeri tollerano con malcelata insofferenza perché li obbliga a dividersi dai famigliari imponendo successive peregrinazioni alla ricerca degli stessi; inoltre il conducente è lasciato solo a gestire l’enorme quantità di bagagli dalla quale una famiglia media non riesce a privarsi.

E’ bene ricordare, però, che tale imposizione riguarda solo il momento dell’imbarco ed è motivata dalla quantità di auto che manovrano all’interno dei garage della nave. Dopo, quando la situazione è più calma, tutti possono scendere in garage, anche più volte se necessario, per prendere dall’auto tutto ciò di cui si stima aver necessità durante la traversata.

Attenzione: l’accesso ai garage è possibile solo fino a partenza nave. Dopo che i portelloni di poppa sono chiusi e la nave è salpata, le porte dei garage si chiudono inderogabilmente per tutta la durata del viaggio. A nulla valgono proteste, scongiuri e minacce; le norme di sicurezza al riguardo sono tassative e solo il buonsenso può concedere qualche sporadica deroga nel caso si fosse lasciato in macchina un farmaco salvavita.

In navigazione non si accede al garage

Meglio, quindi, prestare molta attenzione durante i concitati momenti dell’imbarco in nave e preparare tutto quanto potreste aver bisogno. Ecco una lista esemplificativa:

  • Medicinali
    (se state osservando una particolare cura, non esitate: a bordo potrebbe non essere disponibile quel particolare farmaco. Particolare attenzione all’insulina, alle medicine per il cuore, ed in generale, ai salvavita).
  • Necessario per i bambini
    (dal pannolino al biberon, alla pastina, che potete chiedere ai cuochi di prepararvi, ma che è introvabile a bordo; non esitate a procurarvi farmaci per bambini, non sempre disponibili ).
  • Cellulare e soprattuto il relativo caricabatterie
    (non avete idea di quante persone se lo dimentichino. Al momento di sbarcare assicuratevi di averlo riposto in valigia: chi non lo ha dimenticato di solito finisce per smarrirlo!)
  • Soldi, possibilmente anche contanti
    (a bordo sono previsti pagamenti con la carta di credito, ma non sempre vi è un servizio bancomat. Se sbarcate in paesi extra UE potrebbe essere richiesta una determinata somma da esibire in contanti: sarà bene, quindi, informarsi preventivamente).
  • Indumenti caldi
    (specie se soggiornate in sala poltrone. La climatizzazione è standard e per voi potrebbe risultare troppo fredda: meglio prevenire. Inoltre una romantica passeggiata in due, al chiar di luna sui ponti esterni con addosso maglietta, calzoni corti ed infradito, può avere effetti devastanti sulla vostra salute. E, forse, dato il discutibile gusto, anche sul prosieguo della serata).

Non dimenticate, infine, il boarding pass del check in, ma anche il biglietto; quest’ultimo non dovrebbe servire più, ma si consiglia di portarlo ugualmente. Il fogliettino del check in è invece fondamentale per indirizzarvi alla cabina o alla poltrona. Ricordate che può esservi richiesto più volte ed in qualsiasi momento.

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Link utili alle grandi compagnie di navigazione

SNAV
http://www.snav.it/
Il sito è molto semplice, ma molto ben fatto e di facile ed intuitiva utilizzazione. SNAV offre linee da Palermo, Napoli, Civitavecchia,Olbia, Cagliari, Ancona, Pescara, concollegamenti per le isole,ma anche per la Croazia e la Grecia. Snav offre anche collegamenti per le isole Pontine, Eolie,e nel Golfo di Napoli. I riquadri della navigazione veloce aiutano ad orientarsi in maniera immediata tra le destinazioni e le offerte proposte.

Caronte & Tourist
http://www.carontetourist.it/
Sito molto spartano che si apre con una breve presentazione della compagnia, nata dalla fusione delle due società. Anche attraverso questo sito potete agevolmente prenotare il vostro viaggio via internet e farvi un’idea delle navi attraverso le descirzioni offerte dal sito stesso. Originale l’idea di piazzare una web cam fissa nelle zone d’imbarco (si può scegliere tra due porti, dove le navi della Caronte attraccano), attraverso la quale poter seguire in tempo reale le operazioni d’imbarco.

Direct ferries
http://www.directferries.it/
Uno dei siti piu interessanti che si occupano della prenotazione on line: direct ferries raccoglie le offerte delle varie compagnie dividendole per destinazione: se volete quindi sapere quali collegamenti sono disponibili per la Sardegna o la Croazia, basta orientarsi nella parte del sito che tratta questo aspetto. Gli operatori marittimi che operano nel cabotaggio, vengono poi riuniti nella sezione “Guida ai traghetti”, che offre uno tra i più completi elenchi dellesocietà di navigazione. Va da sè che potete prenotareon line il vostro biglietto, seguendo la procedura guidata proposta dai curatori del sito.

Traghetti.it
http://www.traghetti.it/
Si può prenotare, ma anche informarsi meglio sul mondo del cabotaggio. Il sito offre numerosi link tramite i quali si può accedere direttamente ai siti di Confitarma ed Ansa.trasporti. C’è anche un collegamento diretto ad un forum che tratta dell’argomento. Per il resto una procedura guidata permette anche in questo caso di scegliere tra le varie compagnie quella che offre il servizio più vicino alle vostre esigenze.

AFerry.it

https://www.aferry.it

Portale leader per la prenotazione di traghetti online, ha a disposizione 1500 rotte e oltre 100 operatori in tutto il mondo. Sul sito sono presenti numerose informazioni utili sulle compagnie di traghetti, mappe, guide di viaggio sulle destinazioni e gli orari di partenza dei traghetti.

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12 Commenti

  1. amedeo
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  12. federico

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