L'imbarco sui traghetti
Le procedure d'imbarco sui traghetti
Una volta pagato il biglietto, non resta che imbarcarsi, ma questa operazione non è immediata come sembra a prima vista. E' necessario osservare una serie di procedure, rese più ferree e inderogabili dai recenti avvenimenti dell'undici settembre 2001: i controlli si sono fatti più rigidi e capillari, ed impongono al passeggero una maggiore attenzione nel seguire queste formalità. Ad esse si aggiungono anche le procedure richieste dalle singole compagnie (su tutte il famigerato check-in) che s'integrano e spesso si sovrappongono alle misure di sicurezza.
Il check-in
Se questa breve guida
riuscisse ad illustrare in modo sufficientemente chiaro e completo
come si debba effettuare un check-in, non sarebbe stata scritta
invano, perché a questa procedura, candidamente ignorata dalle
agenzie di viaggio, sono legati molti degli errori nei quali
incappano i passeggeri. Il numero e la frequenza con la quale
furibondi individui si aggirano correndo per il piazzale d'imbarco
alla ricerca di una biglietteria, è stupefacente. Che non si riesca
a rimediare, con una più puntuale e precisa informazione, lo è
ancora di più.
La confusione sorge, probabilmente, perché vengono sistematicamente
confusi tra loro il biglietto, con il quale il passeggero ha
regolato i suoi rapporti con la compagnia, ed un misterioso boarding
pass, che è fondamentale per essere ammessi a bordo della nave.
Ottenere questo pezzettino di carta è molto semplice: basta passare
dalla biglietteria con il proprio biglietto al momento dell'imbarco
ed automaticamente vi verrà consegnato.
Un boarding pass è un foglio di carta, generalmente suddiviso in due
parti, una delle due viene staccata dal personale di bordo nel
momento in cui fate il vostro ingresso in nave, l'altra deve essere
custodita per tutta la durata del viaggio. Al momento dell'imbarco
il personale non controlla il biglietto che avete pagato; avere il
boarding pass è sufficiente ad avere il diritto di entrare in nave,
in quanto presuppone una precedente e più approfondita verifica in
biglietteria.
Su questo documento sono indicate poche, ma fondamentali
informazioni: il nome e cognome del passeggero, la sua destinazione
e il nome della motonave sulla quale effettuerà il viaggio.
Può darsi il caso, per qualche oscura ragione, che al momento della
prenotazione vi fosse stata indicata una nave diversa da quella in
cui vi trovate ad imbarcare: questa eventualità è chiaramente
prevista dalle norme che regolano il trasporto, le quali impegnano
la compagnia a garantirvi, nella nave “sostitutiva” le medesime
condizioni di viaggio da voi pagate. Sul bigliettino del check-in,
tuttavia, verrà segnalato il nome corretto della nave che in quella
data effettua effettivamente il viaggio. L'ora e la data, nonché il
codice dell'operatore che lo ha emesso, servono al personale di
bordo per accettarsi dell'autenticità del documento.
Sono indicati anche il numero di codice del biglietto al quale il
boarding pass fa riferimento ed infine l'informazione più importante
di tutte: l'indicazione della vostra sistemazione.
Mentre, infatti nel biglietto è indicato solo il tipo di
sistemazione da voi scelto (cabina singola, poltrona, ecc...), nel
boarding pass è indicato esattamente il numero della cabina o della
poltrona . Ecco il motivo per cui siete tenuti a conservare il
bigliettino per tutto il viaggio. Esso può esservi richiesto in
qualsiasi momento, o per ragioni di sicurezza o, più banalmente, per
fornirvi qualche servizio da voi richiesto (per ottenere la chiave
della cabina!), o per rintracciarvi in caso di qualche problema.
Dal numero di cabina e dal numero di biglietto il personale è in
grado di risalire al vostro nome e cognome, e di sapere su di voi
tutto ciò che gli occorre (e niente di più). Va da se che in caso di
passaggio ponte, non prevedendo questo tipo di sistemazione né
cabine né poltrone presso le quali rintracciarvi, sul boarding pass
recherà scritto solo la laconica dicitura che indica questo
particolare tipo di sistemazione.
Anche se a bordo di fatto non serve, fareste meglio a portare con
voi anche il biglietto vero e proprio (quello che avete pagato, per
intenderci): il numero dei problemi che si presentano a bordo non
permette di fare previsioni ed è sempre meglio essere preparati ad
ogni evenienza.
Un'ultima osservazione: anche se "boarding pass" è il suo nome
corretto nessuno si riferirà ad esso utilizzando la dicitura
inglese. Quindi se qualcuno vi chiede “il bigliettino”, “la carta
del check-in” o qualche altra curiosa metafora, non dovete fare
altre corse, con il cuore in gola, per ottenere chissà quale altro
strano pezzo di carta. Sorridete serafici ed esibite, con il fare
tranquillo di chi la sa lunga, il vostro boarding pass: la fatica di
leggere questa guida sarà almeno valsa a qualcosa.
Due ore prima all'imbarco, anzi no!
Per alcune compagnie
bastano una ventina di minuti, altre consigliano di presentarsi al
check in almeno due ore prima della partenza; questo lasso di tempo
potrebbe essere più breve, nel caso viaggiaste senza auto al
seguito. La ragione di questa norma (che comunque non è costrittiva
e che non prevede alcuna sanzione nel caso in cui non venga
rispettata) risiede nell'esigenza, da parte dei piazzalisti della
compagnia, di riuscire a gestire il numero dei veicoli e dei
passeggeri. Nel periodo estivo (500-700 veicoli per nave, esclusi i
semirimorchi) questo problema assume una rilevanza indubbiamente
maggiore.
La norma comunque non è applicata rigidamente, ed il lettore, che
oramai inizia a comprendere il modo di pensare ed agire delle
compagnie, non farà fatica ad immaginarne i motivi. Le società
accettano tutto ciò che le permetta di guadagnare ed anche se si
presenta dieci minuti prima della partenza, il check in verrà
regolarmente eseguito ed il passeggero imbarcato.
Attenti, d'altra parte, a non aspettare troppo: l'imprevisto è
sempre in agguato ed a volte si rischia di non avere il tempo
sufficiente per porvi rimedio. Meglio quindi, se siete appassionati
dell'ultimo minuto, presentarsi mezz'ora prima della partenza nave:
le operazioni d'imbarco saranno in tutti casi già avviate e potrete
agevolmente salire a bordo. In alternativa non scartate l'ipotesi di
seguire fedelmente le disposizioni delle compagnie; è tutto sommato
il modo più sicuro di evitare problemi.
Alcuni passeggeri, resi più smaliziati da un utilizzo frequente
della nave, hanno intuito un grande verità fondamentale: l'auto che
imbarca per prima,con molta probabilità, uscirà per ultima,
soprattutto in quelle motonavi che non sono dotate di una rampa
d'accesso a prua. Per questo cercano in tutti i modi d'imbarcare per
ultimi, in modo da evitare, allo sbarco, un'ulteriore attesa. Sono
in genere personaggi schivi,che parcheggiano l'auto nelle file
laterali, ignorano gli inviti degli addetti a salire e lasciano che
siano gli altri ad affannarsi per imbarcare l'auto il più
rapidamente possibile; hanno solitamente tutti i documenti in
perfetto ordine in modo da agire, al momento giusto, con rapidità ed
efficenza invidiabili. Anche in questo caso si consiglia sempre di
seguire le indicazioni del personale preposto; in fin dei conti
l'imbarco delle autovetture non dura molto ed è sicuramente più
sicuro seguire procedure ormai ampiamente collaudate.
Un'ultima annotazione: accade che anche le navi, come ogni buon
mezzo di trasporto che si rispetti, arrivino e partano in ritardo.
Qui, però, si fanno le cose in grande, e può accadere che un
traghetto arrivi anche con più di dodici ore di ritardo; le ragioni
sono molteplici, ma riguardano soprattutto condizioni meteo marine
proibitive (a volte le capitanerie sconsigliano addirittura di
entrare in porto, ritenendo questa manovra estremamente rischiosa)
oppure danni all'apparato motore, che costringono la nave a
viaggiare con velocità ridotta.
Il povero passeggero, che ha già fatto il check in, rimane
sconsolatamente in banchina ad attendere, ed è purtroppo accaduto
che nessuno si preoccupasse di avvisare i passeggeri del ritardo
nave. Capire a chi spetti tale compito, nello scaricabarile delle
responsabilità che spesso segue all'indignazione dei clienti, non è
mai facile, ma ci pare di poter dire che le biglietterie di terra,
fisicamente più vicine al luogo d'imbarco, potrebbero, a volte, fare
qualcosa di più. Certo il personale è molto ridotto (praticamente
ovunque), e un numero sempre più esiguo di persone deve occuparsi di
molti problemi che spesso si accavallano fra loro, ma certe
situazioni d'emergenza non si verificano poi tanto spesso ed una
maggiore attenzione ci pare doverosa.
Attendere per ore in luogo vasto e deserto, spesso senza bar o altre
possibilità di ristoro, senza servizi pubblici, senza nessuno che
dia la benché minima informazione (ah, comunicare...) è un odissea
che non auguro a nessuno. Il consiglio è quello di non perdervi
d'animo: informatevi (da qualche parte vicino al porto è molto
probabile che vi sia la biglietteria), telefonate al centralino
della vostra compagnia, non accontentavi della prima risposta,
spesso elusiva ed oscura, ma insistete, per avere informazioni
chiare ed eventuale assistenza.
L'ordine di arrivo per l'imbarco al traghetto: diritti di chi arriva prima
Ad alcuni proprio non
va giù: una volta arrivati il tipo con il giubbottino arancione,
quello che sistema le auto, ci ha fatto mettere nella prima
fila,quella di sinistra,dietro un paio di macchine. Noi abbiamo
sorriso in cuor nostro, abbiamo solo due auto davanti, appena inizia
l'imbarco saremo i primi a salire, puoi scommetterci, il giusto
premio per essere arrivati così presto.
Poi, l'altro tipo, quello imbacuccato nella giacca a vento, quello
che deve essere un ufficiale della nave, a giudicare dalle mostrine,
è arrivato e col modo di fare di chi non ammette repliche, ha
iniziato ad imbarcare cominciando dall'ultima fila, da quelli che
saranno arrivati, si e no un quarto d'ora fa. E noi? Ci fanno segno
di aspettare, e sembrano pure scocciati dalle nostre insistenze.
Insomma va a finire che la nostra fila diventa l'ultima e noi
imbarchiamo dopo tutti gli altri. Non è tanto per l'attesa (
l'imbarco ha richiesto una ventina di minuti), ma è l'ingiustizia
che, intimamente, ci offende e ci innervosisce.
Un'esperienza del genere prima o poi la fanno tutti. I più esperti
hanno ormai imparato a rassegnarsi, ma i novizi dell'imbarco auto
devono prima passare attraverso il duro apprendistato delle
arrabbiature e dei reclami, prima di “entrare nel meccanismo”. Esso
si basa, in realtà, su di un solo concetto, ma fondamentale: il
comandate può imbarcare nell'ordine e con le modalità che ritiene
opportune.
Il tipo con la giacca a vento (di solito è il primo ufficiale di
coperta,che si occupa sia del carico pesante che delle auto) ha
quindi, quasi sempre, ragione; e il bello è che questa autorità
gliela conferisce proprio il passeggero, che ha accettato le
famigerate condizioni di viaggio previste dalla stipulazione del
biglietto. Se leggete attentamente quel foglio scritto in caratteri
piccolissimi, vi apparirà come per magia l'articolo che descrive le
modalità d'imbarco, e che illustra questa situazione.
Le proteste sono quindi vane. Bisogna però tener conto che certe
scelte non vengono prese per sadismo o per ottusa presunzione. Il
responsabile deve infatti gestire, in uno spazio molto ristretto,
anche la caricazione dei mezzi pesanti nonché dei semirimorchi che
vengono spediti: molte volte viene fatta imbarcare quella fila di
auto che blocca quel particolare container che deve essere messo
proprio in quel garage ed in una determinata posizione.
Senza entrare nei dettagli, l'operazione di carico della stiva è
molto difficile e rischiosa, in quanto un erronea distribuzionie del
carico potrebbe compromettere la stabilità della nave. Si aggiunga
anche che il piazzale è un luogo reso rischioso dalla quantità di
camion, trattori (le motrici gialle che portano i container dentro
la nave), automobili che si muovono a velocità differenti l'uno
accanto all'altro, e dalla confusione che spesso ne deriva: anche
gestire la sicurezza, propria e dei passeggeri, non è facile.
Per questo viene concessa una completa libertà operativa agli
addetti alla caricazione, e questo spiega, almeno in parte, i modi
talvolta bruschi e sbrigativi degli addetti.
Generalmente nel garage è ammesso solo il conducente del veicolo;
gli altri passeggeri, muniti del loro biglietto del check in, sono
invitati a scendere dall'auto al momento dell'imbarco e ad accedere
in nave dall'entrata dell'hotel. E' una norma che i passeggeri
tollerano con malcelata insofferenza perché li obbliga a dividersi
dai famigliari imponendo successive peregrinazioni alla ricerca
degli stessi; inoltre il conducente è lasciato solo a gestire
l'enorme quantità di bagagli dalla quale una famiglia media non
riesce a privarsi.
E' bene ricordare, però, che tale imposizione riguarda solo il
momento dell'imbarco ed è motivata dalla quantità di auto che
manovrano all'interno dei garage della nave. Dopo, quando la
situazione è più calma, tutti possono scendere in garage, anche più
volte se necessario, per prendere dall'auto tutto ciò di cui si
stima aver necessità durante la traversata.
Attenzione: l'accesso ai garage è possibile solo fino a partenza
nave. Dopo che i portelloni di poppa sono chiusi e la nave è
salpata, le porte dei garage si chiudono inderogabilmente per tutta
la durata del viaggio. A nulla valgono proteste, scongiuri e
minacce; le norme di sicurezza al riguardo sono tassative e solo il
buonsenso può concedere qualche sporadica deroga nel caso si fosse
lasciato in macchina un farmaco salvavita.
Meglio, quindi, prestare molta attenzione durante i concitati
momenti dell'imbarco in nave e preparare tutto quanto potreste aver
bisogno. Ecco una lista esemplificativa:
-
Medicinali
(se state osservando una particolare cura, non esitate: a bordo potrebbe non essere disponibile quel particolare farmaco. Particolare attenzione all'insulina, alle medicine per il cuore, ed in generale, ai salvavita).
-
Necessario per i bambini
(dal pannolino al biberon, alla pastina, che potete chiedere ai cuochi di prepararvi, ma che è introvabile a bordo; non esitate a procurarvi farmaci per bambini, non sempre disponibili ).
-
Cellulare e soprattuto il relativo caricabatterie
(non avete idea di quante persone se lo dimentichino. Al momento di sbarcare assicuratevi di averlo riposto in valigia: chi non lo ha dimenticato di solito finisce per smarrirlo!)
-
Soldi, possibilmente anche contanti
(a bordo sono previsti pagamenti con la carta di credito, ma non sempre vi è un servizio bancomat. Se sbarcate in paesi extra UE potrebbe essere richiesta una determinata somma da esibire in contanti: sarà bene, quindi, informarsi preventivamente).
-
Indumenti caldi
(specie se soggiornate in sala poltrone. La climatizzazione è standard e per voi potrebbe risultare troppo fredda: meglio prevenire. Inoltre una romantica passeggiata in due, al chiar di luna sui ponti esterni con addosso maglietta, calzoni corti ed infradito, può avere effetti devastanti sulla vostra salute. E, forse, dato il discutibile gusto, anche sul prosieguo della serata).
Non dimenticate, infine, il boarding pass del check in, ma anche il biglietto; quest'ultimo non dovrebbe servire più, ma si consiglia di portarlo ugualmente. Il fogliettino del check in è invece fondamentale per indirizzarvi alla cabina o alla poltrona. Ricordate che può esservi richiesto più volte ed in qualsiasi momento.
I link utili alle grandi compagnie di navigazione con traghetti per le vacanze
SNAV
www.snav.it
Il sito è molto semplice, ma molto ben fatto e di facile ed
intuitiva utilizzazione. SNAV offre linee da Palermo, Napoli,
Civitavecchia,Olbia, Cagliari, Ancona, Pescara, concollegamenti per
le isole,ma anche per la Croazia e la Grecia. Snav offre anche
collegamenti per le isole Pontine, Eolie,e nel Golfo di Napoli. I
riquadri della navigazione veloce aiutano ad orientarsi in maniera
immediata tra le destinazioni e le offerte proposte.
Caronte & Tourist
www.caronte&tourist.it
Sito molto spartano che si apre con una breve presentazione della
compagnia, nata dalla fusione delle due società. Anche attraverso
questo sito potete agevolmente prenotare il vostro viaggio via
internet e farvi un'idea delle navi attraverso le descirzioni
offerte dal sito stesso. Originale l'idea di piazzare una web cam
fissa nelle zone d'imbarco (si può scegliere tra due porti, dove le
navi della Caronte attraccano), attraverso la quale poter seguire in
tempo reale le operazioni d'imbarco.
Direct ferries
www.directferries.it
Uno dei siti piu interessanti che si occupano della prenotazione on
line: direct ferries raccoglie le offerte delle varie compagnie
dividendole per destinazione: se volete quindi sapere quali
collegamenti sono disponibili per la Sardegna o la Croazia, basta
orientarsi nella parte del sito che tratta questo aspetto. Gli
operatori marittimi che operano nel cabotaggio, vengono poi riuniti
nella sezione "Guida ai traghetti", che offre uno tra i più completi
elenchi dellesocietà di navigazione. Va da sè che potete prenotareon
line il vostro biglietto, seguendo la procedura guidata proposta dai
curatori del sito.
Traghetti.it
www.traghetti.it
Si può prenotare, ma anche informarsi meglio sul mondo del
cabotaggio. Il sito offre numerosi link tramite i quali si può
accedere direttamente ai siti di Confitarma ed Ansa.trasporti. C'è
anche un collegamento diretto ad un forum che tratta dell'argomento.
Per il resto una procedura guidata permette anche in questo caso di
scegliere tra le varie compagnie quella che offre il servizio più
vicino alle vostre esigenze.