Dogana e importazione di prodotti dall'estero
Breve storia della dogana
In origine fu il
divano. O meglio il “diwan”, parola araba che indica appunto questo
particolare arredo: l'ufficio del visir, che decideva della merce in
arrivo dall'estero, pare non avesse altro mobile che questo e ben
presto il diwan dalla seduta passò ad indicare l'intero ufficio e
modificò la sua forma in “dogana”. Le prime forme di una tassazione
sulle merci in arrivo da altri paesi sono attribuibili all'età
classica ed in particolare alla pentecostè greca, applicata nel
porto del Pireo circa 2500 anni fa, ed al datio romano. Non sono
però forme assimilabili al nostro concetto di dogana, in quanto
costituiscono una semplice forma di tassazione, e quindi una mera
fonte di reddito per lo stato.
Nel VII secolo si inizia a trattenere una decima sulle merci in
arrivo dallo Estremo oriente, ma il medioevo incombe, e le tasse
sulle merci sono sottoposte alle bizze dei signorotti locali. Nella
seconda metà XVIII si comincia, però, a fare sul serio: la nascente
industria tessile è ancora molto fragile e si rende necessario
tutelare la produzione nazionale, imponendo dazi sulle merci
importate. A questo punto il gioco è fatto, il concetto chiave su
cui si regge il sistema dei dazi doganali si è affermato, e nasce,
in base ad accordi bilaterali tra singoli stati, la prima Tariffa
Doganale, con la quale si adeguano i dazi alla tipologia di merce.
Tariffa Doganale Armonizzata
In dogana, una merce va
prima di tutto classificata. In pratica le va assegnato un numero
che la identifica in un modo univoco, composto da una serie di cifre
e valido in tutti quei paesi che adottano il sistema. Il codice
identificativo si divide in due parti: le prime sei cifre
identificano quel particolare gruppo di merci, ma nulla vieta ad
ogni singolo paese di aggiungere al codice altre cifre, e
suddividere la tipologia iniziale in altre sottoclassi: la TARIC
(Tariffa doganale armonizzata adottata nell'UE) prevede, ad esempio,
che ad ogni merce sia assegnato un codice di dodici cifre (le prime
sono le cifre internazionali). Il passo successivo sta
nell'accertare la provenienza della merce, verificando gli eventuali
certificati presentati dall'importatore.
A questo inizia il vero e proprio controllo doganale: bisogna
verificare se l'importazione della merce sul suolo nazionale è
vietata, o se è permessa la libera importazione. Per alcune
tipologie merceologiche vige il regime di importazione contingentata
a licenza (per esempio i prodotti tessili cinesi; se ne può
importare un determinato quantitativo).
Verificate le ultime
formalità (particolari permessi o documentazione da allegare a quel
determinato tipo di merce) si calcola il dazio doganale, e una volta
pagato il dovuto la merce è ammessa nel territorio dello stato. Il
valore da cui si parte per calcolare il dazio è il “valore
di transazione”, al quale, tuttavia vanno aggiunti i
costi di
trasporto, l'imballaggio, l'eventuale assicurazione, le
spese di intermediazione.
Per quanto concerne l'esportazione dei propri prodotti, sarà compito
della dogana verificare a quali vincoli sia soggetta la merce che si
vuole esportare (si vedano, per esempio i casi relativi ai beni
d'interesse storico e culturale), ed espletare le eventuali
formalità del caso.
I beni di consumo e la dogana: cosa si può portare di ritorno dalle vacanze
Riguardo l'esportazione di beni di consumo, non vi sono, in genere, particolari formalità da sbrigare, salvo situazioni particolari dovuti a singoli stati. L'importazione di tali beni in paesi extra-europei prevede invece qualche problema. In generale è concessa l'introduzione nel paese di acquisti non superiori a 175 euro, a patto che siano privi di carattere commerciale (non siano cioè destinati alla vendita). Se un singolo prodotto eccede questo limite, sconta per intero i diritti doganali; se la cifra viene superata dall'insieme degli acquisti, solo la parte eccedente viene sottoposta a dazio. Tenete presente che per i viaggiatori con età inferiore a 15 anni, il limite si abbassa a 90 €.
Non vengono considerati
nel computo di tale franchigia determinati prodotti per i quali
vigono condizioni particolari. Le sigarette, ad esempio, sono
ammesse nei paesi extraeuropei, fino ad un massimo di 200 pezzi; in
alternativa, sigari (50 pezzi) e tabacco da fumo (250gr).
E' concesso, inoltre, un litro di bevande alcoliche con gradazione
superiore al 22% (due litri se inferiore) o alcol etilico non
denaturato. Nell'UE se la bevanda è superiore ai 22% vol., se ne può
godere fino a 10 litri, ma sotto questa gradazione si può arrivare
ai 20 ; il vino fino a 90 litri, ma bisogna moderarsi con lo
spumante (fino a 60): per il resto birra a fiumi (ma fino a 110
litri), 800 sigarette o, sempre in alternativa 200 sigari, o un kg
di tabacco da fumo (oltre tali quantitativi si considera
l'importazione dei prodotti volta a fini commerciali). In paesi
extracomunitari non più di 500 g di caffè (se sono estratti o
essenza, 200 g.), mentre per il tè si badi a non superare i 100g
(estratti od essenze: 40g). Ve la dovrete, inoltre, cavare con 50 g
di profumo, ma potete sempre contare sui 25 cl di acqua di toilette
che è vi concesso introdurre.
Sgravio dell'Iva se fate acquisti all'estero
Se avete domicilio o
residenza al di fuori dell'Unione Europea, potete chiedere il
rimborso dell'IVA. Le condizioni per ottenerla riguardano
innanzitutto il valore complessivo, che non deve essere superiore a
154,94 € (IVA inclusa). La merce deve essere destinata ad uso
personale o familiare e può essere portata fuori dall'UE entro tre
mesi dalla fine del mese d'acquisto. Il suo pagamento deve risultare
da una fattura con descrizione della merce e i dati anagrafici del
viaggiatore (sono necessari anche gli estremi del documento
d'identità). Tale fattura deve essere esibita, insieme alla merce,
all'ufficio doganale di uscita dal territorio UE, che apporrà il
relativo visto. La fattura, così convalidata, deve essere restituita
al venditore entro quattro mesi dalla fine del mese di acquisto.
Il bello è che la merce può essere inoltrata al domicilio estero
anche come “bagaglio non accompagnato”: sarà cura della compagnia
aerea alla quale verranno affidati i beni, provvedere all'emissione
della Lettera di Trasporto Aereo ( LTA), che certifica il transito
dei beni. Esistono anche società Tax free (tra i quali quegli
adorabili negozietti che si trovano, a volte, nelle zone portuali)
che possono rimborsare l'Iva direttamente al viaggiatore, nel
momento di uscita della merce dal territorio comunitario. Tutto ciò
non necessita la restituzione della fattura, ma semplicemente un
corrispettivo, che viene sottratto all'Iva restituita, e che
s'intasca la società.
Valuta alla dogana: quanti soldi si possono portare con se all'estero
In questo caso la disciplina che regola l'import export di somme di denaro e titoli è identica sia che viaggio si svolga all'interno dell'UE, sia che siate diretti in qualche landa desolata ai confini del mondo conosciuto. Ovunque, il limite dei 12.500 € è perentorio. Oltre questa cifra è necessario compilare un modulo, che si trova negli uffici doganali e che potete riempire o all'entrata o all'uscita del territorio doganale. Se il modulo non è compilato scatta la terribile sanzione del sequestro, fino al 40% della somma eccedente i 12.500€, e relativa sanzione. Se si rimane nell'UE,si può perlomeno depositare il formulario non solo in dogana ma anche presso una banca o un ufficio postale, o un comando della Guardia di Finanza, ma entro e non oltre le 48 ore successive l'entrata (o precedenti l'uscita) dal territorio nazionale. Attenzione: il computo delle ore non tiene conto dei giorni festivi.
Esportare o importare beni culturali e oggetti d'arte
Il carattere d'opera
d'arte viene stabilito dall'Amministrazione per i Beni e le Attività
Culturali. Per importare nel proprio paese un oggetto d'arte,
bisogna ovviamente dichiararlo,così verrà applicata l'opportuna
fiscalità. Nel caso in cui l'introduzione avvenga da un paese
facente parte dell'UE, bisogna presentare una dichiarazione della
provenienza del bene all'ufficio del paese di partenza il quale a
sua volta, rilascerà un certificato di spedizione. Tuttavia se
l'opera in questione ha meno di cinquant'anni o è stata eseguita da
un'artista vivente, potete dormire sogni tranquilli; in nessun caso
vi verranno richieste certificazioni di sorta. Solo se vorrete
esportare un bene con questi requisiti vi verrà blandamente imposta
un'autocertificazione, corredata da due foto, nella quale il
proprietario attesta che l'opera non è soggetta a tutela nazionale.
Le cose si complicano un poco se avete tutte le intenzioni di
introdurre in un paese straniero la testimonianza della grandezza
dei vostri avi. Per cominciare bisogna verificare se essa rientra
nei beni menzionati dal regolamento n.3911/92, vale a dire, più
semplicemente, se è un oggetto di ordine storico, artistico, se è un
quadro, una scultura o un vaso ornamentale con più di 50 anni, o un
mobile con più di 100. Quindi, se del caso, presentare in dogana
l'autorizzazione dell'Ufficio Esportazioni presso la Sovrintendenza
dei Beni Culturali. I beni non presenti in tale elenco, se la cavano
con un attestato di libera circolazione (tale attestato vi verrà
richiesto anche nel caso in cui il bene debba viaggiare attraverso
il territorio dell'Unione).
Esportare o importare animali
I migliori amici dell'uomo, vale a dire cani e gatti (ma anche i furetti) con età superiore a tre mesi, seguono un iter particolare. Se possedete un'amorevole animale da compagnia, ma provenite da un paese extra UE , non vi scoraggerete certo di fronte al certificato sanitario del paese di provenienza. Nemmeno se esso deve indicare obbligatoriamente, i dati identificativi dell'animale e del proprietario, la dichiarazione che l'animale è sano, in regola con la titolazione degli anticorpi, ed è stato vaccinato contro la rabbia da non meno di 20 a non più di 11 giorni. Se al contrario il fedele amico vi segue nelle vostre scorribande in paesi non UE, tenete presente che secondo la legislazione vigente in quel paese, può essere tenuto in quarantena.
La convenzione di Washington
Questo accordo prevede la tutela di alcune specie animali e vegetali, considerate a rischio estinzione e che s'intende salvaguardare con precise disposizioni in materia doganale. Pappagalli, serpenti, lucertole tartarughe acquatiche sono alcune delle specie per le quali, oltre al certificato sanitario di cui sopra, è obbligatorio munirsi del certificato CITES (Convention of International Trade of Endangered Species = Convenzione sul commercio internazionale delle specie invia d'estinzione). Tale certificato viene rilasciato dall'autorità del paese di provenienza. L'appendice I della Convenzione di Washington vieta tassativamente l'importazione di animali gravemente a rischio, quali ad esempio quelli a pelliccia maculata (ghepardi, leopardi, ocelot), nonché per alcune specie di piante molto rare (alcune specie di cactus e di orchidee). La stessa convenzione tutela l'esportazione di zanne d'elefante (e oggetti in avorio), articoli in pelle di rettile, corallo e legname proveniente dall'Amazzonia.
Esportare o importare prodotti di origine animale
In un celebre film di
molti anni fa, le autorità statunitensi vietavano ad una avvenente
fanciulla italiana di calpestare il suolo del nuovo mondo armata di
una temibile mortadella. Oggi tutte le scorte personali di latte,
carne e loro derivati devono tassativamente munirsi di certificato
rilasciato dal paese di provenienza e recarsi senz'altro indugio al
Posto d'Ispezione Frontaliera per far controllare la merce. Si
concedono deroghe al latte in polvere per lattanti (e altri alimenti
specifici di cui il pupo necessita per motivi medici); questi
prodotti non devono richiedere di essere refrigerati e la confezione
deve risultare intatta (se è aperta, almeno che la sua utilizzazione
sia in corso e la quantità non superi il consumo normale di una
persona).
Prodotti per un quantitativo non superiore ai 5 Kg sono tollerati se
provengono da paesi quali Faer Oer, Groenlandia, Islanda,
Liechtenstein e Svizzera; sulle scorte personali, niente da dire se
provengono da Andorra, Norvegia, S.Marino,e in generale sui prodotti
già aperti non vengono sollevate obiezioni. Un po' di caviale (meno
di 250 g) non si nega evidentemente a nessuno, e sotto tale limite
non richiede certificazioni di sorta; lo stesso vale per le più
prosaiche uova di salmone. Riguardo l'esportazione, valgono i limiti
imposti dalla convenzione di Washington, ma attenzione anche agli
articoli in pelle d'animale. Esse devono avere una certificazione
del Corpo Forestale e le sanzioni in caso d'inadempimento sono molto
elevate (tra 1032,91 e 9296,23 €).
Esportare o importare armi: il problema bagagli
Va da se che armi da sparo da taglio e armi improprie non sono ammesse per ovvi motivi di pubblica sicurezza. In generale un arma può entrare in un altro paese (facente parte o meno dell'Unione Europea: la legislazione, in questo caso è analoga) solo in presenza di un permesso rilasciato dagli organi di competenza della zona di residenza del proprietario. Se insorgesse qualche problema, si può lasciare l'arma in custodia presso l'ufficio doganale. Meglio allora dotarsi di una più innocua macchina fotografica (o videocamera, o PC), senza dimenticare la documentazione che ne comprova l'acquisto in Italia (ottima la fattura, vanno bene la ricevuta d'acquisto o il certificato di garanzia). E' meglio anche rilasciare una dichiarazione di possesso da esibire al rientro.
Viaggiare in auto all'estero
Nei paesi dell'Unione, potete scorrazzare liberamente sul vostro bolide senza obblighi di sorta. Conviene munirsi tuttavia, della Carta Verde, che estende la copertura assicurativa anche al di fuori del proprio paese, informandosi presso la propria compagnia di assicurazione e provvedere alla necessaria documentazione. Nei paesi che non fanno parte dell'UE, ed in quelli appartenenti all'ex Unione sovietica è obbligatoria la patente internazionale.
Sitografia: link a siti web utili per saperne di più sulla dogana
Agenzia delle Dogane
Vero punto di riferimento per chi voglia approfondire l'argomento. E' disponibile, in formato pdf, la guida del viaggiatore, un piccolo ma completissimo manuale rivolto ai non addetti ai lavori. Ma sono reperibili anche fonti di diritto, altri link utili, nonché corsi on-line gratuiti per gli operatori del settore. E' un sito molto ben fatto, facilmente navigabile. Imprescindibile.
Guida e-bay. Come funziona la dogana italiana: dazi e documenti
http://recensioni.ebay.it/Come-funziona-la-dogana-italiana-Dazi-e-documenti
Guida molto divertente e utilissima. L'autrice spiega, con linguaggio semplice e divertente, come vengono calcolati i dazi doganali, dove sono e come funzionano gli uffici di smistamento delle Poste italiane oltre ad una serie di consigli utilissimi (Come evitare che il pacco venga fermato in dogana, cosa fare nell'eventualità). Una guida imprescindibile per chi voglia sopravvivere alla spedizione o al ricevimento dei propri pacchi.
Diritto internazionale
www.dirittointernazionale.com/articoli/dogane
Il sito fornisce una serei di strumenti per meglio avvicinarsi al diritto internazionale. Sono presenti riferimenti a fonti di legge, che riguardano temi quali diritto internazionali, dispozioni fiscali, norme relative ai trasporti. L' home page del sito è dedicata alla informazione, presentando le news più recenti attinenti agli argomnti del sito. Il link offre, anche, una serie di articoli che riguardano la legislazione internazionale in materia doganale. Il taglio è molto specialistico, ma sono trattati argomenti non sempre presenti in altri siti.
Mercato globale
Il sito è rivolto principalmente alle aziende che operano all'estero. Sono quindi presenti formulari, codici e cambi doganali, consigli pratici e casi concreti di esemplificazione, specificatamente rivolti a chi oera nel settore. Una serei di link molto interessanti, aiutano l'imprenditore ad orientarsi nel mondo del commercio globale, presentando le novità più recenti. E' possibile anche scaricare moduli e richiedere via fax certificazioni introdotte nell'ultimo
Viaggiare sicuri
Per concludere un sito dedicato ai viaggi ed in particolare ed alle informazioni utili per accedere in un determinato paese. Dalla sezione “Informazioni generali” si può accedere anche alle informazioni inerenti la legislazione doganale relativa al paese selezionato.
Si tratta di un servizio fornito dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione l'ACI