Violino

Il violino è uno strumento ad arco, facente parte della famiglia dei cordofoni; è il più acuto, piccolo e importante tra gli archi di un’orchestra. Chi non lo conosce, almeno per averlo visto in un film? Il violino ha una storia molto affascinante, anche se relativamente breve, ma grazie alle qualità del suono che riesce a produrre, ha una letteratura praticamente infinita.

Violino

La chiave in cui sono scritte le parti per violino, ossia la chiave di sol, è comunemente detta proprio chiave di violino per tutti gli strumenti, in onore dell’importanza che questo strumento ha ricoperto e ricopre nella musica, soprattutto classica.

Storia del violino

Il violino, propriamente detto, ha circa 400 anni. Sono tanti, ma pochi in confronto alla storia dell’uomo e di conseguenza della musica, che lo accompagna da sempre. Tuttavia, rimane uno degli strumenti più straordinari per lo sviluppo rapido che ha ottenuto e perché nel giro di poco tempo è riuscito a conquistare le orecchie degli ascoltatori e i cuori dei compositori.

Il violino nacque a Cremona, dagli studi, gli esperimenti e i perfezionamenti delle mani di esperti artigiani. Esistono degli antenati di questo prestigioso strumento, come il rebab, introdotto in Europa nell’ VIII secolo dai Mauri, o come la gigua o il ribeca, fino alla viola da braccio o la lira da braccio; ma è nel 1523 che si ha la prima traccia del violino in quanto tale: in quell’anno infatti negli archivi della Tesoreria dei Savoia, compare per la prima volta il termine violino.

Artigiani medievali e rinascimentali lavorarono per secoli al perfezionamento di questo strumento: inizialmente era un violino diverso da quello che conosciamo oggi, chiamato “barocco”; poi si raggiunse lentamente un equilibrio tra forme, comodità e suono, e si passò al violino “moderno”, più comodo da suonare per lo strumentista e più potente.

Sappiamo che fino alla metà del XVIII secolo il violino fu suonato in posizione libera, ma con l’invenzione della mentoniera, apparsa per la prima volta nel 1830, la posizione assunta dai musicisti fu quella più vicina all’odierno, con il violino fra il mento e la spalla, per cui comparve di lì a poco anche la spalliera.

Il violino comincerà a conoscere la sua gloria dalla seconda metà del XVII fino al XVIII secolo, per l’opera di due grandi famiglie di liutai italiani da una parte, e per l’attenzione particolare di molti grandi compositori ed esecutori dall’altra: gli Amati e gli Stradivari furono i grandi liutai dell’epoca, con i quali la costruzione di violini raggiunse l’apice della perfezione, mentre compositori come Vivaldi prima ed esecutori virtuosi come Paganini dopo, lo portarono al successo di pubblico, tanto che il violino è tuttora considerato la voce principale della musica classica, nonché strumento virtuosistico per definizione.

Com’è fatto il violino

Il violino è uno strumento dalla composizione complessa, la cui precisione nella costruzione è fondamentale per la riuscita di un buon suono. Il violino è composto da diversi elementi, caratterizzati da una costruzione particolare e complicata:

  • cassa di risonanza
    o cassa armonica, è la parte più grande e visibile del violino, quella che dà allo strumento la sua forma classica; si tratta di una scatola cava in legno, la cui lunghezza varia tra i 34,9 cm e i 36,2 cm; a sua volta la cassa di risonanza è formata da:

    • una tavola armonica o piano armonico, solitamente costruita in abete rosso, adeguatamente curvata, in senso convesso; il piano armonico contiene due aperture, le uniche della cassa di risonanza, denominate effe perché ricordano la forma della lettera dell’alfabeto
    • un fondo, solitamente costruito in acero, che può essere unico o costituito da due parti affiancate, anch’esso adeguatamente curvato, in senso convesso
    • alcune fasce curvate collegano la tavola al fondo e sono costituite di legno d’acero; le fasce durante la costruzione del violino vengono prima bagnate nell’acqua e successivamente modellate su ferro caldo
    • il filetto, formato da tre strati di legno, sottolinea esteticamente la curvatura del violino, ma soprattutto serve per attutire la pressione delle corde sul piano armonico
    • la catena, un foglio di legno aderente alla curvatura nella parte interna del piano armonico, che serve a riequilibrare pressione e vibrazioni prodotte dalle corde
    • l’anima, una asticella che collega insieme fondo e piano armonico e che risulta fondamentale per far correre le vibrazioni fino al fondo dello strumento e ottenere così il massimo dell’emissione del suono e dell’equilibrio timbrico
  • manico
    solitamente in acero, attaccato alla parte superiore della cassa di risonanza; il manico termina con la cavigliera o cassetta dei piroli, ornata da una decorazione a forma di ricciolo; la cavigliera serve per attaccare le corde a questa estremità del violino e per tenderle o rilasciarle, e regolare così l’accordatura dello strumento
  • tastiera
    di solito in ebano, è incollata alla parte superiore del manico ed è la parte dove il musicista schiaccerà le corde per intonare le varie note
  • 4 corde
    partono avvolte intorno ai piroli della cavigliera, passano sul capotasto, all’inizio del manico, scorrono sulla tastiera, e finiscono sul ponticello, per poi legarsi a una cordiera, a sua volta agganciata al bottone, il punto più forte dell’altra estremità del violino
  • ponticello
    si tratta di una specie di lama in legno, con due principali funzioni: trasmettere dalle corde alla cassa di risonanza le vibrazioni delle stesse, e mantenere in curvatura le corde, in modo che l’archetto ne tocchi una per volta
  • archetto
    si tratta di un’asta di legno, elastica e curvata, a cui viene attaccato un filo di crine di cavallo, teso tramite un meccanismo a viti; la bacchetta può avere sezione ottagonale o circolare (quest’ultima per gli strumenti di pregio); l’archetto è fondamentale per suonare il violino: senza questo infatti, non si potrebbero fregare le corde e produrre il suono; per ottenere un maggiore attrito tra questo e le corde stesse, i musicisti impiegano una mistura di varie resine, che lasciano sul crine una polvere particolare.

Materiali del violino

L’importanza della scelta dei materiali nella costruzione di un violino, è fondamentale per la resa finale del suono. Ogni tipo di legno infatti, perché nel violino non esistono parti metalliche, escludendo le corde, restituisce una diversa qualità di risonanza: le ricerche e le varie costruzioni che questo strumento ha attraversato nei secoli, dimostrano la voglia di sempre di trovare le combinazioni per un suono perfetto.

In generale comunque si preferiscono legni secolari e stagionati, perché restituiscono un’ottima qualità del suono. Generalmente, per ottenere un buon suono, i materiali delle varie parti devono essere:

  • abete rosso
    resistente ma leggero e anche elastico, caratterizzato da una venatura regolare e assolutamente diritta, utilizzato per costruire la catena, l’anima e il piano armonico; sono considerati ideali a questo scopo gli alberi della foresta di Paneveggio, situata nel Trentino Alto Adige, della foresta del Tarvisiano e della Valcanale, nell’udinese
  • acero
    proveniente dai Balcani, utilizzato soprattutto per manico, fondo, fasce e anche per il ponticello, poiché essendo duro e sordo, favorisce il riflesso del suono più che la sua trasmissione
  • ebano, bosso o palissandro
    sono utilizzati per cordiera, tastiera e piroli
  • fibre sintetiche o budello
    ricoperte di seta e poi di metallo, come alluminio, acciaio oppure anche oro e argento, sono i materiali delle corde per il La, il Re e il Sol; le corde sintetiche danno un suono brillante e intenso, ma si devono sostituire più frequentemente, ogni 2 mesi circa; le corde di budello costano molto di più, ma durano a lungo, circa 6 mesi, e restituiscono un suono caldo
  • corda di Mi
    o “cantino”, la corda più acuta, è un sottile filo di acciaio
  • legno tropicale
    è scelto per la bacchetta
  • crine
    di esemplari equini maschi è utilizzato per completare l’archetto; quello delle femmine non viene utilizzato perché reso più debole dall’urina degli esemplari femminili.

Infine sembra che abbiano un’importanza particolare sul suono risultante, le vernici utilizzate per rivestire il violino: solitamente si utilizzano composti a base di alcool o di olio, e contenenti resine vegetali. I costruttori di violini tuttavia, cercano da tempo le ricette segrete dei maestri liutai del Rinascimento, poiché pare che fossero riusciti ad ottenere l’eccellenza del suono anche grazie alle loro particolari vernici.

Scelta e acquisto del violino

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Una risposta

  1. elisabetta

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