Scarpe da Golf

Golf: uno sport, una passione...una scarpa
Una buca scavata nel terreno ed un giocatore che da un punto
predeterminato deve riuscire ad imbucare la palla colpendola con una
mazza il minor numero possibile di volte. Può sembrare un gioco
semplice, ma lo è solo apparentemente. Per molti è uno sport in
grado di cambiare la vita.
Talvolta considerato un po’ meno di uno sport, (perché erroneamente
si pensa che per effettuarlo sia necessario uno scarso sforzo
fisico) è per chi lo pratica quasi uno stile di vita. Molti
giocatori professionisti sarebbero pronti a giurare che solo mentre
giocano a golf riescono a svuotare davvero la loro mente,
concentrandosi solo sulla prossima mossa ed affrontando le emozioni
con distacco ed autocontrollo.
La forza quasi spirituale del golf risiede proprio nella sua stessa
natura ossia di un gioco fatto di concentrazione, rigore, esercizio
e costanza. Ci si può improvvisare giocatori per una serata con gli
amici, ma esserlo davvero è tutt’altra cosa. Non si tratta neanche
di professionismo o meno, la differenza sta nell’animo con cui si
affronta la partita. C’è chi dice che per modificare caratteri
aggressivi talvolta basti spingerli a praticare sport di
concentrazione come il golf appunto ( o magari gli Scacchi). Ebbene
il golf richiede uno spirito pacato ma tenace, quieto ed energico
allo stesso tempo.
Il golf richiede una fase di concentrazione, in cui il giocatore
deve valutare la propria posizione, ed una fase di attacco, in cui
deve raccogliere le proprie forze e raggrupparle in solo punto per
battere la pallina. Ciò che più di ogni altra cosa è essenziale per
un giocatore, è la motivazione. Cosa lo spinge a giocare? Se la
risposta a questa domanda è un fatto futile, altrettanto inutile
sarà provare a giocare a golf e sperare di avere successo.
Molti professionisti affermano che il golf aiuta ad esprimere le
proprie emozioni, spesso è più facile manifestarle con una buona
giocata piuttosto che con espressioni e parole. C’è chi gioca per la
gloria, chi per il denaro, chi per se stesso, ma l’importante è che
la motivazione sia forte e decisa perché solo così darà la carica
necessaria a vincere.
Persino sociologia e psicologia che possono
sembrare ambiti totalmente distanti dallo sport, sono in realtà
importantissime. Ci si affida spesso ed esperti di tale ambito per
aiutare i golfisti professionisti a concentrarsi al meglio riuscendo
ad orientare la propria mente nella direzione voluta.
Bobby Jones, grande golfista, diceva che "Il vero golf lo si gioca
lungo un percorso di appena 30 centimetri: la distanza che separa...
le vostre orecchie." Ciò significa che è necessario un forte lavoro
su se stessi e ciò non è affatto da sottovalutare, potrebbe
risultare un gioco molto selettivo proprio per questo punto di
vista. Non tutti sono in grado di comprendere la situazione nel suo
complesso e di inquadrare il campo globalmente calibrando
contemporaneamente la forza da impiegare, la scelta del bastone, il
vento e la distanza. La prima forza della quale deve disporre il
giocatore è quella della propria mente, la consapevolezza delle
proprie potenzialità.
Talvolta i soli limiti che ci ostacolano, sono quelli imposti dal
nostro stesso pensiero. Ciò che un bravo coach deve essere in grado
di fare è quello di aiutare l’allievo a liberare la propria mente ed
ha sfruttare le proprie ansie, paure, preoccupazioni, trasformandole
in “energia positiva”. Questo è alla base di tutto il pensiero che
muove il golf, per questo lo si ritiene uno sport capace di
modificare il modo di vivere la vita e le emozioni. È una passione
che una volta impossessatasi di un corpo, non lo libererà mai più e
rimarrà per sempre come un bisogno del quale non si può fare a meno.
La preparazione fisica, intesa nel senso più stretto della parola, è
altresì importante. Il movimento, la giusta alimentazione, sono
sempre fattori in grado di far stare meglio l’organismo e lo
spirito.
A maggior ragione uno sportivo, che sia un golfista o altro, non può
prescindere la propria vita da una buona attività fisica. Il
benessere del corpo è fondamentale perché ovviamente senza di esso
neanche la più determinata delle menti può molto. Lo swing (ossia il
colpire la pallina) necessita di una buona mobilità articolare,
flessioni e specifici esercizi vengono attuati quotidianamente da
ogni giocatore professionista. Per evitare di esagerare con
l’esercizio (procurandosi lesioni o dolori) è sempre meglio, se
inesperti, essere seguiti da personal trainer. Se invece si
conoscono già gli esercizi corretti e la quantità di essi qualche
attrezzo in casa può essere sufficiente.
Origini del Golf
Opinioni contrastanti si avvicendano riguardo alle natali
storiche di questo gioco. Tradizionalmente lo si è ritenuto uno
sport nato in Scozia e poi diffusosi in Inghilterra ma alcuni
storici mettono in discussione tale tesi affermando che alcuni testi
olandesi (risalenti al 1927) già parlano di un gioco chiamato Golf.
È opinione comune che il termine derivi dalle parole inglesi
"Gentlemen Only Ladies Forbidden" (ossia gioco solo per uomini,
interdetto alle donne), ma si tratta di un’illazione assurda ed
assolutamente priva di fondamenti validi.
Ad ogni modo, visto il successo dello sport, Scozia ed Olanda si
contendono aspramente ( a botte di documenti storici) le presunte
origini del gioco. C’è persino chi dice, in risposta agli olandesi
che hanno dalla loro parte diversi reperti documentari, che in
Scozia al tempo non era ancora diffusa l’alfabetizzazione e che
probabilmente per questa ragione nessuno aveva scritto nulla a
riguardo. La controparte olandese afferma invece che gli scozzesi
dispongono di documenti di un periodo posteriore a quelli posseduti
dall’Olanda e che essi vengano nascosti per ragioni di patriottismo.
Altri storici hanno tentato ad affermare che il golf fosse nato 1413
nell’Università di Saint Andrews, ma l’agguerrita Scozia ha scartato
anche tale ipotesi affermando che nel suo territorio il golf
esisteva da un secolo prima!
Ciò che è sicuro è che tra 1300 e 1400 Olanda e Scozia
intrattenevano fitti scambi commerciali e che quindi gli abitanti di
tali nazionalità entravano facilmente in contatto. Proprio per
questa ragione in qualunque dei due posti sia stato ideato il golf
ci mise davvero pochissimo a diffondersi alche sulla sponda opposta.
Una prima stesura delle regole del golf fu ideata dagli studiosi
dell’Honourable Company of Edinburgh Golfers, che ancora oggi si
occupa di aggiornare le regole. Tra 1900 e 1904 il golf entrò a far
parte dei giochi olimpici.
Regole fondamentali del Golf
Il golf, contrariamente alla maggior parte dei giochi con palla,
non necessita di un campo dalle dimensioni prestabilite.
Generalmente forma e dimensioni dello stesso sono affidate al gusto
di chi lo progetta, anche se generalmente contiene 9 o 18 buche. Il
regolamento di gioco può risultare complesso, soprattutto perché
comprende diverse varianti che possono influenzare la giocata
(condizioni ambientali, forma del campo, ecc.).
Per giunta il regolamento viene aggiornato dagli enti preposti con
scadenza quadriennale. Ulteriore aggravante è il fatto che ogni
giocatore è arbitro di se stesso, per cui tutto è affidato alla
propria correttezza. In previsione ad eventuali situazioni che
possono essere sfruttate a proprio vantaggio, possono essere
assegnati degli “Handicap”. Se durante una competizione ufficiale
dovessero verificarsi casi particolari, un giudizio al di sopra
delle parti viene dato da commissioni appositamente istituite. Vi
sono regole che, per sveltire il gioco, prevedono l’inserimento di
palle provvisorie da utilizzare nel caso di smarrimento della
pallina principale.
Per scoraggiare le scorrettezze, sono previste norme che
disciplinano le mazze di gioco. Benché le tecnologie avanzino sempre
più, il regolamento impone precise limitazioni per far sì che taluni
giocatori risultino avvantaggiati particolarmente da strumentazioni
migliori. Il gioco comincia colpendo la pallina (posta sopra ad un
Tee, supporto metallico) da un punto predeterminato. La pallina può
essere colpita una sola volta, e mai se è ancora in movimento. Solo
dopo che essa si sarà posata definitivamente si può procedere a
seconda battuta.
Se finisce fuori campo, in una buca o in acqua, o se viene persa di
vista il giocatore riceve una penalità e dovrà continuare con una
pallina sostitutiva (si agisce diversamente solo in casi
esplicitamente previsti dal regolamento).