Vizio del gioco d'azzardo

Guida per conoscere e combattere il vizio del gioco d'azzardo, con informazioni e consigli utili per uscirne con l'aiuto di terapie psicologiche e specialisti. Dal vizio del gioco di azzardo si può uscire, ma sono necessari aiuto esterno da parte di specialisti e conoscenza del problema.
come combattere il vizio del gioco
Vi invitiamo quindi a leggere questa guida dedicata al vizio del gioco d'azzardo, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

Il vizio del gioco d'azzardo: come smettere?

Giocare insegna fin da piccoli a stare bene con gli altri e a sviluppare la creatività. Ma quando diventa un vizio produce una dipendenza che deve essere curata.

Giocano tutti, piccoli e grandi ma in modo e con finalità diverse; il gioco è molto importante nella vita delle persone perché insegna a vivere meglio e con allegria.
Nel bambino il gioco è l’attività principale e avviene in maniera del tutto spontaneo, frutto di una straordinaria elaborazione immaginativa influenzata dall’ambiente socio famigliare in cui si vive.

I piccoli giocano per apprendere e attraverso questo mezzo crescono.

Nell’adulto invece, è un atto volontario, che ha spesso uno scopo ben preciso e si svolge sotto la guida dell’intelligenza; solitamente nel gioco i grandi esprimono i sentimenti e tendono a dare un fine all’attività.

Si può giocare in mille modi, con la fantasia, le parole, i sentimenti e i soldi; si può usare il gioco per ottenere dei risultati, oppure per sfidare qualcuno e ancora per scaricare lo stress quotidiano, superare i problemi e per ritrovare il bambino che c’è in tutti noi.
Senza rendercene conto si gioca sempre e ognuno ha il suo gioco preferito, ma con motivazioni differenti che dipendono dal carattere, dalle abitudini famigliari, sociali, dall’educazione e dall’autostima che abbiamo di noi.

Ma attenzione: non bisogna mai fidarsi di chi nega il gioco perché nasconde le proprie paure e incapacità a relazionarsi in maniera ironica con il mondo; ma anche di chi lo ama troppo perché corre il rischio di rifugiarsi in un mondo fantastico, perdendo il contatto con la realtà oppure sfida se stesso e gli altri in un turbine compulsivo dove la ragione diventa schiava del vizio, unica realtà nella quale trova il benessere.

Il gioco sano

Giocare bene è fondamentale perché aiuta a sperimentare situazioni nuove, a vivere meglio ed è sinonimo di immaginazione creativa. La fantasia e il gioco hanno anche funzione terapeutica, insegnano a stare bene con gli altri, ad affrontare situazioni nuove, aiutano a compensare le frustrazioni e a difenderci da ansia e insicurezze. Sono un'ottima cura per i disturbi del carattere e le conflittualità.

Il giocatore sano inventa nuovi giochi, si sperimenta in varie situazioni, gioca da solo ma anche in gruppo e l’unico scopo che ha è rilassarsi. Non ha importanza se vince o perde, perché l’importante è distrarsi e trascorrere in maniera piacevole del tempo libero.

Il gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo nasce sulla base della propensione umana che spinge ad associare il gioco al rischio dei propri soldi e beni.Nella storia si sono sviluppate numerose tipologie di giochi a rischio che si associano alla casualità, le cui tracce sono riscontrabili sia nei reperti archeologici sia nei vecchi manoscritti provenienti dalla Cina, Giappone, Grecia ed Egitto.

Anche nell’antica Roma non erano rare le scommesse sui combattimenti dei gladiatori, le cui puntate erano chiamate “munera”.La parola azzardo deriva dal francese “hasard” e dall’arabo “azzahr” che significava dado, uno degli oggetti più vecchi legati alla tradizione ludica (del gioco). Il gioco di azzardo si diffonde poi con la vasta gamma di tipologie di giochi, sempre più legalizzati, così che i giocatori si dividono tra slot machine nei casinò, videogiochi reperibili nei bar e negli esercizi pubblici e lotterie popolari.

Il giocatore d’azzardo solitamente è una persona che usa il gioco come passatempo occasionale o abituale senza mai perdere il controllo e non necessariamente si trasforma in “dipendente”.

Tipologie di giocatori d’azzardo

Sono molte le motivazioni che possono spingere una persona a giocare d’azzardo, tanto che sono state distinte quattro tipologie di giocatori:
Il giocatore sociale che sa governare gli impulsi distruttivi, usa il gioco come attività ricreativa e modalità di socializzazione

Il giocatore problematico usa il gioco per sfuggire ai problemi

Il giocatore patologico a causa di problemi psichici usa il gioco per distruggere inconsciamente se stesso e gli altri

Il giocatore patologico impulsivo/dipendente è mosso da impulsi irrefrenabili nell’attività del gioco.

Un giocatore patologico ha uno stato mentale diverso da quello non patologico perché vive episodi simili alla sbornia, con modificazioni della percezione temporale e stati di estasi ipnotica.

La dipendenza da gioco, caratterizzata dalla perdita di controllo si differenzia dal vizio del gioco che invece può essere controllato e interrotto senza conseguenze negative per la mente ed il fisico.

Fattori di rischio

Sono molti gli studi che hanno cercato di individuare i fattori che predispongono una persona a divenire patologica rispetto ad un’altra. I ricercatori hanno individuato tre aspetti importanti che se messi in relazione gli uni con gli altri possono innescare nelle persone una dipendenza:

 

Quando il gioco diventa "patologico"

Negli ultimi vent’anni, accanto alle problematiche relative all’uso e abuso di sostanze stupefacenti, si è manifestata anche la proliferazione di dipendenze non chimiche, che però con il trascorrere del tempo sono diventate rappresentanti di disturbi psichici moderni. Dal 1980 la letteratura psichiatrica ha riconosciuto la dipendenza da gioco come patologia psichiatrica.

Una persona soffre di questo disturbo se, quando cerca di interrompere il gioco, diventa particolarmente irritabile e irrequieta, se ha bisogno di giocare sempre di più, se incomincia a raccontare bugie in famiglia e agli altri e se arriva a commettere azioni illegali pur di giocare mettendo a rischio anche il proprio lavoro.

Il processo per diventare giocatori patologici è piuttosto lento, pericoloso e costituito da varie fasi.

Inizialmente il gioco è occasionale, un passatempo in compagnia di amici e famigliari e il giocatore vince più spesso delle volte che perde; di solito vince grosse somme così che in lui si instilla l’idea di essere più abile rispetto agli altri. La persona a questo punto inizia a dedicare sempre più tempo e denaro nel gioco e passa alla fase successiva, caratterizzata da un numero superiore di perdite rispetto alle vincite. Il giocatore viene a questo punto spinto da un turbinio, che lo invoglia a scommettere sempre di più nel tentativo di recuperare il denaro perduto; comincia a chiedere prestiti, a indebitarsi e entra in uno stato di disperazione, con conseguente esaurimento emotivo.

Alla fine perde la speranza, si susseguono liti e crisi famigliari, e molto spesso iniziano i guai con la giustizia. Dalla prima all’ultima fase possono trascorrere anche più di dieci anni.

Chi è il giocatore a rischio Vizio?

È possibile capire se si è dei giocatori a rischio di dipendenza perché ci sono determinati fattori che rendono alcune persone più vulnerabili di altre.

Le possibilità di incorrere nella dipendenza aumenta se si è di sesso maschile, con un livello di istruzione basso e se nella famiglia d’origine ci sono altri casi di giocatori dipendenti. Tra le donne invece casalinghe e lavoratrici autonome hanno un rischio maggiore di incorrere nella patologia da gioco rispetto a quelle impegnate in varie attività. Negli ultimi tempi la nascita di video poker, slot machine, bingo e giochi on line hanno aumentato le possibilità di perdere il controllo, perché si tratta di giochi accessibili ovunque.

Si è a rischio se si risponde affermativamente a molte delle seguenti domande:

- se perdi al gioco, ritorni spesso a tentare la fortuna?

- hai affermato di aver vinto dei soldi anche se in realtà avevi perso?

- ritieni di aver avuto problemi con il gioco d’azzardo?

- hai giocato più di quanto ti eri prefissato?

- sei stato criticato per aver giocato d’azzardo?

- ti sei sentito colpevole per aver giocato?

- hai sentito di voler smettere di giocare ma non ce l’hai fatta?

- hai nascosto ricevute di scommesse o biglietti del casinò?

- hai discusso con la tua famiglia per motivi legati al gioco?

- hai chiesto prestiti per giocare?

- hai sottratto tempo al lavoro per andare a giocare?

Sintomi del giocatore d’azzardo "patologico"

Premesso quindi che si tratta di una malattia, le persone affette dal disturbo del gioco d’azzardo patologico presentano una serie di sintomi suddivisibili in:
 

Il giocatore d’azzardo patologico presenta spesso la tendenza ad avere idee suicide e ad associare il gioco ad altre forme di abuso come il ricorrere a droghe e alcol.

Come intervenire nel disturbo da gioco d'azzardo

Oggi le misure di intervento nei confronti di questa forma di dipendenza sono varie. Innanzi tutto si può intervenire con una terapia individuale, spesso ad indirizzo cognitivo-comportamentale. Oppure con una cura farmacologica a base di antidepressivi e stabilizzanti dell’umore, per ridurre le crisi di astinenza. Esistono anche programmi di terapia all’interno di comunità, residenziali e semiresidenziali, che hanno il compito di disintossicare dalla dipendenza.

Tutte le cure da gioco d’azzardo patologico prevedono l’intervento di equipe specializzate composte da medici psichiatri e psicologi che cercano di ristabilire una situazione di normalità. Gli aspetti essenziali della terapia sono rappresentati da colloqui di motivazione al cambiamento e alla gestione della resistenza cercando di rafforzare l’impegno al cambiamento. Sono fondamentali anche i programmi d tutoraggio economico e le consulenze legali, laddove la patologia ha innescato problemi con la legge.

Così come per i gruppi di alcolisti e tossicodipendenti, si stanno diffondendo non solo in America ma anche in Italia i gruppi di giocatori anonimi e i gruppi di sostegno per i famigliari

Tra i giocatori d’azzardo compulsivi anche qualche vip

Il gioco d’azzardo è una malattia da cui nessuno è immune, neppure i personaggi dello spettacolo. Per loro il gioco è un modo di sfidare se stessi, per sentirsi invincibili, ma poi sa bene che questa passione si trasforma in qualcosa di malsano. Il gioco spesso dà ciò che la vita toglie; quando si vivono dei fallimenti nella vita privata e lavorativa il gioco diviene un mezzo per reagire. Solo con il tempo si capisce che il gioco fatto in questa maniera, ti isola dal mondo, facendoti dimenticare le cose semplici ma belle della vita.

Indirizzi utili per chi vuole liberarsi dal vizio del gioco d'azzardo

Puglia
- Associazione Giocatori Anonimi, presso parrocchia San Sabino di Bari, tel. 333 / 6513285

Sardegna
- S.E.R.T. Cagliari, presso ASL 8 Sardegna, Cagliari, tel. 070 / 6096310 oppure  6096322

Toscana
- Il Dipartimento delle Dipendenze di Arezzo, c/o il Ser.T. di Arezzo, Via Fonte
Veneziana 17, 52100 Arezzo, tel. 0575 / 255943 e fax 0575 / 255942
- A.L.E.A (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio), Siena, tel. 0577 / 284416

Trentino Alto Adige
- Siipac (Società italiana di intervento sulle patologie compulsive), Numero verde 800 368300, Vicolo Gumer 12, 39100 Bolzano, tel. 0471 / 300498, Email siipac@email.it

Veneto
- Ser.T. di Mestre, via Calabria 17, 30170 MESTRE (VE), tel. 041 / 5440526 oppure finale 31
- Ser.T. di Castelfranco Veneto, Via Ospedale 18 c/o Ospedale, 31033 CASTELFRANCO VENETO (TV), tel. 0423 / 732736
- La Bussola, piazza Niello 1, 37045 Legnago (VR), tel. 349 / 5826279

Link a siti web utili per smettere con il vizio del gioco di azzardo

Sos azzardo

www.sosazzardo.it

portale dell’Associazione Agita, per il recupero di giocatori d’azzardo. Sono presenti notizie e indicazioni di aiuto.

 

Giocatori anonimi

www.giocatorianonimi.org

portale dell’associazione creata da uomini e donne che hanno messo in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il problema del gioco compulsivo.