Vizio del gioco d'azzardo

Il vizio del gioco d'azzardo: come smettere?
Giocare insegna fin da piccoli a stare bene con gli altri e a
sviluppare la creatività. Ma quando diventa un vizio produce una
dipendenza che deve essere curata.
Giocano tutti, piccoli e grandi ma in modo e con finalità diverse;
il gioco è molto importante nella vita delle persone perché insegna
a vivere meglio e con allegria.
Nel bambino il gioco è l’attività principale e avviene in maniera
del tutto spontaneo, frutto di una straordinaria elaborazione
immaginativa influenzata dall’ambiente socio famigliare in cui si
vive.
I piccoli giocano per apprendere e attraverso questo mezzo crescono.
Nell’adulto invece, è un atto volontario, che ha spesso uno scopo
ben preciso e si svolge sotto la guida dell’intelligenza;
solitamente nel gioco i grandi esprimono i sentimenti e tendono a
dare un fine all’attività.
Si può giocare in mille modi, con la fantasia, le parole, i
sentimenti e i soldi; si può usare il gioco per ottenere dei
risultati, oppure per sfidare qualcuno e ancora per scaricare lo
stress quotidiano, superare i problemi e per ritrovare il bambino
che c’è in tutti noi.
Senza rendercene conto si gioca sempre e ognuno ha il suo gioco
preferito, ma con motivazioni differenti che dipendono dal
carattere, dalle abitudini famigliari, sociali, dall’educazione e
dall’autostima che abbiamo di noi.
Ma attenzione: non bisogna mai fidarsi di chi nega il gioco perché
nasconde le proprie paure e incapacità a relazionarsi in maniera
ironica con il mondo; ma anche di chi lo ama troppo perché corre il
rischio di rifugiarsi in un mondo fantastico, perdendo il contatto
con la realtà oppure sfida se stesso e gli altri in un turbine
compulsivo dove la ragione diventa schiava del vizio, unica realtà
nella quale trova il benessere.
Il gioco sano
Giocare bene è fondamentale perché aiuta a sperimentare situazioni
nuove, a vivere meglio ed è sinonimo di immaginazione creativa. La
fantasia e il gioco hanno anche funzione terapeutica, insegnano a
stare bene con gli altri, ad affrontare situazioni nuove, aiutano a
compensare le frustrazioni e a difenderci da ansia e insicurezze.
Sono un'ottima cura per i disturbi del carattere e le
conflittualità.
Il giocatore sano inventa nuovi giochi, si sperimenta in varie
situazioni, gioca da solo ma anche in gruppo e l’unico scopo che ha
è rilassarsi. Non ha importanza se vince o perde, perché
l’importante è distrarsi e trascorrere in maniera piacevole del
tempo libero.
Il gioco d’azzardo
Il
gioco d’azzardo nasce sulla base della propensione umana che spinge
ad associare il gioco al rischio dei propri soldi e beni.Nella
storia si sono sviluppate numerose tipologie di giochi a rischio che
si associano alla casualità, le cui tracce sono riscontrabili sia
nei reperti archeologici sia nei vecchi manoscritti provenienti
dalla Cina, Giappone, Grecia ed Egitto.
Anche nell’antica Roma non erano rare le scommesse sui combattimenti
dei gladiatori, le cui puntate erano chiamate “munera”.La parola
azzardo deriva dal francese “hasard” e dall’arabo “azzahr” che
significava dado, uno degli oggetti più vecchi legati alla
tradizione ludica (del gioco). Il gioco di azzardo si diffonde poi
con la vasta gamma di tipologie di giochi, sempre più legalizzati,
così che i giocatori si dividono tra slot machine nei casinò,
videogiochi reperibili nei bar e negli esercizi pubblici e lotterie
popolari.
Il giocatore d’azzardo solitamente è una persona che usa il gioco
come passatempo occasionale o abituale senza mai perdere il
controllo e non necessariamente si trasforma in “dipendente”.
Tipologie di giocatori d’azzardo
Sono
molte le motivazioni che possono spingere una persona a giocare
d’azzardo, tanto che sono state distinte quattro tipologie di
giocatori:
Il giocatore sociale che sa governare gli impulsi distruttivi, usa
il gioco come attività ricreativa e modalità di socializzazione
Il giocatore problematico usa il gioco per sfuggire ai
problemi
Il giocatore patologico a causa di problemi psichici usa il
gioco per distruggere inconsciamente se stesso e gli altri
Il giocatore patologico impulsivo/dipendente è mosso da
impulsi irrefrenabili nell’attività del gioco.
Un giocatore patologico ha uno stato mentale diverso da
quello non patologico perché vive episodi simili alla sbornia, con
modificazioni della percezione temporale e stati di estasi ipnotica.
La dipendenza da gioco, caratterizzata dalla perdita di controllo si
differenzia dal vizio del gioco che invece può essere controllato e
interrotto senza conseguenze negative per la mente ed il fisico.
Fattori di rischio
Sono molti gli studi che hanno cercato di individuare i fattori che predispongono una persona a divenire patologica rispetto ad un’altra. I ricercatori hanno individuato tre aspetti importanti che se messi in relazione gli uni con gli altri possono innescare nelle persone una dipendenza:
- aspetti biologici
sembra che i giocatori patologici abbiano un livello di serotonina più basso rispetto alla media
- aspetti ambientali e educativi
persone cresciute in famiglie con particolari problemi economici o con problemi di disoccupazione dove si cercava di racimolare del denaro attraverso il gioco
- aspetti psicologici
spesso si tratta di persone che vogliono dimostrare agli altri e a se stessi di riuscire ad avere un controllo sul fato e sulla casualità
Quando il gioco diventa "patologico"
Negli
ultimi vent’anni, accanto alle problematiche relative all’uso e
abuso di sostanze stupefacenti, si è manifestata anche la
proliferazione di dipendenze non chimiche, che però con il
trascorrere del tempo sono diventate rappresentanti di disturbi
psichici moderni. Dal 1980 la letteratura psichiatrica ha
riconosciuto la dipendenza da gioco come patologia psichiatrica.
Una persona soffre di questo disturbo se, quando cerca di
interrompere il gioco, diventa particolarmente irritabile e
irrequieta, se ha bisogno di giocare sempre di più, se incomincia a
raccontare bugie in famiglia e agli altri e se arriva a commettere
azioni illegali pur di giocare mettendo a rischio anche il proprio
lavoro.
Il processo per diventare giocatori patologici è piuttosto lento,
pericoloso e costituito da varie fasi.
Inizialmente il gioco è occasionale, un passatempo in compagnia di
amici e famigliari e il giocatore vince più spesso delle volte che
perde; di solito vince grosse somme così che in lui si instilla
l’idea di essere più abile rispetto agli altri. La persona a questo
punto inizia a dedicare sempre più tempo e denaro nel gioco e passa
alla fase successiva, caratterizzata da un numero superiore di
perdite rispetto alle vincite. Il giocatore viene a questo punto
spinto da un turbinio, che lo invoglia a scommettere sempre di più
nel tentativo di recuperare il denaro perduto; comincia a chiedere
prestiti, a indebitarsi e entra in uno stato di disperazione, con
conseguente esaurimento emotivo.
Alla fine perde la speranza, si susseguono liti e crisi famigliari,
e molto spesso iniziano i guai con la giustizia. Dalla prima
all’ultima fase possono trascorrere anche più di dieci anni.
Chi è il giocatore a rischio Vizio?
È
possibile capire se si è dei giocatori a rischio di dipendenza
perché ci sono determinati fattori che rendono alcune persone più
vulnerabili di altre.
Le possibilità di incorrere nella dipendenza aumenta se si è di
sesso maschile, con un livello di istruzione basso e se nella
famiglia d’origine ci sono altri casi di giocatori dipendenti. Tra
le donne invece casalinghe e lavoratrici autonome hanno un rischio
maggiore di incorrere nella patologia da gioco rispetto a quelle
impegnate in varie attività. Negli ultimi tempi la nascita di video
poker, slot machine, bingo e giochi on line hanno aumentato le
possibilità di perdere il controllo, perché si tratta di giochi
accessibili ovunque.
Si è a rischio se si risponde affermativamente a molte delle
seguenti domande:
- se perdi al gioco, ritorni spesso a tentare la fortuna?
- hai affermato di aver vinto dei soldi anche se in realtà avevi
perso?
- ritieni di aver avuto problemi con il gioco d’azzardo?
- hai giocato più di quanto ti eri prefissato?
- sei stato criticato per aver giocato d’azzardo?
- ti sei sentito colpevole per aver giocato?
- hai sentito di voler smettere di giocare ma non ce l’hai fatta?
- hai nascosto ricevute di scommesse o biglietti del casinò?
- hai discusso con la tua famiglia per motivi legati al gioco?
- hai chiesto prestiti per giocare?
- hai sottratto tempo al lavoro per andare a giocare?
Sintomi del giocatore d’azzardo "patologico"
Premesso quindi che si tratta di una malattia, le persone affette
dal disturbo del gioco d’azzardo patologico presentano una serie di
sintomi suddivisibili in:
- sintomi fisici
disturbi alimentari, mal di testa, insonnia, ansia, palpitazioni e tremori
- sintomi psichici
ossessione, nervosismo, sensi di colpa, impulsività
- sintomi sociali
isolamento, incapacità a gestire il denaro, liti famigliari, problemi lavorativi
Il giocatore d’azzardo patologico presenta spesso la tendenza ad avere idee suicide e ad associare il gioco ad altre forme di abuso come il ricorrere a droghe e alcol.
Come intervenire nel disturbo da gioco d'azzardo
Oggi
le misure di intervento nei confronti di questa forma di dipendenza
sono varie. Innanzi tutto si può intervenire con una terapia
individuale, spesso ad indirizzo cognitivo-comportamentale. Oppure
con una cura farmacologica a base di antidepressivi e stabilizzanti
dell’umore, per ridurre le crisi di astinenza. Esistono anche
programmi di terapia all’interno di comunità, residenziali e
semiresidenziali, che hanno il compito di disintossicare dalla
dipendenza.
Tutte le cure da gioco d’azzardo patologico prevedono l’intervento
di equipe specializzate composte da medici psichiatri e psicologi
che cercano di ristabilire una situazione di normalità. Gli aspetti
essenziali della terapia sono rappresentati da colloqui di
motivazione al cambiamento e alla gestione della resistenza cercando
di rafforzare l’impegno al cambiamento. Sono fondamentali anche i
programmi d tutoraggio economico e le consulenze legali, laddove la
patologia ha innescato problemi con la legge.
Così come per i gruppi di alcolisti e tossicodipendenti, si stanno
diffondendo non solo in America ma anche in Italia i gruppi di
giocatori anonimi e i gruppi di sostegno per i famigliari
Tra i giocatori d’azzardo compulsivi anche qualche vip
Il gioco d’azzardo è una malattia da cui nessuno è immune, neppure i personaggi dello spettacolo. Per loro il gioco è un modo di sfidare se stessi, per sentirsi invincibili, ma poi sa bene che questa passione si trasforma in qualcosa di malsano. Il gioco spesso dà ciò che la vita toglie; quando si vivono dei fallimenti nella vita privata e lavorativa il gioco diviene un mezzo per reagire. Solo con il tempo si capisce che il gioco fatto in questa maniera, ti isola dal mondo, facendoti dimenticare le cose semplici ma belle della vita.
Indirizzi utili per chi vuole liberarsi dal vizio del gioco d'azzardo
Puglia
- Associazione Giocatori Anonimi, presso parrocchia San Sabino di
Bari, tel. 333 / 6513285
Sardegna
- S.E.R.T. Cagliari, presso ASL 8 Sardegna, Cagliari, tel. 070 /
6096310 oppure 6096322
Toscana
- Il Dipartimento delle Dipendenze di Arezzo, c/o il Ser.T. di
Arezzo, Via Fonte
Veneziana 17, 52100 Arezzo, tel. 0575 / 255943 e fax 0575 / 255942
- A.L.E.A (Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei
comportamenti a rischio), Siena, tel. 0577 / 284416
Trentino Alto Adige
- Siipac (Società italiana di intervento sulle patologie
compulsive), Numero verde 800 368300, Vicolo Gumer 12, 39100
Bolzano, tel. 0471 / 300498, Email siipac@email.it
Veneto
- Ser.T. di Mestre, via Calabria 17, 30170 MESTRE (VE), tel. 041 /
5440526 oppure finale 31
- Ser.T. di Castelfranco Veneto, Via Ospedale 18 c/o Ospedale, 31033
CASTELFRANCO VENETO (TV), tel. 0423 / 732736
- La Bussola, piazza Niello 1, 37045 Legnago (VR), tel. 349 /
5826279
Link a siti web utili per smettere con il vizio del gioco di azzardo
Sos azzardo
portale dell’Associazione Agita, per il recupero di giocatori d’azzardo. Sono presenti notizie e indicazioni di aiuto.
Giocatori anonimi
portale dell’associazione creata da uomini e donne che hanno messo in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il problema del gioco compulsivo.