Steroli vegetali: rischi e benefici sul colesterolo

Gli alimenti addizionati di steroli vegetali sono comparsi in tempi relativamente recenti sul mercato. Questi cibi sono stati sin da subito altamente pubblicizzati, ed il loro target di consumatori è rappresentato da chi soffre di colesterolo alto; gli steroli sono, infatti, sostanze in grado di ridurre l’ipercolesterolemia sanguigna. Al di là degli spot pubblicitari e del ricorso a testimonial famosi, quanto c’è di vero riguardo all’efficacia di questi prodotti? E soprattutto, sono davvero sicuri per la salute? In questa inchiesta sveleremo luci ed ombre degli alimenti arricchiti con steroli vegetali.

 steroli vegetali

Prodotti contenenti steroli vegetali contro il colesterolo

Il termine “steroli” è ormai diventato di uso comune nel campo dell’alimentazione, anche se questi composti chimici sono stati oggetto di grande interesse commerciale solo in tempi relativamente recenti. Gli steroli sono una classe di composti chimici appartenente agli steroidi, la cui molecola “base” è detta sterolo (vedi immagine). Lo sterolo, in termini chimici, è un composto lipidico policiclico, ovvero formato da quattro anelli di carbonio uniti fra loro.

Steroli vegetali

Fu il chimico tedesco Adolf Otto Reinhold Windaus a studiare e comprendere per primo l’importanza ed il funzionamento degli steroli in ambito biochimico; le sue ricerche gli valsero addirittura il premio Nobel per la Chimica nel 1928.

Gli steroli sono naturalmente presenti in tutti gli esseri viventi superiori, ossia in funghi, piante ed animali. Gli steroli delle piante, in particolare, sono detti fitosteroli (come, ad esempio, il sitosterolo,il campesterolo e lo stigmasterolo), mentre quelli prodotti dagli animali sono conosciuti come zoosteroli. Il più famoso di essi altro non è che il noto colesterolo, sostanza che viene additata come nemico della salute e causa di gravi patologie del sistema cardiocircolatorio. In realtà questa molecola è di vitale importanza per il funzionamento cellulare, nonché come precursore di ormoni steroidei e di vitamine liposolubili. Il problema va dunque visto in funzione delle quantità di colesterolo presenti nell’organismo: ai livelli fisiologici è indispensabile, mentre risulta essere dannoso quando presente in eccesso.

I fitosteroli, in natura, si trovano principalmente nella frutta a guscio (pistacchi, nocciole, noci, mandorle), nei semi (di sesamo e girasole) negli oli di origine vegetale (olio di germe di grano, mais, colza), nei cereali (crusca e germe di frumento, grano saraceno), mentre sono presenti in misura minore nella frutta e nella verdura fresche (come, ad esempio, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli ed olive nere) e nei legumi.

La ricerca medica negli ultimi anni ha rivolto una grande attenzione nei confronti dei fitosteroli in rapporto agli effetti benefici sull’organismo, anche se la riduzione del colesterolo sanguigno era già stata descritta negli anni ’50 del secolo scorso. Il problema legato all’utilizzo “industriale” di queste sostanze era rappresentato dalla loro scarsa idrosolubilità, ma durante gli anni ’90 venne messo a punto un procedimento chimico di esterificazione che ne migliorava considerevolmente la solubilità in acqua. Ecco che, dunque, grazie a questi passi avanti nel campo chimico l’industria alimentare poté iniziare con successo ad impiegare gli steroli di origine vegetale come veri e propri supplementi alimentari. Nacquero, dunque, alimenti di uso comune arricchiti di fitosteroli come, ad esempio, yogurt e bevande a base di yogurt, creme spalmabili, latte, condimenti, cibi e bevande a base di soia o frutta, ma anche insaccati e prodotti da forno.

Fitosteroli: funzionamento, effetti benefici ed evidenze scientifiche

I fitosteroli prodotti dalle piante svolgono, a livello intestinale, un’azione di competizione e dunque di contrasto nei confronti dell’assorbimento del colesterolo “cattivo”, o LDL (lipoproteine a bassa densità): ciò significa che queste molecole sono in grado di ridurre la colesterolemia sanguigna. Oltre a competere con l’assorbimento del colesterolo contenuto nei cibi introdotti con l’alimentazione, i fitosteroli svolgono la medesima azione nei confronti di quello prodotto dall’organismo a livello epatico.

Molti sono i test clinici e le ricerche scientifiche che evidenziano questa azione benefica; ne riportiamo uno svoltosi proprio recentemente in Italia, e che rappresenta un caso emblematico. La ricerca, dal titolo “Effects of a phytosterol-enriched dairy product on lipids, sterols and 8-isoprostane in hypercholesterolemic patients: a multicenter Italian study” venne pubblicata nel 2009 sulla rivista Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases. I risultati dei test clinici evidenziarono una significativa riduzione del colesterolo, rispetto ad un gruppo “di controllo” non sottoposto ad alcun trattamento, in soggetti cui venivano somministrati da 1.5 a 2.4 grammi al giorno di fitosteroli. Dopo un periodo di tre settimane, la riduzione del colesterolo LDL era compreso fra il 7 e il 10.5% nei soggetti che assumevano steroli vegetali, e gli studiosi affermano che l’effetto di riduzione potrebbe prolungarsi sino a ben 85 settimane.

I prodotti addizionati di fitosteroli sono, a livello europeo, considerati alimenti funzionali (i cosiddetti “functional foods”) e hanno superato con successo i severi test di sicurezza previsti dall’Unione Europea (Scientific Committee on Food, SCF).

steroli vegetali contro il colesterolo

Fitosteroli: effetti negativi sulla salute

Sembrerebbe tutto perfetto: sostanze naturali dalla dimostrata azione benefica. Eppure, non mancano gli effetti collaterali e le dovute precisazioni relative alle loro modalità di utilizzo.

Dando uno sguardo a cosa accade oltreoceano, negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug Administration, ovvero l’agenzia governativa che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici), ha riconosciuto e dato il via libera da anni all’utilizzo dei fitosteroli come additivi alimentari. Ciononostante sono stati sollevate perplessità sull’uso dei fitosteroli nell’alimentazione umana, per via dei potenziali effetti negativi sulla salute: primo fra tutti il fatto che i fitosteroli possono contrastare l’assorbimento non solo del colesterolo, ma anche di altri importantissimi nutrienti come vitamine liposolubili e carotenoidi.

Le ricerche mediche hanno evidenziato come il consumo di cibi addizionati di fitosteroli, dove queste molecole sono assunte in dosi che vanno da due a tre grammi giornalieri, possono abbassare le concentrazioni sanguigne di diversi importanti ossidanti come il beta-carotene (–25%), l’alfa-carotene (–10%) e la vitamina E (–8%). Proprio per via del minore assorbimento a livello intestinale di questi antiossidanti, i medici raccomandano a chi utilizza prodotti contenenti steroli vegetali di aumentare il consumo giornaliero di frutta e verdura, in modo da poter compensare questi deficit.

A sostegno di questa linea prudenziale si è inoltre schierata l’American Heart Association, organizzazione statunitense senza scopo di lucro impegnata nella prevenzione delle patologie del sistema cardiocircolatorio. Secondo i medici della AHA, i prodotti contenenti fitosteroli aggiunti dovrebbero essere utilizzati esclusivamente da persone cui è stato effettivamente diagnosticato un alto tasso di colesterolo, mentre il consumo di questi alimenti dovrebbe essere tassativamente vietato ai bambini ed alle donne in stato di gravidanza o allattamento. Sempre secondo le raccomandazioni dell’AHA, i pazienti in cura con medicinali che abbassano il colesterolo dovrebbero consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi prodotto contenente fitosteroli.

Chi soffre di ipercolesterolemia, dunque, non si deve affidare al fai-da-te ma rivolgersi ad un medico specialista; e del resto le aziende produttrici, anche per evitare guai, sono le prime a raccomandare al consumatore che:

“…i prodotti XXX sono alimenti, e come tali nonpossono essere sostituiti a un trattamentofarmacologico per la riduzione del colesterolo….”

Un ulteriore aspetto da considerare è che, sebbene i fitosteroli possiedano comprovati effetti positivi, la risposta dell’organismo può essere estremamente variabile. Esattamente come nei confronti di qualsiasi principio attivo, in ogni persona si osserva una maggiore o minore efficacia dello stesso. Per questo, gli steroli vegetali possono essere utili per molti, ma non per tutti allo stesso modo in funzione delle proprie caratteristiche metaboliche e genetiche.

Una ultima considerazione, ma non per questo meno importante, è che non esistono al momento studi scientifici che dimostrino una correlazione significativa fra il consumo dei fitosteroli e la riduzione dell’insorgenza di patologie a livello cardiovascolare.

Aspetti economici e commerciali dei prodotti anti colesterolo

I prodotti contenenti steroli vegetali sono reclamizzati come un toccasana per la salute, in grado di aiutare a ridurre in modo naturale il colesterolo. È vero che i fitosteroli svolgono questa importante azione, ma c’è purtroppo da dire che le aziende produttrici non brillano in trasparenza né in onestà intellettuale.

Ad esempio, sono rarissimi gli studi clinici che comparano una dieta contente prodotti arricchiti di fitosteroli con regimi dietetici nei quali vengano consumati più frutta, verdura, olio di oliva e pesce riducendo al contempo formaggi, insaccati, carni rosse, uova. La comparazione dei due regimi dietetici evidenzia infatti come la riduzione del colesterolo potrebbe già di per sé essere un obiettivo raggiungibile mediante un cambiamento nelle proprie abitudini alimentari. Senza, dunque, dover ricorrere al consumo di cibi specifici e spesso costosi.

A conferma di ciò, le aziende che commercializzano alimenti contenenti fitosteroli sono solerti nel consigliare al consumatore di abbracciare stili di vita più salutari, contemporaneamente all’assunzione dei propri prodotti. Ecco un esempio (azienda produttrice e denominazione commerciale sono stati omessi):

Il consumo di XXX va accompagnato ad una vita sana e una dieta equilibrata (che riduca l’apporto di acidi grassi saturi e che comporti un adeguato apporto di frutta e verdura), in modo da mantenere alti i livelli di carotenoidi e con sane abitudini comportamentali.”

Nel caso di un altro prodotto, i consigli per lo stile di vita da adottare in concomitanza della sua assunzione sono:

“…il consumo giornaliero (…) – all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di frutta e di verdura, e di uno stile di vita sano – riduce il livello di colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e totale…

Già adottando questi comportamenti salutari il colesterolo sanguigno probabilmente si ridurrebbe, rendendo dunque impossibile scindere gli effetti dovuti al miglioramento del proprio stile di vita dai benefici effettivamente apportati dall’assunzione di prodotti arricchiti con fitosteroli.

Secondo le ricerche mediche è sconsigliabile il consumo di più di tre grammi al giorno di steroli vegetali, in quanto non sono stati osservati significativi effetti di riduzione del colesterolo oltre questa soglia. E c’è di più: un consumo eccessivo di steroli vegetali potrebbe causare un aumento dei depositi di queste sostanze nei tessuti vascolari, paradossalmente diventando quindi un fattore di rischio nei confronti delle malattie cardiovascolari. Queste evidenze sono emerse da studi condotti in Scandinavia (Scandinavian Simvastatin Survey Study) e Germania (Saarland University Hospital).

Conclusioni

Le evidenze scientifiche sono numerose ed attendibili: il consumo di steroli vegetali può rappresentare una vera e propria arma in più nella battaglia contro il colesterolo cattivo, principale responsabile di patologie cardiovascolari, infarti ed ictus.

Come sempre accade, purtroppo, quando le grandi aziende mettono mano su queste “scoperte”, è difficile distinguere dove finiscono le buone intenzioni mediche e dove iniziano gli interessi commerciali. Testimonial famosi, pubblicità accattivanti, reclame d’effetto: il consumatore rimane colpito dagli slogan e dai claims, al punto da – talvolta – credere che il consumo di questi alimenti arricchiti possa rappresentare la “bacchetta magica” per eliminare in modo definitivo i propri problemi di salute.

A ben vedere, tuttavia, sono le stesse aziende produttrici che – ovviamente in caratteri piccoli, e con scritte poco appariscenti – “svelano” la strategia più semplice per combattere il colesterolo. Che altro non è che uno stile di vita sano, basato innanzitutto su un ripensamento drastico della propria alimentazione dando spazio a cibi che (guarda caso!) sono naturalmente ricchi proprio di steroli vegetali: oli vegetali, frutta (sia fresca che a guscio), verdura, legumi. Riducendo, al contempo, quegli alimenti che al contrario sono ricchi in colesterolo (uova, carni rosse, formaggi, salumi, insaccati…) e introducendo dell’attività fisica costante e regolare.

La scoperta dell’acqua calda, si direbbe! Eppure sono in molte le persone che non sono disposte a cambiare le proprie abitudini, e preferiscono mantenere i propri stili di vita poco salutari confidando sul fatto che uno yogurt o una crema spalmabile arricchiti di steroli rappresentino la soluzione, semplice e senza sforzo. Naturalmente, per quanto riguarda chi soffre di colesterolo alto, bisogna distinguere fra caso e caso: le persone gravemente afflitte da questa patologia non possono prescindere da un’adeguata terapia farmacologica, e in questo caso anche gli steroli vegetali possono giocare la loro (piccola o grande) parte. Per chi soffre tutto sommato problemi più lievi, invece, prima di rivolgersi alla bottiglietta miracolosa varrebbe la pena di tentare la strada più semplice, ovvero migliorare il proprio stile di vita.

Letture consigliate

Cosa dice l’EFSA (European Food Safety Authority)

  • Steroli vegetali e colesterolo del sangue. Fondatezza scientifica di un’indicazione sulla salute riferita agli steroli vegetali e a riduzione/abbassamento del colesterolo nel sangue e riduzione del rischio di cardiopatia (coronarica) ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (CE) n. 1924/2006” http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/781.htm
  • Le indicazioni sulla salute riferite ai fitosteroli in merito alla riduzione del colesterolo nel sangue possono ora essere giudicate in base alla nuova consulenza scientifica dell’EFSA http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/nda090731.htm


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