Sistema immunitario

Il nostro sistema immunitario è la maggiore difesa del proprio corpo contro gli attacchi di agenti patogeni esterni che potrebbero farci ammalare. Continuate a leggere questa guida per scoprire come mantenere il vostro sistema immunitario in perfetta salute, ma anche come rafforzarlo e come accorgersi quando le proprie naturali difese si abbassano e quindi correre ai ripari con adeguati interventi correttivi.

potenziare il sistema immunitario

Il sistema immunitario tra scienza a natura

All’approssimarsi dell’inverno e maggiormente durante la stagione fredda cresce in maniera vertiginosa la paura di incappare nei così detti malanni di stagione. Oggi c’è un interesse maggiore da parte di persone lontane dall’ambito sanitario per l’immunologia, per il ruolo centrale svolto dal sistema immunitario. E’ curioso ricordare come questa specializzazione medica sia molto recente. Essa risale agli inizi degli anni Sessanta quando si verificò una sorta di rivoluzione che ha dato centralità a questa materia che prima di allora aveva una posizione marginale nella medicina e che era vista semplicemente come la scienza dei vaccini.

La stato in cui versava questa specializzazione lo si può evincere dal dato che ci mostra come appena verso la fine degli anni Ottanta l’immunologia è stata inserita come materia obbligatoria di studio nella facoltà di medicina in Italia. Al giorno d’oggi è pacifico che l’immunologia venga vista non più come un’oscura materia specialistica, ma come un elemento base della medicina stessa.

I fondamenti e la storia dell’immunologia

L’immunologia si occupa del sistema immunitario e di come questo agisca in presenza di infezioni; essa si interessa all’aspetto fisiologico del sistema immunitario sia durante la malattia che in situazione di salute e del malfunzionamento del sistema stesso, come nel caso di malattie autoimmuni o di deficit immunitari. L’immunologia prende effettivamente le mosse alla fine del ‘700 con il medico inglese Edward Jenner che creò in occidente il primo vaccino per scongiurare il vaiolo.

Da tempo, in Cina, Africa e nelle campagne inglesi, si era diffusa la pratica di inoculare croste di vaiolo; su questa tendenza si colloca la perspicacia del dott. Jenner di constatare che il vaiolo umano aveva meno incidenza nelle campagne dove si registrava il vaiolo bovino. Da qui derivò la sua intuizione di inoculare croste di vaiolo vaccino e da questa scoperta derivò anche il nome che oggi usiamo per questo strumento di profilassi.

Anche se questa scoperta fu di capitale importanza, essa venne ignorata dalla ricerca medica, che non si curò di capire il meccanismo di funzionamento del vaccino. Un secolo dopo, invece, la ricerca si concentrò su questa scoperta e così si sancì l’istituzione dell’immunologia come scienza. Negli anni Ottanta dell’800 diversi scienziati, spesso in polemica tra di loro, si cimentarono nel capire cosa si verificasse durante una malattia infettiva.

Louis Pasteur, francese, e Robert Kock, tedesco, scoprono l’esistenza dei microbi e di come questi siano legati all’insorgere di malattie; da questa scoperta deriva l’esigenza della scienza di isolare i diversi ceppi di microrganismi per isolare quelli pericolosi per l’uomo. Fu proprio Pasteur che diede fondamento scientifico alle scoperte di Jenner, infatti egli individuò l’agente patogeno responsabile del colera dei polli, poi evidenziò come l’inoculazione di un ceppo meno aggressivo proteggeva i polli da un successivo contagio con un ceppo più virulento. Con questa scoperta si inaugura la strada della profilassi vaccinale.

Qualche anno dopo questa importante scoperta, il russo Ilia Metchnikoff “scoprì” i macrofagi, ossia particolari globuli bianchi in grado di fagocitare sia batteri che altri elementi estranei all’organismo. Questi scienziati furono solo la fase prodromica di una stagione di scoperte che ebbe inizio alla fine degli anni Ottanta dell’800 con Emili Roux, un collaboratore di Pasteur, che fu in grado di identificare nel siero di persone colpite dalla difterite le tossine responsabili della stessa.

Questa scoperta permise a E. von Behting di scoprire gli anticorpi, ossia delle particolari sostanze presenti nel sangue degli animali ammalati di difterite e di tetano che potevano avere un’azione sulla malattia fino a bloccarla nel caso in cui fossero somministrate nella fase iniziale della malattia.

Da questo momento fino agli anni Cinquanta del Novecento l’immunologia è sinonimo di sierologia e per questa ragione è dominio della chimica, dunque lontana dalla medicina. Si studia la reazione tra l’antigene e l’anticorpo come base della risposta immunitaria, cioè come si potrebbe spiegare che per ogni antigene si produce un anticorpo specifico.

Si farà un passo in avanti in questa direzione nel 1955 grazie al danese Niels Kaj Jerne che propose un ribaltamento copernicano, ossia spostare l’attenzione sull’anticorpo anzichè sull’antigene e formulò l’ipotesi che esistessero, a prescindere dalle malattie, degli anticorpi che venivano poi selezionati dall’antigene.

Il passo successivo si fece qualche anno dopo grazie agli studi dell’australiano Frank MacFarlane Burnet che spostò l’attenzione sulle cellule che producono gli anticorpi. Egli arriva a scoprire come il sistema immunitario sia dotato di memoria: quando un antigene si lega al recettore di una cellula produttrice di anticorpi (ognuna è “specializzata” in un solo tipo) questa si divide e produce altre cellule con altri recettori per altrettanti antigeni dello stesso tipo. Da questo momento si ha il quadro generale del sistema immunitario da cui si svilupperanno le successive scoperte.

Lo stesso Jerne scoprì come non c’è solo una relazione tra anticorpo e antigene, ma anche una tra anticorpi, cioè gli anticorpi possono essere tra di loro anche degli antigeni.

Più sottilmente Jerne paragona il sistema immunitario al sistema nervoso perché anch’esso è una rete, è dotato di memoria e le sue cellule ricevono segnali eccitatori o inibitori. Questa similitudine trova il suo corrispettivo in un effettivo scambio che avviene tra questi due sistemi grazie a delle sostanze che i due hanno in comune e questo è il presupposto per la nascita della psiconeuroimmunologia, che appunto studia la relazione che intercorre tra il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario.

E’ esperienza di tutti verificare un aumento delle infezioni contratte quando si vive un periodo di stress, quando si è afflitti o quando si vive un periodo poco sereno.

Il sistema immunitario dell’uomo visto da vicino

Il sistema immunitario è simile ad una rete di cellule e sostanze diffusa in tutto l’organismo, questo implica che non è possibile separare la singola cellula dal suo contesto e che è sempre in movimento con il sangue, la linfa. Questa rete ha come elementi strategici la pelle, le mucose e il sistema linfatico. La pelle è la prima barriera che separa l’esterno dall’interno proteggendo quest’ultimo da elementi potenzialmente nocivi cioè gli antigeni. Le mucose ricoprono le cavità interne del corpo, come bocca, tonsille, adenoidi, stomaco, ecc.

Il sistema immunitario ad esse associato riguarda quindi numerosi organi e elementi del corpo. Il sistema linfatico è preposto al raccoglimento della linfa attraverso una fitta rete di vasi che attraversano tutto il corpo, anche il cervello (in questo caso le mucose che lo rivestono sono dette meningi e la linfa è propriamente detta liquido cerebro spinale) che, al pari di qualsiasi altro organo o regione del corpo, può subire un processo infiammatorio, come nel caso delle malattie neurodegenerative, come la Sclerosi Multipla.

Si evince come il sistema immunitario è un qualcosa che ingloba tutto il corpo

Questo sistema di sentinelle agisce sia verso le “minacce” esterne che verso quelle interne; è pacifico che una forte situazione di stress o problemi dell’umore, ad esempio la depressione, inducono una modificazione del sistema immunitario. Un’interrelazione simile si verifica tra l’intestino (che è una delle prime barriere contro sostanze potenzialmente tossiche ingerite insieme ai cibi e alle bevande) e il sistema nervoso, non ha caso l’intestino è anche chiamato “secondo cervello” e ad oggi alcune ricerche hanno dimostrato come esso sia avvolto da cellule neurali, dunque è realmente un distretto cerebrale distaccato, perciò qualsiasi sintomo di sofferenza all’intestino si riverbera a livello cerebrale e viceversa.

I punti deboli del sistema immunitraio: possibili ingressi per virus e batteri

Il sistema immunitario è continuamente sollecitato e quando specifiche sostanze reattive, gli antigeni, entrano a contatto con la pelle, con le mucose e con il sangue attraverso principalmente bocca e naso (cioè attraverso le due soglie preposte a due funzioni essenziali cioè nutrirsi e respirare), le cellule immunitarie dei rispettivi distretti (tonsille e adenoidi per quelle inalate e l’epitelio dell’intestino e il tessuto linfoide presente quasi ovunque nell’intestino per quelle ingerite) si attiva una risposta immunitaria che ha come sede il midollo spinale, che produce continuamente cellule immunitarie, tra cui i linfociti che muovendosi nel flusso linfatico e sanguigno fanno una sorta di pattugliamento dell’organismo. Questi sono considerati i baluardi immunitari principali; poi ci sono pure i così detti organi linfoidi secondari cioè linfonodi e milza.

Manovre di difesa del sistema immunitario

La risposta difensiva base del sistema immunitario è l’infiammazione. Ma ad oggi si sa che i differenti tipi di risposta immunitaria sono determinati dal tipo di stimolo, ad esempio virus, batterio, tossina ecc., ma anche dal luogo dove l’elemento patogeno si presenta. In ogni caso è centrale l’intensità della risposta immunitaria, mentre la tipologia di stimolo che la scatena lo è meno.

Da tempo si conoscono gli effetti allergizzanti dell’aria inquinata sulle vie respiratorie. A questa consapevolezza alcuni studi hanno aggiunto il problema del potere disturbante dei pesticidi sul sistema immunitario; queste sostanze ritenute tossiche lo sono anche nel senso di essere strumenti che possono stimolare o deprimere il sistema immunitario, insomma di squilibrarlo, questo sempre alla luce delle ripercussioni dell’efficienza intestinale. Le problematiche che questi componenti tossici possono scatenare sono allergie, malattie autoimmuni e malattie da immunodepressione.

Come rafforzare le difese del sistema immunitario.

Il senso comune vuole che un organismo ben nutrito sia forte e resistente agli attacchi delle malattie e in effetti è così, a patto di non pensare che sovralimentarsi sia la via per la salute, Questa tendenza a vedere nel chilo in più uno scudo più efficace contro agenti infettivi è erroneo e proviene da un retaggio culturale legato a una cultura della fame che per secoli ha caratterizzato l’esistenza dell’uomo. Oggi con una vita molto più sedentaria, con delle condizioni di vita migliori è valida l’idea che un certo rigore sia più funzionale a preservare l’efficienza dell’organismo e del sistema immunitario.

Il sovrappeso e l’obesità interferiscono con l’equilibrio del sistema immunitario perché ne rendono le cellule meno reattive. Anche ripetuti e continui pasti ipercalorici provocano un surplus di grassi e colesterolo che “intasano” le vie linfatiche ostacolando il “pattugliamento” dei linfociti. Dunque restrizione calorica come difesa contro un indebolimento del sistema immunitario e l’insorgere di malattie autoimmuni.

Gli zuccheri semplici infastidiscono il sistema immunitario; quantità non esagerate, circa 75 grammi al giorno, impediscono alle cellule immunitarie di assorbire la vitamina C. Dunque sarebbe opportuno limitare l’apporto di glucosio, saccarosio e fruttosio. Lo stesso discorso vale per le proteine; una moderata riduzione del consumo proteico aumenterebbe la risposta immunitaria, ovviamente si ottiene un effetto depressivo sul sistema immunitario se si segue una dieta completamente priva di proteine.

I grassi vengono sempre più demonizzati a causa dell’insorgere delle malattie cardiovascolari a cui sono collegati, ma poiché i grassi non sono tutti uguali, è salutare limitare il consumo di colesterolo e trigliceridi, mentre è utile aumentare il consumo dei grassi polinsaturi, comunemente conosciuti come omega6 e omega 3, i quali rivestono tutte le cellule del corpo e quindi sono essenziali per il loro funzionamento e per quello del sistema immunitario. Questi grassi si trovano nell’olio di fegato di merluzzo, nel pesce azzurro, nella frutta secca in guscio.

Le vitamine sono importanti per il funzionamento del nostro corpo e in particolare la vitamina A, la vitamina B12, la vitamina C e la vitamina E rivestono un ruolo importante nel coadiuvare il sistema immunitario.

La vitamina A è fondamentale per la salute delle mucose. Si è visto che una sua carenza determina una facilità a contrarre infezioni, soprattutto virali, perché si indebolisce la parte più estesa del sistema immunitario che è rivestita da mucose.

La vitamina B12 appartiene all’importante complesso vitaminico B le cui carenze riguardano distretti importanti, come quelli cerebrale e immunitario. In particolar modo degli studi hanno evidenziato come la vitamina B12 abbia un ruolo nella regolazione del sistema immunitario. Per avere un apporto sufficiente di questa vitamina bisogna mangiare cibi quali il fegato degli animali, i carotenoidi, il latte, le uova, la frutta e la verdura gialle e la verdura verde scuro.

La vitamina C è sicuramente quella più conosciuta come antiossidante e come presidio contro le infezioni, specialmente il raffreddore, infatti se ne consiglia il consumo proprio per prevenirlo e per attutirne i sintomi.

Infine la vitamina E svolge una forte azione immunostimolante oltre che antiossidante. Studi hanno evidenziato come essa sia usata dai polmoni per difenderli in presenza di sostanze inquinanti, dunque utile per chi vive in luoghi ricchi di smog.

I minerali sono anch’essi coinvolti nel funzionamento del sistema immunitario, soprattutto due di essi, selenio e zinco.

Il selenio svolge una funzione antinfiammatoria e antiossidante e serve ad incrementare la risposta anticorporale.

Lo zinco invece è ambivalente, cioè la sua funzione può essere positiva o negativa in base alla quantità. Se lo zinco è presente in quantità di poco al di là della norma, si ottiene un effetto immunostimolante, se invece è esageratamente alto il quantitativo nel corpo, questi ha un effetto opposto.

Il potere delle piante nel rafforzare il sistema immunitario

Da sempre l’uomo, ma anche gli animali, si sono curati con le piante, sono ricorsi alla fitoterapia sfruttando i principi attivi delle diverse piante. Sintomatico è il caso dell’acido acetilsalicilico (aspirina) che è presente in diverse piante come la corteccia di salice e di pioppo.  Oggi c’è un crescente interesse per la medicina “dolce” e anche la ricerca scientifica ha condotto studi sugli effetti delle piante, anche se questi studi sono complicati dalla presenza di più sostanze attive in ogni fitocomplesso, quindi a volte è difficile individuarne tutte le funzioni terapeutiche.

Alla luce di questa precisazione, ai fini del rafforzamento del sistema immunitario, le piante più indicate e sicure sono l’astragalo, l’echinacea, eleuterococco e la propoli.

L’astragalo è importantissimo nella medicina tradizionale cinese dove la sua radice viene usata per rafforzare l’energia degli organi deputati alla difesa immunitaria (polmone e milza).

Le proprietà immunostimolanti di questa pianta sono state studiate anche in Occidente e si può affermare che essa è utile per contrastare le infezioni virali, ma anche gli effetti tossici della che mioterapia sul sistema immunitario, infatti essa contrasta la diminuzione di globuli bianchi.

L’echinacea è da sempre stata usata dagli Indiani d’America per curare le malattie delle vie respiratorie e come cicatrizzante sulle ferite. Molto usata è in Germania. Esistono tre varietà, l’echinacea purpurea, quella angustifolia e quella pallida, tutte e tre con funzione immunostimolante, sia per i batteri che per i virus, inoltre si sono dimostrate benefiche per i comuni problemi respiratori, e sono pure utili in una visione preventiva di rinforzo del sistema immunitario stesso.

L’eleuterococco è anche detto ginseng siberiano, non a caso nell’ex unione sovietica è molto utilizzato. Esso aumenta l’attività dei linfociti e dunque rende più efficiente la risposta immunitaria. Anche questa è una pianta sicura, che però in rari casi, dopo un uso prolungato, può far insorgere insonnia e irritabilità.

Infine c’è la propoli, che è una sostanza elaborata dalle api che la usano come barriera per impedire l’ingresso nell’alveare a soggetti indesiderati. Molti studi hanno rilevato una forte azione antivirale e antibatterica efficace nell’arrestare la proliferazione dei virus del raffreddore e dell’influenza, ma anche su altri gruppi di batteri, come la salmonella, inoltre ha una spiccata azione antinfiammatoria. Anche questa è una sostanza sicura, che viene prescritta pure ai bambini perché priva di effetti collaterali, anche se si può esserne allergici.

Altre piante attive sul sistema immunitario sul versante delle patologie autoimmuni o allergiche sono la boswellia serrata, l’ortica e l’uncaria.

La boswellia è una resina che è raccolta dall’albero dell’incenso, è un elemento importante della medicina ayurvedica ed è molto usata in India. Essa ha delle sostanze in grado di bloccare la risposta infiammatoria di allergie come l’asma e di infiammazioni croniche. Inoltre non ha effetti collaterali, come gli antinfiammatori classici che possono provocare gastrite o nei casi peggiori ulcera. Alcuni studi ne hanno sancito l’efficacia anche per l’artrite reumatoide.

L’ortica è una pianta presente da sempre nelle tradizioni mediche di tutto il mondo come depurativo, diuretico e antinfiammatorio. Le sue foglie sono ricche di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie. Inoltre alcuni studi ne hanno esaltato l’efficacia nell’artrite reumatoide.

L’uncaria cresce nella foresta amazzonica ed è propria della medicina del Perù dove si usava come antinfiammatorio e antireumatico. Oggi, molti studi hanno confermato la capacità della corteccia di avere un doppio effetto, cioè di essere sia immunostimolante che antinfiammatoria.

Infine anche una spezia come la curcuma può essere d’aiuto. La radice di questa pianta, che serve per preparare il curry, ha un’azione antinfiammatoria e antidolorifica, infatti degli studi ne hanno evidenziato l’utilità in malattie infiammatorie come le artriti o dove ci sono problemi di fluidità del sangue. E’ sconsigliata in persone con ulcera peptica e con tendenze emorragiche.

Basta una “mossa” per potenziare il sistema immunitario

Diverse ricerche hanno correlato una moderata e costante attività fisica con una valida stimolazione del sistema immunitario, al punto che una persona attiva, rispetto ad una sedentaria, ha macrofagi e linfociti migliori. Ovviamente strafare non serve, anzi è controproducente, perchè si è notata una depressione delle difese immunitarie in caso di sovrallenamento. Il movimento deve essere costante, moderato e aerobico per essere benefico.

L’importanza del relax per il sistema immunitario

Studi scientifici hanno dimostrato come una buona capacità di gestione dello stress attraverso la meditazione o altre discipline orientali volte a calmare la mente e a infondere uno stato benessere, generano un riflesso positivo sul sistema immunitario e sulla salute.

L’importanza del sonno per il sistema immunitario

Oggi è un dato clinico certo che la privazione di sonno, anche in modesta quantità, indebolisce il sistema immunitario, rendendolo meno efficiente, perchè genera uno squilibrio degli ormoni deputati alla regolazione dello stress.

In sintesi: cosa fare per mantenere efficace e potenziare il sistema immunitario

Per avere un sistema immunitario efficiente è bene mangiare sano e con moderazione, fare una costante attività fisica aerobica, cercare di ridurre e gestire lo stress e dormire un numero di ore sufficienti per notte. A questo stile di vita salubre, si possono affiancare determinati tipi di alimenti che sono ricchi di quelle sostanze che naturalmente aiutano a regolare gli equilibri del nostro corpo, quindi mangiare in maniera più consapevole, evitando cibi ricchi di pesticidi, o cibi “poveri”, cioè molto lavorati e raffinati e dunque privati del loro importante corredo di minerali e vitamine che sono importantissime per l’equilibrio del sistema immunitario. Infine, se si vuole un aiuto in più, vale la pena usare queste sostanze naturali che sono sicuramente più innocue rispetto ai farmaci di sintesi.

Su tutto vige la regola di una bella risata; si sa, l’allegria aumenta le endorfine che coadiuvano il nostro corpo a sconfiggere meglio gli attacchi esterni, di qualsiasi natura essi siano.

Link a siti web utili per approfondire la tematica della difesa e potenziamento del sistema immunitario

Scienza Vegetariana
www.scienzavegetariana.it
Sito che parla di nutrizione vegetariana

Anagen
www.anagen.net
Sito che offre un’ampia panoramica sui vari componenti nutrizionali e sulle fonti migliori dove reperirli per soddisfare il fabbisogno quotidiano attraverso l’alimentazione

Dica 33
www.dica33.it
Sito generalista che parla ad ampio raggio di salute e affronta le diverse specializzazioni mediche, tra le quali l’immunologia

L’erboristeria
www.lerboristeria.com
Sito con un erbario molto articolato con delle spiegazioni efficaci su rischi e benefici di numerose piante

Meditare
www.meditare.it
Sito dedicato alla meditazione, per impararne i presupposti, i rudimenti e per scoprire tante strategie anti-stress



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Questo articolo ha 3 commenti

  • alfonso scrive:

    tutto molto interessante quello che ho letto sul sistema immunitario,ma o un dubbio,chi a il problema del autoimmunita’guarira’?il sistema immunitario puo liberarsi da questo problema?grazie

  • Patricia scrive:

    Ciao Nando,
    mi chiamo Patricia, non sono un medico o un terapeuta di alcun tipo, ma mi piace interessarmi dell’essere umano, e di come la psiche e lo stile di vita influenzi la nostra esistenza. Per farti un esempio che non posso però dimostrare scientificamente, per lungo tempo mi si formavano piaghe sulla zona esterna delle mie orecchie anche dopo che si cicatrizzavano si riformavano all’improvviso…ho capito che tale fenomeno era dovuto all’ambiente in cui vivevo e alle cose che mi toccava ascoltare anche contro voglia e soprattutto non condividendole…mi bucavano letteralmente la pelle delle mie orecchie…e allora mi vien da pensare non sarà che questa piaga che non si rimargina nella tua bocca sia dovuta a quello che per ragioni più svariate che certamente sai solo tu dici o sei costretto a dire…sarebbe interessante fare questo tipo di riflessione e provare per un pò a verificare se il tuo problema migliora magari cambiando qualcosa nel tuo linguaggio…lo dico con molta delicatezza solo per invitarti a riflettere…magari non ha alcun senso quello che ho detto…apprezza il solo interessamento…le piaghe di qualunque tipo fanno soffrire…buona guarigione…Patricia

  • nando scrive:

    Ottimo articolo. interessantissimi i suggerimenti ed i consigli sulle piante officinali.
    Sto impazzendo per un afta da stress che da un anno mi sta devastando la bocca con dolori lancinanti. Al momento, vitamine, antinfiammatori,antibiotici,spruzzi, gel,ecc. non hanno migliorato la mia patologia.
    E’ gradito un aiuto. grazie

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