Pillole per dimagrire

L’industria dietetica è senza dubbio un business che, nonostante i tempi di crisi, non subisce flessioni. Le vendite sono in costante aumento, poiché la “materia prima” non manca mai: le popolazioni occidentali sono sempre più affette da sovrappeso ed obesità, ed alla ricerca di metodi veloci, efficaci e soprattutto senza sforzo che permettano di dimagrire. Le pillole “che si gonfiano” appartengono al campionario di metodi dimagranti tanto in voga: ma come agiscono? Funzionano davvero? E gli effetti collaterali? Scopriamolo in questa guida.

pillole per dimagrire

Pillole per dimagrire: cosa sono?

In commercio sono disponibili decine e decine di prodotti che, secondo i claims pubblicitari, consentono un dimagrimento veloce e senza sforzo. (Certo, naturalmente a nessuno verrebbe in mente di pubblicizzare metodi di dimagrimento che costano sforzo ed impegno, ed un serio ripensamento sul proprio stile di vita – inteso come alimentazione quotidiana ed attività fisica adeguata. Eppure sono proprio questi che funzionano, anche se il loro appeal è decisamente minore…).

Eccoci, dunque, di fronte a una grandissima varietà di prodotti in pillole che permettono di perdere peso. Verrebbe quasi da dire “pillole magiche”, se si bada ai termini con le quali vengono pubblicizzate: basta assumerle prima dei pasti – et voilà – si dimagrisce.

Ma come? La formulazione di questi prodotti si basa su un semplice principio fisico: le pillole in questione contengono sostanze estremamente affini all’acqua, delle vere e proprie “spugne” che, una volta ingerite, aumentano enormemente il proprio volume. Ne esistono in commercio molti tipi; una classica descrizione (omettendo il nome del farmaco) può essere:

“…una gomma naturale microcristallizzata incorporata in una capsula che, una volta ingerita, si auto-rigonfia e la sua espansione riempie parzialmente lo stomaco, aiutando a ridurre lo stimolodella fame favorendo un’efficace riduzione del peso corporeo…”

Queste particolari sostanze in grado di gonfiarsi in maniera esponenziale sono anche conosciute con il termine inglese “bulking agents”, e possono essere sia di origine naturale che artificiale. Fra le sostanze naturali troviamo ad esempio amido e cellulosa, polisaccaridi che attirano molecole di acqua aumentando di volume; fra i bulking agents artificiali i più utilizzati dall’industria (pseudo)farmaceutica sono probabilmente il chitosano (ottenuto dalla deacetilazione della chitina, elemento strutturale dell’esoscheletro dei crostacei) ed il glucomannano (estratto dal tubero della pianta di origine asiatica Amorphophallus konjac).

Assumendo queste sostanze prima dei pasti, con una adeguata dose di liquidi, si verifica un effetto di vero e proprio “riempimento” dello stomaco, poiché questi polisaccaridi si rigonfiano di acqua. Di conseguenza lo stimolo della fame si attenua, perché lo stomaco invia al cervello un segnale che sostanzialmente dice “sono pieno”. Secondo quanto ipotizzato, chi ha assunto queste pillole mangia di meno, di conseguenza assume meno calorie e dimagrisce.

È bene ricordare che nelle diete è sempre sconsigliato il fai da te, soprattutto se basato su informazioni reperite qua e là su internet oppure ‘per sentito dire’. Chi è realmente intenzionato a perdere peso (in modo sano e definitivo, sottointeso) deve rivolgersi ad un nutrizionista o ad un dietologo, evitando di dare ascolto ai sedicenti “esperti” o ai claims pubblicitari.

Controindicazioni ed effetti collaterali delle pillole per dimagrire

Da un punto di vista strettamente medico, le sostanze contenute in queste pillole non presentano interazioni con l’organismo: pertanto, non è corretto parlare di farmaci, bensì di “dispositivi medici”.

Come tutti i prodotti, anche queste pastiglie hanno le loro controindicazioni. Assolutamente da evitare la somministrazione ai bambini di età inferiore ai tre anni, anche se molti medici consigliano di assumere questi prodotti solo dopo il raggiungimento dei dodici anni o, addirittura, della maggiore età. L’assunzione di questi prodotti è anche da evitare da parte di soggetti che soffrono di problemi renali o sono a rischio di calcoli, oppure ancora che presentano (parole testuali) “…un indice di massa corporea inferiore a 18.5”. Questo valore non è altro che è il limite inferiore di B.M.I. (Body Mass Index, o Indice di Massa Corporea) delle persone normopeso. (“Bella scoperta!”, verrebbe da dire. Chi ha un peso normale non dovrebbe assumere prodotti dimagranti).

Il consiglio di un medico dovrebbe essere preso in considerazione in particolari casi dove il soggetto, ad esempio:

  • sia già in cura per l’obesità;
  • sia affetto da grave sovrappeso;
  • stia assumendo farmaci con azione a livello dell’apparato gastrointestinale;
  • soffra di accertate malattie gastrointestinali;
  • sia in stato di gravidanza od allattamento;
  • abbia più di 65 anni.

È bene ricordare che i principi attivi contenuti in queste pillole possono interferire con l’assorbimento di eventuali farmaci: per questo, a scopo precauzionale, qualsiasi medicinale dovrebbe essere assunto a distanza di almeno tre ore dal trattamento dimagrante. Questo vale soprattutto per i medicinali usati per il trattamento di malattie cardiache, epilessia, diabete ed i contraccettivi orali (pillola).

Esistono poi dei veri e propri effetti collaterali che, pur non manifestandosi frequentemente, è bene conoscere. Alcuni studi clinici hanno infatti evidenziato effetti indesiderati come:

  • sensazione di pesantezza di stomaco;
  • gonfiore e tensione a livello gastrico;
  • tensione e rigonfiamento addominale;
  • diarrea;
  • crampi addominali, meteorismo, flatulenze;
  • stipsi.

Si tratta di effetti indesiderati di natura transitoria, che tendono comunque a scomparire in breve tempo dopo l’interruzione dell’assunzione del prodotto.

Funziona proprio così?

Sulla carta, l’effetto di queste pillole “che si gonfiano” è chiaro e così pure i potenziali risvolti positivi sul dimagrimento corporeo. Meno calorie si assumono, più facile è dimagrire perdendo il peso in eccesso.

Ma cosa succede quando si mangia non in conseguenza allo stimolo fisiologico dell’appetito, ma per…pura golosità? È facile intuire che non ci sono pillole che tengano: chi è goloso mangia anche se non ha appetito (altrimenti, non si chiamerebbe golosità!). E, di conseguenza, assumere questo genere di pillole non comporta alcun vantaggio, se non dal punto di vista psicologico, facendo sentire queste persone a posto con la coscienza. Proprio per questo sottile ragionamento si rischia di incorrere in un errore ancora più grande: non solo assumere pastiglie nella speranza che si possa miracolisticamente perdere peso “da sé”, senza fare assolutamente nulla, ma anche peccare di un eccesso di confidenza e mangiare anche più di quanto si dovrebbe. “Prendo la pillola = posso mangiare quanto voglio” è, purtroppo, un ragionamento errato nel quale è facile cadere.

Abbiamo visto come anche le fibre contenute in frutta e verdura (amidi, cellulose, fibre) agiscono come “spugne”, richiamando acqua e gonfiandosi. È anche questo uno dei motivi per i quali i nutrizionisti raccomandano di consumare frutta e verdura prima dei pasti: in questo modo, lo stomaco si gonfia aumentando la sensazione di sazietà. Nulla di nuovo, dunque: le pillole delle quali stiamo parlando non hanno “inventato” chissà cosa, sono semplicemente più ricche in fibre dei normali alimenti, e contengono sostanze in grado di rigonfiarsi maggiormente. Ma il principio rimane lo stesso. Vale dunque la pena di chiedersi: non si fa prima a mangiare un frutto o una porzione di verdura prima dei pasti, invece di spendere soldi in costose pillole dimagranti?

Consideriamo poi le indicazioni riportate in etichetta, che consigliano di affiancare al consumo delle pillole dimagranti un’attività fisica giornaliera costante di almeno mezz’ora, un regime dietetico ipocalorico ed equilibrato, una riduzione dei cibi eccessivamente calorici e dei condimenti a scapito di un maggiore consumo di frutta e verdura.

Se togliamo l’assunzione delle pillole… ci rimangono esattamente le indicazioni di qualunque dietologo! In parole povere, solo seguendo questi semplici (ma sempre validi) consigli potremmo dimagrire, senza fare ricorso a pillole di alcun genere. Morale della favola: abbiamo davvero bisogno di questi prodotti?

La risposta è… no. Anche se la pubblicità cercherà di convincerci sempre dell’esatto contrario.

Il punto di vista… del portafogli

Qualcuno obietterà che, dopo aver tentato in mille modi diversi di dimagrire, “vale la pena provare” anche questa modalità delle pillole che si rigonfiano. Probabilmente fra i “mille modi” non erano contemplati i consigli riportati nel paragrafo precedente, altrimenti un dimagrimento ci sarebbe stato, eccome. Se invece si parla di metodi “senza sforzo”, il discorso cambia. Non si dimagrisce senza fare un po’ di fatica. Acquistando pillole, inoltre, il nostro portafogli potrebbe non essere affatto d’accordo.

Considerando un prodotto di fascia medio-alta, la posologia riportata sulla confezione afferma che, per la riduzione del peso corporeo, si consiglia l’assunzione di tre capsule prima di ciascun pasto principale (pranzo e cena). In totale, si parla di sei capsule al giorno. Una confezione da 60 compresse costa dai 95 ai 135€ e, seguendo la posologia, la stessa confezione dura solo dieci giorni! Un mese di trattamento può costare dai 300 euro in su.

Anche i prodotti di fascia di prezzo inferiore (si fa per dire) non sono certo “amici” del risparmio. Considerando sempre sei compresse al giorno, se siamo fortunati il loro costo giornaliero globale è di oltre sei euro: più di un euro per compressa. Decisamente troppi soldi.

Reale efficacia delle pillole dimagranti

Con tutti i soldi spesi per queste pillole “miracolose” potremmo senza dubbio acquistare un paio di scarpe da ginnastica, iscriverci in palestra o acquistare un abbonamento per la piscina.

Purtroppo, nessuno ama sentirsi dire che per perdere peso bisogna impegnarsi, e sul serio: il vecchio detto “chi bello vuole apparire, un poco deve soffrire” è quanto mai valido. Si fa molto prima a ficcare la testa nella sabbia, ed illudersi pensando che semplicemente inghiottendo qualche pillola si possano raggiungere i risultati sperati. Purtroppo non è così: un dimagrimento si può anche notare, ma non è mai duraturo per effetto del cosiddetto “rebound”: terminato il trattamento, si riprendono tutti i chili persi. Spesso, con gli interessi.

Come dimagrire sul serio, in modo stabile e salutare per l’organismo? Ripetiamolo una volta ancora, perché non guasta certo: svolgere una mezz’oretta di attività fisica anche di basso sforzo (camminata, cyclette, corsa leggera…) purché regolare ed almeno tre volte alla settimana; seguire una dieta ipocalorica (vietato il fai da te, rivolgersi ad un dietologo!), ridurre i grassi ed i condimenti eccessivi, così come i dolciumi ed i cibi troppo salati. Ne guadagnerà certo la nostra salute… ed anche il nostro portafogli ci ringrazierà!



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Questo articolo ha 2 commenti

  • paola scrive:

    salve, volevo sapere,cosa succede se si dimentica di prendere il chitosano 1200 prima dei pasti e lo si prende dopo mangiato, .agisce lo stesso? come assorbi grasso.

  • giorgia scrive:

    salve,io volevo sapere se questi “farmaci dimagranti” hanno qualche effetto collaterale su persone che già prendono la pillola(yasminelle)? grazie

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