Medicina estetica

La Medicina Estetica
Il bello non è se non un aspetto del Bene.La bellezza stimola al desiderio di procreare e,
in questo modo, la natura mortale cerca di farsi immortale,
lasciando sempre con la procreazione
un essere giovane in luogo di quello vecchio
(Platone, Simposio)
L’impressione più immediata che si ha di una persona è senza dubbio legata al suo aspetto fisico, alla sua esteriorità, la cui influenza sui rapporti interpersonali, pur precaria e temporanea, condiziona pesantemente l’esistenza di quanti, non ritenendosi ‘fisicamente gradevoli’, giungono a vivere situazioni di malessere individuale e relazionale, fino talvolta al reale disagio psichico.
Introduzione alla medicina estetica
In ogni epoca l’uomo ha
tentato di migliorare il proprio aspetto, ma mai con l’intensità che
si riscontra in questo momento storico, anche a causa
dell’amplificazione data dai media ai valori della bellezza e della
giovinezza, presentati come autentici obiettivi da raggiungere in
quanto componenti indispensabili per avere una ‘sana’ vita sociale.
Al punto che mai come oggi il vecchio detto secondo cui ‘l’abito non
fa il monaco’ appare tristemente superato. Al medico, o addirittura
al chirurgo, estetico si rivolgono donne e uomini, persone giovani e
giovanissime già insoddisfatte del loro aspetto così come individui
di età matura desiderosi di trovare un nuovo slancio psicologico
attraverso il recupero ‘artificiale’ di un aspetto giovanile ormai
sfiorito. In sostanza, è profondamente cambiato il rapporto con il
corpo, di cui si è imposto un adeguamento ai canoni di bellezza
proposti dai mass-media e, per i più avanti con gli anni, dal
miraggio di bellezza e gioventù.
Ad aumentare l’attenzione verso la corporeità hanno contribuito,
naturalmente, molteplici fattori: innanzi tutto la maggiore
longevità, che ha modificato le abitudini di vita degli anziani,
oggi molto più attivi che in passato, e ha portato con sé il
desiderio di conservare una buona prestanza fisica, abbandonando o
forse solo esorcizzando l’idea della morte; poi la crisi della
famiglia con l’aumento del numero dei single, da cui deriva
l’incrementarsi di una particolare tipologia di vita di relazione
che impone di rimanere sempre giovani e belli; infine la crisi dei
valori religiosi, che sempre più spesso lasciano il posto a nuovi
‘ideali’ quali l’apparire, la notorietà e la fama. Così, sebbene la
percentuale di donne italiane che ammette pubblicamente di essersi
fatta qualche ‘ritocchino’ sia solo del 5%, tutti gli altri
indicatori lasciano supporre che la fascia di utilizzatori dei
trattamenti estetici sia in realtà molto più ampia e in continua
espansione: 800% è, infatti, il tasso di crescita registrato nel
nostro paese dall’uso dei fillers correttivi per le labbra negli
ultimi nove anni, e 45% sul totale sono le donne italiane che usano
il botulino (100.000 solo nel 2004).
In questo contesto, la medicina estetica propriamente detta
comprende tutte quelle cure e quei trattamenti medici che
riguardano, appunto, l’estetica della persona e vengono eseguiti in
modo non chirurgico risultando, quindi, molto meno invasivi degli
interventi di chirurgia estetica, al punto che solitamente non
necessitano dell’anestesia. A richiederli sono ancora soprattutto le
donne (70% dei fruitori totali), ma negli ultimi anni si è assistito
a un incremento esponenziale della clientela maschile. La domanda
nel suo complesso risulta inoltre caratterizzata da un andamento
stagionale: pressoché assente nel periodo estivo, da settembre a
gennaio si concentra soprattutto sul viso e sul trattamento dei
danni solari, delle macchie della pelle e dei piccoli angiomi, per
riparare agli effetti della prolungata esposizione al sole tipica
della bella stagione; mentre da febbraio fino all’estate, assume un
ruolo preponderante il corpo, con il trattamento della cellulite e
del sovrappeso.
Un po' di storia della Medicina Estetica
In principio fu la
chirurgia estetica, negli anni ‘50-’60, con il professor Pitanguy
pioniere del settore in Brasile. Solo nel 1973, a Parigi, grazie a
J.J. Legrand, compare per la prima volta la parola ‘medicina’
affiancata all’appellativo ‘estetica’, introducendo così un nuovo
concetto di attività medica che mirava a correggere i vari
inestetismi del corpo umano al fine di renderlo più armonico nel suo
insieme. La Medicina Estetica vera e propria nasce dunque come
metodica correttiva volta a riparare agli inestetismi del corpo con
tecniche più ‘soft’ rispetto alla chirurgia estetica, alla quale va
ad affiancarsi. Dal 1973 a tutta la prima metà degli anni ’80, tale
disciplina si diffonde nei paesi limitrofi alla Francia e, da qui, a
tutto il bacino del mediterraneo e all’America Latina, e infatti nel
1975 in Italia viene fondata la Società Italiana di Medicina
Estetica (SIME) ad opera di Carlo Alberto Bartoletti, medico di Roma
specialista in Cardiologia, Gastroenterologia, Gerontologia e
Geriatria.
Nella seconda metà degli anni ’80 il ruolo della Medicina Estetica
cambia, e tale metodologia scientifica prende a occuparsi non più
solo degli inestetismi, ma del benessere globale del paziente, di
cui si propone di modificare anche le cattive abitudini alimentari e
di vita (ad esempio si insegnano le regole di una alimentazione
bilanciata, le precauzioni per una corretta esposizione al sole,
l’utilità di una adeguata attività fisica).
La Medicina Estetica diviene così, a tutti gli effetti, una medicina
preventiva che, intervenendo sui comportamenti errati, si propone di
eliminare gli inestetismi e, spesso, anche alcune patologie. In ogni
caso, essa si pone a un livello complementare e non alternativo
rispetto alla chirurgia estetica, affidandosi a mezzi non
chirurgici.
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