Il sale fa male alla salute

L’abuso di sale nella dieta è un rischio per la salute: ridurre il consumo di sale contribuisce infatti a prevenire l’ipertensione arteriosa e tante altre malattie ad essa correlate. Per questo è bene consumare gli alimenti che ne contengono meno e conoscere i prodotti più ricchi di sale per poter fare delle scelte consapevoli e rispettose della propria salute.

il sale fa male alla salute

Il sale è un ingrediente presente in tantissimi prodotti alimentari e come se non bastasse in cucina molti consumatori abusano nel suo utilizzo mettendo a serio rischio la propria salute e quella della famiglia. Scopriamo perchè il sale fa male alla salute.

Il sale e l’alimentazione

Un tempo il sale serviva per conservare gli alimenti, ma da quando c’è il frigorifero questo problema è stato risolto diversamente e pertanto a volte l’uso di sale diventa un vero e proprio abuso e per di più superfluo. Il palato, dopo un periodo di minor consumo di sale, si riabitua ad assaporare i gusti dei vari alimenti e la salute sicuramente ci guadagna.

Al primo posto tra i rischi per la salute connessi a un abuso di sale da cucina è l’ipertensione arteriosa la quale può arrecare seri danni all’organismo anche mortali come ictus o infarti. Un corretto stile di vita, oltre a un buon apporto giornaliero di frutta e verdura fresche e un moderato ma costante esercizio fisico, prevede anche un basso consumo di sale.

Vediamo come è utilizzato il sale dal passato fino ai giorni nostri, in che modo se ne abusa, quali sono gli alimenti che ne contengono di più e quali sono gli alimenti insospettabili che ne contengono comunque in quantità moderate. Circa il 10% del sale che si consuma ogni giorno è infatti presente in alimenti come il latte, la carne ma addirittura anche la frutta o l’acqua. Per questo è sempre bene leggere l’etichetta posta sulla confezione dei prodotti che si comprano e seguire alcuni semplici ma efficaci accorgimenti affinché il sale sia usato con parsimonia.

Il sale nella storia

Il sale fin dai tempi di Omero, nell’antica Grecia, era considerato una sostanza divina in quanto era molto prezioso per la conservazione dei cibi. Nel passato infatti il sale permetteva di conservare carne e vegetali che venivano completamente immersi nel sale.

Il sale era un prodotto così prezioso che basti pensare che esso era dato ai militari romani come retribuzione e da qui deriva appunto il termine “salario”. La tassa sul commercio del sale era addirittura un modo per far arricchire i Paesi e infatti città come Salisburgo dovevano molto della loro ricchezza economica proprio al commercio del sale.

Quanto sale si usa in cucina?

Il sale, ovvero il cloruro di sodio, è un elemento importante per l’organismo in quanto grazie al delicato equilibrio di potassio e sodio si mantiene l’idratazione dell’organismo. Ma il problema è che di sale oggi se ne abusa molto sia a causa dei prodotti lavorati dall’industria alimentare che fa grande uso di sale sia a causa di uno scorretto uso di sale in cucina nella preparazione dei pasti.

Di sale ne basterebbe circa 1 grammo al giorno (4-5 sono i grammi di sale in media raccomandati al giorno) invece in media ogni italiano ne consuma fino a 10-15 grammi al giorno, a volte si arriva fino addirittura a 20 grammi quotidiani. Il sale che si introduce in eccesso nel nostro organismo viene escreto attraverso il sudore e le urine, ma prima che questo avvenga il sale ha già apportato dei danni all’organismo.

Nel 2010 il Ministero della Salute sottolineò che l’abuso di sale è davvero allarmante: gli italiani consumano troppo sale, un quantitativo giornaliero che supera di ben tre volte quello massimo concesso per il bene della nostra salute secondo i parametri raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Circa il 30-40% dell’apporto giornaliero di sale è costituito dal sale che si aggiunge ai cibi mentre si cucina. È proprio su questi valori che dietisti e dietologi cercano di intervenire correggendo le abitudini di vita di molti italiani. Non è vero inoltre che sia il sale ad apportare il gusto agli alimenti, gli alimenti, specialmente quelli più sani, genuini e freschi, hanno già un ottimo sapore di per sé che il sale invece tende ad uguagliare e a non esaltare.

Il sale fa male alla salute: ecco come nasce ipertensione arteriosa

Oggi è oramai un dato certo che l’abuso di sale fa aumentare la pressione arteriosa che può causare molti problemi di salute alcune anche gravi e mortali come:

  • infarto miocardio
  • nefropatie
  • ictus cerebrali
  • malattie vascolari degli arti inferiori
  • deterioramento cognitivo

La pressione arteriosa può infatti essere tenuta sotto controllo anche con un sano stile di vita: un’alimentazione sana ricca di frutta e verdura e povera di sale, l’astensione dal fumo e una costante attività fisica che può essere anche una passeggiata purché sia fatta con costanza anche solo per circa trenta minuti al giorno.

Basti pensare che riducendo l’uso di sale una persona in media può ridurre di circa 5-10 mm/Hg la pressione arteriosa massima e minima.

Da uno studio della University of California di San Francisco è emerso che se si riducesse di 3 grammi l’uso di sale assunto ogni giorno “gli americani potrebbero evitare fino a 92.000 morti, 99.000 infarti e 66.000 ictus all’anno”.

(fonte: http://guide.supereva.it/naturopatia/interventi/2011/01/i-consigli-della-naturopatia-poco-sale-salva-la-vita)

Oltre all’ipertensione arteriosa e alle sue nocive conseguenze per l’organismo, l’abuso di sale può arrecare altri tipi di malattie e disturbi come:

  • malattie allo stomaco
  • aumento del livello di calcio nei reni
  • ritenzione idrica
  • formazione di edemi
  • osteoporosi
  • cancro gastro-intestinale

In modo indiretto l’abuso di sale può essere rapportato anche al problema dell’obesità in quanto una pietanza salata ha la capacità di stimolare l’appetito e pertanto potrebbe far aumentare anche il peso del consumatore.

Contenuto di sale negli alimenti

Alcuni alimenti a prima vista sembrerebbero contenere poco sale o addirittura esserne privi. In realtà il sale è presente in molti alimenti anche quelli dolci. Il sale è infatti presente in gran quantità nei salumi e nei formaggi, ma è presente anche ad esempio nei dolci, nei succhi di frutta, nei biscotti e nelle caramelle.

Vediamo in un etto dei seguenti alimenti quanto sale c’è:

  • pane (1 etto) contiene 0,8 gr di sale
  • cereali per la colazione (1 etto) contengono 2,4 gr di sale
  • biscotti (1 etto) contengono 0,5 gr di sale
  • mozzarella di latte di mucca (1 etto) contiene 0,5 gr di sale
  • prosciutto crudo (1 etto) contiene 6,4 gr di sale
  • prosciutto cotto (1 etto) contiene 1,8 gr di sale
  • salame Milano (1 etto) contiene 3,8 gr di sale
  • formaggino (1 etto) contiene 3 gr di sale
  • dado per brodo (12 gr) contiene 4,8 gr di sale
  • provolone (1 etto) contiene 1,8 gr di sale
  • tonno sott’olio sgocciolato (1 etto) contiene 0,8 gr di sale

Il sale nei prodotti delle industrie alimentari

Sotto accusa ci sono le industrie alimentari che nel corso della lavorazione dei prodotti utilizzano quantità eccessive di sale. Proprio per questo e per i possibili danni causabili al consumatore degli alimenti messi in commercio, sarebbe auspicabile una legge che prevedesse il limite di sale da utilizzare nelle industrie alimentari.

Secondo uno studio dell’Università del Queensland pubblicato nel periodico “Heart” se le industrie alimentari riducessero l’uso di sale nei loro prodotti il numero delle malattie cardiovascolari si ridurrebbe del 18%.

Circa il 60-70% di sale introdotto ogni giorno nell’organismo è da attribuire infatti al consumo di prodotti creati dalle industrie alimentari.

Secondo Altroconsumo, “se possiamo limitare il sale quando lo versiamo sul piatto o mentre cuciniamo, non abbiamo nessun controllo su questo ingrediente quando deriva da alimenti pronti come i salumi, le conserve o il pane. Più della metà del nostro introito di sale, infatti, deriva dai prodotti trasformati, in particolare dal pane e dai suoi derivati”.

In Gran Bretagna e in Francia alcune iniziative intraprese da industrie alimentari hanno fatto sì che il consumo di sale fosse diminuito di circa il 10%, in particolare nella produzione di pane dato che oggi il pane e le sue varianti (focacce, baguette, panini) è sempre più presente sulla tavola non solo degli italiani ma anche di francesi e inglesi.

(fonte: http://donne.virgilio.it/benessere/alimentazione-e-dieta/il-sale-fa-male.html)

Come ridurre il consumo di sale

Per ridurre l’uso quotidiano di sale è consigliabile adottare una serie di comportamenti che possono essere semplici ma efficaci come:

  • non utilizzare il sale da cucina durante la cottura degli alimenti ma al limite metterne un poco solo a cottura ultimata; in genere infatti si tende a mettere sale sia durante la cottura degli alimenti sia alla fine per il loro condimento
  • scegliere alimenti che contengano poco sale
  • abituarsi a non portare la saliera in tavola, questo potrebbe sembrare un suggerimento poco efficace invece se una volta che si è a tavola non si ha a disposizione la saliera si tende a non alzarsi per prenderla e si consumano i cibi così come sono stati preparati
  • non usare il dado per il brodo che contiene quantità elevate di sale
  • preferire di condire le verdure e le carni non con il sale ma con le spezie o con la soia o con la senape che contengono meno sale
  • mangiare formaggi e salumi raramente dato che sono prodotti ricchi di sale
  • cercare di salare l’acqua per la cottura della pasta non con le mani ma con un cucchiaio, così facendo la quantità di sale utilizzata è più controllabile
  • scegliere prodotti che contengono la minor quantità di sale possibile per questo nel fare la spesa è importante leggere l’etichetta degli ingredienti per verificare la quantità di sale presente
  • limitare il consumo di cibi precotti o pronti che hanno una elevata quantità di sale
  • consumare molta verdura e frutta fresca dato che il potassio in esse contenute ha la potenzialità di neutralizzare in parte gli effetti dannosi apportati dal sodio.


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