Prodotti erboristici
di Sara Rocchegiani
Pro e contro dei prodotti erboristici
Stando all’Organizzazione
Mondiale della Sanità, il 25% delle patologie attualmente più
diffuse è di tipo iatrogeno, ossia causato dall’abuso di farmaci. In
questo contesto, il primo fondamentale vantaggio dei rimedi naturali
sta nell’offrire un’alternativa, evitando in molti casi il ricorso
ai medicinali. Da non sottovalutare, poi, la pressoché totale
assenza di controindicazioni, nonché la capacità delle sostanze a
base di erbe di non generare in chi le assume il cosiddetto ‘ricordo
clinico’, e quindi di non innescare alcun meccanismo di dipendenza
che vincola il soggetto all’assunzione di quella specifica sostanza.
Ugualmente, l’uso di prodotti erboristici non crea problemi di
sovraccumulo di vitamine, dato che hanno la proprietà di trasferire
all’organismo solo le vitamine di cui ha bisogno, di cui è carente,
o, altrimenti, di venire facilmente eliminate. Infine, ricorrendo a
prodotti erboristici, è spesso possibile arrivare alla ‘restitutio
ad integrum’ della funzionalità dell’organo interessato dal
malessere, obiettivo molto difficile da raggiungere, invece,
attraverso le cure mediche tradizionali.
E tuttavia ‘naturale’ non è sempre sinonimo di ‘positivo’ e di
‘migliore’, al punto che quando si desidera utilizzare una pianta
con proprietà terapeutiche a scopo curativo è opportuno armarsi di
una buona dose di prudenza e di cautela. Bisogna infatti sempre
tenere presente che ogni pianta medicinale, a differenza dei farmaci
di sintesi, contiene numerose sostanze, spesso addirittura alcune
migliaia, e molti metodi tradizionalmente usati per renderle
fruibili, quali infusi, decotti e polveri, non sempre garantiscono
la composizione finale del prodotto in termini di concentrazione di
principi attivi. Inoltre, molte erbe non sono mai state sottoposte a
una vera e propria verifica scientifica delle loro supposte
proprietà terapeutiche, e continuano a essere utilizzate solo per
tradizione, anche se a volte non hanno alcun reale potere curativo.
La controindicazione principale riguarda però il contenuto in
termini di principi attivi: raramente, infatti, i prodotti
erboristici sono corredati da una etichetta dettagliata con
indicazioni precise circa la quantità di principio attivo contenuta
in ogni compressa o capsula, che è cosa ben diversa dal dato,
generalmente presente, relativo al peso di ciascuna pillola. Ad
esempio, un estratto di corteccia del salice contiene, come
componente attivo, la salicina, la cui concentrazione può però
variare dall’1% al 10% e oltre: solo conoscendo questo dato è
possibile dosare correttamente il preparato, che altrimenti può
risultare inefficace perché sottodosato, o lesivo perché troppo
concentrato.
L’indicazione circa la percentuale di principio attivo presente nel
prodotto erboristico viene definita ‘standardizzazione’, e pur non
essendo ancora presente su tutte le confezioni immesse sul mercato,
sta progressivamente diffondendosi, anche a seguito delle richieste
degli stessi consumatori, ormai sempre più preparati e attenti ai
dettagli.
Il mercato dei prodotti di erboristeria
Negli ultimi dieci anni
la vendita di prodotti erboristici è aumentata in maniera
significativa, toccando punte pari al +10% nell’Unione Europea e
addirittura al +12% negli USA e +15% in Giappone. Un trend positivo
che ha suscitato anche l’interesse delle casa farmaceutiche, molte
delle quali hanno proceduto all’acquisto o al controllo di aziende
erboristiche.
Una indagine effettuata su svariati paesi europei dalla European
Herbal Growers Association nel 2002 ha valutato in circa 10mila
unità (di cui oltre 2.000 solo in Italia) il numero di addetti alla
coltivazione e alla raccolta di piante officinali, mentre una
precedente rilevazione della ISAFA nel nostro paese ha stimato in
3.000 ettari la superficie complessiva investita a erbe officinali,
con la Calabria che addirittura ha riservato a questa particolare
tipologia di coltivazione più della metà del suo territorio.
Le aziende attive nel settore sono principalmente imprese
individuali (79%) o da cooperative e società agricole semplici
(20%), mentre solo il 3% è rappresentato da Enti, Istituti Agrari e
Associazioni. Infine, si stima che le aziende impegnate nella
trasformazione e produzione di prodotti erboristici e integratori
siano, in Italia, circa 1.200, per un totale di oltre 25mila
addetti. Nel 2001, in Europa, il consumo dei prodotti erboristici si
è attestato su un valore di circa nove milioni di euro, dei quali
circa 650mila riferibili all’Italia.
Questo articolo si
divide nei seguenti capitoli:
Storia dell'erboristeria e
dell'erborista
I prodotti
erboristici: pro e contro
I prodotti
dell'erborista: tisane, polveri, estratti, oli essenziali
Scheda tecnica sull'Aloe Vera
Scheda tecnica sull'Echinacea
Scheda
tecnica sul
Ginkgo Biloba
Scheda tecnica sul
Ginseng
Scheda tecnica sulla
Propoli
Aziende di
prodotti erboristici
Siti e
portali sull' erboristeria