Correggere le orecchie a sventola

Le orecchie a sventola sono un problema che affligge circa il 2% della popolazione mondiale, secondo le stime più condivise. Possono colpire un solo orecchio, e più comunemente entrambi, e sono il risultato di uno sviluppo non corretto dei padiglioni auricolari del feto. Si tratta di un problema dunque congenito, anche se non tende a manifestarsi immediatamente ma soltanto successivamente al terzo mese di età.

Ma si possono correggere le orecchie a sventola? Oppure bisogna rassegnarsi?

Correggere le orecchie a sventola

Come si correggono le orecchie a sventola?

Le orecchie a sventola sono la risultante di un non corretto sviluppo della cartilagine che sostiene i padiglioni auricolari. Questa può essere troppo debole, completamente assente a livello della conca auricolare, oppure troppo pronunciata verso l’esterno.

In tutti e tre i casi il risultato estetico è però, per il soggetto, l’unica cosa che conta. Le orecchie si fanno prominenti, modificano l’intera estetica facciale e causano, sono gli studi a dimostrarlo, problemi di carattere psicologico e sociale a chi ne è affetto.

Si tratta dunque di un problema congenito, spesso di carattere genetico ereditario, che lascia dunque pochissimo scampo.

Una volta nati, correggere l’inclinazione del padiglione auricolare è particolarmente difficile proprio perché la cartilagine, una volta fissata, non può riposizionarsi.

Rimedi naturali e correzioni fai da te: funzionano?

Ci sono tanti rimedi naturali, quelli che mettevano in pratica le nostre nonne, per cercare di correggere le orecchie a sventola. Dalle fasce elastiche al nastro adesivo, passando per i cappellini che tengono le orecchie attaccate al cranio. Si tratta però, è il caso di ribadirlo prima di procedere ulteriormente nell’analisi del problema, di rimedi che lasciano il tempo che trovano. Non ci sono metodi di questo tipo infatti che possano offrire risultati di alcun tipo, e spesso bande elastiche e nastro adesivo diventano un ulteriore supplizio per un bambino che è già particolarmente colpito psicologicamente e moralmente.

Le orecchie a sventola non sono purtroppo curabili semplicemente cercando di piegare la cartilagine in senso inverso, come cercherebbero di fare questi metodi casalinghi.

Non esiste alcuna speranza? Per fortuna sì, e ce ne occuperemo tra pochissimo.

La chirurgia per un risultato perfetto

Quella dell’otoplastica è una categoria di interventi a carico del padiglione auricolare che sono tesi a modificare l’estetica dell’orecchio e, in alcuni casi, a ripristinarne la funzionalità.

Non è questo il caso delle orecchie a sventola, dato che si tratta di un problema di carattere meramente estetico, che non causa problemi all’udito di alcun tipo.

L’intervento di otoplastica per le orecchie a sventola è ormai un intervento di routine per un gran numero di chirurghi, che possono andare a modificare l’angolo formato dai padiglioni auricolari, aggiungere o togliere parti di cartilagine e finalmente donare al volto di chi ha questo problema una ritrovata normalità.

Chi si può operare?

L’operazione è possibile per tutti i soggetti che hanno più di 7 anni di età e non impiega che pochi minuti per orecchio. Si tratta dunque di un intervento che può coinvolgere anche i bambini in età pre-puberale*, con i risultati dell’intervento che rimarranno validi anche dopo la crescita.

Convalescenza ridotta

Anche la convalescenza per l’operazione non è delle peggiori. Si tratta semplicemente di rimanere, dopo l’intervento, per circa 30 giorni con una banda elastica di protezione, che permetterà alle suture di rimarginarsi senza problemi.

Non esistono esiti cicatriziali di alcun tipo, dato che la piccolissima cicatrice sarà comunque coperta dal padiglione auricolare e non sarà in alcun modo visibile.

La novità del laser

Anche il laser elettropulsato CO2 può fornire degli ottimi risultati in questo campo di applicazioni. Nelle mani di un esperto chirurgo può infatti andare a rimodellare la cartilagine senza che vengano praticati tagli e suture, con una cicatrice invisibile e una convalescenza addirittura ridotta rispetto a quella dell’operazione tradizionale.



Una risposta

  1. sabrina

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