Contrastare i calcoli renali con l’alimentazione

La comparsa di calcoli renali non dipende solamente da un’alimentazione sbagliata, ma è causata principalmente da una malattia o da una predisposizione genetica. Qualunque sia la causa, in ogni caso è importante seguire alcuni accorgimenti alimentari che permettono di ridurre i rischi e limitarne gli effetti.

combattere i calcoli renali con alimentazione

Idratare l’organismo

Quando si soffre di calcoli renali, la prima raccomandazione è quella di bere molta acqua e di consumare molta frutta e verdura, che favoriscono un’idratazione costante dell’organismo. In questo modo, infatti, è possibile diminuire le possibilità che le sostanze presenti nelle urine precipitino e si aggreghino, visto che risultano più diluite. Naturalmente, non bisogna eccedere nel consumo d’acqua, in quanto un apporto idrico esagerato non solo può provocare uno squilibrio a livello idroelettrolitico, ma anche un lavoro eccessivo da parte dei reni, con conseguente danneggiamento della loro funzionalità. È necessario, quindi, consumare una quantità di acqua che sia proporzionata al tipo di attività fisica che si conduce e alla propria alimentazione.

Va sottolineato che l’assunzione di acqua e, quindi, il trattamento idropinico a base di acque minerali, non può prescindere dalla supervisione di un medico: in genere, i medici consigliano di consumare due o tre litri di acqua al giorno in modo da produrre un volume urinario di circa due litri, ma l’idratazione deve essere incrementata soprattutto quando le urine hanno un colore piuttosto scuro. In presenza di calcoli renali, andrebbe limitato se non abolito, il consumo di the e caffè, perché elementi ricchi di ossalati.

In generale, chi soffre di calcoli dovrebbe preferire sempre l’acqua a qualsiasi altra bevanda, soprattutto se si tratta di acqua minimamente mineralizzata o oligominerale, che contribuisce a ridurre l’apporto di calcio e sodio, il cui incremento nelle urine può favorire la comparsa dei calcoli.

 

Diversi tipi di calcoli

Per stabilire quali contromisure adottare, è necessario individuare il tipo di calcoli da cui il paziente è affetto. In alcuni casi, come per esempio i calcoli di struvite, gli effetti preventivi della dieta sono molto contenuti tanto che si deve per forza ricorrere a un trattamento antibiotico. In tutti gli altri casi, la dieta utile a guarire dai calcoli renali deve prevedere un aumento della diluizione dei sali minerali che hanno provocato la formazione del calcolo, inoltre, dovrebbe ridurre la loro escrezione urinaria, contenere i fattori che favoriscono la loro precipitazione e aumentare l’apporto di acido citrico e di altre sostanze che possono ostacolare la formazione dei calcoli. Per questo, la dieta deve essere prescritta da un medico, che indicherà il regime alimentare più adatto in base al tipo di calcolo renale.

Non sarà sfuggito, a chi soffre di calcoli renali, l’importanza del test sulle urine prescritto dal medico: questo perché la presenza di calcoli si individua più facilmente dal valore del pH delle urine. Le urine basiche, infatti, sono associate a concrezioni renali dovute a magnesio fosfato, calcio carbonato e struvite, mentre i calcoli di acido urico e cistina compaiono soprattutto in caso di urine acide. In presenza di calcoli di acido urico e cistina, gli alcalinizzanti urinari più indicati e utilizzati sono il citrato di potassio e il succo di limone, da impiegare quando il valore del pH è inferiore alla neutrialità, mentre urine acide sono associate a un gran consumo di proteine, soprattutto della carne.

 

L’eccesso di proteine

Un eccessivo consumo di carne rossa può provocare, quindi, una calcolosi di tipo urico: l’urina, infatti, in conseguenza di un consumo di proteine eccessivo, diventa più acida, per cui si abbassa la quota dei citrati, ovvero le sostanze che inibiscono la precipitazione dell’acido urico e del calcio. Per questo chi è predisposto all’insorgenza di calcoli renali, dovrebbe evitare alimenti particolarmente ricchi di purine, ovvero sardine, aringhe, acciughe e crostacei, selvaggina, piccioni, oche, rognoni, animelle, cuore e fegato. L’assunzione di proteine va evitata anche in caso di calcoli di origine cistinica, in quanto contengono un aminoacido, la metionina, precursore della cistina.

Da non sottovalutare anche alcuni tipi di verdure, come prezzemolo, spinaci, barbabietole e bietole, ricche di ossalati, che potrebbero contribuire alla comparsa di calcoli dovuti a ossalato di calcio, per cui sarebbe . opportuno limitarne l’assunzione nel caso di coliti ulcerose e malattie infiammatorie enteriche, che ne aumentano l’assorbimento a livello intestinale. Attenzione va prestata anche ad alimenti che usiamo consumare con frequenza come cioccolata, succhi di frutta, cola, nocciole e bevande gasate perché ricche di acido ossalico, vero nemico dei reni. Si tratta di alimenti che non vanno del tutto aboliti, ma sicuramente limitati, così come gli alcolici, che aumentano l’escrezione renale degli ossalati, e i dolci che, se assunti in quantità eccessive, favoriscono l’eliminazione del calcio nelle urine.

A questo punto, quali sono gli alimenti che potrebbero essere consumati da chi soffre di calcoli renali? Via libera al consumo di carciofi, mela e cavolo, che favoriscono l’escrezione di urina, mentre la cipolla contribuisce all’espulsione di acido urico. Proprietà diuretiche si riscontrano anche nel sedano, particolarmente utile anche per le insufficienze epatiche, mentre il prezzemolo stimola la diuresi e favorisce l’espulsione di calcoli di piccole dimensioni.

 



Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *